Per ascoltare l’audio di oggi, 18 maggio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/134 (1736)
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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €
(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Oggi, dom18 maggio, prosegue per il 4° giorno l’azione nonviolenta di sciopero della fame a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione a staffetta di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere i nominativi dei digiunatori di oggi: clicca
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Genocidio a Gaza
Prosegue l’offensiva dell’esercito israeliano per l’occupazione permanente della striscia di Gaza. Bombardamenti dai caccia, con droni e l’artiglieria terrestre e navale. Un’intensità di fuoco contro la popolazione civile che non ha avuto eguali nei 19 mesi passati di aggressione. Nella sola giornata di ieri e fino a mezzogiorno il numero degli uccisi è stato di 153 persone. I feriti sono stati 459. Dall’alba di oggi intensi bombardamenti sui campi di sfollati di Mawassi, nel sud della Striscia. Secondo rapporti di giornalisti sul campo, sono stati uccisi 106 civili, in maggioranza donne e bambini.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità palestinese aggiorna la macabra conta della morte a 53.272 uccisi e 120.673 feriti, prima dgli ultimi sviluppi di oggi.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
Bombe e fame sono le armi di Netanyahu per la deportazione dei due milioni di palestinesi da Gaza. È il nuovo nazismo che si compie sotto gli occhi degli ipocriti governanti del capitalismo che foraggia Israele di armi.
La Meloni dice che “l’ultima offensiva è ingiustificabile, ma la colpa è di Hamas”. Il segretario di Sato USA Rubbio dice in un’intervista che “la situazione umanitaria è preoccupante”, ma il suo paese continua a mandare armi per compiere le atrocità di Israele contro i civili.
L’esercito israeliano ha colpito con le bombe anche le organizzazioni umanitarie che distribuivano cibi caldi. Sono state 86 le “Tekie”, le cucine di beneficenza prese di mira dai caccia di Tel Aviv, nel 2025.
Cisgiordania e Gerusalemme est
Esecuzione di piazza e presa in ostaggio del corpo della vittima. È avvenuto ieri a Barga, a nord di Nablus. Il minorenne Nidal Shaghnoubi, 16 anni, è stato colpito al petto dalle pallottole dei soldati israeliani che stavano avanzando nella cittadina palestinese. Pietre contro proiettili dii guerra. Altri due ragazzi, di 13 e 16 anni, sono stati feriti. I militari israeliani hanno impedito l’intervento delle ambulanze fino alla morte pvr dissanguamento di Shaghnoubi. Gli altri due feriti si sono salvati perché erano stati colpiti in organi non vitali.
Giornalisti nel mirino
Nei bombardamenti su Gaza di stamattina l’esercito israeliano ha preso di mira tre giornalisti che stavano seguendo la cronaca delle stragi compiute dai nuovi nazisti. Aziz Hajjar, Nour Gandil e Abdul-Rahman Abadleh sono stati colpiti dai droni mentre stavano trasmettendo i loro servizi con addosso i giubbotti con la scritta ben visibile “Press”.
Vertice arabo a Baghdad
La montagna ha partorito un topo. Assente la maggior parte dei capi di Stato, il vertice arabo di Baghdad ha emesso un comunicato che fa impallidire: “un appello alla comunità internazionale per mettere fine all’aggressione israeliana su Gaza e di far entrare gli aiuti umanitari”.
Non c’era bisogno di scomodare le loro terga per annunciare un’ovvietà. Niente viaggio collettivo a Rafah, niente avviso alle potenze capitalistiche di blocco delle esportazioni di petrolio. È il sintomo della marginalità sulla scena politica mondiale del sistema politico arabo, ridotto a servo degli Usa e completamente dipendente dalle scelte della Casa Bianca.
Trattative
Dopo la partenza dell’inviato Usa in M.O., le trattative indirette tra Netanyahu e Hamas a Doha sono continuate, senza pre-condizioni.
Lo afferma un esponente di Hamas senza entrare nei dettagli della trattativa. Il governo israeliano ha rilasciato veline pubblicate dalla stampa di Tel Aviv, secondo le quali si tratta per il rilascio di 10 ostaggi in cambio di due mesi di tregua. Ma non la fine della guerra, ci tiene a sottolineare il ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Quest’ultima postilla serve a tenere a galla il suo governo minacciato di scioglimento dai partiti sionisti religiosi, che si sarebbero ritirati dalla maggioranza, facendo cadere il governo e mandando in galera Netanyahu, se fosse stata dichiarata la fine dell’aggressione.
Missione di pace a Rafah
La Carovana solidale promossa da Arci, Assopace Palestina e dalla rete di ong Aoi sta attraversando il Sinai per raggiungere prima la città di Al-Arish e poi il valico di Rafah: «Gaza è una ferita aperta nel diritto internazionale, una prigione a cielo aperto dove la popolazione civile è ridotta alla fame, alla sete, al terrore». Il messaggio delle Ong italiane è uno solo: “Palestinesi, non siete soli”. L’esercito israeliano non permetterà l’ingresso nella Striscia. Un risultato tangibile è di far vedere al mondo la lunga fila di camion di aiuti umanitari in attesa al valico, mentre la popolazione palestinese sta morendo di fame. Anche di questa storia la stampa di regime ha parlato poco.
Siria
Arabia Saudita e Qatar hanno iniziato a saldare le prime rate del debito estero della Siria alla Banca Mondiale. Il debito totale lasciato dalla gestione criminale della famiglia Assad ammonta a 15,5 miliardi di dollari.
Adesso la Siria potrà accedere a linee di finanziamenti internazionali, per rimettere in sesto la situazione economica e soprattutto rimettere in sesto le infrastrutture e in particolare la rete di produzione e distribuzione dell’elettricità.
Solidarietà con la Palestina in Italia
È stato un sabato di grandi mobilitazioni in tutte le grandi città italiane, in particolare Milano, Roma, Napoli, Bologno, Torino, Firenze e Palermo. Presidi sono stati organizzati in molte altre realtà medie e piccole come Mestre, Bergamo, Brescia e Messina. Il filo conduttore è la parola d’ordine cessate il fuoco e ingresso del cibo, medicinali e carburante.
Memoria anticoloniale
Nessun giornale nazionale, tranne il manifesto, ne ha parlato. Ci riferiamo alla visita di una delegazione di Un ponte per, Arci, Convenzione per i diritti nel Mediterraneo al cimitero di Ustica, dove sono sepolti gli internati libici deportati dalla loro terra e imprigionati nelle isole, una delle quali appunto Ustica. Circa 60 volontari hanno visitato l’isola, piantando un olivo nel cimitero, visitato il centro studi isolano e discusso con esperti e storici delle Tracce coloniali, il progetto di Un ponte per la memoria coloniale e riconoscere un giorno dedicato a ricordare le vittime del colonialismo italiano. clicca
La verità fa male, cantava Caterina Caselli, negli anni Settanta.
Cultura
La regista tunisina Kauthar Bin Hanie dirigerà un film sulla storia drammatica di Hind Rajab, la bambina di 6 anni rimasta intrappolata per ore nell’auto di famiglia con tutti i parenti assassinati dai soldati israeliani, poi uccisa anche lei. La vicenda è stata vissuta in diretta mondiale tramite la voce di Hind che supplicava i soccorritori della Mezzaluna rossa e la madre di venirla a salvare. L’esercito israeliano allora aveva negato tutto. Poi dopo sei giorni, il corpo della bambina è stato ritrovato nell’abitacolo dell’auto bucherellato dalle pallottole con vicino l’ambulanza di soccorso distrutta da una cannonata di carro armato e i due infermieri uccisi dentro. La fondazione Hind Rajab ha recentemente scoperto e reso noto il nome del militar che ha guidato il plotone della macabra esecuzione. Si tratta del luogotenente Beni Aharon.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Abbiamo la traduzione in Italiano del testo dell’appello. Oggi pomeriggio lo pubblichiamo sul sito.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire. Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.
Solidarietà/Al-Najdah
Le adesioni alla campagna di adozioni a distanza stanno aumentando, raccogliendo nuovi proseliti. È arrivata la 28esima adozione e durante gli incontri dei giorni scorsi, con gli affidatari in diverse città, si sono formati almeno 4 gruppi che hanno espresso la volontà di procedere in tale direzione.
Giovedì 15 marzo, si è tenuto l’incontro con le affidatarie di Bologna. Un momento commovente durante il quale sono state messe le basi di un progetto di solidarietà militante che coinvolgerà realtà associative locali.
Il 14 maggio, si è tenuto l’incontro con il gruppo di Chiavari: “Il Coro Resistente”. Una conoscenza diretta di persona, che si è estesa ad altre realtà dell’impegno civile e sociale, provenienti da altre città ligure. Nuovi contatti e impegni di progetti comuni, sia nello sciopero a staffetta contro il genocidio e fino al cessate il fuoco, sia nell’adozione a distanza di bambini di Gaza. All’incontro ha partecipato il presidente dell’associazione culturale Liguria – Palestina, Karim Hamameh.
Il 13 maggio, l’incontro pubblico con i gruppi di affidatari di Trofarello (To), con un evento pubblico alle 21:00 presso il Centro Giovanni Marzanati. Un’iniziativa molto partecipata, con un pubblico attento che ha espresso opinioni e proposto domande e riflessioni. Oltre all’intervento di Anbamed, una rappresentante dell’ong Oxfam ha relazionato sul loro operato a Palestina. Le “Sarte e cuoche ribelli”, organizzatrici dell’evento, hanno fatto una raccolta fondi che ha fruttato 300 euro, una donazione a favore dei bambini di Gaza.
È stata ricordata la figura del compagno Pepe Mujica, scomparso martedì a Montevideo a 89 anni. Un grande rivoluzionario. Che sia lieve la terra che l’accoglierà.
Lunedì 12 era stato organizzato l’incontro in un ristorante palestinese a Milano, nel quadro del giro di incontri con gli affidatari. Conoscenza personale, diffusione del dono come atto di solidarietà, scambio di opinioni e progetti e soprattutto l’approfondimento di una lotta nonviolenta per la pace e la solidarietà. È stato un momento di amicizia e scambio di opinioni, oltre alle delucidazioni forniti sul progetto. Abbiamo regalato agli affidatari due libri legati ad attività artistiche passate.
Potete leggere la cronologia della azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, due mesi e 23 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Non cessa la politica degli annunci di Trump: “telefonerò a Putin e Zelensky”. Bombardamenti russi su Kiev.
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