Per ascoltare l’audio di oggi, 30 aprile 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/118 (1720)
Per info e contatti, manda un messaggio: anbamedaps@gmail.com
Domani la rassegna non esce:
BUON 1° maggio – Giornata internazionale dei lavoratori
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A marzo c’è stato un ritorno alla normalità delle donazioni. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 12. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 736 € (+ 181,00 € rispetto al precedente mese di febbraio).
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Le notizie
Genocidio a Gaza
L’esercito israeliano ha bombardato stamattina i campi di sfollati nel centro di Gaza. 23 uccisi all’alba di oggi.
La stampa israeliana scrive che i generali non sono soddisfatti di come sta andando il piano di deportazione della popolazione di Gaza. “I paesi coinvolti accettano soltanto palestinesi loro cittadini”.
Sterminio e deportazione. Come nella peggior tradizione nazista.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità informa che nella giornata di ieri e fino a mezzo giorno sono stati uccisi 51 civili e feriti altri 113.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato:
“Israele ha bloccato l’ingresso di cibo, carburante, medicinali e forniture commerciali nella Striscia di Gaza per quasi due mesi. Il blocco israeliano di cibo, carburante e medicine a Gaza priva oltre due milioni di persone di aiuti salvavita. Gli aiuti non sono negoziabili e Israele deve proteggere i civili, approvare i programmi di soccorso e facilitarne l’attuazione”.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha invitato la comunità internazionale a porre fine alla “catastrofe umanitaria” nella Striscia di Gaza, mentre Israele continua a bloccare l’ingresso degli aiuti. “Con il blocco totale degli aiuti salvavita che entra nella nona settimana, è necessario compiere sforzi a livello internazionale per impedire che questa catastrofe umanitaria raggiunga livelli senza precedenti”, ha affermato Türk. Ha sottolineato anche che “qualsiasi ricorso alla fame nei confronti dei civili come metodo di guerra costituisce un crimine di guerra, così come tutte le forme di punizione collettiva”.
UNRWA
Philippe Lazzarini, Commissario Generale dell’UNRWA, ha denunciato che oltre 50 membri dello staff dell’UNRWA, tra cui insegnanti, medici e assistenti sociali, sono stati presi in ostaggio dall’esercito israeliano dall’inizio dell’aggressione israeliano sulla popolazione di Gaza.
“L’occupazione israeliana li ha ripetutamente trattati in modo disumano, picchiandoli e usandoli come scudi umani. I detenuti hanno inoltre riferito di essere stati sottoposti a privazione del sonno, umiliazioni, minacce di violenza a loro e alle loro famiglie e aggressioni da parte di cani”.
Un operatore dell’UNRWA, dopo il rilascio, ha dichiarato: “Avrei voluto la morte per porre fine all’incubo che stavo vivendo”.
Siria
Riprendono gli scontri nella cittadina di Germana, alle porte di Damasco, abitata da una maggioranza drusa. Il governo ha mandato altre truppe per mantenere il controllo della situazione e disarmare i miliziani che si aggiravano armati per le strade. È il terzo giorno di scontri tra drusi armati e unità delle forze governative. Le strade della cittadina sono completamente diserte, perché la gente ha paura di rimanere intrappolata tra i belligeranti. I negozi sono chiusi, nel timore di saccheggi. Negli scontri di ieri sono state uccise 14 persone, tra armati delle due parti e civili.
Una funzionaria di un’organizzazione umanitaria di Germana, raggiunta telefonicamente da Anbamed, ha detto che non esce da casa né lei né i bambini, per timore di essere colpiti dalle pallottole vaganti. “Speriamo che non avvenga contro di noi drusi ciò che è successo nella costa nord occidentale contro gli alwaiti, anche perché i miliziano governativi arrivati da fuori non sono siriani, ma mercenari barbuti che non parlano arabo corretto”.
Yemen
Anche la GB partecipa ai bombardamenti sullo Yemen. Lo ha reso noto il ministero della guerra di Londra. Gli Houthi hanno denunciato che negli attacchi aerei di oggi sono state colpite le case di civili nella provincia di Giauf, con 3 morti e decine di feriti. “Sono state usate bombe anti bunker, vietate internazionalmente in zone civili”, hanno scritto in un comunicato.
Iran
Il parlamento ha chiesto un dibattito al governo sulla vicenda dello scoppio nel porto. Le dichiarazioni del ministro dell’interno, sulla “negligenza di una ditta privata nel rispetto delle norme di sicurezza”, risulterebbero pronunciati per il consumo interno. Nelle sue parole, infatti, viene escluso il sabotaggio e si salvano le autorità portuali, addossando la responsabilità su una ditta privata. Il deputato Mohammed Shahryiari, membro della commissione esteri e per la sicurezza nazionale, ha affermato che ci sono molti dubbi da risolvere su diversi aspetti dell’esplosione. E avanza l’ipotesi di un attacco compiuto con droni o con infiltrati.
India/Pakistan
Un passetto dopo l’altro si va verso la guerra. Il Pakistan ha annunciato di aver abbattuto un drone di spionaggio lanciato dall’India nei cieli del Kashmir pakistano. Ne è seguita una sparatoria sulla linea di demarcazione, ma sembra senza vittime.
Dal canto suo Islamabad sta studiando una procedura per una denuncia contro l’uscita dell’India dal trattato di spartizione delle acque dell’Indo. Il Pakistan dipende dalle sue acque per l’80% del fabbisogno idrico.
Solidarietà in Italia
Un gruppo di intellettuali, giornalisti e professori universitari hanno lanciato un appello sui social per un’azione collettiva di massa da tenere online per tutto il giorno del 9 maggio 2025, dalle 00:00 alle 24:00.
#ultimogiornodigaza #gazalastday è stata denominata l’azione di bombardamento del web con messaggi, foto, video, vignette, ecc… con l’hashtag in italiano e inglese. Per aderire e attivarti: clicca!
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
Sulla pagina social di Al-Najdah sono stati pubblicati le foto della distribuzione dei pasti caldi, forniti agli sfollati grazie al contributo della solidarietà internazionale. Siamo riusciti anche a parlare con le responsabili dell’associazione che ci hanno rassicurato che malgrado le difficoltà si riesce a resistere.
Dai nostri lettori continuano ad arrivare le donazioni a favore delle famiglie di sfollati palestinesi a Gaza. Coloro che non hanno la possibilità di coprire i costi di un’adozione optano per la scelta di un contributo una tantum. Anche questo è un passo importante per sostenere i palestinesi a casa loro e impedire la deportazione.
La pagina social di Al-Najdah (in arabo) si trova al link: https://www.facebook.com/alnajda
Potete osservare le foto delle attività di Al-Najdah, come la distribuzione dei pasti caldi e l’acqua oppure i corsi scolastici ai ragazzi.
Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.
ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 25esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.
Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.
Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.
Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta.
Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!
Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).
Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!
Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca
Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.
Per partecipare al progetto: clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, due mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump dice che Putin vuole la pace, ma nessuno ha il coraggio di dipingerlo come putiniano. Zelensky respinge la tregua di tre giorni offerta da mosca per il 9 maggio, giornata mondiale per la vittoria sul nazifascismo. Chiede una tregua per un mese.
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