Per ascoltare l’audio di oggi, 31 luglio 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/207 (1809)
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(- 35,00 € rispetto al precedente mese di maggio).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3.960 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
L’esercito israeliano sta ammassando altre truppe per occupare totalmente tutto il territorio di Gaza. Secondo analisti israeliani, l’esercito ha completato il controllo del 65% del territorio, cacciando la popolazione e radendo al suolo gli edifici rimasti in piedi dopo i bombardamenti. La stampa di Tel Aviv riporta rivelazioni in anonimato sui lavori del governo: “Nelle ultime due riunioni non si è affrontato il tema degli ostaggi; l’argomento è stato rinviato ad una riunione successiva, ma mai avvenuto. Si è discusso di occupare Gaza, come predica Smotrich”. In un sondaggio, il 67% degli israeliani considera un errore il ritiro dell’esercito da Gaza nel 2005; il 52% è favorevole alla colonizzazione ebraica a Gaza. Gli israeliani in maggioranza vogliono distruggere la Palestina e buttare a mare i palestinesi. È ciò che sta mettendo in pratica il governo Netanyahu.
Gli effetti dei bombardamenti a tappeto e con bombe incendiarie lo si è visto sul campo a Gaza, Khan Younis e Hayy Tuffah. Negli edifici colpiti si sviluppano fiamme che impediscono i soccorsi e uccidono chi si era salvato dall’esplosione. I video trasmessi sono terribili, ma non arrivano alla vista dei telespettatori, per la censura da parte della scorta mediatica del genocidio. Nessuno commenta, per esempio, che tali bombe per le stesse norme internazionali di guerra, sono vietate in zone abitate da civili.
Negli ospedali di Gaza sono arrivati ieri i corpi di 104 civili e 399 feriti.
Tra di loro 60 assassinati durante l’attesa degli aiuti-trappola. (il totale dal 27 maggio è di 1.239 uccisi e 8.152 feriti).
I decessi a causa della fame sono stati nella giornata di ieri 7, tutti bambini al di sotto di 5 anni d’età
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
La hasbara israeliana continua la sua cantilena: “A Gaza non c’è fame. Forse sarebbe malnutrizione”. Non ci crede più nessuno. Neanche l’alleato fidato Trump, che intende mandare a Gaza il suo inviato speciale Witkoff.
La dottora statunitense Elidalis Burgos, che sta lavorando a Gaza per curare bambini feriti, in un messaggio video, aveva chiesto ai responsabili della Casa Bianca di visitare Gaza e osservare con i propri occhi la situazione umanitaria reale e di non accontentarsi della versione di altri interessati a nascondere la verità.
La situazione negli ospedali di Gaza è terribile. Corpi di morti e di feriti sono ammassati per terra e non ci sono medicine per curare i feriti. “Non sono più ospedali, ma cimiteri”, ha detto il direttore di “Nasser” a Khan Younis.
In tutta Gaza, la fame è la padrona della situazione e condiziona ogni azione della gente. I generali neonazisti israeliani si adoperano per rendere questo un elemento della loro strategia di dominio. Creare il caos e innescare una lotta tra palestinesi per accaparrarsi gli aiuti internazionali. Contano in questa azione sui collaborazionisti traditori tra gli stessi palestinesi, che vengono agevolati nel controllo sui camion in ingresso, impossessandosi del carico per rivenderlo al mercato nero a caro prezzo.
Cisgiordania
Un altro palestinese ucciso in Cisgiordania. Khamis Ayyad è stato ucciso stamattina durante un’aggressione dei coloni ebrei israeliani a Selwad, ad est di Ramallah. I coloni hanno incendiato diverse auto parcheggiate e poi è intervenuto l’esercito a coprire la loro ritirata, quando gli abitanti hanno iniziato il lancio di pietre contro gli aggressori. I funerali del giovane si sono trasformate in una manifestazione di protesta che chiede protezione internazionale e fine della collaborazione tra ANP e esercito di occupazione. Nei giorni scorsi, 50 palestinesi ricercati dall’esercito israeliano sono stati arrestati dalla polizia di Abbas, con il pretesto di proteggerli da eventuali assassinii mirati israeliani. Sono state anche disperse con la forza le manifestazioni di solidarietà con Gaza tenute a Ramallah.
Giornalisti nel mirino
Il giornalista Ibrahim Hajjaj è stato colpito da un missile lanciato da un drone israeliano nella zona di Shejaie, di Gaza città. Un assassinio mirato perché l’attacco è avvenuto mentre Hajjaj stava registrando un servizio televisivo con addosso il giubbotto con la scritta “Press”. È il 235esimo giornalista ed operatore dell’informazione ucciso a Gaza dall’esercito israeliano. Diciamo insieme al presidente Mattarella: “È difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”.
Handala
La Fondazione Hind Rajab ha chiesto alle autorità britanniche di aprire immediatamente un’indagine sulle gravi violazioni del diritto internazionale e sui crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione israeliane, che hanno attaccato la nave Handala pochi giorni fa.
La fondazione ha affermato in una nota che la sua richiesta alle autorità britanniche di aprire un’indagine sulla questione si basa sulle disposizioni del Geneva Conventions Act del 1957 e dell’International Criminal Court Act del 2001. FHR ha spiegato che al momento dell’attacco, la nave Handala stava navigando a circa 49 miglia nautiche dalla costa di Gaza, con a bordo 21 civili disarmati, tra cui: Chloe Fiona Lowden, una volontaria umanitaria britannica; Emma Foreau, membro del Parlamento europeo (Francia); Gabrielle Catala, membro dell’Assemblea nazionale francese; Jacob Berger, un attivista ebreo-americano; e giornalisti, avvocati e operatori umanitari provenienti da 12 paesi diversi.
“La nave Handala batte bandiera britannica – si legge nel ricorso – e costituisce pertanto un’estensione della sovranità giuridica britannica. Di conseguenza, il suo sequestro e l’arresto dei suoi passeggeri in acque internazionali costituiscono un attacco al territorio legale britannico e una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), costituisce una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e contrasta direttamente con gli ordini giudiziari vincolanti emessi dalla Corte internazionale di giustizia all’inizio del 2024, che impongono la consegna senza impedimenti di aiuti umanitari a Gaza”.
B’Tselem
Il titolo del rapporto è significativo: “il nostro genocidio”. Un documento che spiega perché l’azione dell’esercito di occupazione israeliano a Gaza è genocidio, sulla base dei fatti e delle norme del diritto internazionali. Un documento da leggere e studiare, in risposta ai nuovi negazionisti. clicca!
Conferenza per il riconoscimento dello Stato di Palestina
Dopo GB, adesso anche Canada e Malta hanno annunciato che a settembre, durante l’Assemblea generale dell’Onu, riconosceranno la Palestina.
Ieri, finalmente dopo due anni di massacri, 60 mila morti e una chiesa bombardata, il presidente Mattarella ha parlato di Gaza. Lo ha fatto senza pronunciare la parola Israele (clicca!) e limitandosi agli aspetti umanitari. Meglio tardi che mai, si dice. Ma di fronte a tutte le novità diplomatiche e politiche, il governicchio cosa fa? Un suo esponente riceve un premio israeliano in Parlamento. La premier è taciturna. Guardano dall’altra parte, ossequiosi a Trump, mentre continuano a vendere armi a Netanyahu.
La stampa scorta mediatica del genocidio ha titolato sulla parte che riguarda l’Ucraina del discorso del presidente.
Solidarietà in Italia
Ieri si è tenuto davanti al consolato USA a Milano un presidio contro il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania. È stato indetto da “Maiindifferenti-voci ebraiche per la Pace” con l’adesione della Comunità palestinese, “Salam, ragazzi dell’Ulivo” e altri. clicca!
Silenzio dei media scorta mediatica del genocidio.
In tutta Italia si stanno organizzando mobilitazioni contro il genocidio, messo in atto da Israele a Gaza con le bombe e con la fame. Consigli comunali che riconoscono lo Stato di Palestina e aderiscono al boicottaggio di Israele, i sanitari della Toscana che aderiscono allo sciopero della fame a staffetta e presidiano nell’ora di pranzo le loro strutture, per denunciare i crimini dell’esercito israeliano.
Di tutte queste mobilitazioni, la stampa scorta mediatica del genocidio non dà informazioni. Della kippah invece sappiamo tutto e un Free Palestine viene trasformato in “un’aggressione”. E poi il misero gesto in Senato. Per par condicio, ci dovrebbero essere 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.
La storia della kippah. Scena seconda.
Il signore francese che ha denunciato sui social di essere stato aggredito perché ebreo, adesso è indagato per percosse contro due giovani italiani di origine araba. L’avvocato che ha presentato la denuncia alla procura di Milano racconta che “è stato l’uomo con la kippah ad iniziare le provocazioni apostrofando con le parole: ‘terroristi’, ‘viva Israele’, ‘tornate a casa stronzi’, rivolte al gruppo di persone di ritorno da una gita sul Lago Maggiore, soltanto perché alcune delle ragazze avevano al collo un ciondolo con la cartina della Palestina. Il razzista, secondo la denuncia, è lui. “Ha iniziato le offese e si è messo a riprendere una sola parte della scena. Due miei assistiti hanno dovuto far ricorso al pronto soccorso, dopo che il signore francese ha dato loro una testata e un pugno. C’è un certificato medico che abbiamo presentato alla procura”.
Vediamo se i giornaloni che hanno ingigantito la vicenda, ascoltando e riportando una sola versione, si ricorderanno la massima regola della deontologia professionale: ascoltare tutte le versioni in causa. Adesso in Parlamento vogliamo la Kefieh sulle spalle di un certo senatore: “Non bisogna avere paura di portare la kefieh”, dovrebbe dichiarare.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
La pratica dello sciopero della fame si sta diffondendo in tutta Italia e in molti altri paesi del mondo. In Toscana, una mobilitazione che riguarda oltre 700 professionisti – tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo – che in questi giorni, durante la pausa pranzo,stanno scioperando x Gaza e manifestando davanti a ospedali e presidi sanitari della Toscana. Sono centinaia gli operatori che hanno aderito al digiuno a staffetta. ‘Non possiamo restare in silenzio’.
A Saronno (Va) il Coordinamento 4 PASSI DI PACE ha iniziato un digiuno a staffetta con una lunga lista di aderenti (clicca!).
A Palermo, il gruppo Cittadini in Movimento ha avviato una rete di digiuno a staffetta. È nata nei giorni scorsi una catena solidale a Vicenza. In Israele e Palestina, i e le “Combattenti per la Pace” hanno iniziato tre giorni di sciopero totale contro l’invasione di Gaza e per la fine della guerra contro la popolazione palestinese. A Gaza, tre giornalisti stanno continuando lo sciopero per reclamare l’attenzione del mondo al dramma dei due milioni di affamati per colpa dell’azione criminale israeliana.
Abbiamo concluso 11 settimane di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 31 luglio, prosegue per la 77a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca !
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi e 6 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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