Per ascoltare l’audio di oggi, 15 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/191 (1793)

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Ogni giorno più di cento civili uccisi dalle bombe di Netanyahu. Famiglie intere decimate e bambini assassinati mentre giocavano o aspettavano in fila per l’acqua. Uno strazio quotidiano.

Ieri, sono stati assassinati, fino a mezzogiorno,120 civili e feriti altri 557.

Fino alla serata si sono aggiunti altri 88 uccisi. In 24 ore, più di 200 uccisi.

Nessun media ha mai pubblicato il resoconto generale giornaliero del genocidio in corso, ma solo il numero delle vittime di singoli episodi. Per di più anticipando la narrazione risibile dell’esercito israeliano.

L’esercito israeliano ha ordinato alla popolazione di tutto il nord di Gaza compresa la città capoluogo, di evacuare verso Mawassi. Un ordine criminale che riguarda oltre un milione di persone. Deportazione e genocidio vanno di pari passo.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

La sete è l’altra arma che l’esercito israeliano sta utilizzando per decimare la popolazione di Gaza. Nelle ultime 24 ore 100 pozzi e centrali di acqua sono state distrutte dalle bombe. Insistenti bombardamenti hanno preso di mira le file di bambini che attendevano di riempire le taniche. Per coprire il crimine, documentato da video, i criminali hanno parlato di errore. Invece si è trattato di determinazione a uccidere con la sete l’intera popolazione, soprattutto nel nord della Striscia.

L’esercito di occupazione israeliano ha preso di mira 112 fonti di acqua dolce, distrutto deliberatamente 27 pozzi e li ha resi inutilizzabili. Ha inoltre impedito l’ingresso mensile di 12 milioni di litri di carburante necessari al funzionamento delle stazioni idriche. Dall’inizio di quest’anno, l’acquedotto Mekorot, l’ultima fonte di approvvigionamento idrico dei governatorati di Gaza, è stato interrotto, così come l’ultima linea elettrica che alimenta l’ultimo impianto di desalinizzazione centrale (a sud di Deir al-Balah).

Trattative

La delegazione israeliana a Doha ha presentato un’altra cartina del ritiro dell’esercito israeliano, ma non conferma il ritiro fino alle posizioni del 2 marzo (accordo di gennaio). Il ricercato internazionale per crimini di guerra continua a dichiarare che appena sarà finita la tregua temporanea si tornerà a bombardare. Nello stesso tempo continuano i piani per la creazione del campo di concentramento di Rafah. Il ministro degli esteri egiziano è volato a Doha per sottolineare la preoccupazione del Cairo del “piano che minaccia la sicurezza nazionale egiziana”.

Cisgiordania

A Ya’bod, a sud di Jenin, l’esercito israeliano ha ucciso un giovane di 20 anni, Yussif Sheikh Ibrahim. Si stava recando al terreno di famiglia. I soldati di un posto di blocco lo hanno freddato con una pallottola in testa e poi hanno preso il corpo in ostaggio.

Alla violenza dei militari, si aggiungono le aggressioni dei coloni. Nella giornata di ieri sono stati registrati 16 attacchi in tutta la Cisgiordania, con occupazione di terreni e aggressioni contri gli abitanti. In un villaggio vicino a Ramallah sono stati bruciate di notte 3 auto e distrutte con il lancio di pietre le finestre di una decina di case. La popolazione terrorizzata si era barricata in casa. L’episodio più grave è avvenuto a Minia, vicino a Betlemme. Una ventina di coloni ebrei israeliani hanno accerchiato un contadino, picchiandolo con bastoni e spranghe di ferro. Lo hanno ridotto in fin dii vita, con la mascella, dita e braccio rotti. Nello stesso villaggio i coloni hanno parcheggiato nella piazza centrale 4 caravan, sradicato 1500 olivi e devastato diverse serre. Tutto sotto gli occhi dell’esercito di occupazione cha ha protetto le bravate dei coloni.

Israele

La campagna di odio razziale orchestrata contro il deputato Ayman Audeh, della lista di sinistra arabo-ebraica non è riuscita nel suo intento: la decadenza del deputato per un post pacifista. La votazione nel parlamento israeliano non ha ottenuto la maggioranza di 90 voti, malgrado la partecipazione alla campagna di una parte dell’opposizione. Nel suo discorso, Audeh ha riaffermato il principio dell’uguaglianza e contro l’Apartheid. “Non ritiro una sola virgola del mio discorso incriminato. Ho espresso felicità per la liberazione di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi, ma è ora di liberare il nostro paese da questo governo guerrafondaio”.  

Hind Rajab Foundation

In Portogallo, l’Ong per i diritti umani ha presentato alla procura generale un dossier per l’incriminazione di un militare israeliano attualmente residente a Lisbona, accusato dell’uccisione di 4 civili palestinesi a Gaza. Dani Adyja aveva documentato i suoi crimini sul proprio account social: “4 pallottole e nessun errore”. Adyja è un cecchino dell’esercito israeliano che ha prestato servizio a Gaza. Protetto nel suo carro armato, piazzato nel corridoio di Wadi, aspettava l’arrivo dei civili per l’attesa degli aiuti e li puntava con il suo fucile di precisione. Era così scrupoloso nei suoi crimini che faceva scattare foto delle sue vittime mentre crollavano per terra morti. Fiero delle sue bravate, le pubblicava sui social.

Siria

La nuova Germania del M.O. ha bombardato il territorio siriano nei pressi di Suedaa, distruggendo un carro armato dell’esercito siriano. “Ha superato la linea rossa da noi delineata (in territorio Siriano). Non accettiamo nessuna minaccia alla nostra sicurezza”, suona il comunicato militare di Tel Aviv. Attaccano e parlano di difesa e sicurezza. Esattamente come in Europa nel 1939 si comportava la Germania nazista. Sono stati uccisi 6 soldati siriani. A Suedaa è in corso una crisi tra drusi e altre milizie islamiste. Uno scontro che ha lasciato sul terreno 86 uccisi dalle due parti. Le forze spedite di Damasco avrebbero dovuto bloccare la scintilla, ma gli israeliani sono intenzionati a far soccombere la Siria in una guerra civile permanente.

Comune di Torino

Con 23 voti favorevoli e 2 astenuti il Consiglio comunale di Torino ha approvato una proposta di mozione, che riprende a livello locale, modificandola in parte, quanto presentato a livello nazionale da Pd, Avs e M5s, ‘Per il popolo palestinese e lo Stato di Palestina cessi ogni supporto al governo di Israele fino al ripristino della pace e della giustizia’. L’atto, che ha come prima firmataria la capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena ed è cofirmato dai capigruppo di Pd, Claudio Cerrato, M5s, Andrea Russi, e Torino Domani, Tiziana Ciampolini, impegna, fra l’altro, la Città “a proseguire i progetti di cooperazione internazionale, attualmente in corso, in sostegno alla popolazione e ai territori palestinesi occupati” e a “non avviare, considerate le ostilità e le gravi violazioni del diritto internazionale, progetti, collaborazioni o relazioni istituzionali con i rappresentanti del Governo israeliano in carica e con tutti i soggetti ad esso collegati fino al cessate il fuoco”.
    In piazza una delegazione del “Coordinamento Torino per Gaza”, con una grande bandiera palestinese, ha aspettato l’esito del voto.

Handala

Oggi,15 luglio la nave di FFC, Handala, arriva a Gallipoli in Puglia. Saranno organizzati 3 giorni di accoglienza con tanti eventi:

Ieri si svolto un corteo che ha attraversato le vie della città. Oggi ci sarà la festa di accoglienza e saluti dei movimenti in sostegno.

Il 16 saluti istituzionali. Il 17 saluti accademici e studenti.

Momento di benedizione della chiesa.

Balli tipici salentini (pizzica)

Pedalata in tutta la città con bandiere palestinesi.

Momenti conviviali con cene per gli ospiti.

Interventi dei partecipanti alla missione.

Il 18 un corteo di barche accompagnerà Handala, con 2 motovedette della guardia costiera. Il 18 luglio la partenza per Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Abbiamo oramai concluso due mesi di sciopero della fame. Oggi, martedì 15 luglio, prosegue per la 61a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello Emergency

Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già oltre 250 mila firme. Per saperne di più: clicca!

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Il dott. Hussam Abu Safiya sta male nel suo isolamento in un carcere militare israeliano. Il suo avvocato lo ha visitato ed ha espresso preoccupazione per la sua salute a causa delle mancate cure.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Foto, immagini e lettere che gli affidatari ci hanno fatto pervenire, indirizzate ai bambini di Gaza, sono state fonte di gioia e liberazione per gli orfani protetti dall’associazione Al-Najdah (Soccorso sociale). “Malgrado il dolore, la vita continua”, ci ha raccontato la direttrice Asmaa Khaled nella nostra consueta telefonata serale. “Ogni attenzione che viene dall’estero è importante per l’educazione dei bambini. Il disegno è una delle pratiche che usiamo per distrarli e dare loro fiducia”.

Lutto nella famiglia Al-Najdah a Gaza città. La militante Somoud Taffesh è stata assassinata insieme a sei dei suoi figli in un bombardamento che ha centrato la loro tenda, a Zeitoun, est di Gaza città. Il marito Hassan e la figlia Misk al-Jenan sono rimasti feriti e sono ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 20 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump invierà i Patriot a Kiev, “ma li devono pagare altri”. Un ultimatum di 50 giorni alla Russia.

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