Per ascoltare l’audio di oggi, 19 aprile 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/107 (1709)
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Le notizie
Genocidio a Gaza
L’esercito israeliano ha esteso le aree sotto il proprio controllo, svuotate dalla popolazione e considerate “zone di sicurezza” per lo stato di Israele. Dichiara che sono il 30% di Gaza. Un’analisi delle cartine geografiche pubblicate dai militari di Tel Aviv dimostra che l’area del territorio controllata direttamente con truppe israeliane è di 187 km, più della metà del piccolo territorio densamente popolato. “La strategia di Israele nella Striscia di Gaza è quella di renderla inabitabile”, ha affermato Agnes Levallois, docente presso la Fondation pour la recherche stratégique (FRS).
Sul territorio, l’esercito israeliano ha creato un’ampia zona cuscinetto parallela al confine della Striscia di Gaza. Le truppe israeliane hanno inoltre imposto tre corridoi militari: il corridoio Salahuddine (Filadelfia), Safi (Morag) e Wadi (Netzarim), attraverso la Striscia di Gaza, dividendola in grandi campi di concentramento. Le denominazioni che usa l’esercito israeliano sono referiti a nomi di colonie ebraiche durante la prima fase di occupazione della Striscia, prima del ritiro del 2005. È un piano di colonizzazione, annientamento e deportazione forzata per una pulizia etnica.
Nella giornata di ieri i caccia israeliani hanno compiuto 40 raids sui campi profughi causando la morte di 64 persone in prevalenza donne e bambini. Dall’alba di oggi sono 18 i civili uccisi in diversi attacchi, secondo rapporti giornalistici basati sulle comunicazioni dei singoli ospedali. Oltre ai raids aerei, sono entrate in funzione ieri anche le artiglierie terrestri e navali, colpendo la parte est di Gaza città e la zona costiera a nord.
Continua anche l’opera di demolizione, con dinamite e bulldozer, delle costruzioni ancora in piedi a Rafah. Un soldato ha detto – in anonimato – ad una tv statunitense che “gli ordini sono di radere al suolo tutto per cancellare ogni presenza umana”.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria
Il blocco degli aiuti umanitari causa sofferenze e morte tra la popolazione civile. “Lasciateci fare il nostro lavoro”, esortano i rappresentanti di Medici del mondo, Oxfam, del Consiglio norvegese per i rifugiati e di altre ong che affermano di trovarsi di fronte a “uno dei peggiori fallimenti umanitari della nostra generazione”. Gli aiuti umanitari a Gaza, infatti, sono “minacciati di collasso totale” a causa del blocco imposto da Israele all’ingresso di tali aiuti dal 2 marzo: è quanto hanno avvertito ieri dodici importanti ong in una dichiarazione congiunta.
Il PAM, programma alimentare mondiale dell’ONU ha fotografato la drammatica situazione a Gaza: “2 milioni di palestinesi sfollati senza una fonte di reddito dipendono completamente dagli aiuti; abbiamo bisogno adesso di introdurre cibo perch centinaia di migliaia sono in pericolo di vita per fame a causa dell’esaurimento delle scorte in diverse zone”.
In una dichiarazione, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) afferma che la Striscia di Gaza sta affrontando la peggiore crisi umanitaria dall’inizio dell’aggressione israeliana. Viene confermato che il numero di bambini sottoposti a cure per malnutrizione nel mese di aprile è salito a 3.600, rispetto ai 2.000 del mese scorso.
Pasqua a Gerusalemme
Ieri, venerdì, le famiglie musulmane Joudeh e Nassiba, in linea con la loro storica consuetudine, hanno consegnato le chiavi della Chiesa del Santo Sepolcro alle tre chiese: il Patriarcato greco-ortodosso, il Patriarcato armeno e la Custodia di Terra Santa. Ciò segna l’apertura delle porte della chiesa ai fedeli e ai visitatori in uno dei giorni più sacri dell’anno, una tradizione annuale che affonda le sue radici – secondo alcuni racconti della tradizione – fin dai tempi del califfo Omar, in celebrazione della Pasqua.
L’agenzia stampa Wafa di Ramallah ha commentato: “Questa tradizione unica, tramandata di generazione in generazione da due famiglie per oltre 850 anni, incarna un simbolo duraturo della fiducia e del rispetto reciproco tra musulmani e cristiani a Gerusalemme. Afferma che la Città Santa non è solo la culla delle religioni, ma anche un modello globale per la conservazione dei valori religiosi e umani condivisi e per la salvaguardia del patrimonio sacro attraverso i secoli”.
Ostaggi
Un rapporto di 49 pagine di una commissione d’inchiesta internazionale indipendente documenta al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite «l’uso sistematico negli ultimi 18 mesi di violenze sessuali e di genere da parte delle Forze di sicurezza israeliane contro donne e ragazze palestinesi arrestate» a Gaza e in Cisgiordania. E rileva che non si tratta di casi isolati ma per l’estensione del fenomeno indica l’utilizzo della violenza sulle donne come arma di guerra e di annientamento dell’altro.
Il rapporto dal titolo «Più di quello che un essere umano può sopportare»: documenta l’uso sistematico da parte di Israele di violenza sessuale, riproduttiva e altre forme di violenza di genere. (clicca per leggere tutto il documento in inglese)
Yemen
58 persone uccise e 126 ferite nell’attacco statunitense sullo Yemen. I missili hanno colpito una raffineria nel porto di Ras Issa, nella provincia di Hodeida. Gli attacchi USA sullo Yemen sono durati tutto il giorno di ieri e nella serata hanno toccato anche la capitale Sanaa con bombe altamente esplosive. L’amministrazione Trump con la guerra continua e permanente contro gli Houthi intende mandare un messaggio di minaccia a Teheran.
Libano
Ogni giorno Israele compie un attacco contro città e villaggi del sud Libano con il pretesto di colpire dirigenti di Hezbollah. Ieri, l’ennesimo agguato con droni e missili che ha ridotto un’auto a cenere e uno scheletro metallico, uccidendo i passeggeri. Il ministero della sanità di Beirut parla di civili uccisi, una famiglia con bambino, mentre da Tel Aviv la solita dichiarazione buona per tutte le occasioni sull’esecuzione di un capo di Hezbollah.
Iran
Oggi si apre a Roma il negoziato indiretto tra USA e Iran iniziato la scorsa settimana, il 12 aprile, a Mascate, in Oman. Stando alle ricostruzioni filtrate sui media, la riunione si svolgerà in un albergo della capitale e vedrà coinvolti l’inviato speciale americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, il ministro degli esteri iraniano, Abbas Iraqji, e il ministro degli esteri omanita, Badr bin Hamad Al-Busaidi. L’Italia non parteciperà direttamente con propri delegati, ma il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, potrebbe accogliere le parti alla Farnesina, prima o dopo l’incontro. Per aumentare la pressione sulla diplomazia iraniana, l’amministrazione Trump ha fatto filtrare sulla stampa Usa le notizie sui preparativi militari alla base di Diego Garcia, nell’oceano indiano. “Washington ha trasferito nella base bombardieri strategici che possono trasportare sia armi convenzionali sia quelle termonucleari, pronti ad attaccare l’Iran nel caso dovessero fallire i dialoghi sul nucleare tra i due Paesi”, ha riferito un esperto del Pentagono.
Comunità ebraica GB
Da Londra arriva una condanna di Netanyahu firmata dalla comunità ebraica britannica: più di trenta rappresentanti della comunità ebraica nel Regno Unito, infatti, hanno duramente criticato il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, accusandolo di agire in contrasto con i “valori ebraici” nella guerra a Gaza, così si legge in una lettera aperta pubblicata sul Financial Times (comunità) e sottoscritta da 36 membri del Board of Deputies of British Jews secondo cui non è più possibile “restare in silenzio”: “la tentazione di distogliere lo sguardo è forte perché ciò che sta accadendo è insopportabile, ma i nostri valori ebraici ci spingono a prendere posizione e a parlare”, si legge ancora nella lettera che rappresenta la prima presa di posizione critica nei confronti di Israele da parte di alcuni esponenti dell’organizzazione dall’inizio della guerra. Si arriva a dire che “l’anima di Israele è in pezzi” per quanto sta accadendo nel sanguinoso conflitto. E ancora, “siamo contrari alla guerra e piangiamo la perdita di vite palestinesi”. Viene inoltre condannata la ripresa dell’offensiva israeliana a Gaza il 18 marzo, dopo una tregua di due mesi, e si sottolinea con preoccupazione che da allora “nessun ostaggio israeliano” è stato rilasciato.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
La nipotina Lidya di 4 anni continua a ripetere ai genitori: “dov’è il nonno?”. Non ha voluto festeggiare il suo compleanno senza il dott. Hussam.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
“Buona Pasqua a tutti e tutte gli amici e le amiche italiani/e”. è il messaggio che ci ha fatto pervenire la direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled.
Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.
ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 25esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.
Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.
Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.
Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta.
Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!
Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).
Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!
Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca
Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.
Per partecipare al progetto: clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, un mese e 25 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump continua la sua politica degli annunci a perdere: «Se Mosca e Kiev si comportano male ce ne andiamo, vogliamo un accordo veloce».
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