Per ascoltare l’audio di oggi, 31 maggio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/147 (1749)
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Ad aprile c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 655,00 €
(- 81,00 € rispetto al precedente mese di marzo).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 5.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Oggi, Sabato 31 maggio, prosegue per la 17a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Genocidio a Gaza
Attacchi con i droni contro gli sfollati accampati tra i ruderi a Gaza e Khan Younis. All’alba di oggi sono state uccise 3 persone e ferite altre 14. I cecchini israeliani hanno preso di mira le colonne di palestinesi in fuga da Khan Younis verso la costa. Prima gli ordini di evacuare e poi le pallottole.
Altre vittime sono cadute nel tentativo di raggiungere i depositi della GHF abbandonati dai mercenari statunitensi, assoldati da Israele per impedire il ritorno delle organizzazioni internazionali. Due uomini sono stati uccisi e altri 11 feriti.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità palestinese informa di 72 corpi di persone uccise sono stati trasportati ieri negli ospedali. 278 i feriti.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Se questo è un uomo.
Situazione umanitaria a Gaza
I malati di cancro a Gaza non hanno più cure a causa del blocco criminale di Netanyahu imposto all’ingresso degli aiuti umanitari, cibo e medicine. Sono 11 mila le persone affette dalla grave malattia terminale, che venivano seguiti dagli ospedali di Gaza.
Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno denunciato la determinazione dei generali israeliani a impedire la salvezza della popolazione. Il coordinatore delle operazioni di soccorso del Comitato Onu per il diritto all’alimentazione ha affermato: “Non è stato ammesso il passaggio di nessun camion con cibo precotto, già pronto per l’immediata consumazione. I controlli dell’esercito di occupazione hanno fatto passare solo camion con farina, ma in mancanza di acqua e carburante, non è facile per la gente cucinarla. Il fabbisogno è di 900 camion al giorno. In 5 giorni sono passati 90 camion. La fame imposta alla popolazione civile è usata come arma di guerra e per raggiungere obiettivi politici”.
Cisgiordania e Gerusalemme est
Il ministro di guerra israeliano, Israel Katz, in visita a un avamposto di coloni ebrei nel nord della Cisgiordania, ha annunciato l’intenzione di “costruire lo Stato ebraico israeliano” su quel territorio palestinese. “E’ un messaggio chiaro” al presidente francese Emmanuel “Macron e ai suoi amici: riconosceranno uno Stato palestinese sulla carta, noi costruiremo qui lo Stato ebraico israeliano sul campo”. L’on. Fassino non ha nulla da commentare?
Trattative
Oggi è il giorno cruciale per la fine del criminale assedio alimentare di Gaza. Il piano Usa per il cessate il fuoco è fortemente sbilanciato a favore del criminale di guerra Netanyahu. Il ricatto della fame imposta ad oltre due milioni di persone è assunto come un’arma militare e politica anche dalla Casa Bianca. Trump continua a proclamare l’imminente annuncio della tregua intestandosi un successo a spese della vita dei palestinesi, che vengono trucidati a centinaia ogni giorno. Hamas finirà per accettare le condizioni di Trump e Netanyahu, coprendo la propria debolezza con le consultazioni con gli altri movimenti della resistenza.
Fa parte di questa trattativa armata anche la rapina degli aiuti compiuta da soldati israeliani vestiti da abiti civili che parlano in arabo. Ieri hanno assaltato i depositi dell’ospedale da campo “Americano” a Gaza. La politica dei generali israeliani, per dominare Gaza, è quella di creare divisione e confusione per accrescere la sofferenza della gente e scaricare le responsabilità su bande criminali “palestinesi”. Uno scenario terribile che aumenta l’instabilità e la paura tra la popolazione in perenne fuga dalle bombe ed alla ricerca di un rifugio.
Libia/manifestazioni
A Tripoli, sono riprese ieri sera le manifestazioni pacifiche di decine di migliaia di persone, che chiedevano le dimissioni del governo Dbeiba. Sono provenienti da tutta la regione e anche dalla roccaforte dei sostenitori del premier, Misurata. “Basta corruzione. Basta milizie”, sono gli slogan prevalenti. Gli organizzatori hanno chiesto di non bruciare copertoni, come era avvenuto il giorno prima, per non dare un pretesto alle milizie governative di reprimere nel sangue la protesta.
Il premier è assediato dalle richieste di dimissioni anche dai due parlamenti, ma lui è abbarbicato alla poltrona e non intende mollare e parla a vanvera di elezioni. Il generale Haftar ha minacciato di sferrare di nuovo un attacco alla capitale se non si mette fine al dominio delle milizie. Una situazione che ricorda la rivolta del 2011, con l’aggravante di un’interferenza di potenze straniere con interessi contrapposti, dall’Italia, alla Turchia, Russia, Emirati e Egitto.
Libia/migranti
11 migranti sudanesi e l’autista libico sono rimasti uccisi in un incidente stradale a nord dell’oasi di Kufra. La zona è il nodo di smistamento dei migranti in fuga dalla guerra in Sudan e non è la prima volta che i viaggi in pieno deserto finiscano in tragedie. All’inizio del mese, un camion carico di migranti si è guastato in mezzo al deserto e 8 dei 34 passeggeri sono morti di stenti. Soltanto l’intervento di un ricognitore dell’esercito nazionale libico ha permesso di soccorrere e salvare il gruppo.
Solidarietà istituzionali
il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con un atto senza precedenti in Italia, ha interrotto unilateralmente ogni rapporto, affare e collaborazione commerciale in atto con Netanyahu e il governo israeliano.
La Puglia è la prima regione a farlo in Italia con una mozione del Consiglio regionale. E lo stesso ha fatto poco dopo il Comune di Bari dichiarando ufficialmente “non gradita” la partecipazione di Tel Aviv alla prossima edizione della Fiera del Levante. La motivazione del passo sono chiare e senza giri di parole: “A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del governo Netanyahu, invito tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue Agenzie e delle società partecipate a interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto governo e con tutti quei soggetti a esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza”.
Spagna
Anche la città di Barcellona in Spagna ha rotto le relazioni diplomatiche con Israele e cancellato l’accordo di gemellaggio con Tel Aviv, “Finché non sarà rispettato il diritto internazionale e non saranno garantiti i diritti fondamentali del popolo palestinese.”. Tra le altre misure incluse nella risoluzione, alcune delle quali esulano dalla giurisdizione del comune, è stato chiesto al Consiglio di amministrazione dell’Expo di Barcellona di non ospitare padiglioni del governo israeliano o “aziende di armi o qualsiasi altro settore che tragga profitto dal genocidio, dall’occupazione, dall’apartheid e dal colonialismo contro il popolo palestinese”.
Mobilitazione in Italia contro il genocidio
La comunità palestinese di Padova sta organizzando da oggi e fino a lunedì 2 un presidio di piazza permanente con sciopero della fame. il programma.
Le comunità palestinesi in molte altre città italiane stanno organizzando una giornata nazionale di sciopero della fame in piazza per 3 giorni dal 31 maggio al 2 giugno.
Freedom Flotilla è arrivata a Catania e partirà alla volta di Gaza per portare aiuti umanitari.clicca. Da ieri e fino a domani domenica, a Catania tre giorni di iniziative di solidarietà con la Palestina.
Manifestazione nazionale per Gaza il 7 giugno a Roma indetta da PD, Movimento 5stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. La data è stata anticipata, per non sovrapporsi alla manifestazione nazionale del 21 giugno contro il riarmo.
In tutte le città italiane sono in preparazione eventi di piazza, oggi e domani, per rendere più visibile all’opinione pubblica ed ai media la vastità del genocidio a Gaza. Si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio.
La notte tra domenica 1° giugno e lunedì 2 giugno, nel quadro della campagna #UltimogiornodiGaza si terra la notte della Repubblica per Gaza, con candele in tutte le piazze e sui balconi. clicca!
Revocare il memorandum militare Italia-Israele
PeaceLink invita cittadine e cittadini a firmare e diffondere la richiesta di revoca dell’accordo militare con Israele, chiedendo ai parlamentari di agire prima della scadenza dell’8 giugno. Un gesto concreto per non essere complici di genocidio e crimini contro l’umanità.
PeaceLink lancia un appello urgente: “è il momento di alzare la voce e chiedere con forza al Parlamento italiano di revocare questo accordo”. Passate parola! Per agire: clicca.
Global March to Gaza
L’iniziativa che prospetta una marcia pacifica e nonviolenta al valico sta coinvolgendo associazioni, sindacati e singoli da 32 paesi. È un’iniziativa coordinata con un canale Telegram e con comitati nazionali e locali. È aperta alla partecipazione di tutti, che devono provvedere singolarmente a ottenere il visto di ingresso per l’Egitto dalle autorità consolari, al rilascio dei propri biglietti aerei per raggiungere il Cairo entro il 13 giugno (andata e ritorno). La marcia prosegue fino al 20 giugno.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Molti lettori ci scrivono per sapere molto di più sulla campagna Ore Felici per i Bambini di Gaza. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 33, nell’arco di soli due mesi e mezzo.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, tre mesi e 6 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La Russia invita ad un vertice Putin-Zelensky ad Ankara. Ci sarà anche Trump? Mosca lo esclude. Sventato un attentato terroristico nella capitale russa. Il Cremlino accusa Kiev.
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