Per ascoltare l’audio di oggi, 28 aprile 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/116 (1718)

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A marzo c’è stato un ritorno alla normalità delle donazioni. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 12. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 736 (+ 181,00 € rispetto al precedente mese di febbraio).

Le adozioni a distanza di bambini/e palestinesi di Gaza sono 25 e la 26esima è in arrivo. I fondi raccolti nel mese di marzo e già trasferiti ad Al-Najdah sono stati 8.050,00 €.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Le notizie

Genocidio a Gaza

Da mezzanotte di domenica sono 17 i palestinesi assassinati dai bombardamenti israeliani, che hanno colpito Khan Younis e Gaza città. Attacchi indiscriminati contro gente affamata.

Nelle 24 ore precedenti, il rapporto del ministero della sanità palestinese informa di 51 uccisi e 115 feriti trasportati negli ospedali.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria

Le organizzazioni umanitarie, tra cui il Programma Alimentare Mondiale e l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), hanno distribuito le ultime scorte di farina e altre scorte alimentari a decine di mense di beneficenza nella Striscia, che forniscono pasti di base a coloro che non hanno altra scelta. Un responsabile Onu ha affermato: “Ormai non c’è più nulla da dare loro, quindi quando finiranno le ultime scorte, le cucine dovranno chiudere. Al momento le persone stanno resistendo, ma sappiamo da altre crisi che la situazione peggiora molto rapidamente e non siamo lontani da quel punto”, ha aggiunto.

Circa due mesi fa, poche ore dopo la rottura del cessate il fuoco, Israele ha bloccato l’ingresso di cibo, carburante, medicine e altri rifornimenti a Gaza. Decine di forni, che fornivano pane a centinaia di migliaia di persone, hanno già chiuso i battenti. Le 47 cucine di beneficenza, che forniscono solo lenticchie, pasta e riso, hanno già ridotto le loro razioni. “Se questa cucina chiude, queste persone che dipendono da noi rischiano di morire di fame”, ha affermato Hani Abu Qasim, della Cucina della “Cucina della Carità di Rafah”. Le Nazioni Unite hanno annunciato di aver individuato a marzo 3.700 bambini affetti da grave malnutrizione, con un aumento dell’80% rispetto a febbraio.

Cort internazionale di Giustizia

Oggi, lunedì, la Corte internazionale di giustizia inizia le udienze sulla causa intentata da 40 stati membri delle Nazioni Unite contro Israele, per la sua decisione di vietare le attività dell’UNRWA. Alla fine dell’anno scorso, 137 paesi hanno votato a favore del deferimento del caso alla Corte internazionale di giustizia, mentre solo 12 paesi si sono opposti. Le udienze dureranno cinque giorni e i giudici ascolteranno le argomentazioni di tutti i Paesi coinvolti nel caso.

Giornalisti nel mirino

“A Gaza sono stati uccisi più giornalisti in un anno e mezzo che in tutte le guerre mondiali, in Vietnam, nei Balcani e in Afghanistan messe insieme.

Erano tutti palestinesi. Non è un effetto collaterale. È una mattanza premeditata. È un attacco mirato al diritto di informare. Alla libertà. Alla civiltà.

Duecentodiciassette colleghi assassinati – forse di più – mentre indossavano il giubbotto con la scritta PRESS”.

È l’incipit di un appello che circola tra un gruppo di giornalisti di carta stampata, radio, tv e siti web. Leggete tutto: clicca. I giornalisti che condividono, possono aderire scrivendo a: anbamedaps@gmail.com , nome e cognome, testata giornalistica ed un indirizzo email di contatto.  

Siria/Rojava

Il 26 aprile si è tenuto a Qamishli, nel nord est della Siria (Rojava) il congresso per l’unificazione delle prese di posizioni politiche delle componenti curde siriane, verso una trattativa con il nuovo potere a Damasco. Oltre 400 delegati, con la partecipazione di esponenti iracheni e turchi, hanno ascoltato l’intervento di Mazloum Abdi a nome delle FDS. Dopo un’intera giornata di dibattito è stato approvato un documento finale che rivendica una costituzione confederale per la Siria democratica.

Iran/USA

Il ministro degli esteri dell’Oman, Badr Al-Busaidi, ha annunciato che è atteso un nuovo incontro ad alto livello tra Iran e USA. L’appuntamento è per la prossima settimana e sono previsti incontri tra esperti per definire la base di un accordo. Teheran chiede garanzie per il non ritiro della Casa Bianca da un eventuale accordo per la fine delle sanzioni e la rinuncia all’uranio arricchito. Mosca ha dichiarato la propria disponibilità a stoccare l’uranio arricchito iraniano in caso di un accordo tre le parti.

Iran

È salito il numero delle vittime dell’esplosione nel porto di Bandar Abbas. 40 morti e oltre mille feriti. Il governo ha dichiarato il lutto nazionale per tre giorni. Il presidente Pezeshkian ha visitato il luogo dell’enorme rogo e ha promesso che il caso sarà chiarito al più presto possibile. La procura generale sta indagando per individuare l’origine dello scoppio. Fonti israeliane parlano dello stoccaggio di carburante solido per missili. Un deputato del parlamento, Mohammed Saraj, ha accusato Israele di aver orchestrato l’incendio. “com’è possibile che un incendio casuale possa partire da 4 punti diversi. È chiaro che è un sabotaggio e dietro l’atto non può esserci che la mano di Israele. Parlano di carburante solido per missili, per coprire il loro crimine”.

Libano

Israele torna a bombardare Beirut. Un drone di Tel Aviv ha lanciato tre missili contro una costruzione nel quartiere al-Hadath. Il ministero della salute libanese ha informato che ci sono stati 7 feriti. In un altro attacco con droni al villaggio Hala, nel sud, è stato ucciso un allevatore di pollami.

Secondo i dati ufficiali di Beirut, Israele ha compiuto dal 27 novembre, data di entrata in vigore del cessate-il-fuoco, 2765 violazioni della tregua, provocando 194 uccisi e 486 feriti. 

Islamofobia/Francia

Abubakr Cissè è stato assassinato venerdì con 50 coltellate in una moschea di La Grand-Comb, nel sud della Francia. L’atroce crimine è stato registrato in un video ripreso dallo stesso assassino, rivolgendo frasi sconnesse di odio verso i musulmani. La vittima è un giovane del Mali ed aveva 23 anni. L’assassino ha spedito il video ad un suo amico che lo aveva pubblicato sui social, ma poi lo ha subito cancellato. L’assassinio è stato ripreso dalle camere di sorveglianza della moschea. L’assassino è stato identificato, ma è riuscito a fuggire prima dell’arrivo degli agenti in casa di un suo parente. Ieri sera si è consegnato a Pistoia, in Italia. È un francese di 21 anni.

La procura parla di un crimine su motivazione islamofoba. Il presidente Macron e il primo ministro Bayrou hanno condannato l’atroce crimine motivato da odio verso l’islam. Centinaia di persone si sono riunite domenica a Place de la République a Parigi per una manifestazione contro l’islamofobia. La marcia di solidarietà ha riunito organizzazioni non governative, rappresentanti politici e leader religiosi che hanno denunciato l’atmosfera islamofobica in Francia.

In Italia, a quanto ci risulta, la notizia non è stata pubblicata finora da nessuna testata nazionale. Un altro segno di razzismo. A ruoli capovolti, con una vittima un uomo bianco, avremmo assistito ad una copertura da prima pagina.

India/Pakistan

Terza notte di scontri al confine del Kashmir, tra India e Pakistan. Un rischio altissimo per tutta la regione. Islamabad ha chiesto all’ONU un’inchiesta internazionale imparziale sull’attentato in Kashmir e sulle susseguenti scontri al confine. La crisi si è sviluppata in crescendo con le minacce di New Delhi di deviare il fiume Indo e la risposta di Islamabad è stata di considerare un atto simile come una dichiarazione di guerra. Ricordando che i due paesi sono potenze nucleari, il rischio è abbastanza alto per tutta la regione.  

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.

Solidarietà/Al-Najdah

Israele ha bloccato ieri la rete internet su Gaza. Le comunicazioni sono state difficilissime. Per dribblare il blocco israeliano, abbiamo fatto ricorso all’accesso dalla rete internet egiziana. “La situazione è catastrofica”, ci hanno detto le amiche di Al-Najdah. “Non arrivano più rifornimenti dalle agenzie dell’Onu. La situazione è molto difficile”.

Dai nostri lettori continuano ad arrivare le donazioni a favore delle famiglie di sfollati palestinesi a Gaza. Coloro che non hanno la possibilità di coprire i costi di un’adozione optano per la scelta di un contributo una tantum. Anche questo è un passo importante per sostenere i palestinesi a casa loro e impedire la deportazione.

La pagina social di Al-Najdah (in arabo) si trova al link:  https://www.facebook.com/alnajda

Potete osservare le foto delle attività di Al-Najdah, come la distribuzione dei pasti caldi e l’acqua oppure i corsi scolastici ai ragazzi.

Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.

ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 25esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.

Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.

Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.

Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta. 

Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!

Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).

Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!

Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca

Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.

Per partecipare al progetto: clicca

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, due mesi e 3 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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