Per ascoltare l’audio di oggi, 27 luglio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/203 (1805)
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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00 €
(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
I criminali generali israeliani continuano la loro sistematica azione genocida contro la popolazione civile. Bombardamenti continui su zone di campi di tende densamente popolate, droni che uccidono mirando a medici e giornalisti, demolizioni di case per impedire alla popolazione di stabilirsi anche sui ruderi delle loro case. Chi sopravvive al genocidio, Israele vuole costringerlo alla deportazione.
Nella giornata di ieri sono arrivati negli ospedali di Gaza 57 corpi uccisi e 512 feriti. Le persone assassinate nei centri di distribuzione di aiuti sono state ieri 29 e 165 ferite. I morti a causa della malnutrizione sono stati 5, portando il totale a 127, tra i quali 85 bambini sotto i 5 anni d’età.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Handala
Per l’ennesima volta, Israele compie un’azione criminale di pirateria navale in acque internazionali, contro una nave che trasporta aiuti per i bambini di Gaza. Un gruppo di soldati armati di tutto punto hanno assaltato la nave umanitaria Handala, a 9 ore dalle coste di Gaza. La prima cosa che hanno fatto è di interrompere le videocamere che trasmettevano in diretta le scene sulla nave. Il governo e l’esercito di criminali temono di avere testimoni mentre compiono i loro crimini. Nelle immagini precedenti all’assalto si vedevano i 21 attivisti per i diritti umani seduti con le mani alzate. I soldati super armati entrare nella scena con i mitra spianati e poi l’interruzione delle trasmissioni. Gli attivisti sono stati presi in ostaggio e la nave rapita e viene condotta verso un porto israeliano.
Poco prima dell’assalto ingiustificato, il collega messinese Antonio Mazzeo aveva lanciato l’appello per allertare l’opinione pubblica, “perché aspettiamo da un momento all’altro l’attacco israeliano”.
La complicità del governo italiano nei crimini di Netanyahu traspare dalle rivelazioni stampa secondo le quali il ministro degli esteri italiano, Tajani, ha chiesto alle autorità israeliane di permettere l’espatrio veloce degli attivisti italiani che si trovano sulla nave umanitaria. Se le rivelazioni si dimostrassero vere, sarebbe una lampante complicità di fornire la luce verde, da parte del governo di destra italiano (da dove la nave Handala era partita), ad un’operazione di pirateria navale in acque internazionali. Invece di affermare il diritto internazionale, che condanna la pirateria navale, si chiede umilmente ai prepotenti israeliani di rilasciare subito i nostri concittadini. Sarebbe una vergogna senza limiti.
clicca per vedere il momento dell’aggressione dei soldati israeliani contro gli attivisti pacifici e pacifisti.
Situazione umanitaria a Gaza
Come il fumo negli occhi, l’esercito israeliano ha dichiarato oggi “una mezza giornata di tregua umanitaria, ma senza fermare le azioni militari e i bombardamenti”. Durante la giornata di oggi saranno lanciati dal cielo, dallo stesso esercito, aiuti umanitari forniti da organizzazioni internazionali. L’Onu è contraria alle misure di propaganda. “Le quantità sono irrisorie di fronte ai bisogni, il lancio dal cielo è causa di morte come in precedenti esempi e serve soltanto a ridurre la pressione internazionale e scaricare le responsabilità. È una misura di pubbliche relazioni. Gli aiuti ci sono in quantità sufficienti a coprire il fabbisogno di tre mesi per tutta la popolazione di Gaza, basta farli passare. 6000 camion aspettano in Giordania e Egitto”, ha detto un funzionario dell’ONU.
Va ricordato che l’esercito israeliano ha dichiarato ieri di aver distrutto cibo di 1000 camion perché era avariato, riconoscendo così il fallimento della gestione militare degli aiuti tramite i mercenari statunitensi della GHF.
Giornalisti palestinesi
Tre giornalisti palestinesi, Wadih Abu Al-Saud, Abu Al Lulu e Mohammed Khaled, sono entrati nell’ottavo giorno di sciopero della fame contro il genocidio in atto contro il loro popolo per mano di Israele, del suo esercito e del suo governo sostenuto dagli USA e dai paesi dell’Ue. clicca per saperne di più.
Numerosi giornalisti palestinesi, che collaborano con le agenzie internazionali, hanno segnalato carenze gravissime di cibo e acqua potabile, che stanno provocando malattie, spossatezza e condizioni di estrema vulnerabilità durante il genocidio in corso nella Striscia
BBC News, Agence France-Presse (AFP), Associated Press e Reuters hanno diffuso un comunicato congiunto per denunciare la situazione drammatica in cui versano i giornalisti nella Striscia di Gaza, dove, molti di loro sono ormai “sempre più incapaci di nutrire sé stessi e le proprie famiglie”, segno della carestia provocata da Israele durante il genocidio in corso nella Striscia.
Ue
L’europarlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra (AVS), Leoluca Orlando ha affermato: «Insieme a 60 parlamentari europei ho chiesto all’Alta Rappresentante della Politica estera della Ue Kaja Kallas di convocare immediatamente il Consiglio europeo dei Ministri degli Esteri per bloccare la tragedia umanitaria a Gaza e nella intera Palestina intimando la cessazione di attacchi a tappeto contro i civili palestinesi anche nei luoghi di distribuzione di viveri ed acqua e garantendo con ogni mezzo aiuti umanitari ad un popolo vittima di una carestia prodotta da un sistematico ricorso a crimini di guerra da parte del Governo Netanyahu». Poi ha aggiunto: «è intollerabile il silenzio e la complicità attiva della Ue e degli Stati membri sul genocidio in atto ormai da anni e ancor più intollerabile per la UE il mantenimento di accordi con invio di armi utilizzate per un
disumano sterminio. Netanyahu è un criminale ed è oggi il più grande nemico della legalità internazionale»
Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio
Il Comune di Bologna aderisce alla campagna nazionale “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”. La mobilitazione “vuole sensibilizzare sulla gravissima situazione palestinese, dove la popolazione civile continua ad essere vittima di attacchi quotidiani e non ha accesso ad acqua e cibo, e sul ruolo dei governi nazionali e dell’Unione europea”. Oggi, Domenica 27 luglio, alle 22, in piazza Lucio Dalla risuonerà l'”Esercitazione d’immedesimazione”, l’azione artistica di Alessandro Bergonzoni che consiste nella riproduzione di una sirena antiaerea, per immedesimarsi con Gaza e i conflitti in atto. Interverrà Giorgio Monti, medico di Emergency, per una testimonianza diretta sulla sua esperienza a Gaza.
“Invitiamo le cittadine e i cittadini bolognesi ad aderire a questa iniziativa, a fare rumore nelle piazze, sui balconi e alle finestre – spiegano il sindaco Matteo Lepore e l’assessore Daniele Ara -, per farci sentire idealmente fino a Gaza, perché la popolazione palestinese sappia di non essere sola”.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nell’undicesima settimana. Oggi, domenica 27 luglio, prosegue per la 73a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Alla manifestazione di ieri a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi e due giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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