Per ascoltare l’audio di oggi, 30 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/206 (1808)

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A giugno c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 10. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 450,00

(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Israele ammassa altre truppe a Gaza per “una nuova offensiva su scala totale”, come proclama l’ufficio del premier ricercato per crimini di guerra e contro l’umanità dalla CPI. Il piano studiato dal governo prevede l’occupazione permanente dei luoghi ad alta densità di popolazione. L’esempio che viene riportato dalla stampa israeliana è l’occupazione di Rafah: “Bombardare, entrare con le truppe di terra, cacciare la popolazione e poi procedere alla demolizione di tutte le strutture rimaste in piedi, per impedire il ritorno degli abitanti”. Tradotto in termini più semplici e diretti: deportazione.

I bombardamenti di ieri hanno ucciso 113 persone e ferito 637. Il totale degli uccisi ha superato il 60 mila: 60.034.

Il totale dei feriti è di 145.870.

I bambini: 18.592.

Le donne: 9.782

Gli anziani: 4.412

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

Sono entrati ieri 109 camion di aiuti internazionali. L’esercito israeliano ha bloccato il loro ingresso al valico di Karim Salam nella zona sotto il controllo dei collaborazionisti di Abu Shabab. Tutto il contenuto è stato rubato per rivenderlo al mercato nero. I sei lanci aerei di aiuti hanno sganciato il contenuto di un camion, ma hanno fatto molto rumore mediatico. Secondo testimonianze video di cittadini di Gaza, tutti i pacchi lanciati sono caduti in aree occupate dai soldati israeliani e chi si è avventurato per raccoglierli è stato ucciso.

È una strategia di “ingegneria della fame” con l’obiettivo di uccidere, uccidere e poi uccidere. Il ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità nega che ci sia fame a Gaza. “forse è malnutrizione”, ha detto. Una campagna digitale e mediatica israeliana è partita, su social e giornali amici, per negare l’evidenza.  

Cisgiordania

Un colono ebreo israeliano ha ucciso un’attivista palestinese del comitato difesa della terra, che ha lavorato per il film premio Oscar “No Other Land”. Awdah Hathaleen, 31 anni, insegnante e giornalista, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dal criminale terrorista Yinon Levi, 33 anni, già sanzionato da Usa e Ue per violazioni dei diritti umani, sanzioni rimosse poi da Trump.

Il video dell’attacco terroristico dei coloni, che è stato pubblicato sui media internazionali, non lascia dubbi sull’autore dell’assassinio. Secondo testimoni del villaggio di Umm al-Khair, luogo dell’attacco, tutto è nato dall’azione di un colono che a bordo di un bulldozer ha attraversato il terreno di una famiglia palestinese, distruggendo alberi e proprietà. “Questa terra ci è stata donata da dio, dovete andarvene! Morte agli arabi”, gridava.  In seguito al lancio di pietre per fermarlo, è spuntato Levi con una pistola e ha sparato, mirando a Hathaleen colpendolo al torace e uccidendolo all’istante. I soldati presenti sulla scena del delitto non hanno mosso un dito. L’assassino è tuttora libero, dopo un breve fermo e un interrogatorio in un commissariato dell’esercito di occupazione.

Un regime di Apartheid.

Handala

12 degli attivisti della Freedom Flotilla Coalition, detenuti ingiustamente in Israele, stanno svolgendo lo sciopero della fame e rifiutano di firmare l’impegno a non viaggiare verso Gaza in futuro. Il tribunale israeliano ha prolungato il loro arresto illegale in attesa della deportazione coercitiva.

La notizia è scomparsa dall’orizzonte della stampa italiana scorta mediatica di Netanyahu. Coprire le nefandezze di Netanyahu con il silenzio, visto che non sarebbe possibile difendere il suo operato criminale contro cittadini europei, bianchi, pacifisti disarmati che trasportavano giocattoli e latte in polvere per i bambini di Gaza e per di più attaccati militarmente in acque internazionali.

B’Tselem

Il titolo del rapporto è significativo: “il nostro genocidio”. Un documento che spiega perché l’azione dell’esercito di occupazione israeliano a Gaza è genocidio, sulla base dei fatti e delle norme del diritto internazionali. Un documento da leggere e studiare, in risposta ai nuovi negazionisti. clicca!

Conferenza per il riconoscimento dello Stato di Palestina

È stata chiamata la “Dichiarazione di New york”. È stata approvata ieri nella Conferenza promossa dall’ONU per volontà di Francia e Arabia Saudita. I punti salienti riguardano l’affermazione dell’illegalità dell’occupazione israeliana e dell’opposizione ai piani di annessione di Gaza o di altre parti del territorio destinati allo Stato di Palestina, secondo le risoluzioni dell’ONU.

Il punto debole è che non vi è chiara una “via esecutiva” dei principii pronunciati. Anche una moderata presa di posizione simile viene ignorata dalla stampa italiana cosiddetta mainstream.

GB

Il premier britannico Starmer, dopo l’incontro con Trump, ha dichiarato che il prossimo settembre, in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, annuncerà il riconoscimento dello Stato di Palestina. Dopo tanto travaglio, Stamer ha dovuto cedere alle pressioni dei suoi ministri e di oltre 220 deputati. Ma è una decisione condizionata. Lo ha rivelato il ministro degli esteri Lami che ha detto che tale passo dipende dal comportamento di Netanyahu a Gaza. Prima dell’annuncio della decisione, Starmer ha telefonato al ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, Netanyahu.

L’annuncio di Londra, però, è importante perché potrebbe aprire la strada a nuovi riconoscimenti di altri paesi, che finora sono rimasti condizionati dalle pressioni statunitensi. Australia, Canada, New Zealand, Finlandia, Luxembourg, Malta, Portogallo e perfino San Marino hanno accennato a compiere un passo simile. Non l’Italia della Meloni. Roma non agirà fino al momento di ricevere la luce verde dalla Casa Bianca. Sovranisti limitati.  

Solidarietà in Italia

Genova interrompe ogni legame con Israele. Al Consiglio comunale approvata la mozione che riconosce lo Stato di Palestina e sospende i rapporti con Israele.

Alla Sapienza di Roma richiesta di boicottaggio delle università israeliane per l’interruzione di ogni rapporto con l’industria delle armi. In una delibera datata 10 luglio l’Assemblea della Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Roma La Sapienza si è espressa sulla guerra d’invasione israeliana a Gaza. L’istituzione “condanna con fermezza il massacro di civili, di operatori sanitari e giornalisti” e si impegna a “promuovere un dibattito all’interno della propria comunità, coinvolgendo attivamente i propri docenti, studenti e personale tecnico amministrativo nella definizione di iniziative concrete a supporto della popolazione palestinese”;

“Stop genocide” durante l’Aida all’Arena di Verona. Una scritta sul tabellone elettronico ideata da Francesco Orecchio, 23 anni, un pianista veronese;

Proseguono in tutte le città italiane manifestazioni con forme e modalità differenti, dai sit-in, ai flashmob, dalle camminate rumorose serali, alle azioni di boicottaggio attivo contro i prodotti israeliani e di società sostenitrici del genocidio. Di tutte queste mobilitazioni, la stampa scorta mediatica del genocidio non dà informazioni. Della kippah invece sappiamo tutto e un Free Palestine viene trasformato in “un’aggressione”. E poi il misero gesto in Senato. Per par condicio, ci dovrebbero essere 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

La patica dello sciopero della fame si sta diffondendo in tutta Italia e in molti altri paesi del mondo.

A Saronno (Va) il Coordinamento 4 PASSI DI PACE ha iniziato un digiuno a staffetta con una lunga lista di aderenti (clicca!).

A Palermo, il gruppo Cittadini in Movimento ha avviato una rete di digiuno a staffetta. È nata nei giorni scorsi una catena solidale a Vicenza. In Israele e Palestina, i e le “Combattenti per la Pace” hanno iniziato tre giorni di sciopero totale contro l’invasione di Gaza e per la fine della guerra contro la popolazione palestinese. A Gaza, tre giornalisti stanno continuando lo sciopero per reclamare l’attenzione del mondo al dramma dei due milioni di affamati per colpa dell’azione criminale israeliana.

L’iniziativa lanciata da Anbamed sta concludendo l’undicesima settimana. Oggi, mercoledì 30 luglio, prosegue per la 76a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 5 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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