Per ascoltare l’audio di oggi, 25 luglio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Per ascoltare l’audio di oggi, 25 luglio 2025:
Rassegna anno VI/201 (1803)
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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00 €
(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Nella giornata di ieri, sono arrivati negli ospedali i corpi di 89 uccisi e 453 feriti. Tra di loro le vittime della distribuzione degli aiuti sono 23 persone uccise e 68 ferite. La maggior parte delle persone giunte ancora vive in ospedale mostra ferite alla testa e al torace. I cecchini israeliani, che li aspettavano al varco nella trappola della GHF, avevano inteso uccidere.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Le agenzie dell’ONU hanno pubblicato un rapporto sulla grave situazione alimentare dei bambini palestinesi. “Tutti i bambini che arrivano ai nostri ambulatori sono affetti da malnutrizione, loro ed i loro genitori. Uno su 5 sono affetti di malnutrizione acuta. Il personale medico non può intervenire per salvare la loro vita a causa del blocco israeliano di tutti i prodotti sanitari”.
Giornalisti nel mirino
Un altro giornalista assassinato con la famiglia nella propria tenda in un campo di sfollati. Adam Abu-Hrebid è stato ucciso con un missile lanciato da un drone israeliano nella zona di Yarmouk, nel centro di Gaza città. Un assassinio mirato, perché l’esercito israeliano non vuole che il mondo sappia dei crimini compiuti contro i civili palestinesi ammassati in campi di sfollati. Abu-Hrebid raccontava nei suoi servizi di aver subito 12 sfollamenti su e giù per la Striscia. Tra i morti vi sono tre figli nella tenera età di 1, 4 e 6 anni. La moglie è gravemente ferita.
Stato di Palestina
Il presidente Macron ha annunciato che la Francia riconoscerà lo stato di Palestina il prossimo settembre. Se verrà mantenuta la promessa, è un passo importante che rompe con l’omertà europea sulla questione palestinese. Lo scorso marzo, Macron aveva pronunciato una dichiarazione simile promettendo che a maggio la Francia avrebbe riconosciuto la Palestina, ma poi la vicenda è stata rimandata alla conferenza di giugno, per imbarcare anche un riconoscimento britannico. La conferenza sul M.O. di Parigi è stata poi rinviata a causa dell’attacco Usa sull’Iran e si dovrebbe tener, salvo ulteriori rinvii, la prossima settimana, sempre a Parigi e con la co-presidenza saudita francese.
Rabbiosa la reazione del governo israeliano, che ha accusato l’alleata Francia di sostegno al terrorismo. Si sono dimenticati della difesa francese antimissilistica contro gli attacchi iraniani. Ingrati e prepotenti.
Cisgiordania
Altri due palestinesi sono stati uccisi ieri dalle pallottole dei soldati di occupazione. È avvenuto nella provincia di Nablus ed anche in questo caso sono stati presi in ostaggio i corpi delle vittime. L’esercito israeliano non ha fornito i nomi delle due persone assassinate. L’offensiva israeliana è generalizzata e tocca tutte le province della Cisgiordania.
L’altra pratica per la deportazione dei palestinesi dalla loro terra è la demolizione delle case. Un palazzo di 6 piani, costruito primo del 1967, sarà demolito per ordine del tribunale israeliano, che secondo le leggi internazionali non ha giurisdizione in quanto territorio occupato.
Il terzo filone del piano sionista è l’occupazione delle terre agricole da parte dei coloni arrivati da ogni dove e la cacciata dei pastori e contadini nativi. Ieri un gruppo di 50 coloni ha attaccato nella valle del Giordano un villaggio, distruggendo tutte le serre e accanendosi contro i pannelli per l’energia solare distruggendoli.
Trattative
Di nuovo doccia fredda sul negoziato. Netanyahu ha ritirato la sua delegazione da Doha, perché non intende dichiarare finita la guerra dopo la fase di 60 giorni di cessate -il-fuoco. Il negoziato politico tra USA-Qatar e Israele sullo yacht in Sardegna non ha portato a risultati. La richiesta di Hamas di garanzie statunitensi sulla fine dell’aggressione ha ricevuto una dichiarazione pubblica del mediatore USA che sposa appieno le posizioni di Tel Aviv. Il Cairo che è stata tenuta fuori da questo dialogo italiano tenta di ricucire le fila, annunciando che la delegazione israeliana è stata richiamata soltanto per consultazioni e che la prossima settimana tornerà a Doha. Nel frattempo la gente a Gaza continua a morire sotto le bombe e per fame, in un’opra di sterminio deliberato e pianificato, scientificamente studiato, di fronte al quale quello nazista impallidirebbe.
Libano
Bombardamento israeliano continuo sul sud Libano. Le operazioni di caccia e droni sono all’ordine del giorno, in violazione della tregua e non trovano una risposta da parte dell’esercito di Beirut, né una denuncia da parte dell’Unifil, i caschi blu dell’Onu. Ieri un cittadino libanese è stato ucciso nella sua auto a Aita Shaab, colpita da un missile. I proclami israeliani parlano dell’uccisione di un alto comandante di Hezbollah, ma il ministero della sanità libanese afferma nel suo rapporto che si tratti di un commerciante di prodotti agricoli.
Siria
Incontro in Francia tra il governo siriano e israeliano con la mediazione Statunitense. L’inviato della Casa Bianca per la Siria Barrack lo ha annunciato sostenendo che argomento delle trattative sarà la de-escalation della tensione. Il nuovo governo siriano su consigli della Turchia è molto malleabile con la prepotenza di Tel Aviv. Oramai il sud della Siria è sotto la tutela militare israeliana, con il pretesto neocoloniale di protezione dei “fratelli drusi”, come ha detto il ricercato dalla Corte penale int. per crimini di guerra,, Netanyahu.
Handala
Si sono persi i contatti con la nave Handala, ma poi è stato possibile ristabilire i contatti satellitari. La nave si sta dirigendo verso sud est del Mediterraneo avvicinandosi alle coste egiziane. Durante la giornata di ieri, droni israeliani hanno sorvolato la zona di navigazione della nave solidale, ma non sono stati compiuti attacchi o minacce.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nel terzo mese. Oggi, venerdì 25 luglio, prosegue per la 71a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca !
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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