Per ascoltare l’audio di oggi, 1° luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/177 (1779)

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A maggio c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 485,00

(- 170,00 € rispetto al precedente mese di aprile).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

I criminali generali israeliani hanno compiuto ieri l’ennesima strage a Gaza. Hanno bombardato deliberatamente una caffetteria sul mare ad ovest del capoluogo. Almeno 39 le vittime uccise sotto le bombe israeliane di fabbricazione USA. Tra le vittime anche un gruppo di giornalisti, che si godeva un momento di riposo.

Prima di tale strage il rapporto del ministero della sanità palestinese informava che 28 corpi di persone uccise sotto le bombe e le pallottole israeliane erano giunti negli ospedali. 223 le persone ferite.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

I medici dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale, hanno informato che un numero record di casi di meningite è stato riscontrato tra i bambini. Il numero di casi confermati ha raggiunto quota 35. I medici hanno lanciato l’allarme per il grave impatto della malattia sullo sviluppo mentale e sensoriale dei bambini, sottolineando che il grave sovraffollamento nei campi profughi e l’indebolimento del sistema immunitario dovuto alla malnutrizione accelerano la diffusione dell’infezione.

Nell’ospedale Shifà a Gaza città ieri è stato compiuto un intervento chirurgico in assenza completa dell’elettricità, a causa dell’esaurimento del carburante. I medici hanno operato con le luci dei telefonini.

Nello stesso ospedale è stato interrotto il servizio di dialisi. La mancanza di carburanti è una condanna a morte per migliaia di pazienti affetti da malattie ai reni.

La fame come strumento di guerra

“Ciò a cui stiamo assistendo a Gaza è la distruzione sistematica dei beni di prima necessità e la fame forzata dei civili”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, nel suo discorso al Consiglio per i Diritti Umani. “Sparare a persone affamate è orribile e ingiustificabile in qualsiasi circostanza”.

I centri di distribuzione della GHF sono una trappola. In molti casi, non appena i richiedenti aiuti si radunano nei pressi di questi siti, si ritrovano esposti a imboscate preparate dall’esercito israeliano, con decine di persone uccise o ferite da colpi di arma da fuoco diretti o bombardamenti a sorpresa, minando così l’affermazione che questi siti offrano protezione umanitaria. La gente le chiama “le stragi della farina”.

Prendere di mira i convogli di aiuti serve a scopi militari e psicologici di Israele, in particolare: terrorizzare la popolazione, impedire assembramenti, umiliare le persone, subordinare la sopravvivenza all’accettazione delle condizioni dell’occupazione, smantellare la solidarietà interna e trasformare il cibo in uno strumento di controllo.

“Quando delle persone vengono uccise mentre corrono dietro a un camion di farina, non si tratta di un caso di caos, ma piuttosto di una politica sistematica che cerca di umiliare il popolo palestinese e di cancellarne la dignità”, ha affermato in un’intervista l’esperto di diritto internazionale Michael Lynk, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per la Palestina.

Giornalisti nel mirino

Il fotoreporter Ismail Abu Hatab si stava godendo un momento di riposo nella caffetteria “Baqa” a nord ovest di Gaza città, sulla spiaggia. Un’occasione anche per ricaricare le batterie di telefonini e videocamere. I caccia israeliani hanno stroncato la sua vita insieme ad altre decine di persone innocenti. Diversi suoi colleghi sono rimasti feriti.

La cosa più vergognosa di certi media è la credibilità e lo spazio che viene dato alla versione dei criminali generali israeliani ed alle loro fantasticherie sulle “indagini sull’accaduto, malgrado le precauzioni per evitare vittime civili”. La verità è che Israele teme che il mondo sappia delle vergogne compiute nel genocidio e deportazione di un intero popolo dalla sua terra e prendono di mira i giornalisti. Abu Hatab è il giornalista palestinese numero 228 ucciso dai generali israeliani. L’ANSA stamattina dedica due terzi della notizia alla narrazione israeliana, senza citare il numero totale delle vittime tra i giornalisti di Gaza e senza citare una sola fonte palestinese. Non vi sembra che questo sia un modo di fare la scorta mediatica del genocidio?

Cisgiordania

Un ragazzo di 15 anni è stato assassinato dalle truppe israeliane a Ramallah. Amjad Houshie è stato colpito da una pallottola alla testa. Secondo testimoni oculari non vi erano scontri e il ragazzo stava camminando a circa 50 m dal posto di blocco dell’esercito di occupazione nel centro del capoluogo dell’ANP. Un assassinio mirato immotivato.

Il piano di deportazione dei palestinesi della Cisgiordania è sotto gli occhi di tutti, ma le diplomazie del genocidio minimizzano, rimandano, discutono e rinviano ogni decisione, ma parlano a vanvera della soluzione dei due stati, senza riconoscere quello palestinese al quale i sionisti stanno sottraendo la poca terra rimasta dalla Palestina storica per insediarvi. Un esempio lampante è ciò che sta avvenendo a Tulkarem: altre 106 costruzioni saranno rase al suolo con i bulldozer. Sono 400 appartamenti e decine di locali commerciali che spariranno e gli abitanti saranno costretti alla deportazione. L’esercito ha consegnato ai proprietari gli avvisi di evacuazione. I due campi profughi della città sono stati trasformati in una terra di nessuno: gli ingressi chiusi con cumuli di sabbia e i bulldozer vanno avanti nell’opera di cancellazione di tutta la vita urbana.

A Massafer Yatta, i contadini palestinesi hanno denunciato alle forze di occupazione un’aggressione avvenuta ieri da parte dei coloni, che avevano distrutto i raccolti e sradicato alberi. Stamattina i soldati sono tornati ed hanno arrestato le vittime dell’aggressione coloniale. Un’incursione violenta che ha portato all’uccisione di un giovane palestinese, Samer Bassam Zagharneh.

Israele

Il genocidio a Gaza come strumento di ricatto alle monarchie arabe per riconoscere Israele e ristabilire con il governo del criminale Netanyahu rapporti diplomatici ed economici. È il piano del capo della Casa Bianca che riceverà il criminale ricercato dalla Corte penale internazionale. Nelle parole dei portavoce e nei post del presidente col ciuffo traspare chiaro l’intento di usare le vittime palestinesi a Gaza come uno scudo per costringere le monarchie a venire a patti. “Il cessate il fuoco a Gaza e il ristabilimento delle relazioni diplomatiche sono sullo stesso tavolo”. Lunedì il criminale Netanyahu sarà a Washington. Un’ennesima fregatura di Trump che vende fumo negli occhi parlando a vanvera di pace e allo stesso tempo contrabbanda armi. L’amministrazione Trump ha approvato ieri la fornitura ad Israele di munizioni per 500 milioni di dollari

Minacce a Francesca Albanese

In un video lanciato sui social, la relatrice internazionale dell’ONU ha denunciato di aver ricevuto minacce serie per la propria incolumità. A suscitare le reazioni criminali vi è il contenuto del suo ultimo rapporto alle Nazioni Unite: “Il genocidio non si è fermato perché c’è gente che ne sta approfittando, compagnie che ne stanno approfittando, c’è gente che si fa i soldi su quello che sta succedendo ai palestinesi, ma vi dirò di più. Non è solo occupazione. È un’economia della distruzione: sfollamento, segregazione, sorveglianza, costruzione di muri, armi, controllo”. E in tutto questo aumentano le pressioni, le delegittimazioni, le minacce contro di lei e la sua famiglia: “Per la prima volta ho paura. Ma continuerò a parlare”, ha aggiunto.

Mobilitazioni x la Palestina

Presidio il 6 luglio a Sigonella, in Sicilia. Tantissime sigle, partiti, sindacati, associazioni e comitati hanno indetto una manifestazione contro il genocidio in Palestina. Hanno scritto: “È arrivato il momento che il popolo della pace in Sicilia riprenda la Lotta e la Resistenza – dopo le grandi mobilitazioni contro gli euromissili a Comiso e contro il Muos a Niscemi – con una nuova, grande mobilitazione popolare per fermare le micidiali spirali guerrafondaie, alimentate dai criminali aumenti delle spese militari e dai paralleli tagli alle spese sociali”. clicca!

Continua a Milano l’azione giornaliera di flash-mob in piazza Duomo contro il genocidio a Gaza.

L’8 luglio serata #NoBavaglio a Roma.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Abbiamo oramai superato le 6 settimane di digiuno per Gaza. Oggi, martedì 1° luglio, prosegue per la 47a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello Emergency

Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già 256.018 firme (alle 07:45 di stamattina). Manca la tua? Affrettati, i bambini di Gaza non possono aspettare. clicca per firmare!

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Il dott. Hussam Abu Safiya ha vinto il prestigioso premio Human Rights Defender Award 2025 clicca

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Sulla pagina social di Al-Najdah sono state pubblicate le foto dell’evento del 24 giugno alla Cohousing- Base Gaia di Milano.

 È arrivata in redazione la 39esima adozione a distanza, in meno di 4 mesi di campagna solidale con i bambini di Gaza. Anche la sezione ANPI di Nervi (Ge) ha già provveduto al versamento della somma annuale di 600 euro.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 39, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 7 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La Russia assedia Sumy, 50mila soldati pronti all’offensiva

Mosca avanza nelle regioni di Donetsk, Luhansk e Dnipropetrovsk.

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  1. […] [Anbamed] 1779 – 1° luglio 2025 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]

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