Per ascoltare l’audio di oggi, 19 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/195 (1797)

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Stamattina sono stati uccisi 29 palestinesi nei centri-trappola di distribuzione degli aiuti vicino a Khan Younis. I loro corpi sono arrivati nell’ospedale Nasser insieme a 167 feriti. La maggior parte colpiti da pallottole in testa o al torace. Chi aveva sparato voleva uccidere. Era gente alla ricerca di cibo, disarmata e affamata e non rappresentava nessun pericolo. È la pratica del genocidio che guida l’azione dei generali israeliani.

Nella giornata di ieri sono stati 59 gli uccisi tra i civili nei 16 bombardamenti sui campi di sfollati. L’esercito israeliano continua l’opera di demolizioni delle case a Khan Younis e Jebalia. Nei piani di Tel Aviv, chi si salva dal genocidio, dovrà avere di fronte a sé soltanto la deportazione.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Siria

Israele domina i cieli della Siria e controlla praticamente tutto il sud. Un reparto di soldati israeliani drusi sono nella zona rurale di Damasco, con il pretesto di garantire la sicurezza dei villaggi drusi siriani. Il sud è sotto gli attacchi di caccia e droni israeliani, oltre al ruolo giocato da alcune milizie minoritarie druse vendute al nemico. Il governo islamista di Damasco affiliato alla Turchia ed aspirante ad ottenere la benevolenza statunitense, come ai primi tempi dei talibani afghani negli anni ottanta e novanta. Ahmad Sharaa ha obbedito a tutte i diktat di Washington, a partire dal ritiro dell’esercito da Suweidaa. Gli scontri però tra milizie islamiste e le milizie druse filo israeliane non sono cessati e le due parti si accusano delle più indicibili atrocità.

Situazione umanitaria a Gaza

La fame e la sete sono attualmente la principale causa di morte dei palestinesi di Gaza. Molto di più delle bombe. Secondo i dati forniti dal ministero della sanità, sono 370 i ricoverati nella giornata di ieri con gravi sindromi di malnutrizione. Da una settimana non mangiavano nulla e hanno bevuto alcune gocce di acqua sporca. I bambini morti per carestia registrati negli ospedali sono finora 67, ma il numero sicuramente è più alto, per le difficoltà di raggiungere le strutture mediche.

Sono cadute nel rifiuto dei generali israeliani le richieste di introdurre una parte dei 6 mila camion fermi nel Sinai egiziano a due passi del valico di Rafah. Il criminale di guerra ricercato in una telefonata al papa Leone XIV ha detto che si sta raggiungendo presto un accordo per il cessate il fuoco, quando è stato lui finora l’ostacolo all’accordo. Uso della fame come arma da guerra.

Trattative

La stampa israeliana sostiene che Netanyahu adesso, visto che non ha più la maggioranza in parlamento, ha fretta di giungere ad un accordo con Hamas. Si accinge a spedire a Doha una delegazione più autorevole di negoziatori ed è disponibile di abbandonare il corridoio tra i ruderi di Rafah e Khan Younis. Il suo ufficio si copre il fianco sostenendo che la ipotetica svolta è il risultato delle pressioni dell’amministrazione Trump.  Ill motivo reale invece è tutto elettorale. Il criminale di guerra ricercato vuole intestarsi l’atto di riportare a casa gli ostaggi, da spendere nella campagna politica che si annuncia per ottobre.

Fonti egiziane vicine al negoziato rivelano in anonimato che si è passati alla discussione sul numero dei detenuti palestinesi da liberare in cambio dei 10 ostaggi vivi e 18 morti.

Cisgiordania

Gli abitanti di Yaabad, a sud-ovest di Jenin, sono rimasti scioocati dall’assassinio di un ragazzo di 14 anni per mano delle nuove SS israeliane. Una massa di popolo ha accompagnato il feretro di Amr Qabha all’ultima dimora. Il ragazzo era stato colpito alla testa da una pallottola sparata dai soldati di occupazione che stavano avanzando nella cittadina protetti dai loro mezzo corazzati. È stato lasciato a terra ferito e sanguinante, impedendo l’arrivo dei soccorsi fino al decesso. Un’esecuzione di piazza extragiudiziale da criminali incalliti. Non è un avvenimento eccezionale, ma una pratica consuetudinaria per applicare anche in Cisgiordania il genocidio.

Libano

Israele sta dominando il sud Libano militarmente, con attacchi giornalieri, uccidendo civili e coprendo i propri crimini con falsità su obiettivi di Hezbollah. Una pressione militare accompagnata dalla diplomazia statunitense che spinge per il riconoscimento reciproco tra Libano e Israele. Ieri sono stati uccisi due contadini in un attacco con droni a Nabatyie.

Le dichiarazioni dell’inviato speciale statunitense per la Siria e il Libano, Thomas Barrack, sono una minaccia alla stessa esistenza indipendente del paese. Barrack ha avvertito che il Libano potrebbe cadere nella morsa delle potenze regionali e affrontare una minaccia esistenziale se non verrà risolta la questione delle armi di Hezbollah. Ha avvertito che se il Libano non agirà e non si unirà al treno del cambiamento, potrebbe tornare sotto la tutela della Grande Siria (il Levante; ha usato il termine Bilad Sham in arabo).

Libia/CPI

La Germania non è l’Italia del governo delle destre. Il governo Merz ha arrestato un miliziano libico ricercato dalla CPI. La vergogna della Meloni, Piantedosi e Nordio è doppia. Khaled Mohamed Ali El Hishri, alias Al Buti, è stato fermato all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo in procinto di imbarcarsi per un volo per Tunisi. Era ricercato, con un mandato di cattura della CPI, per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi nella prigione di Mitiga a Tripoli, dove sono state detenute migliaia di persone. Non è un militare libico, come scrive certa stampa, ma un miliziano come il suo capo Al-Masri, lasciato fuggire (anzi accompagnato a Tripoli su un volo di Stato italiano) dal governo di Roma.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

il CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – sceglie di digiunare sabato 19 luglio. Per un giorno intero gli scout non mangeranno e non berranno.
Un piccolo sacrificio, simbolico. Un atto di empatia, “per gridare forte che non si può più tacere di fronte all’emergenza umanitaria in corso a Gaza – spiega il CNGEI in una nota -. A Gaza non è solo il caldo. È la fame vera. La sete disperata. È il terrore quotidiano di perdere la casa, i figli, la vita. Israele ha deliberatamente e sistematicamente privato i civili di Gaza di tutte le risorse essenziali per la sopravvivenza umana, e ha trasformato anche la distribuzione degli aiuti in uno strumento di sopruso e violenza: folle stipate, tragitti chilometrici e spari sulla folla. clicca!

L’iniziativa lanciata da Anbamed, invece, è entrata nel terzo mese. Oggi, sabato 19 luglio, prosegue per la 65a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Il dott. Hussam Abu Safiya sta male nel suo isolamento in un carcere militare israeliano. Il suo avvocato lo ha visitato ed ha espresso preoccupazione per la sua salute a causa delle mancate cure e per le torture subite.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Poesie e favole sono arrivate dagli affidatari italiani di bambini e bambine di Gaza. Stiamo traducendo i testi per trasmetterli all’associazione Al-Najdah di Gaza, da utilizzare nei corsi educativi collettivi che si tengono ogni giorno nelle sedi dell’associazione, collocate in tendoni di plastica nei campi di sfollati. “Le parole ed i disegni che arrivanao dall’Italia e dal resto del mondo sono importantissime non solo simbolicamente. Sono un sostegno psicologico enorme per sopportare il peso dell’aggressione”, ci ha detto un’educatrice palestinese.

Sono arrivate le schede con foto e certificati di altri bambini e bambine di Gaza, per gli affidatari e affidatarie che avevano già prenotato. Appena concludiamo le traduzioni, le manderemo in ordine di arrivo.

Foto, immagini e lettere che gli affidatari ci hanno fatto pervenire, indirizzate ai bambini di Gaza, sono state fonte di gioia e liberazione per gli orfani protetti dall’associazione Al-Najdah (Soccorso sociale). “Malgrado il dolore, la vita continua”, ci ha raccontato la direttrice Asmaa Khaled nella nostra consueta telefonata serale. “Ogni attenzione che viene dall’estero è importante per l’educazione dei bambini. Il disegno è una delle pratiche che usiamo per distrarli e dare loro fiducia”.

Lutto nella famiglia Al-Najdah a Gaza città. La militante Somoud Taffesh è stata assassinata insieme a sei dei suoi figli in un bombardamento che ha centrato la loro tenda, a Zeitoun, est di Gaza città. Il marito Hassan e la figlia Misk al-Jenan sono rimasti feriti e sono ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 24 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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