Per ascoltare l’audio di oggi, 05 maggio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/122 (1724)

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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €

(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Le indicazioni per farlo agevolmente sono presenti nel sito (Qui) e nella newsletter (in fondo alle notizie).

Le notizie

Genocidio a Gaza

L’esercito israeliano ha richiamato decine di migliaia di riservisti per allargare l’offensiva su Gaza. Non bastano più i bombardamenti, il governo di Tel Aviv vuole il controllo diretto del territorio per deportare la popolazione e ammassarla in 4 campi di concentramento dietro il filo spinato. “Faremo come a Rafah”, ha minacciato il ministro della guerra Katz. A Rafah tutta la popolazione è stata costretta ad evacuare e buona parte della città è stata rasa al suolo. È la soluzione finale. Dopo la fame, la popolazione sarà costretta militarmente alla deportazione verso l’Egitto.

Il rapporto giornaliero del ministero della sanità parla di 40 uccisi e 125 feriti nella giornata di ieri, fino a mezzogiorno. Il numero totale delle vittime accertate è di 52.535 persone uccise e 118.491 persone ferite. La statistica comprende soltanto i trasferimenti negli ospedali. Il numero reale è molto più alto.   

I media locali hanno dato notizie stamattina di altri 19 uccisi in due stragi compiute dagli occupanti a Gaza città e Jebalia.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria

Il Direttore degli ospedali da campo del Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha dichiarato che: “La maggior parte della popolazione della Striscia di Gaza vive sotto la fame imposta dall’occupazione; la carestia è inevitabile nella Striscia di Gaza e non abbiamo scelta; niente latte artificiale per i neonati e niente farmaci per le donne incinte; il mio messaggio al mondo intero è di fermare la guerra di sterminio e di fame; vogliamo vivere in pace, come ogni altro popolo al mondo; la quantità di carburante disponibile negli ospedali è sufficiente solo per tre giorni”.

La fame come arma di guerra. Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti a Gaza, comprese le agenzie dell’ONU, hanno denunciato che l’esercito israeliano, dopo aver ostacolato il lavoro umanitario internazionale a Gaza, ha proposto di presiedere direttamente alla distribuzione degli aiuti con proprie strutture militari. “Da 9 settimane Israele vieta l’ingresso degli aiuti a Gaza, provocando la chiusura dei forni e diffondendo una fame senza precedenti. Una fame che ha colpito in particolare oltre un milione di bambini. Non parteciperemo a nessun piano militare che non rispetti i principi umanitari delle norme internazionali. Gli aiuti non possono essere un ricatto per la deportazione”.

L’ipotesi avanzata dal governo Netanyahu, di provvedere direttamente alla distribuzione degli aiuti umanitari internazionali, non ha trovato il consenso dei capi militari dell’esercito di occupazione. La stampa israeliana rivela un battibecco tra il neo capo di Stato maggiore e il premier: “non distribuiremo gli aiuti a una folla affamata e arrabbiata”, ha detto Eyal Zamir. Il piano governativo israeliano di impossessarsi degli aiuti internazionali ha un intento politico chiaro: usare la fame per assoggettare la popolazione ad un programma di deportazione, ammassata in campi di concentramento chiusi e recintati, sorvegliati da contractor armati e con controllo biometrico alle entrate e uscite.

Gaza chiama alla solidarietà

Il ministero della sanità di Gaza ha annunciato in una conferenza stampa una campagna internazionale per la protezione dei bambini di Gaza. #SalvateibambinidiGaza #siatevoilalorovoce.

Cisgiordania

Il capo ufficio tecnico del comune di Jenin, Mamdouh Assaf, ha affermato che il campo e i sei quartieri residenziali circostanti stanno subendo la completa distruzione delle loro infrastrutture, tra cui le condutture idriche e fognarie, per mano delle truppe di occupazione israeliane.

Assaf ha spiegato che, due giorni fa, le squadre del comune sono riuscite a rimuovere una barriera di terra all’ingresso dell’ospedale settentrionale di Jenin. Ha sottolineato anche che le forze di occupazione avevano spianato con i bulldozer le strade principali della città, stimate in 37 chilometri di  lunghezza. Non è possibile raggiungere quei quartieri devastati a causa della presenza delle forze militari di occupazione. Ha sottolineato che il comune ha fatto ricorso a metodi di emergenza nel tentativo di fornire acqua ad alcuni quartieri che avevano sofferto di interruzioni idriche per più di 100 giorni consecutivi. Ha fatto notare che l’occupazione ha impedito alle squadre comunali di accedere al pozzo “Al-Sa’ada”, la principale fonte di approvvigionamento idrico della città di Jenin.

Siria

È stato raggiunto un accordo di pacificazione tra i capi delle comunità druse siriane e il governo centrale guidato da Tahrir Sham. È già iniziato il ritiro delle forze di sicurezza da Sueidaa, in particolare le unità provenienti dall’esterno della città. È un accordo che taglia la strada al tentativo israeliano di incendiare il paese con crisi locali su base etnico-confessionale. Ma Israele, oltre all’occupazione militare del sud del paese ed i bombardamenti su tutta la Siria, fomenta suoi agenti tra gli stessi siriani. E non soltanto tra i drusi. Ogni volta si raggiunge un accordo per la pacificazione, gli agitatori armati scendono in campo per mandare a monte gli accordi.

Yemen

I bombardamenti anglo-americani sono incessanti da oltre 50 giorni. Le zone controllate dalle milizie Houthi sono colpite da bombe e droni e con missili lanciati dalle navi da guerra. Aerei britannici sono partiti da Cipro per bombardare Sanaa, ma anche Maarib, città in mano del governo esiliato ad Aden.

Il primo ministro del governo yemenita esiliato ad Aden, Ahmed Awad Bin Mubarak, ha annunciato due giorni fa le sue dimissioni. Una mossa che dà un segnale di fragilità del fronte impegnato da oltre dieci anni in una guerra civile contro la milizia Ansar Allah, conosciuta come Houthi. Le divisioni tra milizie locali secessioniste sostenute da Abu Dhabi e il governo appoggiato da Riad hanno vanificato gli sforzi per una ricomposizione di un fronte interno anti-Houthi. Si aggiunge inoltre il pericolo di un’invasione di terra tripartita israelo-angolo-statunitense. Dopo gli attacchi di ieri degli Houthi sull’aeroporto di Tel Aviv, che ne hanno causato la chiusura per alcune ore, Netanyahu ha minacciato di colpire duramente sia l’Iran che le milizie Houthi.   

Pakistan

Islamabad ha fatto ricorso al Consiglio di Sicurezza contro le minacce indiane. Russia e Cina hanno dichiarato di voler collaborare per una distensione nella regione.

Algeria

La lingua Amazigh è stata riconosciuta ufficialmente in Algeria nel 2016, ma c’è chi in Algeria intende rinnegare l’esistenza di una realtà fondamentale della società algerina e di tutto il Maghreb. Uno storico intervistato da un canale mediatico di Abu Dhabi ha accusato gli Amazigh ingiustamente di praticare un piano “colonialista sionista”. La risposta di Algeri non è tardata, denunciando il governo degli Emirati di pescare nel torbido per destabilizzare l’Algeria. Il lanciatore di fango, Mohammed Amine Bilghaith, è stato arrestato “per aggressione contro i pilasti fondamentali della nazione e la convivenza”.

BDS/Tunisia

Carrefour chiude temporaneamente i suoi mercati dopo una riuscita campagna di boicottaggio dei gruppi BDS tunisini. Gli attivisti hanno organizzato in diverse città presidi simultanei davanti ai negozi del marchio francese. La campagna che dura dal 2023 ha ottenuto i suoi frutti, i negozi sono vuoti e la società ha dovuto prendere atto del fallimento. Si parla del ritiro dal mercato tunisino e di vendere i locali ad un altro marchio.

Solidarietà con la Palestina in Italia

Un gruppo di intellettuali, giornalisti e professori universitari hanno lanciato un appello sui social per un’azione collettiva di massa per il cessate-il-fuoco, da tenere online per tutto il giorno del 9 maggio 2025, dalle 00:00 alle 24:00.

#ultimogiornodigaza #gazalastday è stata denominata l’azione di bombardamento del web con messaggi, foto, video, vignette, ecc… con l’hashtag in italiano e inglese. Per aderire e attivarti: clicca!

Lo stesso giorno alle 17:30 si terrà a Milano il primo incontro tra intellettuali ebrei italiani e attivisti palestinesi residenti in Italia. “Dialoghi possibili” è il titolo dell’evento. clicca

La trattoria Santa Clara di Napoli

Dopo le accuse di antisemitismo, Nives Monda di Taverna Santa Chiara a Napoli ha deciso di querelare la turista autrice del video menzognero sui fatti del 3 maggio. I due turisti israeliani in realtà hanno mangiato, non hanno pagato e piagnucolato perché la proprietaria ha detto loro la verità sul genocidio compiuto dal loro governo a Gaza. Dopo la diffusione del video, la signora ha ricevuto minacce pesantissime e per questo ha deciso di querelare l’autrice delle calunnie. Tutta la solidarietà della redazione di Anbamed. Se passate da Napoli andate a cena dalla Taverna Santa Chiara. È qui: clicca Ecco come erano andate le cose: clicca!

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.

Solidarietà/Al-Najdah

Il primo nostro bonifico all’associazione Al-Najdah, di 8.050,00 euro, è arrivato a destinazione. Tutte le amiche di Gaza ringraziano e ci informano che hanno iniziato la distribuzione delle quote alle famiglie dei 26 bambini adottati. Sulla pagina social di Al-Najdah è stato pubblicato il disegno di una bambina di Milano, Giulia, figlia di affidatari, con un commento di ringraziamento per tutti gli affidatari. il link

È arrivata da Gaza la documentazione per altri/e 5 bambini/e. Tutte le schede, con foto e certificato di nascita, sono state spedite prontamente agli/alle affidatari/ie.

Il Coro Resistente ha registrato “Bella Ciao” in un video, che abbiamo spedito alle amiche di Al-Najdah, per creare un ponte tra la memoria della resistenza italiana contro il nazi-fascismo e la resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana. Il Coro Resistente di Chiavari è affidatario di una bambina palestinese, Zina. Abbiamo realizzato una traduzione in arabo del canto che dà tanto fastidio ai fascisti italiani del terzo millennio. clicca

Nel mese di aprile sono state raccolte donazioni per i bambini di Gaza (adozioni a distanza + pasti caldi) per 5.710,00 euro. Grazie per la solidarietà generosa!

Sulla pagina social di Al-Najdah sono stati pubblicati le foto della distribuzione dei pasti caldi, forniti agli sfollati grazie al contributo della solidarietà internazionale (clicca)

Siamo riusciti anche a parlare con le responsabili dell’associazione che ci hanno rassicurato che malgrado le difficoltà si riesce a resistere.

Dai nostri lettori continuano ad arrivare le donazioni a favore delle famiglie di sfollati palestinesi a Gaza. Coloro che non hanno la possibilità di coprire i costi di un’adozione optano per la scelta di un contributo una tantum. Anche questo è un passo importante per sostenere i palestinesi a casa loro e impedire la deportazione.

La pagina social di Al-Najdah (in arabo) si trova al link:  https://www.facebook.com/alnajda

Potete osservare le foto delle attività di Al-Najdah, come la distribuzione dei pasti caldi e l’acqua oppure i corsi scolastici ai ragazzi.

Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.

ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 26esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.

Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.

Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.

Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta. 

Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!

Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).

Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!

Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca

Per partecipare al progetto: clicca

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, due mesi e 10 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Un duro bombardamento russo su Kiev. Vacilla anche la tregua limitata a tre giorni, proposta da Putin in occasione dell’anniversario della vittoria sul nazifascismo.

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