Per ascoltare l’audio di oggi, 04 agosto 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/211 (1813)

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A luglio è continuato il calo delle donazioni a favore di Anbamed. Per 3 mesi consecutivi registriamo il segno negativo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 385,00 (- 65,00 € rispetto al precedente mese di giugno).

Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Il governo israeliano sta valutando di inasprire le operazioni militari a Gaza con l’occupazione di tutto il territorio o assediare più strettamente le zone densamente popolate. Domani martedì – secondo la stampa di Tel Aviv è il giorno decisivo. L’ostacolo al passaggio alla nuova fase  è il rapporto dell’Intelligence sui timori che una simile operazione su vasta scala potrebbe causare la morte di tutti gli ostaggi ancora in vita.

Gli alti comandi dell’esercito – secondo le rivelazioni stampa israeliana – sarebbero contrari ad una simile azione per difficoltà nelle file dell’esercito, come eccessivo impiego dei soldati, per mancanza di nuove reclute oppure l’aumento dei suicidi tra i soldati in servizio a Gaza.

Non è chiaro se le informazioni diffuse sono corrispondenti alla realtà oppure abbiano una funzione tattica per distrarre l’avversario o costringerlo a esprimere maggiore duttilità in un eventuale futuro negoziato.

Una cosa certa è che gli uccisi tutti i giorni tra la popolazione palestinese non sono mai scesi sotto la cifra di 100 da diverso tempo. Ieri, sono stati 119 i palestinesi uccisi v 866 i feriti. (65 vittime nelle file di attesa degli aiuti e 511 persone ferite).

Il totale degli uccisi si avvicina a 61 mila: 60.839. I feriti 149.588.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione Umanitaria

L’ufficio Ocha (Onu) ha pubblicato un rapporto allarmante sulla situazione della popolazione civile a Gaza. “La fame attanaglia tutta la popolazione e manca l’acqua potabile e il trattamento delle acque reflue.

Il 90% della popolazione beve acqua non potabile e il 75% non ha accesso a gabinetti, anche in strutture provvisorie di plastica. Il 96% sono in condizione di insicurezza alimentare e idrica”.

Il direttore dell’Unrwa ha affermato: “La carestia a Gaza è il risultato di un deliberato tentativo di sostituire la cosiddetta Fondazione umanitaria di Gaza militarizzata al posto del sistema delle Nazioni Unite. Il meccanismo attuale di distribuzione è imposto per motivi politici ed è responsabile dell’uccisione di oltre 1400 affamati. La situazione alimentare si è aggravata da quando Israele ha impedito all’ Unrwa di introdurre gli aiuti da 5 mesi. È falsa la propaganda che sosteneva il passaggio degli aiuti internazionali ai gruppi armati. Indebolire l’ Unrwa è una deliberata azione di pressione collettiva e punitiva che mira all’espulsione dei palestinesi da Gaza”.

Croce Rossa Int.

Uno strano risveglio di coscienza della Commission Internazionale della Croce Rossa (CICR). “Siamo preoccupati per le condizioni degli ostaggi israeliani apparse dai video trasmesse. Esprimiamo il nostro rammarico per la pubblicazione dei video sconvolgenti. Gli orribili video diffusi che ritraggono gli ostaggi israeliani a Gaza sono la prova delle condizioni di vita pericolose in cui sono tenuti. Rinnoviamo il nostro appello affinché ci venga consentito di raggiungere gli ostaggi a Gaza per valutare le loro condizioni, fornire loro assistenza medica e facilitare la comunicazione con le loro famiglie”.

Un’affermazione importante che cozza però con un silenzio assordante di fronte alle condizioni di oltre 10 mila ostaggi palestinesi nelle carceri israeliane e delle condizioni dei 2 milioni di palestinesi uccisi e feriti tutti i giorni.

La risposta di Hamas: Il portavoce delle Brigate Qassam, Abu Ubaidah, ha espresso “la disponibilità di far giungere aiuti alimentari e medicine agli ostaggi, a condizione che vengano aperti i valichi di frontiera per l’ingresso degli aiuti alla popolazione palestinese presa in ostaggio dal nemico”. Hamas aggiunge anche che “Le Brigate Qassam non fanno morire di fame intenzionalmente i prigionieri; loro mangiano ciò che è disponibile per i nostri combattenti e per il nostro popolo; e non riceveranno alcun privilegio speciale alla luce del perdurante crimine di fame e assedio”.

Impunità

Un quotidiano britannico ha svolto uno studio sulle cosiddette inchieste della procura militare israeliana sui crimini di guerra svelati dalla stampa: “l’88% delle inchieste sono state concluse senza nessun risultato; tra i crimini impuniti vi è l’assassinio di 112 palestinesi durante il tentativo di ottenere la farina distribuita dall’ONU nel febbraio scorso”. Il rapporto giornalistico ha concluso che Israele “sta cercando di consolidare un modello di impunità per i suoi militari”.

USA e falsi aiuti internazionali

Un quotidiano Usa ha confutato le affermazioni di Trump: “Il valore degli aiuti umanitari inviati dagli Stati Uniti alla Striscia di Gaza ammonta a 3 milioni di dollari alla Gaza Humanitarian Foundation, non a 60 milioni di dollari, come ha affermato il presidente Donald Trump”.

Un giornale israeliano ha ribattuto alla dichiarazione della GHF, durante la visita dell’inviato speciale USA, Wittkof, di aver distribuito 2 milioni di pasti a Gaza, affermando che “avrebbe dovuto distribuire, in 3 mesi di attività per i 2 milioni di abitanti, ben 550 milioni di pasti. Il costo dell’operazione in vite umane è troppo alto: circa 1500 uccisi e 10 mila feriti. Uno strano concetto di aiuti umanitari”.

Cisgiordania

Continuano le provocazioni dei ministri israeliani nella moschea di Al-Aqsa. Le preghiere ebraiche in un luogo di culto musulmano sono una violazione degli accordi per la gestione di tali luoghi. Oltre all’annessione di Gerusalemme est, il governo dei sionisti religiosi estremisti mira ad imporre la sovranità israeliana sui luoghi di culto musulmani. Lo ha fatto ad el-Khalil (Hebron) e passo dopo passo lo sta svolgendo a Gerusalemme, considerata dai musulmani terzo luogo sacro dopo Mecca e Medina. La provocazione dei ministri israeliani alla testa di migliaia di coloni ebrei ha suscitato l’indignazione e le proteste di molti governi arabi e islamici, con in testa l’Arabia Saudita con la quale Netanyahu e Trump vorrebbero coronare gli accordi di Abramo.

A Jenin, l’esercito di occupazione ha demolito un palazzo di 6 piani. Con il pretesto di “motivi militari”, cioè l’apertura di larghe strade per il passaggio dei veicoli militari, si sta di fatto deportando la popolazione di uno dei centri di maggiore resistenza all’occupazione.

Un detenuto palestinese è morto in un carcere israeliano, dopo le torture inflitte. Ahmad Tazaz’ieh, 20 anni, di Jenin, è stato arrestato amministrativamente (senza accuse e senza processo) lo scorso 16 maggio ed è stato condotto nel famigerato carcere di Mejiddo. Il corpo della vittima è stato preso in ostaggio dal governo israeliano, per non far conoscere i motivi del decesso. La Commissione palestinese per la tutela dei detenuti ha affermato che “i racconti che i detenuti rilasciati hanno rilasciato sono spaventosi: la tortura è una pratica di tutti i giorni e non solo durante gli interrogatori; razioni di cibo da fame e nessuna cura medica; la sporcizia e mancanza di igiene ha diffuso molte malattie”.

18 mila nomi di bambini uccisi

A Bath, Inghilterra, In memoriam: lettura dei nomi dei 18 mila bambini uccisi a Gaza dall’esercito e governo israeliani. clicca! , per ascoltare la lettura e leggere sul The Washington Post tutti i nomi dei bambini vittime del nuovo nazismo israeliano.

Manifestazione di Tel Aviv

Centinaia di israeliani, in prevalenza familiari degli ostaggi hanno manifestato a Tel Aviv tentando di bloccare il traffico sulla principale strada di collegamento con Gerusalemme. Chiedono un accordo per lo scambio di prigionieri e di bloccare l’attacco militare su larga scala, che il governo dovrebbe approvare domani martedì. Con cartelli e megafoni hanno accusato Netanyahu di perseguire un piano politico tutto suo, per salvare la propria poltrona e sacrificare i lori figli. “Allargare le operazioni militari a Gaza significa la morte per i nostri cari”. La polizia ha caricato duramente e disperso la manifestazione. Sono stati effettuate decine di arresti.

Solidarietà in Italia

Genova: container di armi diretti ad Israele rimandati al mittente. La lotta dei portuali è stata vittoriosa e ha dimostrato che il boicottaggio, le sanzioni e il disinvestimento (BDS), una volta perseguiti con determinazione e consapevolezza, funzionano.

Tutti i giorni, in tante piazze italiane sono state svolte manifestazioni per dire no all’aggressione israeliana a Gaza che affama 2 milioni di palestinesi. A Milano, tutti i giorni alle 18:30 gruppi di cittadini sfilano con cartelli e megafoni per chiedere il cessate-il-fuoco e l’ingresso di aiuti a Gaza.

Di tutte queste mobilitazioni e iniziative, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.

Rivendichiamo 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Siamo entrati nella dodicesima settimana di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 04 agosto, prosegue per la 80a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 45 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo un minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 5 mesi e 10 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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