Per ascoltare l’audio di oggi, 22 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/198 (1800)

Per info e contatti, manda un messaggio:  anbamedaps@gmail.com 

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Il cerchio si chiude. Israele ha utilizzato ieri contro la popolazione civile a Deir Balah bombe incendiarie al gas. Forni crematori all’aperto. Come nella peggiore tradizione nazista. 59 uccisi in una sola strage.

Continua anche l’attacco al sistema sanitario. Il direttore amministrativo degli ospedali da campo, dott. Al-Hoss, è stato rapito da uno squadrone delle truppe israeliane a Rafah. È detenuto in una struttura carceraria dell’esercito israeliano in una zona desertica ed è ferito ad una gamba, secondo ciò che è stato riferito da altre persone rapite insieme a lui poi rilasciate.

Il rapporto giornaliero del ministero della sanità informa di 134 uccisi nella giornata di ieri e 1155 feriti. Un’escalation della macchina di morte israeliana, in concomitanza con l’avanzata di terra nel centro della Striscia. Nella sola giornata di ieri, sono state demolite con bulldozer e dinamite mille abitazioni a Gaza città. È il piano di deportazione verso il costruendo campo di concentramento di Rafah, denominato orwellianamente “città umanitaria”.

Il numero totale delle vittime dall’inizio dell’invasione di Gaza, nell’ottobre 2023, ha superato i 59 mila: 59.029 uccisi e 142.135 feriti.

Dall’alba di oggi sono stati uccisi 23 civili in diverse località.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

La gente muore di fame. Bambini e anziani crollano per strada e vengono trasportati a spalla o su barelle a piedi da altra gente affamata e arrivano in ospedali che non hanno nulla da offrire loro. Da mezzanotte, sono morti 7 bambini al disotto di un anno d’età a causa della carestia. Uno ogni ora. Ultima vittima di stamattina è Yussuf Safadi, 40 giorni di età. La mamma non ha latte dal seno e non c’è latte in polvere disponibile negli ospedali.

Un rapporto dell’Unicef rileva che 50 mila donne incinte o partorienti non saranno in grado di allattare, perché non mangiano da giorni e negli ospedali mancano le flebo.

Il direttore dell’Unrwa, Lazzarini, ha descritto la situazione con frasi allarmate e senza peli sulla lingua: “Nessuno si salva a Gaza; anche gli operatori umanitari, hanno bisogno di essere assistiti; medici, infermieri, giornalisti, operatori umanitari: tutto soffrono la fame; molti svengono mentre stanno compiendo il loro dovere; la stessa ricerca del cibo è diventata una fonte di morte; oltre 1000 persone sono state assassinate mentre cercavano cibo per sfamare le loro famiglie; dico assassinate, perché la cosiddetta “Fondazione umanitaria di Gaza” israelo-statunitense è una sadica trappola mortale; i cecchini aprono il fuoco indiscriminatamente alla cieca, come se avessero una licenza di uccidere; colpiscono folle ingenti di persone nella più totale impunità; gli aiuti umanitari non possono essere una missione affidata a dei mercenari. Soltanto le organizzazioni internazionali hanno l’esperienza, la pratica, i mezzi e il materiale per garantire aiuti in sicurezza, dignità e su vasta scala. Lo abbiamo dimostrato più di una volta durante le precedenti tregue. Fermate questo orribile crimine”.

Cisgiordania

In un’escalation senza precedenti, ieri le truppe di occupazione hanno compiuto 43 rastrellamenti in città e villaggi palestinesi nella Cisgiordania e Gerusalemme est. Secondo le notizie dell’agenzia afa, sono stati fermati 72 attivisti e militanti.  

Parallelamente continuano le provocazioni dei coloni che hanno occupato due località nelle province di Qalqilia e Ramallah per la costruzione di avamposti, prima fase di una nuova colonia ebraica israeliana in terra palestinese.

Un gruppo di deputati e ministri israeliani del Likud hanno chiesto al governo Netanyahu ha accelerare l’annessione della Cisgiordania a Israele. È avvenuto durante una conferenza organizzata a Gerusalemme ovest alla presenza dell’ambasciatore USA in Israele.

Yemen

Dopo il bombardamento israeliano su Hodeida di ieri, gli houthi hanno lanciato ieri sera 5 missili balistici sul territorio israeliano e uno stamattina. Il blocco marittimo imposto dagli houthi alle navi con destinazione Israele ha ridotto l’attività del porto di Eilat, sul mar rosso a zero e ridotto anche il traffico nel porto di Haifa.

Stato di Palestina

Il comune di Nettuno ha votato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. In una riunione del consiglio comunale tutti i consiglieri presenti di maggioranza e opposizione hanno votato a favore della mozione presentata a maggio dalla consigliera comunale, Francesca Panebianco. “Non si può restare in silenzio davanti a migliaia di persone affamate. Una situazione insopportabile, dobbiamo sollecitare le coscienze per una presa di posizione convinta contro la guerra e per un immediato cessate il fuoco”, ha detto la consigliera Silvia Vitale.

Criminali di guerra

Due soldati israeliani sono indagati a Bruxelles per crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Il Belgio il è primo Paese dell’Ue ad agire legalmente applicando a cittadini israeliani la legislazione universale. I due militari israeliani, domenica, si erano recati al festival Tomorrowland, dove avevano esibito la bandiera della loro unità militare. I due soldati sono stati fermati, interrogati, e subito dopo rilasciati. Ma su di loro pesa un’accusa pesante e la prospettiva di un processo.
I due militari della brigata Givati erano stati denunciati dalla Hind Rajab Foundation e dal Global Legal Action Network (Glan). La procura ha confermato l’avvio di un’indagine penale nei confronti dei militari: le accuse mosso nei loro confronti riguardano crimini di guerra, genocidio, attacchi contro i civili, torture, sfollamenti forzati nella Striscia di Gaza. La procura ha spiegato di poter procedere grazie all’articolo 14/10 del codice di procedura penale, entrato in vigore nell’aprile 2024, che consente alla giustizia belga di indagare per crimini internazionali, sulla base delle Convenzioni di Ginevra e della Convenzione Onu contro la tortura.
I pro-Is in Belgio non sono mancati di gridare all’antisemitismo, vacua e insulsa accusa pretestuosa, perché i due non sono stati interrogati in quanto ebrei, ma per le azioni criminali compiute. La mossa della procura belga potrebbe costituire un precedente, in quei Paesi come il Belgio, che considerano l’offensiva israeliana a Gaza in violazione del diritto internazionale e umanitario. 

Sport/BDS

Il prossimo 14 ottobre a Udine si terrà nuovamente una partita di calcio Italia – Israele, nell’ambito delle qualificazioni ai mondiali.
Il Comitato per la Palestina di Udine si sta mobilitando per contrastare ogni complicità con le politiche di Israele. “Ritenendo doveroso e necessario opporci allo sportwashing e a ogni intervento di legittimazione delle politiche genocidarie israeliane, stiamo lanciando l’appello per partecipare alla manifestazione che stiamo organizzando insieme alla Comunità Palestinese del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e a ODV Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste, con il supporto di BDS Italia e Calcio e Rivoluzione”. Il comitato intende organizzare una grande manifestazione per gridare: “vogliamo Israele fuori dalla FIFA e il sionismo fuori dalla storia”.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nel terzo mese. Oggi, martedì 22 luglio, prosegue per la 68a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate. Va sottolineato che il mio colloquio con lui è stato audioregistrato senza il minimo riguardo per la privacy o la riservatezza”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dotto Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Il dott. Hussam Abu Safiya sta male nel suo isolamento in un carcere militare israeliano. Il suo avvocato lo ha visitato ed ha espresso preoccupazione per la sua salute a causa delle mancate cure e per le torture subite.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdaha a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito due giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Le immagini della manifestazione di Milano di ieri sabato hanno fatto la gioia delle amiche di Al-Najdah. Le immagini sono state scattate dagli affidatari. Oggi verranno mostrate ai bambini di Gaza nella giornata di mobilitazione contro il blocco alimentare israeliano.

Poesie e favole sono arrivate dagli affidatari italiani di bambini e bambine di Gaza. Stiamo traducendo i testi per trasmetterli all’associazione Al-Najdah di Gaza, da utilizzare nei corsi educativi collettivi che si tengono ogni giorno nelle sedi dell’associazione, collocate in tendoni di plastica nei campi di sfollati. “Le parole ed i disegni che arrivano dall’Italia e dal resto del mondo sono importantissime non solo simbolicamente. Sono un sostegno psicologico enorme per sopportare il peso dell’aggressione”, ci ha detto un’educatrice palestinese.

Sono arrivate le schede con foto e certificati di altri bambini e bambine di Gaza, per gli affidatari e affidatarie che avevano già prenotato. Appena concludiamo le traduzioni, le manderemo in ordine di arrivo.

Foto, immagini e lettere che gli affidatari ci hanno fatto pervenire, indirizzate ai bambini di Gaza, sono state fonte di gioia e liberazione per gli orfani protetti dall’associazione Al-Najdah (Soccorso sociale). “Malgrado il dolore, la vita continua”, ci ha raccontato la direttrice Asmaa Khaled nella nostra consueta telefonata serale. “Ogni attenzione che viene dall’estero è importante per l’educazione dei bambini. Il disegno è una delle pratiche che usiamo per distrarli e dare loro fiducia”.

Lutto nella famiglia Al-Najdah a Gaza città. La militante Somoud Taffesh è stata assassinata insieme a sei dei suoi figli in un bombardamento che ha centrato la loro tenda, a Zeitoun, est di Gaza città. Il marito Hassan e la figlia Misk al-Jenan sono rimasti feriti e sono ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 27 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Non si sa se le trattative tra Russia e Ucraina ad Istanbul cominceranno domani mercoledì. Zelensky conferma, ma da Mosca rispondono che la data non è stata ancora fissata.  

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