Per ascoltare l’audio di oggi, 05 agosto 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/212 (1814)
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A luglio è continuato il calo delle donazioni a favore di Anbamed. Per 3 mesi consecutivi registriamo il segno negativo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 385,00 € (- 65,00 € rispetto al precedente mese di giugno).
Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Per tutta la notte i caccia e l’artiglieria israeliane hanno attaccato la zona occidentale di Gaza città e Khan Younis, nel sud. Da mezzanotte fino all’ora in cui scriviamo, i rapporti dei giornalisti palestinesi operanti sul campo parlano di 53 uccisi. La protezione civile viene impedita o ostacolata ad operare dalla tecnica del doppio attacco. Si bombarda una zona e poi dopo mezz’ora si torna a bombardarla di nuovo per colpire i soccorritori. Molti infermieri e volontari sono periti ed è aumentato il numero dei dispersi sotto le macerie.
Oggi il governo israeliano deciderà sul piano di occupazione totale di Gaza. Netanyahu ha anticipato la decisione: “Occupazione! Il capo di Stato Maggiore non d’accordo? Si dimetta”. Peggio di lui si è espresso uno dei capi dell’opposizione, Grantz: “Il primo ministro vuole addossare ai contribuenti israeliani i costi delle scuole per i bambini di Gaza”.
È una costante del pensiero sionista mettere al centro la propria realtà ed annullare il resto del mondo. Ciò che preoccupa l’ex generale Grantz non è la morte e la sofferenza della popolazione di Gaza, ma l’uso delle tasse degli israeliani. Lo stesso filone di pensiero che guida molti intellettuali israeliani, anche progressisti e pacifisti. “La guerra a Gaza deturpa l’identità di Israele”, ha affermato uno di costoro. “No! La guerra a Gaza uccide i bambini palestinesi”, rispondiamo noi.
La Hasbara israeliana utilizza anche simili dichiarazioni per distrarre il dibattito pubblico a livello internazionale, soprattutto in Europa, dove l’opinione pubblica è fortemente contraria alla guerra d’invasione. Quando non funziona, è ponta l’accusa logora e stantia di antisemitismo.
Ieri, negli ospedali di Gaza, fino a mezzogiorno sono arrivati negli ospedali 94 copi di civili palestinesi assassinati dalle bombe di Netanyahu. I feriti sono 439. Le vittime della criminale distribuzione degli aiuti sono 29 affamati uccisi e 300 feriti.
È questa l’identità di Israele: erede dell’espansionismo nazista e non delle vittime dell’Olocausto.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione Umanitaria

In copertina della NL di oggi vi è la foto di Abdulrahman Jaliss e i suoi 14 nipotini orfani. Una storia di sfollamento, di fame e pallottole. Jaliss ha 60 anni e vive con la famiglia allargata di 29 membri in una casa diroccata nella parte occidentale di Gaza città, dopo diversi sfollamenti su e giù per la Striscia. In tre mesi ha perso i tre suoi generi, a causa delle pallottole dei cecchini israeliani sul corridoio Wadi, dove la società di mercenari statunitensi distribuiva gli aiuti umanitari. Erano andati a ritirare un sacco di farina e non sono mai ritornati. Li ha visti nell’obitorio. “Tutti sono stati uccisi con un colpo alla nuca”, ha raccontato. “In questo rudere non viviamo; aspettiamo la morte da un momento all’altro. Abbiamo mezzo chilo di farina al giorno per 29 persone. I bambini soffrono in silenzio. Non sanno ancora della morte dei genitori. Li aspettano, sperando che tornino con i sacchi di farina sulle spalle”.
Consiglio di Sicurezza ONU
Oggi ennesima riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu al Palazzo di Vetro sulla grave situazione umanitaria a Gaza. Ogni risoluzione che obblighi Israele a introdurre i camion di aiuti umanitari sarà vanificata dal veto della Casa Bianca.
Il criminale di guerra ricercato dalla Corte penale internazionale ha detto che il rappresentante israeliano all’ONU avanzerà la richiesta di imporre la visita della Croce Rossa agli ostaggi nelle mani di Hamas. Un diversivo per distogliere il dibattito politico e mediatico dalla grave fame che attanaglia oltre 2 milioni di palestinesi.
Cisgiordania
Invasione delle truppe israeliane nella città di Nablus. 4 feriti e una decina di arrestati in un rastrellamento preventivo. Per oggi è stata annunciata una “visita” di un centinaio di coloni alla tomba di Giuseppe. La tomba contiene le ossa di un uomo pio musulmano di nome Yussuf, vissuto nel 18esimo secolo e non ha nulla a che fare con il profeta biblico Giuseppe. Ma ogni pretesto è buono per l’occupazione e l’annessione della Palestina.
A sud di Jenin, sono stati uccisi ieri due giovani palestinesi, in un’incursione israeliana nella quale è stata usata anche l’aviazione. La casa dove viveva uno di loro è stata bombardata con un missile lanciato da un elicottero. Il suo corpo è stato preso in ostaggio dall’esercito di occupazione. Oggi le operazioni sono ripresi all’alba e ci sono – secondo fonti mediche – 4 feriti.
Libano
Nel 5° anniversario dell’esplosione del porto di Beirut, l’aviazione israeliana ha bombardato la città di Khayyam. Il ministero della salute libanese informa di una persona uccisa e 4 feriti. Il missile lanciato da un caccia ha colpito un’auto uccidendo l’autista. I feriti sono passanti. Come al solito, l’esercito israeliano parla dell’uccisione di un alto comandante di Hezbollah.
In Libano sono forti le pressioni politiche sui dirigenti di Hezbollah per consegnare le armi all’esercito libanese e di trasformarsi in una forza politica. Sono le condizioni israeliane, trasmesse tramite i loro alleati statunitensi e francesi, finti mediatori che siedono, insieme all’Unifil, nella commissione per la tregua firmata lo scorso 27 novembre. Gli attacchi militari israeliani servono per accrescere le pressioni sul governo di Beirut e innescare maggiore destabilizzazione politica tra le varie confessioni.
18 mila nomi di bambini uccisi
A Bath, Inghilterra, “In memoriam”: lettura dei nomi dei 18 mila bambini uccisi a Gaza dall’esercito e governo israeliani. clicca! , per ascoltare la lettura e leggere sul The Washington Post tutti i nomi dei bambini vittime del nuovo nazismo israeliano.
Solidarietà in Italia
Il Consiglio comunale di Cervo, in provincia di Imperia, ha confermato il mantenimento della bandiera palestinese issata sulla spiaggia. “La bandiera palestinese, attualmente collocata sul molo, resterà esposta fino all’organizzazione di un nuovo spazio, dopodiché sarà trasferita in modo stabile e permanente a cura del Comune”, si legge nel comunicato. Questo risultato è stato possibile grazie al lungo e costante lavoro del gruppo Mille Zattere per la Palestina e Cervo x Gaza.
Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.
Rivendichiamo 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Siamo entrati nella dodicesima settimana di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 05 agosto, prosegue per la 81a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 45 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo un minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi e 11 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Mosca: “Non consideriamo più valida la moratoria sui missili a medio e corto raggio”. Trump: “sottomarini nucleari USA si trovano nella regione”. Witkoff a Mosca probabilmente domani, mercoledì
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