Per ascoltare l’audio di oggi, 29 aprile 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/117 (1719)
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A marzo c’è stato un ritorno alla normalità delle donazioni. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 12. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 736 € (+ 181,00 € rispetto al precedente mese di febbraio).
Le adozioni a distanza di bambini/e palestinesi di Gaza sono 25 e la 26esima è in arrivo. I fondi raccolti nel mese di marzo e già trasferiti ad Al-Najdah sono stati 8.050,00 €.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Le notizie
Genocidio a Gaza
Altre stragi ieri nei campi di sfollati a Khan Younis, Rafah, Gaza città e Jebalia. Bombardamenti che si sono ripresi anche stamattina. In uno di essi ci sono state 40 vittime. Un drone ha preso di mira una donna incinta, colpendola in testa. Ricoverata d’urgenza in ospedale, i medici sono riusciti a salvare il bambino, ma la donna non ce l’ha fatta.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità informa di 71 uccisi e 153 feriti trasportati negli ospedali durante la giornata di ieri, fino a mezzogiorno.
Amnesty International ha affermato in un comunicato che il mondo sta osservando in diretta il genocidio che si sta consumando nella Striscia di Gaza per mano israeliana e armi di fabbricazione statunitense ed europa.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria
La storia della sofferenza della bambina Suwar Ashour: nata prematura a causa del bombardamento della casa della sua famiglia ed è aggravata dalla malnutrizione. Per guardare: clicca!
Il Programma Alimentare Mondiale ha annunciato lunedì che le sue scorte alimentari a Gaza sono esaurite, mentre Israele continua a chiudere i valichi di frontiera da oltre sette settimane. Le organizzazioni internazionali confermano che la carestia ha iniziato a diffondersi nella Striscia assediata.
Il programma delle Nazioni Unite ha affermato in una nota che la situazione a Gaza è sull’orlo del collasso, sottolineando che due milioni di persone dipendono interamente dagli aiuti alimentari per sopravvivere.
Nella dichiarazione si sottolinea l’urgente necessità di consegnare immediatamente aiuti alimentari a Gaza.
Cisgiordania
Arresti di massa dopo le operazioni di rastrellamento compiute dall’esercito israeliano a Jenin, Nablus, Salfit e Qalqilia. Oltre 70 i giovani arrestati e condotti in carcere senza accuse.
Prosegue anche l’opera sistematica di demolizione delle case dei palestinesi, con il pretesto di mancata licenza. A Massafer Yatta è stata demolita una casa risalente ad un periodo precedente all’occupazione israeliana. A nord di Ramallah è stata demolita la casa di una famiglia palestinese per permettere la costruzione di una strada di aggiramento, al servizio esclusivo dei coloni ebrei israeliani.
A Gerusalemme, un bambino di 14 anni è stato rilasciato dopo 50 giorni di detenzione in un carcere per adulti. Mohammed Da’ass è stato deferito agli arresti domiciliari lontano dalla famiglia e con la sorveglianza elettronica. Il rilascio è stato effettuato in cambio del pagamento di un riscatto di 1500 dollari. Lo scorso 8 marzo, un gruppo di ragazzi ha lanciato sassi contro un’auto di un colono che era entrato nel loro villaggio ad est di Gerusalemme. Il padre del ragazzo ha denunciato che Mohammed ha subito maltrattamenti fisici e psicologici e ha perso mesi di scuola. Insieme a lui ci sono altri 6 bambini che sono rimasti in carcere, perché le famiglie non potevano pagare il riscatto richiesto dal tribunale israeliano. Un solo bambino era stato rilasciato al momento dell’arresto perché aveva soltanto 12 anni.
Giornalisti nel Mirino
A Jenin l’esercito di occupazione ha arrestato il giornalista Alì Sammoudi, corrispondente del giornale Al-Quds, di Gerusalemme. Un gruppo di soldati ha fatto irruzione nel suo ufficio. Dopo aver devastato i mobili, distruggendo computer, telefoni e archivio, hanno ammanettato il giornalista e portato in carcere. Un arresto amministrativo, senza accuse e senza processo. Israele teme che il mondo sappia dei suoi crimini contro la popolazione civile.
Yemen
Incessanti gli attacchi aerei e missilistici Usa contro lo Yemen controllato dagli Houthi. Secondo fonti di Sanaa, negli attacchi di ieri sono stati uccisi 70 persone, 68 migranti africani e due civili yemeniti. Dalle immagini pubblicate si evince chiaramente che sono state colpite zone residenziali e non obiettivi militari, come hanno annunciato dal Pentagono. È stato colpito, infatti, un centro di detenzione per migranti.
La stampa benpensante italiana parla di mancanza di informazioni sugli Houthi dell’intelligence USA. Le 70 vittime non meritano un pensiero di pietà.
Il Pentagono ha ammesso anche di aver perso un caccia F-18 durante un attacco di droni lanciato dagli houthi sulla portaereiTruman, nel Mar Rosso. Per evitare il missile, il pilota ha fatto una manovra sbagliata e il caccia è finito in mare, affondando. Lo scorso dicembre, un altro F-18 era stato abbattuto da fuoco amico.
Siria/Rojava
Reazioni scomposte da Damasco sul documento unitario uscito dalla conferenza dei partiti curdi siriani tenuto nei giorni scorsi a Qamishli, nel nord est della Siria. Il presidente autoproclamato Ahmad Sharaa, alias Joulani, ha dichiarato che “l’unità della Siria è una linea rossa”. Il difficile dialogo che si è finora osservato è condizionato dalle pressioni turche sul governo di Damasco. La conferenza delle forze curde chiedeva un federalismo democratico, per garantire i diritti di tutte le diversità culturali e politiche. Leggi il documento: clicca!
Iran
Il bilancio del disastroso rogo nel principale porto iraniano si aggrava: 70 morti e oltre mille i feriti. Il ministro dell’interno iraniano ha esposto, in una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tv nazionale, le prime risultanze dell’inchiesta sul gigantesco rogo che ha devastato il porto di Bandar Abbas. La versione governativa sull’incendio imputa il motivo a “negligenza di una ditta privata nel rispetto delle norme di sicurezza”. Viene escluso il sabotaggio e si salvano le autorità portuali, addossando la responsabilità su una ditta privata.
India/Pakistan
Si inasprisce lo scontro tra Pakistan e India sul confine per il 4° giorno, ma sono più gravi i preparativi di guerra. L’India ha espulso il corpo diplomatico pakistano e Islamabad si accinge a fare altrettanto. New Delhi ha vietato l’accesso in India ai cittadini pakistani, annullando i visti precedenti e negando l’emissione di nuovi. Il Pakistan dal canto suo ha bloccato tutti le importazioni dal vicino gigante ed ha chiuso lo spazio aereo ai voli da e per l’India. Un crescendo di azioni e reazioni succedutisi dopo l’attacco contro una zona turistica indiana in Kashmir e la conseguente sospensione del trattato per la spartizione delle acque del fiume Indo. Il ministro della guerra pakistano ha dichiarato che le truppe sono sul procinto di invadere il territorio pakistano. Ha anche affermato che il suo paese non userà le armi nucleari, tranne in caso di una minaccia della sua esistenza. Tradotto: non esclude il ricorso all’arma nucleare, visto che l’India ha una potenza militare convenzionale molto più preponderante rispetto all’esercito pakistano.
Islamofobia
Per l’assassinio di Abuobakar Cissè, tutti gli indici sono puntati contro il ministro dell’interno francese, Bruno Retailleau, fautore di campagne di odio nei confronti dell’islam e contro i francesi di fede musulmana. “Ci ha messo 2 giorni prima di fare una dichiarazione di condanna e tre giorni prima di visitare il luogo del crimine”, scrive un’articolista di Mediapart. La comunità musulmana a La Grand-Combe denuncia “i due pesi e due misure” che caratterizzano l’atteggiamento delle autorità pubbliche: la procura infatti non ha ancora rubricato l’assassinio come atto terroristico e le autorità governative, a partire dal presidente Macron e il primo ministro Bayrou, si sono pronunciati in ritardo, contrariamente rispetto alle reazioni contro l’atto di investimento in Canada.
Cissè, cittadino originario del Mali di 23 anni, è stato assassinato venerdì con 50 colpi di coltello mentre pregava in moschea. L’assassino ha ripreso il crimine commentando con frasi contro l’Islam e minacciando di ripetere il gesto. Il video è finito sui social. Dalle videocamere di sorveglianza del luogo di culto è stato identificato, ma è riuscito a scappare in Italia. Domenica si è consegnato ad un commissariato di Pistoia. L’articolo di Mediapart: clicca
Solidarietà in Italia
Un gruppo di intellettuali, giornalisti e professori universitari hanno lanciato un appello sui social per un’azione collettiva di massa da tenere online per tutto il giorno del 9 maggio 2025, dalle 00:00 alle 24:00.
#ultimogiornodigaza #gazalastday è stata denominata l’azione di bombardamento del web con messaggi, foto, video, vignette, ecc… con l’hashtag in italiano e inglese. Per aderire e attivarti: clicca!
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
Sulla pagina social di Al-Najdah sono stati pubblicati le foto della distribuzione dei pasti caldi, forniti agli sfollati grazie al contributo della solidarietà internazionale. Siamo riusciti anche a parlare con le responsabili dell’associazione che ci hanno rassicurato che malgrado le difficoltà si riesce a resistere.
Dai nostri lettori continuano ad arrivare le donazioni a favore delle famiglie di sfollati palestinesi a Gaza. Coloro che non hanno la possibilità di coprire i costi di un’adozione optano per la scelta di un contributo una tantum. Anche questo è un passo importante per sostenere i palestinesi a casa loro e impedire la deportazione.
La pagina social di Al-Najdah (in arabo) si trova al link: https://www.facebook.com/alnajda
Potete osservare le foto delle attività di Al-Najdah, come la distribuzione dei pasti caldi e l’acqua oppure i corsi scolastici ai ragazzi.
Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.
ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 25esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.
Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.
Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.
Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta.
Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!
Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).
Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!
Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca
Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.
Per partecipare al progetto: clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, due mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il ministro della guerra tedesco ha affermato che se Kiev accetta il piano Trump, significa la resa e la sconfitta. Putin annuncia una tregua di tre giorni, per il 9 maggio, giornata per la vittoria contro il nazifascismo nella II guerra mondiale.
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