Per ascoltare l’audio di oggi, 28 maggio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/144 (1746)
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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €
(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Oggi, Mercoledì 28 maggio, prosegue per la 14a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Genocidio a Gaza
600 giorni di aggressione militare israeliana contro la popolazione civile.
Bombardate all’alba Jebalia, Gaza città e Khan Younis. A Gaza, un drone ha lanciato un missile contro una costruzione diroccata abitata da una famiglia, uccidendo tutti, padre, madre e 5 figli. In un altro attacco sono stati uccisi 9 persone tutte della stessa famiglia. Ad Abassan, località ad est di Khan Younis i caccia di Israele hanno sganciato il loro carico di morte su un gruppo di sfollati provocando una strage.
Il rapporto del ministero della sanità per la giornata di ieri, fino a mezzogiorno, parla di 79 uccisi e 163 feriti.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
3 palestinesi uccisi durante la distribuzione criminale di cibo a Rafah, da parte dell’esercito israeliano e dei suoi mercenari statunitensi. Il campo recintato realizzato dalla società privata USA, GHF, è stato preso d’assalto da una folla di affamati. Gli armati statunitensi sono scappati e l’esercito israeliano ha sparato, uccidendo 3 palestinesi. Una trappola mortale tesa attirando la gente affamata da tre mesi di blocco israeliano degli aiuti. L’esercito di occupazione come al solito ha occultato la verità ed ha parlato di spari in aria.
Ciò che avevano sostenuto le Nazioni Unite e le sue agenzie si è avverato: Israele non vuole avere testimoni per i suoi crimini e per questo intende escludere le agenzie umanitarie internazionali indipendenti. Attirare i palestinesi in campi di concentramento e utilizzare la fame per obiettivi politici e militari. L’Onu ha definito “strazianti” le immagini degli sfollati in cerca di cibo e gli spari: “Abbiamo visto questi video, persone disperate a ricevere aiuti in queste condizioni” che le Nazioni Unite considerano in contraddizione con i principi umanitari. Uso della fame come arma di guerra.
Guardate il video: clicca
Cisgiordania e Gerusalemme est
Tre giovani palestinesi uccisi a Ariha e Nablus. La rioccupazione di Ariha (Gerico) da parte dell’esercito israeliano è funzionale al piano di annessione della Cisgiordania e la creazione di una cintura di insediamenti ebraici illegali nella Valle del Giordano. Nell’irruzione all’interno della città, i soldati hanno sparato, uccidendo due giovani che si opponevano alla loro avanzata con il lancio di pietre. A Nablus, le truppe di occupazione hanno imposto il coprifuoco, con la chiusura dei negozi. Un giovane è stato ucciso con un colpo che lo ha raggiunto al collo. Altri 8 feriti sono stati portati all’ospedale, alcuni in gravi condizioni.
Ad Ariha è stato dichiarato lo sciopero generale.
Il governo israeliano ha pianificato la costruzione di 22 nuove colonie ebraiche in Cisgiordania e Gerusalemme est. Un espansionismo per smembrare i territori del futuro stato palestinese, per impedirne la nascita materiale.
Continua l’aggressione dei coloni nella città vecchia di Gerusalemme e l’irruzione nelle spianate delle moschee di Al-Aqsa. Migliaia di israeliani hanno festeggiato la ricorrenza (secondo il calendario ebraico) dell’occupazione di Gerusalemme est (nel 1967), con invasione della città vecchia al grido “morte agli arabi”. Per la stampa scorta mediatica di Netanyahu, l’odio espresso contro i palestinesi non sarebbe antisemitismo, nella sua versione di odio e discriminazione contro i palestinesi.
Siria
Trattative dirette Damasco -Tel Aviv. Lo affermano separatamente alle agenzie stampa 5 fonti di sicurezza siriane, israeliane e statunitensi. Il negoziatore siriano sarebbe l’ex governatore di Quneitra, Ahmad Dalati, nominato recentemente dal nuovo potere siriano a capo della sicurezza nella zona drusa. Le trattative sarebbero avvenute nella zona siriana di confine occupata da Israele dopo la caduta del regime degli Assad. Le trattative sono avvenute su consigli di Ankara, per limitare l’estensione del conflitto. Israele ha operato, nei mesi scorsi, attacchi aerei su tutte le caserme e basi dell’esercito siriano, fino al nord del paese. Un espansionismo pericoloso anche per la Turchia. Damasco ha mostrato buone intenzioni, consegnando ad Israele il dossier riguardante l’agente Cohen, che negli anni ‘Sessanta riuscì a far parte del governo siriano, poi scoperto e condannato a morte, il 18 maggio 1965.
Secondo alcune rivelazioni, Israele ha alzato l’asticella delle sue richieste: accordo scritto per la limitazione degli armamenti dell’esercito di Damasco e la presenza di basi militari israeliane nella fascia occupata militarmente nei mesi scorsi.
Libano
Un drone israeliano ha lanciato un missile su una moto in corsa nel villaggio di Yater (clicca), nel Libano meridionale. È stato ucciso l’autista della moto. L’esercito israeliano sostiene che sia un militante di Hezbollah. I media libanesi parlano di un civile libanese non armato.
Malgrado l’accordo di tregua del novembre 2024, Israele non ha cessato un giorno di bombardare il Libano e compiere raids aerei anche sulla capitale Beirut, oltre a mantenere l’occupazione di una fascia di confine, con la presenza di 5 basi militari.
Mobilitazione in Italia contro il genocidio
Manifestazione nazionale per Gaza il 7 giugno a Roma indetta da PD, Movimento 5stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. La data è stata anticipata, per non sovrapporsi alla manifestazione nazionale del 21 giugno contro il riarmo.
In tutte le città italiane sono in preparazione eventi di piazza, nel fine settimana, per rendere più visibile all’opinione pubblica ed ai media la vastità del genocidio a Gaza. Si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio.
A Palermo, l’Istituto Saladino ha esposto il sudario bianco in solidarietà con la popolazione di Gaza. clicca
Le comunità palestinesi in tutte le città d’Italia stanno organizzando una giornata nazionale di sciopero della fame in piazza per 3 giorni dal 30 maggio al 2 giugno. A Padova sarà allestita una tenda, con raccolta firme, video e dibattiti. clicca
Revocare il memorandum militare Italia-Israele
PeaceLink invita cittadine e cittadini a firmare e diffondere la richiesta di revoca dell’accordo militare con Israele, chiedendo ai parlamentari di agire prima della scadenza dell’8 giugno. Un gesto concreto per non essere complici di genocidio e crimini contro l’umanità.
Manca poco all’8 giugno 2025. In quella data il Memorandum d’intesa siglato nel 2005 tra il Governo italiano e quello israeliano sulla cooperazione militare giungerà alla scadenza prevista. Se non verrà revocato, si rinnoverà automaticamente, rendendo l’Italia complice di un’alleanza militare con un governo che – secondo numerosi osservatori internazionali, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch – continua a violare gravemente i diritti umani nei territori palestinesi occupati e a compiere crimini contro l’umanità e genocidio su civili innocenti a Gaza.
PeaceLink lancia un appello urgente: “è il momento di alzare la voce e chiedere con forza al Parlamento italiano di revocare questo accordo. È inaccettabile che un Paese che si proclama democratico e fondato sulla pace (articolo 11 della Costituzione italiana) mantenga intese militari con un governo coinvolto in bombardamenti indiscriminati, assedi umanitari e repressione sistematica della popolazione civile”. Anche Pax Christi Italia fa proprio e invita ad aderire. Passate parola! Per agire: clicca.
Global March to Gaza
L’iniziativa che prospetta una marcia pacifica e nonviolenta al valico sta coinvolgendo associazioni, sindacati e singoli da 32 paesi. È un’iniziativa coordinata con un canale Telegram e con comitati nazionali e locali. È aperta alla partecipazione di tutti, che devono provvedere singolarmente a ottenere il visto di ingresso per l’Egitto dalle autorità consolari, al rilascio dei propri biglietti aerei per raggiungere il Cairo entro il 13 giugno (andata e ritorno). La marcia prosegue fino al 20 giugno. Tra i sostenitori della marcia vi è Zwelivelile Mandla Mandela, nipote di Nelson Mandela.
In Italia hanno aderito Freedom Flotilla Coalition, New Weapons Research Group, Fondazione Vittorio Arrigoni, Aamod (Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico), Associazione di Solidarietà con il popolo palestinese, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
È arrivata ieri una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono attivate al numero di 32, nell’arco di soli due mesi e mezzo.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, tre mesi e tre giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Russia sostiene di aver abbattuto 6 droni ucraini nei cieli della capitale Mosca. Missili russi su Kiev e Kharkiv. Trump cambia registro e attacca Putin.
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