Per ascoltare l’audio di oggi, 29 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/205 (1807)

Per info e contatti, manda un messaggio:  anbamedaps@gmail.com 

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Stamattina sono arrivati nell’ospedale Aoudah, a Nuseirat, 30 corpi di persone uccise in un bombardamento ad una casa diroccata usata dalle famiglie come riparo: 14 donne, 12 bambini e 4 anziani. Tutti civili, nessun combattente.

Il rapporto di ieri del ministero della sanità informa dell’uccisione di 100 civili e il ferimento di altri 382. 25 delle persone uccise hanno perso la vita in attesa degli aiuti-trappola, distribuiti dalla GHF dei mercenari statunitensi.

I morti a causa della fame sono stati nella giornata di ieri 14, tutti bambini ed anziani.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Handala

Il falso tribunale israeliano ha condannato gli attivisti della Handala di ingresso illegale nel paese (falso) e ha deciso di trattenerli in carcere fino alla deportazione forzata (la stampa benpensante la definisce espulsione). Gli attivisti sono stati rapiti in acque internazionali in un’azione di pirateria navale e la nave è stata rubata compresi tutti gli aiuti raccolti per i bambini di Gaza.

In Italia è arrivato il collega ed attivista Antonio Mazzeo, che è stato accolto trionfalmente da centinaia di attivisti e dalla polizia, ma nessuna accoglienza da parte di esponenti del governo complice di Netanyahu.

Conferenza per il riconoscimento dello Stato di Palestina

Alla sede dell’ONU a New York si è inaugurata ieri la Conferenza per la soluzione dei due Stati, co-presieduta da Francia e Arabia Saudita. Una Conferenza con il compito di ristabilire l’ordine mondiale contro la barbarie israeliana e statunitense. Per questo è attaccata e derisa dal governo del ricercato internazionale per crimini di guerra e dall’amministrazione Trump. “L’occupazione dei territori palestinesi è illegale, i coloni devono essere allontanati e lo Stato di Palestina deve nascere a fianco di Israele in una coesistenza pacifica”. Sono le parole che si ripetevano e che appaiono lontane dalla realtà dei fatti in campo: genocidio, deportazione, furto di terra e dell’acqua, segregazione razziale e ingiustizie di tutti i tipi compiute da Israele contro la popolazione palestinese. Discorsi importanti perché rispecchiano il pensiero della maggioranza della popolazione mondiale, ma devono avere le gambe per camminare. Serve prima di tutto il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte delle diplomazie dei paesi industrializzati, gli unici ancora riottosi (avete sentito le argomentazioni risibili e inconcludenti della Meloni? 10 anni fa dagli scranni dell’opposizione chiedeva il riconoscimento della Palestina, ma adesso sostiene che sarebbe una misura controproducente. Una vergogna per la diplomazia italiana). C’è una forza occupante ed un popolo occupato. Per far passare una soluzione di compromesso bisogna agire: non esportare armi, imporre sanzioni, tagliare ogni legame commerciale ed economico con lo Stato occupante e sostenere politicamente il popolo oppresso. Il capitalismo avanzato non lo farà e si tornerà a parlare di baratto: un’amministrazione palestinese di alcuni brandelli di territorio, in cambio di relazioni diplomatiche e solidi scambi economici tra Israele ed i paesi arabi, soprattutto le ricche monarchie del Golfo, i cosiddetti e maledetti accordi di Abramo. Un’altra via per realizzare i piani di Netanyahu nel ridisegnare la cartina geografica del M.O.

Il cammino per il popolo palestinese è arduo ed è in salita, anche perché l’unica delegazione ad attaccare il diritto alla resistenza contro l’occupazione è l’ANP, l’autorità nazionale palestinese di Ramallah, che non ha nessuna autorità reale sul fazzoletto di terra, se non per la repressione delle manifestazioni pacifiche dei suoi cittadini contro il genocidio e la deportazione.

Egitto

In un commissariato di polizia, un giovane è stato dichiarato morto una settimana dopo il suo arresto. Ayman Sabri aveva 21 anni ed è stato fermato dalla polizia di Belgas, nella provincia nord-orientale di Daqahlia. La notizia risale a domenica, ma è stata resa nota ufficialmente soltanto ieri, in seguito all’apparizione di immagini, sui social, di presidi di cittadini davanti al commissariato. Il ministero dell’interno ha diramato una smentita che non smentiva nulla. “Sabri è stato arrestato per detenzione di droga ed è morto per arresto cardiaco”. La stessa formula usata nel 2010 per il famoso caso di Khaled Said, attivista arrestato in un locale pubblico e poi morto in commissariato di botte.

La sorella della vittima ha raccontato che sul corpo del ragazzo, in obitorio, apparivano lividi in faccia e sul torace, segni che i medici non hanno potuto spiegare.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

La patica dello sciopero della fame si sta diffondendo in tutto il mondo. A Palermo, il gruppo Cittadini in Movimento ha avviato una rete di digiuno a staffetta. È nata nei giorni scorsi una catena solidale a Vicenza. In Israele e Palestina, i e le “Combattenti per la Pace” hanno iniziato tre giorni di sciopero totale contro l’invasione di Gaza e per la fine della guerra contro la popolazione palestinese. A Gaza, tre giornalisti stanno continuando lo sciopero per reclamare l’attenzione del mondo al dramma dei due milioni di affamati per colpa dell’azione criminale israeliana.

L’iniziativa lanciata da Anbamed è entrata nell’undicesima settimana. Oggi, martedì 29 luglio, prosegue per la 75a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca !

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 5 mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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