Per ascoltare l’audio di oggi, 03 agosto 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/210 (1812)
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A luglio è continuato il calo delle donazioni a favore di Anbamed. Per 3 mesi consecutivi registriamo il segno negativo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 385,00 € (- 65,00 € rispetto al precedente mese di giugno).
Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Nel governo israeliano l’orientamento, sostenuto dagli USA, è di andare all’occupazione totale di Gaza, cacciarne la popolazione e riavviare la colonizzazione sotto un’amministrazione internazionale capeggiata dagli Stati Uniti. Ai familiari degli ostaggi israeliani, l’inviato della Casa Bianca, Ittkof, avrebbe dichiarato – secondo rivelazioni stampa di Tel Aviv – che: “il mancato rilascio degli ostaggi è colpa di Hamas. Se il movimento non consegna le armi e rilascia gli ostaggi senza condizioni, sarà l’inferno”.
Negli ospedali di Gaza sono arrivati ieri 98 uccisi e 1.079 feriti. (Le vittime dei centri di distribuzione-trappola degli aiuti sono state 39 persone uccise e 849 ferite.
I morti per fame nella giornata di ieri sono stati 7, portando il totale nel mese di luglio a 169 tra di loro 93 sono bambini.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione Umanitaria
Gli ospedali di Gaza o ciò che rimane di essi è sommerso dall’alto numero di feriti e malati che vi arrivano tutti i giorni. Il numero dei pazienti supera enormemente le capacità delle strutture. Il numero dei ricoverati rrispetto ai letti è superiore del 240% a Shifà, 210% a Rantissi,180% a Nasser e 300% a Al-Ahli. Per sopperire alla mancanza di letti, i sanitari ricorrono a stendere per terra delle coperte e adagiare i malati sopra, nei corridoi e sui marciapiedi attorno alle strutture.
USA e falsi aiuti internazionali
La storia di Amir. È una delle vicende amare del genocidio in corso. Un ex soldato statunitense, che lavorava per la struttura mercenaria GHF, ha raccontato con fotografie l’uccisione di un bambino palestinese di 6 anni, poco dopo ave ricevuto un pacco di aiuti. I soldati israeliani hanno sparato contro la folla di affamati, uccidendolo. Insieme ad altri. Non c’era nessun pericolo per l’esercito occupante. “è stato un tiro al piccione, per divertimento”. clicca per leggere la testimonianza del mercenario pentito.
Cisgiordania
Migliaia di coloni ebrei stanno invadendo la moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme, per commemorare ciò che loro chiamano la distruzione del tempio. Tra di loro vi è il ministro estremista Ben Gvir e diversi deputati. È un passo verso la deportazione dei nativi per l’annessione della Cisgiordania allo stato colonialista di Israele.
B’Tselem
Il titolo del rapporto è significativo: “il nostro genocidio”. Un documento che spiega perché l’azione dell’esercito di occupazione israeliano a Gaza è genocidio, sulla base dei fatti e delle norme del diritto internazionali. Un documento da leggere e studiare, in risposta ai nuovi negazionisti. clicca!
È in corso in Italia un dibattito rinnovato negazionista sul termine genocidio. Dopo l’uscita dello scrittore israeliano Grossman, che ha detto di averlo evitato per lunghi due anni, ma adesso deve ammetterlo: “A Gaza è un genocidio”, si sono moltiplicate le dichiarazioni di amici di Israele che tentano di attenuare il colpo. La nota senatrice a vita ha rilasciato dichiarazioni e interviste per spiegare del perché lei non lo utilizza, portando prebende che non convincono più nessuno: i fatti sono lì davanti agli occhi di tutti e negare il genocidio dei palestinesi di Gaza è una complicità con chi lo sta commettendo.
18 mila nomi di bambini uccisi
A Bath, Inghilterra, In memoriam: lettura dei nomi dei 18 mila bambini uccisi a Gaza dall’esercito e governo israeliani. clicca! , per ascoltare la lettura e leggere sul The Washington Post tutti i nomi dei bambini vittime del nuovo nazismo israeliano.
Solidarietà in Italia
Il Consiglio comunale di Milazzo (Me) discuterà di una importante proposta, presentata dalle associazioni della società civile locale sulla situazione a Gaza. La città che ha dato i natali al collega e attivista Antonio Mazzeo si accinge ad affrontare un dibattito molto approfondito, che vede però i partiti del centro-sinistra divisi a causa dei condizionamenti sui cavilli della hasbara israeliana. (leggi il testo della proposta clicca! E ascolta la dichiarazione di una delle presentatrici della proposta: clicca!)
Il consiglio comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità una mozione di condanna all’aggressione israeliana su Gaza, che ha causato una crisi umanitaria senza precedenti.
Ieri, sabato si sono svolte in tutta Italia e nel mondo manifestazioni, iniziative, flashmob, presidi e performance contro il genocidio perpetrato da Israele a Gaza. A Milano, si è svolta una grande mobilitazione con migliaia di partecipanti.
Di tutte queste mobilitazioni e iniziative, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.
Rivendichiamo 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Siamo entrati nella dodicesima settimana di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, domenica 03 agosto, prosegue per la 79a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame.
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 45 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo un minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi e 8 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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