Per ascoltare l’audio di oggi, 23 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/199 (1801)

Per info e contatti, manda un messaggio:  anbamedaps@gmail.com 

Le vignette sono QUI 

Anbamed ha compiuto 5 anni di vita!  

Sostieni l’informazione libera e indipendente!  

Per farlo basta un click: QUI il conto PayPal,

Inquadra il QR:   

Oppure bonifico: IBAN: IT33U0891382490000000500793

Appello: Il tuo 5×1000 all’associazione “Anbamed, aps per la multiculturalità”. codice fiscale: 95030850838.

A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Una strage nella notte a Tall el-Hawa, nella parte sud occidentale di Gaza città. Il bombardamento ha colpito diverse costruzioni causando decine di vittime. È stato bombardato anche il quartiere Shati, la principale spiaggia del capoluogo trasformata in campo per sfollati. Dalla mezzanotte i bombardamenti sono incessanti e le vittime secondi rapporti giornalistici sono più di 80 uccisi.

Continua anche l’avanzata di terra a Deir Balah, con ordini di evacuazione alla popolazione e minacce con le armi ai civili per costringerli a sfollare verso sud, con il pretesto di area pericolosa per le operazioni militari in corso. È un ennesimo tentativo di deportazione, in attesa di cacciare i due milioni sopravvissuti al genocidio verso l’Egitto o altre destinazioni, come proclama il governo Netanyahu. Anche i depositi dell’OMS a Deir Balah sono stati attaccati, con bombe di artiglieria e attacchi di truppe di terra. L’organismo internazionale ha denunciato che diversi suoi operatori sono stati feriti o arrestati.

L’esercito ha demolito ieri nella zona centrale e meridionale della Striscia centinaia di costruzioni molte già diroccate. Bulldozer e dinamite hanno lavorato a ritmo serrato per impedire ai palestinesi dii trovare un minimo di riparo al di fuori dei campi di concentramento progettati per ammassare i palestinesi.

Nella giornata di ieri, il ministero della sanità informa che negli ospedali sono arrivati i corpi di 77 uccisi e 376 feriti.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

111 Ong: “A Gaza è in corso una carestia di massa”

Le organizzazioni umanitarie operanti a Gaza hanno lanciato un allarme, segnalando una “carestia di massa” in rapida espansione nella Striscia di Gaza, già gravemente provata dal conflitto. “Mentre una carestia di massa si diffonde nella Striscia di Gaza, i nostri colleghi e le persone che aiutiamo stanno scomparendo”, hanno dichiarato le ONG in un comunicato congiunto. Tra le firmatarie figurano Medici Senza Frontiere, diverse sezioni di Medici del Mondo, Caritas, Amnesty International e Oxfam International. 

Le organizzazioni umanitarie chiedono un cessate il fuoco immediato, l’apertura di tutti i varchi terrestri e la garanzia di un flusso libero degli aiuti umanitari. L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha accusato l’esercito israeliano di aver ucciso più di 1.000 persone a Gaza dalla fine di maggio, mentre queste cercavano di accedere agli aiuti umanitari. La maggior parte delle vittime si trovava nei pressi dei centri-trappola della cosiddetta Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione creata e finanziata da Stati Uniti e Israele attraverso modalità la cui trasparenza è messa in discussione. 

“Appena fuori Gaza, nei magazzini – e anche all’interno – tonnellate di cibo, acqua potabile, forniture mediche, materiali per l’alloggio e carburante rimangono inutilizzati, con le organizzazioni umanitarie che non possono accedervi o consegnarli”, lamentano le organizzazioni umanitarie. Un ospedale di Gaza ha reso noto martedì che 21 bambini sono deceduti nella struttura a causa della malnutrizione o per fame nell’arco di 72 ore.

Giornalisti nel mirino

Appello dell’agenzia AFP per i suoi freelance a Gaza: “Muoiono di fame”

“Ci rifiutiamo di vederli morire”. Con queste parole, l’Agenzia France-Presse (Afp) lancia un appello urgente per i suoi giornalisti nella Striscia di Gaza, oggi esposti al rischio concreto di morire di fame. È una situazione senza precedenti nella storia dell’agenzia, fondata nel 1944: nei conflitti passati si sono contati reporter uccisi, feriti o imprigionati, ma mai era stato necessario temere la morte per denutrizione. 

A Gaza, l’Afp opera attualmente con un piccolo gruppo di collaboratori locali: un giornalista freelance, tre fotografi e sei videomaker palestinesi. Sono loro a garantire una delle poche voci rimaste all’interno della Striscia, da cui i media stranieri sono esclusi da sempre per volontà dell’esercito israeliano nel tentativo di occultare i suoi crimini. Il personale permanente dell’agenzia ha lasciato Gaza all’inizio del 2024, e da allora la copertura giornalistica si regge interamente sul lavoro dei freelance, che vivono nelle stesse condizioni estreme dei civili. 

Tra loro c’è Bashar Taleb, fotografo di 30 anni. In un post sui social ha scritto: “Non posso più lavorare nei media. Il mio corpo è troppo magro e non posso più camminare”. Bashar vive in costante fuga tra i campi profughi, soffre di problemi intestinali legati alle condizioni igieniche precarie e da oltre un anno è in uno stato di grave deprivazione. Domenica 20 luglio ha riferito che il fratello maggiore è morto per la fame. 

Secondo l’agenzia di stampa, sempre più giornalisti non sono più in grado di lavorare a causa della malnutrizione. Le autorità sanitarie locali parlano ormai apertamente di carestia provocata da Israele. Il direttore dell’ospedale da campo di Al-Mawasi, il dottor Suhaib Al-Hams, ha lanciato l’allarme per una ”ondata imminente di morti” legata a cedimento degli organi tra gli sfollati. Si moltiplicano i casi di esaurimento, perdita di memoria, debilitazione estrema: sintomi tipici della fame prolungata. Oltre alle bombe – a Gaza l’esercito israeliano ha ucciso più di 230 giornalisti dall’inizio dell’aggressione nell’ottobre 2023 – a uccidere chi testimonia il genocidio in diretta è ora la fame.

ONU

Guterres: “A Gaza orrore senza precedenti nella storia recente”

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato “l’orrore nella Striscia di Gaza, dove morte e distruzione compiute da Israele hanno raggiunto un livello senza precedenti nella storia recente. La malnutrizione sta esplodendo. La carestia bussa a ogni porta”, ha dichiarato durante una riunione del Consiglio di Sicurezza.

Cisgiordania

L’esercito israeliano applica in Cisgiordania i sistemi criminali contro gli ospedali, che aveva sperimentato a Gaza. Ieri a Nablus, l’ospedale pubblico è stato invaso dalle truppe che hanno devastato depositi e creato il terrore nelle corsie. Il pretesto è di cercare resistenti feriti e ricoverati per arrestarli. Non ne hanno trovato neanche uno, ma nel frattempo hanno reso azzoppata una struttura sanitaria palestinese.

Tutta la provincia di Nablus è stata ieri oggetto di posti di blocco e di rastrellamenti in cittadine e villaggi, con decine di arresti. Non sono mancate le operazioni militari contro Toubas, Jenin, Tulkarem, el-Khalil e Qalqilia. Particolarmente pericolose le operrazioni a el-Khalil, dove le truppe hanno preso possesso di tutto il centro città e vietato l’ingresso ai palestinesi nella moschea Ibrahimia, che i piani di annessioni vorrebbero trasformare in sinagoga.

Siria

Il ministero della difesa siriano ha formato una commissione d’inchiesta sui crimini compiuti a Suwaidaa. Il comunicato ammette che “formazioni militari non identificate hanno compiuto esecuzioni di massa contro altri armati che si erano arresi”. Il ministero ha ribadito di nuovo l’ordine di divieto alle unità dell’esercito di entrare in città e che gli unici autorizzati sono gli agenti del ministero dell’interno di etnia drusa. La misura si è resa necessaria anche per isolare le milizie druse collaborazioniste con Israele.

Un’altra commissione d’inchiesta sui fatti del nord ovest alawita, dove miliziani jihadisti avevano assassinato civili disarmati, soltanto per la loro appartenenza confessionale, ha reso pubblico il suo rapporto: “1426 vittime identificate uccise per “vendetta cieca” sulla base dei documenti d’identità fuori da ogni regolamento civile o militare”. I responsabili identificati sono 298, sono miliziani appartenenti a organizzazioni jihadiste e militari membri del vecchio regime; sono da considerarsi “fuggitivi ricercati dalla giustizia”. I nomi non sono stati resi pubblici, ma consegnati alla magistratura ed alle autorità politiche.

Egitto

In un nuovo sviluppo giudiziario promettente, la procura del Cairo ha emesso una sentenza che esclude l’appartenenza di Alaa Abdelfattah ad organizzazioni terroristiche. È un passo importante verso la possibile scarcerazione, visto che la sua condanna era stata già scontata e scaduta dallo scorso settembre 2024, ma che non è stato rilasciati, perché erano sopraggiunte altre accuse costruite ad arte sulla base di reati che erano stati già giudicati. Abdelfattah è stato uno dei principali protagonisti di piazza Tahrir, la rivolta giovanile in Egitto che aveva fatto crollare il trentennale regime di Mubarak. È dal 2023 in carcere con perpetue condanne. La madre, Leila Sueif, cittadina britannica, ha compiendo per 150 giorni lo sciopero della fame a Londra, prima in una tenda davanti alla sede del ministero degli esteri britannico e poi in ospedale in seguito ad un ricovero coatto, per chiedere l’intervento diplomatico presso le autorità politiche del Cairo.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nel terzo mese. Oggi, mercoledì 23 luglio, prosegue per la 69a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate. Va sottolineato che il mio colloquio con lui è stato audioregistrato senza il minimo riguardo per la privacy o la riservatezza”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dotto Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Il dott. Hussam Abu Safiya sta male nel suo isolamento in un carcere militare israeliano. Il suo avvocato lo ha visitato ed ha espresso preoccupazione per la sua salute a causa delle mancate cure e per le torture subite.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdaha a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Le immagini della manifestazione di Milano di sabato hanno fatto la gioia delle amiche di Al-Najdah. Le immagini sono state scattate dagli affidatari. Oggi verranno mostrate ai bambini di Gaza nella giornata di mobilitazione contro il blocco alimentare israeliano.

Poesie e favole sono arrivate dagli affidatari italiani di bambini e bambine di Gaza. Stiamo traducendo i testi per trasmetterli all’associazione Al-Najdah di Gaza, da utilizzare nei corsi educativi collettivi che si tengono ogni giorno nelle sedi dell’associazione, collocate in tendoni di plastica nei campi di sfollati. “Le parole ed i disegni che arrivano dall’Italia e dal resto del mondo sono importantissime non solo simbolicamente. Sono un sostegno psicologico enorme per sopportare il peso dell’aggressione”, ci ha detto un’educatrice palestinese.

Sono arrivate le schede con foto e certificati di altri bambini e bambine di Gaza, per gli affidatari e affidatarie che avevano già prenotato. Appena concludiamo le traduzioni, le manderemo in ordine di arrivo.

Foto, immagini e lettere che gli affidatari ci hanno fatto pervenire, indirizzate ai bambini di Gaza, sono state fonte di gioia e liberazione per gli orfani protetti dall’associazione Al-Najdah (Soccorso sociale). “Malgrado il dolore, la vita continua”, ci ha raccontato la direttrice Asmaa Khaled nella nostra consueta telefonata serale. “Ogni attenzione che viene dall’estero è importante per l’educazione dei bambini. Il disegno è una delle pratiche che usiamo per distrarli e dare loro fiducia”.

Lutto nella famiglia Al-Najdah a Gaza città. La militante Somoud Taffesh è stata assassinata insieme a sei dei suoi figli in un bombardamento che ha centrato la loro tenda, a Zeitoun, est di Gaza città. Il marito Hassan e la figlia Misk al-Jenan sono rimasti feriti e sono ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

Il report periodico per gli affidatari affronta molte tematiche: dallo sciopero della fame ai contatti con l’associazione delle donne di sinistra palestinesi Al-Najdah. Si parla delle attività educative nei campi di sfollati e dell’importanza di disegni, lettere, foto e poesie degli affidatari e delle affidatarie da spedire ai bambini/e di Gaza. clicca!

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 40, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 28 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.In tutte le principali città, migliaia in piazza contro Zelensky, per contestare una sua legge che limita l’autonomia della commissione anticorruzione.

Sostienici!

Per farlo basta un click: QUI il conto PayPal

Oppure bonifico: IBAN: IT33U0891382490000000500793

Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità. Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.

Fate conoscere Anbamed ai vostri amici e contatti, per aumentare le iscrizioni alla newsletter. L’iscrizione è gratuita e chi può e vuole ha la facoltà di sostenere la redazione con una donazione volontaria, deducibile dalle tasse.

Dal 2 febbraio 2023, infatti, l’associazio.ne “Anbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed saranno deducibili dalle tasse dei donatori nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione dei redditi).

Questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente continua “puntuale, completa e senza interruzioni”, come l’ha definita un collega e, quindi, merita il vostro sostegno.

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Iban: IT33U0891382490000000500793

Oppure: tramite PayPal

Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è merito tuo/vostro. Anche un piccolo contributo per noi significa molto.

Voi che non avete donato nulla in passato, e siete in tanti, potete redimervi e farlo adesso: https://www.anbamed.it/sostienici/

1 commento

  1. […] [Anbamed] 1801 – 23 luglio 2025 [Anbamed] 1800 – 22 luglio 2025 [Anbamed] 1799 – 21 luglio 2025 [Anbamed] 1798 – 20 luglio 2025 [Anbamed] 1797 – 19 luglio 2025 [Anbamed] 1796 – 18 luglio 2025 [Anbamed] 1795 – 17 luglio 2025 [Anbamed] 1794 – 16 luglio 2025 [Anbamed] 1973 – 15 luglio 2025 [Anbamed] 1792 – 14 luglio 2025 [Anbamed] 1791 – 13 luglio 2025 [Anbamed] 1790 – 12 luglio 2025 [Anbamed] 1789 – 11 luglio 2025 [Anbamed] 1788 – 10 luglio 2025 [Anbamed] 1787 – 09 luglio 2025 [Anbamed] 1786 – 8 luglio 2025 [Anbamed] 1785 – 07 luglio 2025 [Anbamed] 1784 – 06 luglio 2025 [Anbamed] 1783 – 05 luglio 2025 [Anbamed] 1782 – 04 luglio 2025 [Anbamed] 1781 – 03 luglio 2025 [Anbamed] 1780 – 02 luglio 2025 [Anbamed] 1779 – 1° luglio 2025 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *