Per ascoltare l’audio di oggi, 06 maggio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/123 (1725)
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(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Ieri è morto Youssef Al-Najjar, un bambino di 4 mesi, a causa di malnutrizione, in seguito al continuo blocco da parte di Israele degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. (clicca per vedere le atrocità dei nuovi nazisti).
Oltre alla fame ed alle bombe, adesso Netanyahu vuole occupare tutto il territorio e cacciare la popolazione.
La soluzione finale.
“Siamo alla vigilia dell’attacco generalizzato per rioccupare tutta Gaza ed a tempo indeterminato”, ha detto in conferenza stampa, dopo la riunione del consiglio ristretto di governo. Ha accettato le pressioni di Smotrich e Bin Gvir per una guerra totale contro la popolazione di Gaza. Alla domanda sulla popolazione civile, gli oltre due milioni di palestinesi, ha risposto: “Saranno deportati”, ma non ha chiarito dove. “Per la loro salvezza”, ha sottolineato il criminale ricercato dalla Corte penale int. Non ha chiarito dove e il verbo nella versione bonaria di certa stampa complice del genocidio è stato tradotto in “spostare in altre zone più sicure di Gaza”. La seconda parte della frase è un’interpretazione dei giornalisti estensori dei servizi. Non è stata pronunciata da Netanyahu.
Pennivendoli consapevoli, perché loro sanno che a Gaza non c’è nessun posto sicuro.
Il ministero della sanità riferisce che ieri, fino a mezzogiorno, sono arrivati negli ospedali i corpi di 32 uccisi e 119 feriti. I bombardamenti israeliani hanno ucciso dall’alba di oggi oltre 50 persone.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria
L’allarme di Emergency: “A Gaza vince solo la fame, manca tutto”. Lo ha detto a RaiNews24 Alessandro Manna, coordinatore di Emergency Gaza (clicca).
La situazione umanitaria è stata descritta nell’appello dei medici palestinesi di stamattina: “L’occupazione israeliana continua con la sua politica sistematica di far morire di fame più di 2 milioni di persone per più di due mesi, chiudendo i valichi di frontiera ai rifornimenti di cibo e medicine e interrompendo le forniture idriche. La Striscia di Gaza si trova ad affrontare gravi indicatori sanitari e umanitari che richiedono agli organismi e alle istituzioni internazionali di intervenire urgentemente e salvare il salvabile.
16.278 bambini sono stati assassinati in 18 mesi di aggressione militare, ovvero un bambino viene ucciso ogni 40 minuti.
La distruzione dei centri di assistenza sanitaria primaria ha privato i bambini e le madri incinte dell’assistenza sanitaria di base.
L’occupazione israeliana impedisce l’ingresso dei vaccini contro la poliomielite, minacciando di far crollare gli sforzi del Ministero della Salute per combattere la malattia.
L’interruzione delle forniture di cibo e medicinali ha aggravato i casi di grave malnutrizione tra i bambini”.
Gaza chiama alla solidarietà
È partita in tutto il mondo la risposta all’appello del ministero della sanità palestinese per salvare i bambini di Gaza. Il dott. Munir Al-Bursh ha lanciato un appello per salvare i bambini dalla carneficina quotidiana compiuta dall’esercito di occupazione con le bombe e con il blocco del cibo e delle medicine. In molte città del mondo sono state realizzate già da ieri iniziative con lo slogan #salvateibambinidiGaza. A Madrid, Bruxelles, Dublino e Londra si sono tenuti presidi e marce molto partecipate nel quadro della campagna internazionale “sollevazione per Gaza”. “Fermate l’assassinio dei bambini di Gaza” è lo slogan gridato. La campagna dura una settimana fino al 12 maggio, con un appuntamento ideale di unità delle iniziative in tutto il mondo, sia nelle piazze sia sul web, il giorno venerdì 9 maggio.
Hind Rajab
“Identificato l’assassino di Hind Rajab: Presentata una denuncia alla CPI contro un ufficiale israeliano”, The Palestine Chronicle, il 4 maggio 2025 ha pubblicato la dichiarazione della Fondazione Hind Rajab (con sede a Bruxelles) che ha indicato il tenente colonnello Benny Aharon – comandante della 401ª Brigata corazzata dell’esercito di occupazione israeliano – come l’ufficiale direttamente responsabile dell’operazione militare che ha preso di mira l’auto della famiglia di Hind nel quartiere Tel al-Hawa di Gaza City il 29 gennaio 2024.
La fondazione ha dichiarato che la denuncia fa seguito a un’indagine durata un anno, durante la quale ha identificato i soldati, gli ufficiali e i comandanti di campo coinvolti nell’attacco, tutti sotto il comando di Aharon.
La dichiarazione ha sottolineato che l’unità di carri armati di Aharon non solo ha bombardato l’auto della famiglia, ma in seguito ha bombardato un’ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese inviata a soccorrere Hind, uccidendo due paramedici. L’invio dell’ambulanza era stato concordato con l’esercito di occupazione tramite la Croce rossa internazionale.
Cisgiordania
Israele ha demolito il piccolo villaggio di Khalet Dabaa a Masafer Yatta (Cisgiordania). Ha raso al suolo 9 case, 6 grotte, 10 cisterne d’acqua, 4 stalle, una cabina elettrica, l’impianto solare e il centro comunitario lasciando in piedi solo 3 strutture e la scuola. Deportazione.
Issa Amro, protagonista del documentario “The Settlers” (I coloni) di Louis Theroux, subito dopo la trasmissione è stato molestato da soldati e coloni. Hanno fatto irruzione nella sua casa a Hebron, lo hanno minacciato di arresto e gli hanno intimato di non sporgere denuncia. Apartheid. Guarda il video dell’aggressione clicca.
Per saperne di più sul documentario della BBC clicca
Siria
Un accordo è stato raggiunto tra i capi delle comunità druse e il governo di Damasco. Per scongiurare una guerra civile che giova soltanto alla propaganda guerrafondaia israeliana, le due parti hanno deciso di mandare un segnale di pacificazione. La comunità drusa siriana scarica gli armati che sparano contro le forze di sicurezza e il governo ritira dalle città druse le truppe arrivate da fuori.
Israele nella sua politica di espansionismo sfrenato non è soddisfatta ed ha aperto un altro fronte con la Siria. È stato bombardato ieri il confine siro-libanese, dalle due sponde. Il pretesto è sempre lo stesso: colpire le vie di comunicazione di Hezbollah.
Israele in Medio Oriente sta giocando lo stesso ruolo della Germania in Europa alla vigilia della II guerra mondiale: espansionismo per garantirsi lo spazio vitale.
Yemen
50 raids aerei israeliani ieri sullo Yemen. Distrutto il porto di Hodeida, principale via commerciale marittima del paese. L’attacco missilistico lanciato dagli Houthi due giorni fa sull’aeroporto di Tel Aviv ha fatto lievi danni materiali, ma ha causato il blocco della navigazione aerea per diversi giorni. Alcune compagnie aeree hanno sospeso i voli verso Israele fino a domenica. Netanyahu ha sentito il bisogno di scendere in campo per una vendetta esemplare. Sostenuto dall’alleanza statunitense-britannica, che da metà marzo bombarda le città yemenite sotto il controllo degli Houthi.
Pakistan/India
Il Pakistan ha svolto il secondo esperimento di lancio di un missile di media gettata capace di trasportare una carica nucleare. “sistema di navigazione progredito e precisione migliorata”, ha commentato il premier Shahbaz Sharif. La gittata del missile è di 120 km. Il precedente era di 450 km. Non c’è nulla di cui rallegrarsi, perché si tratterebbe di un possibile suicidio nucleare di massa di pakistani e indiani.
Il ministro degli esteri iraniano ha compiuto una visita ieri a Islamabad per tentare una mediazione e raffreddare la crisi. Una prossima visita a New Delhi è programmata per domani giovedì.
La crisi tra i due paesi è scoppiata in seguito ad un attentato contro una località turistica nel Kashmir indiano. Tutti i giorni dal 21 aprile si sono avute scaramucce al confine. Il Pakistan ha fatto ricorso al Consiglio di Sicurezza, per scongiurare un’invasione di terra da parte dell’India.
La Papa-mobile
L’organizzazione umanitaria cattolica Caritas ha fatto sapere che una delle auto che papa Francesco usava durante le occasioni ufficiali, le cosiddette “papamobili”, diventerà un’unità sanitaria mobile per curare i bambini nella Striscia di Gaza. L’auto si trova al momento a Betlemme, in Cisgiordania, dove il papa l’aveva lasciata nel 2014 come dono dopo una visita ufficiale: la Caritas ha detto di averla attrezzata con strumenti utili per la diagnosi e il trattamento di malattie e ferite e che la porterà nella Striscia di Gaza appena possibile. (clicca).
Solidarietà con la Palestina in Italia
Mancano 3 giorni all’azione globale del 9 maggio. #ultimogiornodigaza #gazalastday
Un gruppo di intellettuali, giornalisti e professori universitari hanno lanciato un appello sui social per un’azione collettiva di massa per il cessate-il-fuoco, da tenere online per tutto il giorno del 9 maggio 2025, dalle 00:00 alle 24:00.
#ultimogiornodigaza #gazalastday è stata denominata l’azione di bombardamento del web con messaggi, foto, video, vignette, ecc… con l’hashtag in italiano e inglese. Per aderire e attivarti: clicca!
Lo stesso giorno alle 17:30 si terrà a Milano il primo incontro tra intellettuali ebrei italiani e attivisti palestinesi residenti in Italia. “Dialoghi possibili” è il titolo dell’evento. clicca
In tutta Italia fioriscono iniziative di mobilitazione per salvare la gente di Gaza dalla furia criminale di Netanyahu e dei suoi generali. A Palermo è previsto per sabato 10 maggio un grande corteo.
La trattoria Santa Chiara di Napoli
Tantissime testimonianze di solidarietà con i gestori della Taverna Santa Chiara. Deputati, uomini e donne dello spettacolo e della cultura sono andate a visitare Nives Monda, per ristabilire una verità sociale e mediatica. La versione degli “ebrei cacciati” non ha funzionato, anche dalle evidenze dello stesso video che è costato alla coppia di turisti israeliani una denuncia per calunnia. Non c’è stata nessuna discriminazione ma una discussione sul tema di Gaza. I due turisti israeliani in realtà hanno mangiato, non hanno pagato e piagnucolato perché la proprietaria ha detto loro la verità sul genocidio compiuto dal loro governo a Gaza.
Dopo le accuse di antisemitismo (clicca), Nives Monda di Taverna Santa Chiara a Napoli ha deciso di querelare la turista autrice del video menzognero sui fatti del 3 maggio. Dopo la diffusione del video, la signora Monda ha ricevuto minacce pesantissime e per questo ha deciso di querelare l’autrice delle calunnie.
Tutta la solidarietà della redazione di Anbamed. Se passate da Napoli andate a cena dalla Taverna Santa Chiara. È qui: clicca Ecco come erano andate le cose: clicca!
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
L’associazione britannica “Doctors against genocide” (clicca) sta organizzando dei webinar sulla situazione sanitaria a Gaza. Nella puntata di ieri, intitolata “pane e non bombe”, è stato presentato il busto in bronzo del dott. Hussama Abu Safiya: “non vogliamo che il mondo si dimentichi di lui e di tutti i sanitari uccisi o rapiti”, ha detto il condottore.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
Il primo nostro bonifico all’associazione Al-Najdah, di 8.050,00 euro, è arrivato a destinazione. Tutte le amiche di Gaza ringraziano e ci informano che hanno iniziato la distribuzione delle quote alle famiglie dei 26 bambini adottati. Sulla pagina social di Al-Najdah è stato pubblicato il disegno di una bambina di Milano, Giulia, figlia di affidatari, con un commento di ringraziamento per tutti gli affidatari. il link
È arrivata da Gaza la documentazione per altri/e 5 bambini/e. Tutte le schede, con foto e certificato di nascita, sono state spedite prontamente agli/alle affidatari/ie.
Il Coro Resistente ha registrato “Bella Ciao” in un video, che abbiamo spedito alle amiche di Al-Najdah, per creare un ponte tra la memoria della resistenza italiana contro il nazi-fascismo e la resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana. Il Coro Resistente di Chiavari è affidatario di una bambina palestinese, Zina. Abbiamo realizzato una traduzione in arabo del canto che dà tanto fastidio ai fascisti italiani del terzo millennio. clicca
Nel mese di aprile sono state raccolte donazioni per i bambini di Gaza (adozioni a distanza + pasti caldi) per 5.710,00 euro. Grazie per la solidarietà generosa!
Sulla pagina social di Al-Najdah sono stati pubblicati le foto della distribuzione dei pasti caldi, forniti agli sfollati grazie al contributo della solidarietà internazionale (clicca)
Siamo riusciti anche a parlare con le responsabili dell’associazione che ci hanno rassicurato che malgrado le difficoltà si riesce a resistere.
Dai nostri lettori continuano ad arrivare le donazioni a favore delle famiglie di sfollati palestinesi a Gaza. Coloro che non hanno la possibilità di coprire i costi di un’adozione optano per la scelta di un contributo una tantum. Anche questo è un passo importante per sostenere i palestinesi a casa loro e impedire la deportazione.
La pagina social di Al-Najdah (in arabo) si trova al link: https://www.facebook.com/alnajda
Potete osservare le foto delle attività di Al-Najdah, come la distribuzione dei pasti caldi e l’acqua oppure i corsi scolastici ai ragazzi.
Anbamed incontra gli affidatari in diverse città italiane, da Milano (12 maggio), a Trofarello in provincia di Torino (il 13 maggio), a Chiavari (14 maggio) e a Bologna (15 maggio). Tutti i particolari del programma: clicca.
ACM, nostra partner nel progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza”, ha trasferito ad Al-Najdah la somma di 8.050,00 euro raccolti nel mese di marzo. È arrivata due giorni fa la 26esima adozione. Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle famiglie con bambini/e orfani/e. Un risultato eccellente.
Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.
Ci arrivano ancora diverse proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.
Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento. “Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza e pasti caldi” è la cosa giusta.
Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza. Guarda!
Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “Artisti per Gaza” (un catalogo di opere d’arte) e “Al di là di sé. Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” – Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).
Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!
Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini e bambine palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale). clicca
Per partecipare al progetto: clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, due mesi e 11 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Droni di Kiev su Mosca. Chiuso l’aeroporto. Attacco russo su Kharkiv. Si continua a combattere nel Kursk russo occupato dagli ucraini. Nessuno parla più di tregua.
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