Per ascoltare l’audio di oggi, 29 maggio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/145 (1747)
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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €
(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Oggi, Giovedì 29 maggio, prosegue per la 15a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Genocidio a Gaza
All’alba di oggi un attacco missilistico israeliano contro una casa e un giardino d’infanzia (orfanotrofio), a Jebalia, ha ucciso 13 persone: 2 uomini, una donna e 10 bambini al di sotto di 6 anni.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità palestinese ci consegna altri dati terribili: nella giornata di ieri e fino a mezzogiorno sono state uccise 28 persone (i loro corpi sono arrivati negli ospedali) e altre 179 ferite. Il rapporto include soltanto le statistiche degli ospedali del centro e sud della Striscia. Nel nord, tutti gli ospedali sono fuori servizio e non sono operativi.
Secondo l’Euro-Med Monitor per i diritti umani, il 10% della popolazione di Gaza è stata vittima del genocidio in corso compiuto da Israele. Il 31% bambini e il 21% donne.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
Il piano israeliano per la distribuzione degli aiuti, nei campi di concentramento a Rafah, è costato alla popolazione l’uccisione di 9 civili e 60 feriti. Le immagini dei “punti di distribuzione” sono agghiaccianti: palestinesi ingabbiati in struttura metalliche in attesa sotto il sole per ricevere un cartone contenente cibo. Poi gli spari e il fuggi fuggi. Sono immagini scattate dai droni dello stesso esercito di occupazione.
La falsa narrazione israeliana viene così smentita dalle stesse azioni di controllo messe in campo dalla forza occupante. Una decima vittima è caduta stamattina sotto i colpi dell’esercito di occupazione.
Il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha affermato che la militarizzazione della distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza ostacola l’indipendenza delle Nazioni Unite e la loro capacità di svolgere il proprio lavoro. Dujarric ha sottolineato che il nuovo meccanismo implementato da un’azienda statunitense presenta notevoli carenze e rischi per chi ha bisogno di aiuti a Gaza.
Giornalisti nel mirino
Un altro giornalista palestinese è stato ucciso ieri a Gaza città. Moataz Rajab è stato colpito da un razzo lanciato da un drone israeliano. Un assassinio mirato, perché Rajab aveva addosso il giubbotto con la scritta PRESS. Il fotoreporter lavorava per il canale tv Al-Quds Al-Yom.
Il numero dei giornalisti palestinesi assassinati da Israele a Gaza è arrivato a 221 vittime, cadute mentre compivano il loro dovere di informare. Israele non vuol far sapere al mondo la verità sul genocidio in corso.
Cisgiordania e Gerusalemme est
All’alba di oggi, a Yatta, coloni armati e muniti di bulldozer sono entrati in terreni agricoli palestinesi e hanno devastato tutto, sradicando alberi e bruciando i raccolti.
L’esercito ha compiuto demolizioni di case ad Al-Mugheer, a nord est di Ramallah. Il pretesto è la ricerca di combattenti, ma l’obiettivo è la deportazione della popolazione.
Un altro rastrellamento è stato intrapreso stamattina a Nablus. Anche lì l’esercito è arrivato con i bulldozer e ha dato ordini per l’evacuazione di alcune case di proprietà di famiglie di militanti palestinesi “ricercati”.
La stessa scena si è ripetuta a Jenin. Una politica di deportazione strisciante.
Colonialismo sionista
I ministri Katz e Smotrich hanno reso ufficialmente pubblici i dati sulle nuove 22 colonie ebraiche illegali in Cisgiordania e Gerusalemme est, che il governo ha già approvato nei giorni scorsi. Sono principalmente distribuite nella valle del Giordano.
Secondo i rapporti degli enti palestinesi dedicati, il numero di coloni in Cisgiordania e Gerusalemme est ha raggiunto circa 770.000 unità entro la fine del 2024, distribuiti in 180 insediamenti e 256 avamposti, 138 dei quali classificati come pastorali e agricoli. Gli insediamenti sono approvati dal governo di occupazione militare; gli avamposti non hanno nessuna autorizzazione, ma compiuti con la forza da parte di gruppi di coloni invasati che credono di compiere una missione per ordine divino e attuano un’occupazione dei terreni palestinesi come un dato di fatto. Tutte le colonie ebraiche nei territori palestinesi occupati sono illegali.
I piani sionisti da subito dopo il 1967, quindi anche ai tempi dei governi laburisti, falsi socialisti, sono stati improntati all’occupazione permanente del territorio palestinese per far fallire l’applicazione delle risoluzioni internazionali e bloccare ogni soluzione negoziale. Il piano Allon (ministro laburista del governo Eban) risale infatti al 1967 e prevedeva la colonizzazione a tappeto della Cisgiordania, Gerusalemme est e il Golan siriano, per poi annetterli allo stato di Israele. (vedi la cartina clicca).
Murale di Laika a Roma: Hitler bacia Netanyahu
Strappato il poster di Laika con Hitler e Netanyahu, l’artista: “La verità fa paura”.
È apparsa a Roma, davanti al liceo Manara (via Basilio Bricci), una nuova opera di Laika: un poster intitolato ‘La Soluzione Finale’, che ritrae un bacio tra Adolf Hitler e Benjamin Netanyahu. Il dittatore nazista si complimenta idealmente con il premier israeliano per la conduzione della guerra a Gaza. Ieri, il poster è stato strappato dai soliti ignoti.
Leggi tutto clicca
Mobilitazione in Italia contro il genocidio
Manifestazione nazionale per Gaza il 7 giugno a Roma indetta da PD, Movimento 5stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. La data è stata anticipata, per non sovrapporsi alla manifestazione nazionale del 21 giugno contro il riarmo.
In tutte le città italiane sono in preparazione eventi di piazza, nel fine settimana, per rendere più visibile all’opinione pubblica ed ai media la vastità del genocidio a Gaza. Si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio.
A Palermo, l’Istituto Saladino ha esposto il sudario bianco in solidarietà con la popolazione di Gaza. clicca
Le comunità palestinesi in tutte le città d’Italia stanno organizzando una giornata nazionale di sciopero della fame in piazza per 3 giorni dal 31 maggio al 2 giugno. A Padova sarà allestita una tenda, con raccolta firme, video e dibattiti. clicca
Revocare il memorandum militare Italia-Israele
PeaceLink invita cittadine e cittadini a firmare e diffondere la richiesta di revoca dell’accordo militare con Israele, chiedendo ai parlamentari di agire prima della scadenza dell’8 giugno. Un gesto concreto per non essere complici di genocidio e crimini contro l’umanità.
PeaceLink lancia un appello urgente: “è il momento di alzare la voce e chiedere con forza al Parlamento italiano di revocare questo accordo”. Passate parola! Per agire: clicca.
Global March to Gaza
L’iniziativa che prospetta una marcia pacifica e nonviolenta al valico sta coinvolgendo associazioni, sindacati e singoli da 32 paesi. È un’iniziativa coordinata con un canale Telegram e con comitati nazionali e locali. È aperta alla partecipazione di tutti, che devono provvedere singolarmente a ottenere il visto di ingresso per l’Egitto dalle autorità consolari, al rilascio dei propri biglietti aerei per raggiungere il Cairo entro il 13 giugno (andata e ritorno). La marcia prosegue fino al 20 giugno.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
È arrivata ieri una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 33, nell’arco di soli due mesi e mezzo.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, tre mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Le condizioni di Mosca per il cessate-il-fuoco: cancellazione sanzioni e no Ucraina nella Nato. Lavrov: “possiamo incontrarci ad Ankara”.
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