Per ascoltare l’audio di oggi, 08 maggio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/125 (1727)

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(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Le indicazioni per farlo agevolmente sono presenti nel sito (Qui) e nella newsletter (in fondo alle notizie).

Le notizie

Genocidio a Gaza

100 civili uccisi in un solo attacco. Un’ennesima strage compiuta deliberatamente dall’esercito israeliano. Ad ovest di Gaza città, è stata presa di mira una cucina umanitaria, denominata il ristorante Tailandese, mentre si stava distribuendo cibo caldo. I caccia di Tel Aviv hanno centrato il luogo all’aperto con due ondate di missili. I video trasmessi dalle tv arabe sono agghiaccianti, corpi sfracellati dappertutto e molto sangue. Molti dei feriti trasportati all’ospedale Shifà versano in condizioni disperate.

Il rapporto del ministero della sanità, informa che, fino a mezzogiorno di ieri, sono stati uccisi, precedentemente a questa strage, 38 civili e feriti altri 145. Le unità di soccorso dalla protezione civile non hanno potuto rimuovere le macerie per mancanza di strumenti meccanici e per i continui bombardamenti con l’artiglieria.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria

La situazione sanitaria a Gaza è al collasso. Manca il carburante per l’elettricità che mantiene in funzione i macchinari salvavita e per le diagnosi. Non solo, ma Israele rifiuta l’ingresso di medici internazionali, malgrado le ripetute richieste delle organizzazioni internazionali. Alcune equipe sono bloccate ai valichi di Gaza. Medici senza Frontiere ha denunciato che molti feriti hanno bisogno di interventi chirurgici, ma mancano i medici specializzati. Inoltre si registra a Gaza l’uso da parte dell’esercito israeliano di bombe incendiarie: dalla ripresa degli attacchi a metà di marzo, il numero dei feriti con larghe zone del corpo bruciate è quintuplicato rispetto allo stesso periodo di prima del cessate il fuoco.

Tutti i soggetti colpiti dalle bombe incendiarie soffrono enormemente per la mancanza di medicine per la cura delle scottature.

Giornalisti nel mirino

Il giornalista palestinese Yahia Sbieh è stato ucciso ieri dall’esercito israeliano nella zona Al-Wahda di Gaza città. Un drone programmato a colpire la scritta “Press” sul giubbotto lo ha preso di mira e ucciso all’istante mentre stava trasmettendo un servizio in video ad un media locale. Poco prima del suo assassinio, Sbieh aveva postato sul proprio account social la foto di sua foto con la figlia, Amira, appena nata, esprimendo la sua gioia.

Cisgiordania

Un giovane palestinese di 20 anni è stato ucciso a sud di el-Khalil. Abdelfattah Hreibat è stato assassinato con colpi di arma da fuoco al petto ad un posto di blocco. I soldati lo hanno lasciato per terra impedendo l’arrivo dei soccorritori e poi hanno preso in ostaggio il corpo della vittima.

Nei rastrellamenti di ieri, le forze di occupazione hanno arrestato 38 palestinesi. Le demolizioni delle case a Tulkarem e Jenin sono in corso ad un ritmo esponenziale. Secondo gli organismi dell’ONU “il piano di deportazione dei palestinesi della Cisgiordania è entrato in fase critica”.

Hind Rajab Foundation

In Romania, la fondazione Hind Rajab ha presentato denuncia contro un soldato israeliano accusato di crimini fi guerra a Gaza. Le autorità romene hanno trasferito l’incartamento alla procura militare. Il soldato israeliano, che nel comunicato non viene reso noto il suo nome, ha ricevuto l’ordine di non lasciare la Romania. Le accuse sono documentate da video pubblicato dallo stesso criminale di guerra che si vantava dell’uccisione di un’intera famiglia, nonni, mamme e bambini. Dopo il crimine ha devastato la casa distruggendo mobilio e suppellettili.

Spagna

La Spagna ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’ONU una risoluzione urgente per fermare il massacro in corso a Gaza. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato ieri mercoledì che il suo paese presenterà una bozza di risoluzione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite chiedendo un’azione urgente per fermare il massacro di civili a Gaza e garantire l’ingresso di aiuti umanitari nel territorio. Ciò avviene mentre il governo israeliano, che impedisce l’ingresso degli aiuti a Gaza, ha annunciato un’espansione delle sue operazioni militari volte a occupare la Striscia e a deportarne la popolazione. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che “Gaza sarà completamente distrutta” dopo la fine della guerra, aggiungendo che i residenti della Striscia inizieranno a “partire in gran numero verso un paese terzo” dopo essere stati trasferiti a sud.

Unione Europea

L’Unione Europea ha rilasciato una serie di dichiarazioni in cui condanna la situazione a Gaza: la Commissaria europea per gli Affari esteri e il Commissario europeo per gli Aiuti umanitari hanno chiesto l’immediata revoca del blocco sulla Striscia e hanno condannato la carestia imposta in corso.

Anche sei paesi europei (Spagna, Irlanda, Norvegia, Islanda, Lussemburgo    e Slovena) hanno rilasciato, precedentemente alla riunione dei ministri, una dichiarazione in cui respingono i piani israeliani di rioccupare la Striscia di Gaza, considerando tali misure un superamento dei limiti che minaccia le prospettive di soluzioni pacifiche future basate su due Stati per due popoli.

Nel tentativo di esercitare una pressione efficace, i Paesi Bassi hanno proposto una revisione della conformità di Israele all’accordo di associazione con l’UE, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, a seguito della sospensione delle licenze di esportazione di armi verso Israele il mese scorso.

Siria

Trattative indirette con Israele per la stabilità della regione. Le ha annunciate il presidente autoproclamato Sharaa, dopo il suo incontro con il presidente Macron. La chiave della normalizzazione dei rapporti dell’Europa con la Siria, con la promessa di allentare le sanzioni, è condizionata al riconoscimento di Israele. Condizioni coloniali che costringono la vittima a sottostare alle volontà dell’espansionismo israeliano, invece di fare pressioni sugli aggressori per l’applicazione del diritto internazionale.  

Pakistan/India

I due paesi asiatici sono sull’orlo di una guerra totale. Attacchi con l’artiglieria e con droni sulla linea del fronte in Kashmir. Islamabad parla di 38 uccisi e altre decine di feriti. Sostene anche di aver abbattuto 12 droni e 5 caccia. L’esercito indiano nega le perdite, ma un video pubblicato dall’esercito pakistano conferma la caduta di almeno un caccia di fabbricazione francese. Il Pakistan ha fatto ricorso al Consiglio di sicurezza dell’Onu, riservandosi il diritto di rispondere nel modo e nei tempi “giusti”. Islamabad non esclude il ricorso all’arma atomica.

La vincitrice pakistana del Nobel per la pace Malala Yousafzai ha lanciato un appello a Pakistan e India perche’ allentino la tensione. “L’odio e la violenza – ha scritto – sono i nostri nemici comuni, non gli uni contro gli altri”.

Solidarietà con la Palestina in Italia

Domani parte l’azione globale del 9 maggio. #ultimogiornodigaza #gazalastday

Un gruppo di intellettuali, giornalisti e professori universitari hanno lanciato un appello sui social per un’azione collettiva di massa per il cessate-il-fuoco, da tenere online per tutto il giorno del 9 maggio 2025, dalle 00:00 alle 24:00.

#ultimogiornodigaza #gazalastday è stata denominata l’azione di bombardamento del web con messaggi, foto, video, vignette, ecc… con l’hashtag in italiano e inglese. Per aderire e attivarti: clicca!

Lo stesso giorno alle 17:30 si terrà a Milano il primo incontro tra intellettuali ebrei italiani e attivisti palestinesi residenti in Italia. “Dialoghi possibili” è il titolo dell’evento. clicca

In tutta Italia fioriscono iniziative di mobilitazione per salvare la gente di Gaza dalla furia criminale di Netanyahu e dei suoi generali. A Palermo è previsto per sabato 10 maggio un grande corteo.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.

Solidarietà/Al-Najdah

Il canto “Bella Ciao” eseguito dal Coro Resistente di Chiavari, affidatario della bimba Zina, di 7 anni, è stato fatto ascoltare ai bambini del corso didattico organizzato dall’associazione delle donne palestinesi Al-Najdah, la nostra partner a Gaza. Abbiamo fornito loro una traduzione del testo in arabo. clicca. “Per i bambini di Gaza sapere che ci siano delle persone in  paesi lontani che pensano a loro e li amano è un motivo di gioia e sollievo”, ci ha detto Majida, una delle insegnanti del corso tenuto nel campo sfollati di Al-Mawassi.

Per la cronologia della azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, il programma di adozioni a distanza clicca

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, due mesi e 13 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Droni ucraini su Mosca durante l’arrivo dei capi di Stato di Cina e Brasile per assistere alla cerimonia di commemorazione nell’80simo della vittoria sul nazifascismo.

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