Per ascoltare l’audio di oggi, 26 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/202 (1804)

Per info e contatti, manda un messaggio:  anbamedaps@gmail.com 

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00 €

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

89 civili palestinesi uccisi ieri e 453 feriti. E c’è un certo professorone, dalla sensibilità zero ed accecato dalla propaganda sionista, che sparla di 60 mila morti come effetti collaterali, per coprire i crimini di Netanyahu.

Il totale delle vittime dell’aggressione israeliana è di 59.587 persone uccise e 143.498 ferite.

Soltanto tra gli affamati che attendevano gli aiuti, rincorrendo i camion della GHF, sono stati assassinati ieri 23 e feriti 68. Il totale dalla fine di maggio è di 1.083 uccisi e 7.275 feriti. L’ultima vittima un ragazzo di 12 anni che è stato investito dal camion che correva ad alta velocità. Militari israeliani e mercenari statunitensi si divertono a giocare con la vita degli affamati palestinesi.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

La Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), Mirjana Spoljaric, ha invitato la comunità internazionale ad adottare misure urgenti e collettive per porre fine al peggioramento delle sofferenze umanitarie nella Striscia di Gaza. In un comunicato stampa rilasciato oggi sabato, Spoljaric ha dichiarato: “Non vi è alcuna giustificazione per ciò che sta accadendo a Gaza. La portata della sofferenza umana e il livello di violazione della dignità umana hanno superato ogni limite legale e morale”. Poi ha aggiunto: “L’aggressione in corso sta mietendo vittime senza pietà, con bambini che muoiono per mancanza di cibo e famiglie costrette a fuggire ripetutamente in cerca di una sicurezza inesistente”, sottolineando che i 350 dipendenti del CICR a Gaza affrontano le stesse terribili condizioni per avere accesso a cibo e acqua pulita.

Stato di Palestina

Oltre 200 deputati britannici hanno firmato una lettera al premier, Starmer, per il riconoscimento della Palestina, seguendo l’esempio francese. Secondo la stampa di Londra anche diversi ministri stanno facendo pressioni per compiere tale passo, bloccando anche le esportazioni di armi e componenti militari ad Israele, “unica lingua che Netanyahu potrà capire per mettere fine al comportamento disumano nei confronti dei bambini di Gaza affamati”.

Cisgiordania

Assassinato un giovane palestinese in un villaggio vicino a el-Khalil. Un altro uomo di 31 anni è stato freddato a Beit Fajar, vicino a Betlemme. Crivellato di pallottole poi lasciato morire. L’esercito israeliano sostiene che aveva in mano un coltello, ma i soccorritori non hanno trovato sulla scena del delitto nessun’arma. Licenza di uccidere.

Sono 50 le aggressioni compiute da coloni contro le comunità palestinesi nelle province della Cisgiordania. Vicino a Nablus hanno incendiato i raccolti, nella valle di Giordano hanno sradicato gli ulivi, a sud di el-Khalil hanno installato i loro caravan e pascolato gli animali in terreni agricoli coltivati di famiglie palestinesi. Tutte operazioni svolte sotto la protezione dell’esercito di occupazione. “Non è un’azione di estremisti isolati; è la politica del governo Netanyahu che la proclama e la mette in pratica sotto gli occhi delle diplomazie che continuano a dichiararsi preoccupate, ma non agiscono”, ha detto un’attivista palestinese.

Handala

All’alba di oggi, una decina di droni di nazionalità sconosciuta hanno sorvolato la nave Handala, durante il suo viaggio verso Gaza. La nave si trova ancora in acque internazionali. Secondo le prime impressioni dell’equipaggio, si tratti di voli di ricognizione e spionaggio israeliane.

Il collega Antonio Mazzeo ha lanciato un appello da bordo della nave solidale, all’università di Messina, di rompere i rapporti di collaborazione con Israele e con le università israeliane implicate nelle ricerche militari.

clicca!

Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio

Il Comune di Bologna aderisce alla campagna nazionale “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”. La mobilitazione “vuole sensibilizzare sulla gravissima situazione palestinese, dove la popolazione civile continua ad essere vittima di attacchi quotidiani e non ha accesso ad acqua e cibo, e sul ruolo dei governi nazionali e dell’Unione europea”. Domenica 27 luglio, alle 22, in piazza Lucio Dalla risuonerà l'”Esercitazione d’immedesimazione”, l’azione artistica di Alessandro Bergonzoni che consiste nella riproduzione di una sirena antiaerea, per immedesimarsi con Gaza e i conflitti in atto. Interverrà Giorgio Monti, medico di Emergency, per una testimonianza diretta sulla sua esperienza a Gaza.

“Invitiamo le cittadine e i cittadini bolognesi ad aderire a questa iniziativa, a fare rumore nelle piazze, sui balconi e alle finestre – spiegano il sindaco Matteo Lepore e l’assessore Daniele Ara -, per farci sentire idealmente fino a Gaza, perché la popolazione palestinese sappia di non essere sola”.

Solidarietà Internazionale

Il presidente della Colombia Gustavo Petro ha ordinato alla marina militare di fermare tutte le navi merci dirette in Israele, dopo che una imbarcazione carica di carbone è salpata giovedì da Ciénaga, nel mar dei Caraibi, violando il divieto di esportazione imposto dal governo ad agosto 2024. “Non uscirà una sola tonnellata di carbone per Israele. Me ne assumo la responsabilità. La Colombia non sarà complice di un genocidio”, ha dichiarato Petro.

Il capo dello stato ha denunciato che l’uscita della nave rappresenta un affronto diretto alla sua amministrazione e ha chiesto un incontro urgente tra il ministro del Lavoro e i sindacati del settore per affrontare il caso.

Pochi giorni fa, Petro aveva accusato due multinazionali di aver violato le restrizioni. Il blocco dell’export di carbone rientra nella strategia di Bogotà per esercitare pressione diplomatica su Tel Aviv a causa del genocidio in atto. Israele è uno dei principali importatori di carbone colombiano, utilizzato per la produzione di energia elettrica.

Scuola

Il preside del Liceo Ferraris di Taranto ha pubblicato una circolare che scuote le coscienze: il preside denuncia il genocidio a Gaza, richiama la storia e lancia agli studenti un appello contro la disuguaglianza e per i diritti umani. Il dirigente scolastico, Marco Dalbosco, ha indirizzato il suo messaggio a tutta la comunità scolastica sollevando interrogativi profondi sulla drammatica aggressione israeliana contro la popolazione di Gaza. Il documento, distribuito tramite i canali istituzionali del Liceo, pone al centro la questione della “cultura della disuguaglianza radicale” come matrice del genocidio. Nella riflessione del preside, la guerra assume i contorni della “più nefanda delle condizioni umane”, e il valore delle vittime, in particolare quelle civili palestinesi, viene sottolineato come questione di giustizia sociale e consapevolezza storica. Il dirigente scolastico chiama in causa, tra gli esempi più eclatanti della storia, gli eccidi subiti da armeni, cambogiani, ruandesi, indigeni delle Americhe e popoli dell’Africa, sottolineando come il fenomeno sia stato purtroppo ricorrente nei secoli. Nella parte finale della comunicazione, il dirigente invita docenti, studenti e genitori a non restare indifferenti davanti alla sofferenza di Gaza e, più in generale, a qualsiasi manifestazione di odio e razzismo. Viene chiesto con forza alla scuola di continuare a promuovere l’educazione all’uguaglianza sostanziale, individuata come antidoto essenziale contro il dilagare di derive disumanizzanti.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nel terzo mese. Oggi, sabato 26 luglio, prosegue per la 72a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca !

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 5 mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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