Per ascoltare l’audio di oggi, 24 maggio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/140 (1742)

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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €

(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Oggi, Sabato 24 maggio, prosegue per il decimo giorno l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Genocidio a Gaza

I caccia israeliani hanno bombardato, tre giorni fa, l’ospedale Al-Aoudeh a Jebalia. È stato centrato il deposito dei medicinali e materiale sanitario. Sono tre giorni che la popolazione lotta per domare l’incendio con mezzi di fortuna, ma non ci sono riusciti. I bombardamenti con l’artiglieria e i cecchini sono l’impedimento maggiore. Non sono valsi a nulla gli interventi delle organizzazioni umanitarie internazionali a convincere l’esercito di occupazione ad allentare la morsa militare sulla zona interessata, per salvare il salvabile.

Le vittime dell’aggressione israeliana sono stati ieri 60 uccisi e 185 feriti, secondo il rapporto del ministero della sanità che registrano soltanto i corpi arrivati negli ospedali.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria a Gaza

Il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti d’emergenza, Tom Fletcher, ha avvertito che circa 14.000 bambini potrebbero morire a Gaza entro 48 ore se non riceveranno aiuti umanitari. Lunedì scorso, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus, ha dichiarato che due milioni di persone muoiono di fame a Gaza, mentre Israele blocca l’ingresso di tonnellate di cibo alla frontiera. La situazione più drammatica la vivono i bambini nati in condizioni di carestia, dove le madri hanno sofferto la fame e i bambini sono nati in condizioni proibitive, partoriti prematuri con peso sotto la norma e nutriti con acqua e zucchero. I racconti delle mamme raccontate alle telecamere delle tv arabe esprimono appieno il sadismo dei militari israeliani, che hanno causato la situazione di pericolo per i neonati e non hanno esitato a colpire con le bombe gli ospedali. Una madre ha espresso il suo dolore sostenendo che “a volte, morire sotto le bombe è più indolore rispetto alle sofferenze dei bambini per la fame”.

La fame come arma da guerra

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres ha affermato che gli aiuti autorizzati da Israele a entrare a Gaza sono “molto esigui in un momento in cui il flusso di aiuti è assolutamente necessario in grandi quantità. Senza un accesso rapido, affidabile, sicuro e duraturo agli aiuti, moriranno più persone e le conseguenze a lungo termine per l’intera popolazione saranno disastrose”. Il segretario generale ha espresso la sua contrarietà all’affido ad agenzie private la distribuzione degli aiuti umanitari alla popolazione concentrata in 4 campi nel sud di Gaza, definendolo uso della fame per fini politici e militari, che è una violazione del diritto internazionale umanitario in tempo di guerra.

Cisgiordania e Gerusalemme est

La giornata di ieri è stata caratterizzata da una campagna di attacchi dei coloni protetti dai militari contro le case e le auto dei palestinesi. Non erano azioni sporadiche, ma un piano che ha toccato tutte le province della Cisgiordania. Le più cruente azioni si sono svolte ad ovest di Salfit, dove decine di case palestinesi sono state incendiate. I coloni ebrei israeliani arrivati da ogni dove sono entrati nei villaggi con taniche di benzina, cacciato gli abitanti nativi con la forza delle armi e poi appiccato il fioco nei mobili e nelle auto.

Mobilitazione in Italia contro il genocidio

Oggi sabato 24 maggio si terrà la giornata dei sudari, per simboleggiare gli oltre 50 mila uccisi a Gaza. Stendere un lenzuolo bianco dai balconi, dalle finestre o per terra nelle piazze. In tutte le città italiane sono organizzati eventi di piazza per rendere più visibile all’opinione pubblica ed ai media la vastità del genocidio a Gaza. #UltimogiornodiGaza

oggi, dalle 09:00 alle 13:00, si terrà la marcia per la Pace e contro il riarmo di Mirano-Spinea, in provincia di Venezia. Maggiori info: clicca

Si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio. Le comunità palestinesi in tutte le città d’Italia stanno organizzando una giornata nazionale il 30 maggio.

Iran/Usa

“Trattativa difficile”. Così il ministro degli esteri iraniano, Iraqji, ha definito gli incontri di Roma di ieri. Più ottimista il mediatore Usa, che ha sostenuto “sono stati realizzati progressi, piccoli avanzamenti ma significativi”. La stampa Usa scrive che Witkoff ha incontrato, prima delle trattative, con il capo dei servizi segreti israeliani.  

 Siria

Un milione e mezzo di sfollati e profughi siriani sono tornati alle loro case. Mezzo milione sono ritornati in patria dall’estero, soprattutto dalla Turchia. Lo ha annunciato in una conferenza la rappresentante dell’Alto commissariato per il coordinamento degli affari umanitari. Il totale degli sfollati in Siria è di 16,5. La maggior parte dei quali vive in condizioni senza tutela. “Le sfide più importanti sono il lavoro e l’istruzione per i figli. La cancellazione delle sanzioni europee e statunitensi allevierà le difficoltà, ma è necessario un piano del nuovo governo siriano e delle Nazioni Unite”. La stampa siriana rileva che il problema principale è quello abitativo, perché al ritorno, gli sfollati hanno trovato le loro case già occupate da altri sfollati. E la vicenda rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri, in mancanza di un piano governativo per l’edilizia popolare.

Libia

Decine di migliaia di manifestanti si sono radunata nel pomeriggio di ieri in piazza dei Martiri, a Tripoli, per chiedere le dimissioni del premier Dbeibah e l’indizione immediata di nuove elezioni presidenziali e politiche. A lanciare l’appello alla mobilitazione i partiti politici e le associazioni della società civile.    

Cori contro “corruzione e milizie” e striscioni che reclamavano “elezioni trasparenti subito”. Le manifestazioni di ieri si inseriscono in una settimana di forte tensione iniziata con gli scontri armati del 13-16 maggio tra milizie rivali a Tripoli, costati almeno otto vittime civili e seguiti dalle dimissioni di tre ministri.  Gli organizzatori – riuniti sotto il neonato coordinamento “Fronte 23 Maggio” – hanno annunciato che manterranno un presidio permanente in piazza dei Martiri e estenderanno la protesta alle città di Misurata e Zawiya, tradizionali roccaforti del premier.

Oggi si terrà una contro manifestazione a sostegno del governo Dbeibah indetta dalle milizie di Misurata.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Pubblichiamo il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Uno dei gruppi di affidatari milanesi sta organizzando per la seconda metà di giugno un convegno di informazione e riflessione sulla situazione a Gaza e il genocidio in corso. Al convegno interverrà via audio la direttrice di Al-Najdah e il direttore editoriale di Anbamed.

Abbiamo sentito le amiche di Gaza: “La situazione è molto tesa. Bombardamenti intensi e pochissimi generi alimentari fatti passare. Nel nord di Gaza non è arrivato nulla. Il gruppo di Al-Najdah a Khan Younis è riuscito a procurare un carico di lenticchie che è stato distribuito a tutti i gruppi dell’organizzazione, caricando i sacchi su carrette tirate da animali. Tutti i gruppi hanno riferito che la loro situazione è calma. Non ci sono state perdite, ma non intendono lasciare il nord di Gaza, come vorrebbero i generali israeliani”.

Siamo arrivati a 29 adozionie altre due sono in arrivo. Tutti i giorni riceviamo offerte per i pasti caldi. È un successo strepitoso di una campagna iniziata appena due mesi e mezzo fa. Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia della azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, due mesi e 29 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. scambio di prigionieri di guerra tra Mosca e Kiev. La Russia consegnerà a Kiev le condizioni per il cessate il fuoco.

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