Per ascoltare l’audio di oggi, 21 luglio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/197 (1799)
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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00 €
(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
È ancora in corso mentre scriviamo l’attacco militare contro Deir Balah, dove hanno sede le organizzazioni umanitarie internazionali. Caccia e artiglieria hanno colpito stamattina una moschea e un centro di sfollati. Il bombardamento è stato seguito dall’avanzata delle truppe con bulldozer, nel chiaro intento di proseguire l’opera di deportazione della popolazione privandola di ogni possibile riparo. Case diroccate e campi di tende di plastica vengono rase al suolo.
Il rapporto del ministero della sanità ci informa che ieri fino a mezzogiorno sono morti per fame 86 persone: 76 bambini e 10 anziani. Stamattina il numero totale in 48 ore è salito a 171 morti per fame.
Gli uccisi sotto le bombe e per le pallottole sono stati 130. I feriti 495.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
La gente muore per strada a causa della fame. Le grida di aiuto dei bambini, i proclami delle organizzazioni umanitarie, i rapporti dell’ONU e la disperazione dei team sanitari palestinesi non hanno scosso i militari e il governo israeliani e l’opinione pubblica israeliana che continua a parlare di altro. Scene terrificanti di persone svenute per strada dopo una settimana senza nulla sotto i denti. Le telecamere dei giornalisti palestinesi ci hanno consegnato le grida di bambini che dicono: “voglio mangiare. Ho fame”. Il rapporto del ministero della sanità ci informa di 171 morti per fame in 48 ore, tutti bambini e anziani. Le sirene delle ambulanze in tutta Gaza hanno suonato ieri alle ore 11:00 ora locale, ma le diplomazie complici non hanno sentito. I generali israeliani hanno ordinato l’evacuazione di Deir Balah e poi lo hanno bombardato. È il quartiere dove hanno sede le organizzazioni umanitarie internazionali.
Cisgiordania
L’esercito israeliano ha incendiato ieri un intero quartiere nel campo di Nour Shams a Tulkarem. Una sistematica opera di deportazione della popolazione nativa. Dal 21 gennaio scorso, in sei mesi di aggressione militare contro la città, sono stati deportati 42 mila persone. Un’azione sistematica per smantellare i capi profughi, annientare il ruolo dell’Unrwa e cancellare il diritto al ritorno. Lo stesso procedimento è stato praticato a Jenin e nel suo campo profughi. La demolizione delle case è stata lì particolarmente distruttiva: un terzo delle case è stato reso inservibile: demolito, incendiato o devastato. Le famiglie cacciate con la forza militare.
Giornalisti nel mirino
Il sindacato dei giornalisti palestinesi ha denunciato, nel suo rapporto semestrale presentato ieri a Ramallah, che durante l’anno corrente sono stati uccisi 33 giornalisti palestinesi e 43 di loro familiari. 66 i feriti. Tutti a Gaza. La repressione non riguarda soltanto la Striscia, ma anche la Cisgiordania e Gerusalemme est: 26 giornalisti arrestati e altri 228 casi di fermo, ferimenti per arma da fuoco e impedimenti coercitivo di svolgere il proprio lavoro di informare.
Handala
La nave Handala è partita ieri dal porto di Gallipoli, dopo un breve ritardo sul piano di marcia. Una massa di sostenitori della causa palestinese ha salutato i volontari che si sono imbarcati, per tentare di portare aiuti umanitari ai bambini di Gaza. Ci sono parlamentari francesi, un sindacalista statunitense e giornalisti italiani e arabi. “Vogliamo portare cibo e giocattoli ai bambini di Gaza, le vittime numero 1 del genocidio in atto. Impedire la consegna di latte per bambini è un crimine contro l’umanità”, ha detto la parlamentare francese, Emma Forot, deputata di France Insoumise. “Romper l’assedio illegale israeliano contro Gaza e denunciare la complicità delle diplomazie USA e europee”, ha detto uno dei partecipanti alla missione umanitaria. Il ritardo della partenza è stato causato da un criminale tentativo di sabotaggio, ha rivelato un membro dell’equipaggio ad Anbamed. “L’elica è stata trovata avvolta strettamente da un filo di ferro e nel serbatoio dell’acqua hanno versato del liquido corrosivo. Per fortuna nessuno si è fatto male”. Gli agenti criminali, che hanno compiuto del vero e proprio terrorismo, non ci fermeranno”, ha affermato.
Siria
Un primo giorno di calma a Suweidaa dopo il raggiungimento del cessate-il-fuoco. L’esercito mandato da Damasco è uscito fuori dall’abitato urbano e si è attestato sull’autostrada di collegamento con la capitale. Tutti i miliziani islamisti sono stati ritirati e l’accordo prevede la consegna da parte dei miliziani drusi delle armi pesanti. All’interno della città ci sono soltanto le forze di sicurezza statali formate da agenti drusi.
La svolta nella crisi non soddisfa le mire israeliane di dominare lo scenario. Un elicottero dell’esercito di Tel Aviv ha scaricato in città un carico di armi destinato alla milizia drusa locale affiliata. Ci sono ancora in territorio siriano centinaia di soldati israeliani drusi, soprattutto nei villaggi a sud di Damasco, per tentare di creare momenti di destabilizzazione. La loro presenza viene presentata a Tel Aviv come spontanea ed individuale. Una versione poco credibile, visto che sono penetrati in Siria scortati dai reparti israeliani che occupano il sud siriano.
Egitto
Il ministero dell’interno egiziano ha comunicato che ieri domenica c’è stato uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza e un gruppo di “Hasm”, il movimento islamista terroristico legato alla Fratellanza Musulmana. Due islamisti ed un passante uccisi e due ufficiali delle forze di polizia feriti. Non viene fornita la località dove è avvenuta l’irruzione. “Il gruppo ha ottenuto addestramento in un paese confinante ed ha attraversato il confine desertico. L’inseguimento ha rivelato i loro appoggi interni in Egitto”. Il paese confinante – si deduce dalla descrizione – potrebbe essere Libia.
Secondo la stampa online del Cairo ci sono stati arresti tra le file degli islamisti collegati alla cellula.
Iran
Secondo fonti iraniane, si terrà ad Istanbul un incontro con GB, Francia e Germania sul nucleare iraniano. La Tv di Stato ha affermato che la data dell’incontro sarà venerdì 25 luglio. Sarebbe il primo incontro con le diplomazie europee dopo gli attacchi israeliani e statunitensi sui siti iraniani. Teheran ha sospeso la collaborazione con l’Aiea per la mancata condanna degli attacchi subiti dall’Iran.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nel terzo mese. Oggi, lunedì 21 luglio, prosegue per la 67a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Il dott. Hussam Abu Safiya sta male nel suo isolamento in un carcere militare israeliano. Il suo avvocato lo ha visitato ed ha espresso preoccupazione per la sua salute a causa delle mancate cure e per le torture subite.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito ieri a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Le immagini della manifestazione di Milano di ieri sabato hanno fatto la gioia delle amiche di Al-Najdah. Le immagini sono state scattate dagli affidatari. Oggi verranno mostrate ai bambini di Gaza nella giornata di mobilitazione contro il blocco alimentare israeliano.
Poesie e favole sono arrivate dagli affidatari italiani di bambini e bambine di Gaza. Stiamo traducendo i testi per trasmetterli all’associazione Al-Najdah di Gaza, da utilizzare nei corsi educativi collettivi che si tengono ogni giorno nelle sedi dell’associazione, collocate in tendoni di plastica nei campi di sfollati. “Le parole ed i disegni che arrivano dall’Italia e dal resto del mondo sono importantissime non solo simbolicamente. Sono un sostegno psicologico enorme per sopportare il peso dell’aggressione”, ci ha detto un’educatrice palestinese.
Sono arrivate le schede con foto e certificati di altri bambini e bambine di Gaza, per gli affidatari e affidatarie che avevano già prenotato. Appena concludiamo le traduzioni, le manderemo in ordine di arrivo.
Foto, immagini e lettere che gli affidatari ci hanno fatto pervenire, indirizzate ai bambini di Gaza, sono state fonte di gioia e liberazione per gli orfani protetti dall’associazione Al-Najdah (Soccorso sociale). “Malgrado il dolore, la vita continua”, ci ha raccontato la direttrice Asmaa Khaled nella nostra consueta telefonata serale. “Ogni attenzione che viene dall’estero è importante per l’educazione dei bambini. Il disegno è una delle pratiche che usiamo per distrarli e dare loro fiducia”.
Lutto nella famiglia Al-Najdah a Gaza città. La militante Somoud Taffesh è stata assassinata insieme a sei dei suoi figli in un bombardamento che ha centrato la loro tenda, a Zeitoun, est di Gaza città. Il marito Hassan e la figlia Misk al-Jenan sono rimasti feriti e sono ricoverati in gravi condizioni in ospedale.
Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 4 mesi e 26 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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