Per ascoltare l’audio di oggi, 16 maggio 2025
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/132 (1734)
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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €
(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a partire dal 15 maggio.
Le notizie
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Oggi, 16 maggio, prosegue per il secondo giorno l’azione nonviolenta di sciopero della fame a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione a staffetta di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere i nominativi dei digiunatori di oggi: CLICCA
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
Genocidio a Gaza
Oltre 100 civili assassinati dagli attacchi israeliani sui campi dii sfollati. Soltanto a Beit Lahia, nella notte tra giovedì e venerdì sono stati uccisi 30 persone di tre famiglie, in maggioranza bambini. Gli attacchi sono stati compiuti con i caccia, droni, elicotteri e artiglieria navale. Obiettivo dell’azione militare terroristica è di cacciare la popolazione che resiste nelle rovine delle proprie case già precedentemente bombardate e distrutte. A mezzanotte, migliaia di donne e anziani hanno preso i bambini e si sono spostati dalla zona bombardata, ma non hanno voluto lasciare Beit Lahia.
Prima delle stragi di ieri Beit Lahia, in un solo giorno fino alle ore 12:00 del 15 maggio, giorno della Memoria della Nakba, la cacciata dei palestinesi dalla loro terra, i generali israeliani si sono resi colpevoli dell’assassinio di 103 civili di Gaza.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
Da 75 giorni non entra a Gaza neanche un chicco di riso. La popolazione è stremata anche a causa della mancanza di acqua minimamente potabile. La direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, la nostra partner palestinese di Gaza nel progetto di affido a distanza di bambini, ci ha riferito che per lenire parzialmente gli effetti della sete, la gente si bagna le labbra con l’acqua di mare.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme per il deterioramento della situazione sanitaria a Gaza, sottolineando che il tempo a disposizione per salvare vite umane nell’enclave assediata sta per scadere. Ciò avviene mentre il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Tom Fletcher, ha dichiarato che Israele è consapevole di quanto sta accadendo all’interno di Gaza e condivide con le Nazioni Unite la sua valutazione dell’entità del rischio di carestia.
L’OMS ha aggiunto che il sistema sanitario di Gaza sta soffrendo gravemente, a causa di una grave carenza di medicinali, forniture mediche e attrezzature. Ha inoltre spiegato che, in quanto principale fornitore di forniture mediche a Gaza, le sue scorte sono quasi esaurite, il che rischia di compromettere molti servizi sanitari essenziali. “Le spedizioni sono in attesa a pochi minuti di distanza, ma il blocco israeliano impedisce loro di entrare, costringendo gli ospedali a razionare le scorte rimanenti. Questa situazione sta mietendo vittime e bisogna mettere fine al blocco degli aiuti”, scrive l’OMS.
Giornalisti nel mirino
Nella notte tra il 14 e il 15 è stato ucciso Ahmad el-Helow corrispondente di Shabakat al-quds, una rete web palestinese. È il 217esimo giornalista palestinese preso di mira dall’esercito israeliano a Gaza. Il giorno prima, il giornalista Hassan Samour è stato ucciso insieme alla sua famiglia in un attacco aereo israeliano a Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Martedì scorso, le forze di occupazione israeliane hanno assassinato il giornalista ferito Hassan Islayh mentre era in cura, durante un bombardamento dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.
Trattative
Netanyahu ha accettato di sottomettersi alle pressioni della Casa Bianca per la continuazione delle trattative indirette, ma nello stesso tempo ha inasprito gli attacchi dell’esercito contro la popolazione civile e il blocco degli aiuti umanitari per strangolare i civili con la fame e la sete.
Da fonti del Cairo si evince che non ci sono avanzamenti nel negoziato indiretto tra Netanyahu e Hamas. Il movimento palestinese chiede garanzie per la fine della guerra, non solo un cessate-il-fuoco limitato, per poi riprendere i bombardamenti contro i civili, dopo la conclusione dello scambio prigionieri. Netanyahu continua a ribadire che lui vuole continuare la guerra fino ad annientare l’ultimo palestinese o la fuga della popolazione fuori da Gaza. “Abbiamo distrutto tutte le case a Gaza, i palestinesi non hanno più un posto dove tornare ad abitare e dovranno emigrare. Il nostro problema è che non troviamo paesi disposti ad accoglierli”. Criminale di guerra impunito e protetto dal colonialismo mondiale.
Missione di pace a Rafah
‘Gaza oltre il confine’, la missione di parlamentari, ong e giornalisti a Rafah: “Non possiamo voltarci dall’altra parte”. La missione è prevista dal 15 al 19 maggio. Si tratta della delegazione italiana più numerosa mai arrivata al valico. A oltre un anno di distanza, una delegazione di parlamentari italiani, operatori umanitari e giornalisti, torna al valico di Rafah, al confine con la Striscia, con la missione “Gaza oltre il confine”.
Una delegazione mista di oltre 60 persone, composta da 14 parlamentari dell’Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, 3 eurodeputati, 13 giornaliste e accademici ed esperte di diritto internazionale si recherà al Valico di Rafah, sul lato egiziano del confine con Gaza, per tornare a chiedere il cessate il fuoco, l’apertura di tutti i valichi all’ingresso di aiuti umanitari e azioni politiche che obblighi Israele a rispettare il diritto internazionale umanitario. Vi partecipano tra gli altri Luisa Morgantini, Cecilia Strada, Alfio Nicotra e molti altri.
Una Carovana solidale che vuole testimoniare, ancora una volta, la drammatica situazione in cui versa la popolazione palestinese. “Già un anno fa il quadro che ci venne restituito era apocalittico. Oggi, le previsioni più catastrofiche si sono tragicamente avverate”, ha dichiarato Alfio Nicotra di Aoi. “Dal 2 marzo la Striscia è completamente sigillata: non entra nemmeno uno spillo. Le vittime per fame, sete e malattie aumentano ogni giorno in modo esponenziale. Voltarsi dall’altra parte, fingere di non vedere il genocidio in atto, è una forma di disumanità, una resa morale inaccettabile”.
Solidarietà con la Palestina in Italia
Il 17 maggio le “Donne per la difesa della società civile” di Torino saranno in piazza, davanti al Comune, per una manifestazione di solidarietà con la popolazione palestinese. Il presidio con sciopero della fame sarà svolto dalle 09:30 alle 14:30. Hanno aderito “Sereno Regis” e Fondazione Gruppo Abele Onlus.
A Roma, in piazza Indipendenza, il 17 maggio alle 15:00, si tiene il presidio Stop genocidio a Gaza clicca
A Milano il 14 maggio si è tenuta una grande manifestazione con fiaccolata per dire non al genocidio e alla complicità del governo italiano con esportazioni di armi e commercio di tecnologia militare.
Il 15 maggio si è tenuto davanti al palazzo della Farnesina, a Roma, un presidio per dire Stop al genocidio a Gaza. Una protesta contro la mancanza di azioni del governo Meloni per fermare il genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
Giovedì 15 maggio a Mogliano Veneto, in Piazzetta Don Polo, presidio a sostegno della Palestina e contro il genocidio, in occasione dei 77 anni dallo sfollamento forzato dei Palestinesi dalla loro terra (Nakba).
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
Ieri, giovedì 15 marzo, si è tenuto l’incontro con le affidatarie di Bologna. Un momento commovente durante il quale sono state messe le basi di un progetto di solidarietà militante che coinvolgerà realtà associative locali.
Il 14 maggio, si è tenuto l’incontro con il gruppo di Chiavari: “Il Coro Resistente”. Una conoscenza diretta di persona, che si è estesa ad altre realtà dell’impegno civile e sociale, provenienti da altre città ligure. Nuovi contatti e impegni di progetti comuni, sia nello sciopero a staffetta contro il genocidio e fino al cessate il fuoco, sia nell’adozione a distanza di bambini di Gaza. All’incontro ha partecipato il presidente dell’associazione culturale Liguria – Palestina, Karim Hamameh.
Si è tenuto ieri l’altro,13 maggio, l’incontro pubblico con i gruppi di affidatari di Trofarello (To), con un evento pubblico alle 21:00 presso il Centro Giovanni Marzanati. Un’iniziativa molto partecipata, con un pubblico attento che ha espresso opinioni e proposto domande e riflessioni. Oltre all’intervento di Anbamed, una rappresentante dell’ong Oxfam ha relazionato sul loro operato a Palestina. Le “Sarte e cuoche ribelli”, organizzatrici dell’evento, hanno fatto una raccolta fondi che ha fruttato 300 euro, una donazione a favore dei bambini di Gaza.
È stata ricordata la figura del compagno Pepe Mujica, scomparso martedì a Montevideo a 89 anni. Un grande rivoluzionario. Che sia lieve la terra che l’accoglierà.
Lunedì 12 era stato organizzato l’incontro in un ristorante palestinese a Milano, nel quadro del giro di incontri con gli affidatari. Conoscenza personale, diffusione del dono come atto di solidarietà, scambio di opinioni e progetti e soprattutto l’approfondimento di una lotta nonviolenta per la pace e la solidarietà. È stato un momento di amicizia e scambio di opinioni, oltre alle delucidazioni forniti sul progetto. Abbiamo regalato agli affidatari due libri legati ad attività artistiche passate.
Potete leggere la cronologia della azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, due mesi e 21 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Attesa per l’incontro russo-ucraino in Turchia. Non ci saranno né Putin, né Trump.
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