Per ascoltare l’audio di oggi, 13 luglio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/189 (1791)
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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00 €
(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Il rapporto del ministero della sanità palestinese di Gaza informa di 59 corpi giunti negli ospedali il giorno venerdì. 208 i feriti. Dopo tale rapporto, le stragi compiute dalle truppe di invasione di Netanyahu sono state più cruenti: nella giornata di sabato, fino a mezzanotte sono stati uccisi 128 civili, tra di loro 34 persone uccise mentre attendevano gli aiuti col sistema criminale della GHF. Una vera e propria trappola: i camion arrivano e non si fermano, vengono assaltati e i cecchini sparano. L’artiglieria fa il resto.
Sono state 145 le incursioni aeree su Gaza nella giornata di ieri. Due di esse, a Shati e Beit Hanoun, hanno centrato bambini che giocavano per strada. L’attacco su Khan Younis ha causato 43 uccisi.
Dall’alba di oggi sono 21 i civili assassinati.
Morti che non fanno notizia sulle testate scorta mediatica del genocidio.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
L’esercito israeliano ha costretto la popolazione di Gaza a rifugiarsi in un’area limitata di 55 km2. La stragrande maggioranza vive in tende provvisorie e sottoposta a bombardamenti continui. Le strutture sanitarie sono al collasso e manca carburante per i generatori, stanno esaurendo medicine e materiale sanitario di consumo. Il personale compie turni sfaticanti e la stragrande maggioranza dorme sul posto di lavoro. La popolazione è stremata dalla fame e sete. Il sistema di distribuzione degli aiuti escogitato dall’esercito israeliano è una trappola per uccidere.
Lo scrivono gli ispettori dell’ONU che hanno visitato la Striscia.
Trattative
Netanyahu intende sabotare l’accordo di cessate il fuoco per salvare il proprio governo. I due ministri Smotrich e Ben Gvir avevano annunciato l’uscita dal governo in caso di ritiro da Gaza. E per rassicurarli, il ricercato per crimini di guerra ha deciso il non ritiro da Rafah, per completare i piani di deportazione di massa già annunciati dal suo ministro della guerra Katz.
Gli Stati Uniti sono complici di questi piani: l’inviato della Casa Bianca ha prima rinviato il suo viaggio a ieri sabato e chiesto a Hamas di sospendere la discussione sul ritiro militare israeliano a dopo la conclusione delle trattative sugli altri punti. Appena Hamas ha accettato la sospensione, Israele ha irrigidito la sua posizione sull’ingresso e la distribuzione degli aiuti umanitari. Allontanando un accordo. E Wittkof ha annullato la visita a Doha. Le pressioni vengono fatti soltanto in una sola direzione: sulla delegazione palestinese. Il ministro degli esteri qatariota, Al-Thani, ha informato la delegazione israeliana che se non ci sarà un ritiro israeliano alle posizioni del 2 marzo (accordo di gennaio) non ci saranno altri incontri e il negoziato salta.
L’accordo si allontana e i massacri dei civili continuano, anzi si intensificano. È un genocidio pianificato.
Cisgiordania

È offensiva generalizzata dei coloni armati contro i villaggi palestinesi. Ieri, il centro di el-Khalil (Hebron) è stato occupato da un centinaio di coloni armati di mitra e bastoni, protetti da un cospicuo plotone di militari in assetto di guerra. Nel villaggio di Si’er, a nord di el-Khalil, i coloni ebrei israeliani hanno appiccato il fuoco di notte in una decina di case, mentre la gente era nel sonno. Molti abitanti hanno riportato ustioni, anche gravi. L’operazione terroristica è stata compiuta sotto il controllo dei soldati, che si sono limitati a coprire la ritirata dei coloni.
Le più gravi operazioni militari sono state compiute dall’esercito di occupazione in due villaggi: una a Qabattia sud di Jenin e l’altra a sud di Qalqilia. Irruzione di truppe su mezzi corazzati anche a Nablus, città amministrata dall’ANP.
Turchia/Kurdistan
Le unità di combattenti curdi di stanza in Irak hanno consegnato le armi all’esercito di Baghdad ed ai Peshmerga dell’autonomia curda irachena. In un’azione pubblica simbolica hanno fatto saltare un cumulo di armi e munizioni. È un impegno che il leader Abdullah Ocalan, dal suo carcere, ha preso circa un anno fa. È una svolta storica nella lotta dei curdi per il riconoscimento dei loro diritti e per una Turchia democratica. Adesso il neo sultano tergiversa e intende sottrarsi agli impegni presi, anche se in trattative politiche sotto il tavolo. In un comizio ha parlato di vittoria contro il terrorismo. Per il movimento curdo nel suo insieme è un momento molto delicato, anche perché le trattative tra le forze democratiche siriane e il governo di Damasco si sono arenati e gli Stati uniti stanno per scaricare i combattenti che avevano sconfitto l’Isis.
(Un comunicato UIKI: clicca)
Università Pisa
Emanazione Statuto dell’Università di Pisa: la prima applicazione riguarda Gaza. Approvata una mozione nella seduta del Senato Accademico di venerdì 11 luglio che chiede “al governo italiano di riconoscere lo Stato Palestinese e di revocare il Memorandum tra la Repubblica Italiana e lo Stato di Israele sulla cooperazione nel settore militare e della difesa”. Il passo più decisivo riguarda le relazioni accademiche con le università israeliane: “interrompere gli accordi quadro con le università Reichman ed Hebrew, in considerazione delle valutazioni effettuate sulla base della documentazione istruttoria presentata in occasione del Senato Accademico straordinario del 14 marzo 2024” (tradotto: rapporti tra le università israeliane e l’industria delle armi e con l’esercito).
E non manca di esprimere la solidarietà con Francesca Albanese: “Esprime la propria solidarietà alla relatrice speciale dele Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dal 1967, Francesca Albanese, alunna di questa università, che è stata recentemente attaccata con sanzioni personali dal governo degli Stati Uniti, per il lavoro d’indagine che compie nei confronti di Israele e altri Stati nella violazione dei diritti in Palestina”.
(Tutto il testo clicca)
Handala
Oggi la nave Handala salperà dal porto di Siracusa per raggiungere Gaza e rompere l’assedio criminale dell’esercito israeliano. Dopo il sequestro della nave Maddlein della precedente missione, a giugno, la coalizione ha annunciato “Il 13 luglio 2025, la Freedom Flotilla Coalition (FFC) lancerà la Handala – una nave civile in partenza per sfidare il blocco illegale e letale imposto da Israele a Gaza. L’imbarcazione porterà aiuti umanitari salvavita e un messaggio di solidarietà da parte delle persone di tutto il mondo che si rifiutano di restare in silenzio mentre Gaza viene lasciata morire di fame, bombardata e sepolta sotto le macerie” (leggi tutto il comunicato in italiano su: clicca)
Global March to Gaza, la Carovana Sumud e la FFC uniscono ufficialmente le forze per lanciare un evento di portata storica: una mobilitazione globale senza precedenti che coinvolgerà oltre 80 Paesi in tutto il mondo. Centinaia di imbarcazioni salperanno verso Gaza con un obiettivo comune: rompere l’assedio illegale imposto dall’occupazione israeliana a Gaza. e fermare il genocidio in corso. Per saperne di più: clicca.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
La solidarietà non dorme. Si mobilità anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
Abbiamo oramai iniziato la nona settimane di digiuno per Gaza. Oggi, domenica 13 luglio, prosegue per la 59a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello Emergency
Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già 257.500 firme (alle 08:10 di stamattina). Manca la tua? Affrettati, i bambini di Gaza non possono aspettare. clicca per firmare!
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Il dott. Hussam Abu Safiya ha vinto il prestigioso premio Human Rights Defender Award 2025 clicca
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 4 mesi e 18 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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