Per ascoltare l’audio di oggi, 06 agosto 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/213 (1815)
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80 anni fa il crimine atomico su Hiroshima
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Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Netanyahu è disperato. Non ha più una maggioranza in parlamento, i capi dell’esercito non sono d’accordo con il suo programma di occupazione totale di Gaza e i ministri del sionismo religioso minacciano di uscire dal governo e farlo cadere. La soluzione per uscire da usta crisi interna è aumentare il numero dei morti a Gaza e stringere l’assedio. Due giorni fa è arrivato a consigliare al capo di Stato maggiore di dimettersi se fosse contrario ad attuare l’occupazione totale di Gaza. La riunione di ieri, martedì, del consiglio ristretto dei ministri di sicurezza non è arrivata a nessuna conclusione. Alla riunione la stampa di Tel Aviv scrive che alla riunione non sono stati invitati i due ministri oltranzisti Ben Gvir e Smotrich. Tradotto: la riunione non ha discusso il piano di occupazione di Gaza. Il ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità però continua a fare dichiarazioni bellicose: “Il presidente Trump è d’accordo con me sul piano di occupazione militare di Gaza”. Ma nel pomeriggio di ieri si è incontrato con il leader dell’opposizione Lapid. Sono state ore del caos, tra minacce, allusioni, faide a mezzo social, e perfino il figlio di Netanyahu è intervenuto dalle sue prolungate vacanze per accusare il comandante dell’esercito di voler tentare un colpo di Stato. Nel tentativo di stemperare lo scontro, le forze armate hanno assicurato che sono pronte ad eseguire «qualsiasi ordine» arriverà dal consiglio di guerra. Consiglio che si riunirà domani giovedì. L’incontro con Lapid servirà per salvare la poltrona di Netanyahu in caso di defezione dei due ministri oltranzisti che chiedono a gran voce la rioccupazione e colonizzazione dii Gaza.
Nel frattempo, l’esercito di occupazione ha inasprito i suoi attacchi sulla popolazione civile con efferate stragi di innocenti. 28 uccisi, in maggioranza bambini, nel lancio di un missile su un campo di sfollati a ovest della città di Gaza. L’esercito ha ordinato la popolazione di Deir Balah di evacuare verso sud.
4 pescatori palestinesi sono stati presi in ostaggio dalla marina israeliana perché sono stati sorpresi a compiere il reato gravissimo di pescare, a poca distanza dalla spiaggia, per nutrire le proprie famiglie.
Il rapporto giornaliero del ministero della sanità informa di 87 uccisi nella giornata di ieri e 644 feriti. Il totale delle vittime ha superato i 61 mila: 61.020. I feriti sono 150.671.
Le vittime cadute ieri sotto i colpi dei cecchini israeliani nei centri-trappola degli “aiuti militarizzati” della GHF sono stati 52. I feriti 352.
A Gaza la fame uccide e chi tenta di sfamarsi viene ucciso dai nuovi nazisti di Tel Aviv.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione Umanitaria
Gaza ora ha il tasso più alto di morti e amputazioni infantili a livello globale. Il suo sistema sanitario è stato decimato da centinaia di attacchi, e guida nelle fatalità tra operatori sanitari, personale ONU e giornalisti. È la sintesi di un’inchiesta della rivista Lancet, che accusa le istituzioni sanitarie nazionali di silenzio di fronte all’uso della fame come azione dii guerra. clicca per leggere tutto il documento.
Il ministero della sanità di Gaza ha affermato che la malattia di Guillain-Barré si sta diffondendo rapidamente e le cure non sono disponibili. Allarme di “morti di massa” dovute a carestia e malnutrizione. Il Direttore Generale, Dott. Munir al-Barsh ha detto in una conferenza stampa: “l’acqua contaminata è la causa principale della malattia di Guillain-Barré, che si è recentemente diffusa nella Striscia di Gaza”. Poi ha aggiunto: “A Gaza non esiste alcuna cura per questa malattia, che attacca il sistema nervoso e colpisce in particolare i bambini, portando alla paralisi completa e potenzialmente alla morte. Finora sono stati segnalati 95 casi di malattia, tra cui 45 bambini, e tre decessi sono stati registrati fino a lunedì mattina”.
Il Ministero della Salute avverte di un’epidemia diffusa dovuta al deterioramento ambientale e sanitario e alla mancanza di medicinali necessari. La popolazione di Gaza è confinata solo nel 18% della superficie della Striscia. 40.000 persone per chilometro quadrato, il che accelera la diffusione delle malattie. Il ministero della Salute di Gaza ha registrato inoltre 1.116 casi di meningite nel 2025, insieme a una rapida diffusione di malattie respiratorie.
Morire per fame

sono 8 i palestinesi morti ieri di fame. 52 sono stati assassinati nei centri trappola della GHF. Tra loro, Abdel Majeed Adnan Salamah, 28 anni, volontario della Mezzaluna rossa palestinese (PRCS) a Khan Younis. In un post su X, la PRCS ha scritto: “Fin dall’inizio dell’invasione, Abdel Majeed ha lavorato instancabilmente con le squadre di ambulanze rischiando la vita per soccorrere i feriti. Due giorni fa è partito alla ricerca di cibo nella cosiddetta ‘zona di aiuti USA-Israele’ a ovest di Rafah. Lì, l’esercito di occupazione israeliane lo ha preso di mira insieme ad altri civili affamati. Non ha mai fatto ritorno. Abdel Majeed è stato ucciso mentre cercava semplicemente di sopravvivere”.
Ostaggi palestinesi in Israele
Un caso Pinelli in un carcere israeliano. Lo ha scoperchiato il giornale Haaretz. Un ostaggio palestinese, di 40 anni rapito a Gaza dall’esercito israeliano è morto durante la prigionia. “Morto nel gennaio 2024 in seguito ad una caduta dall’alto, mentre si trovava in un centro interrogatori dello Shin Bet, con le mani legate”. Il giornale riporta che il corpo della vittima era stato trasportato senza alcuna informazione identificativa, con il risultato che era stato registrato come “non identificato”, nonostante lo Shin Bet ne conoscesse l’identità.
Come al solito la procura si è interessata del caso, con l’autoassoluzione. Il caso è stato archiviato con l’affermazione incredibile che l’ostaggio ha tentato la fuga gettandosi dal terzo piano con le mani legate. È il sesto caso simile avvenuto nei campi di concentramento israeliani.
Le autorità di occupazione israeliane classificano circa 1.747 ostaggi palestinesi di Gaza come “combattenti illegali”, una definizione pericolosa utilizzata per privarli della protezione giuridica internazionale e consentire la loro detenzione in campi militari chiusi senza alcuna supervisione.
Ieri sono stati rilasciati 9 palestinesi che hanno passato un anno e mezzo nei campi di concentramento, dopo che i servizi hanno accertato la loro estraneità alle accuse per le quali erano stati catturati. Sono ricoverati nell’ospedale Shuhadaa Al-Aqsa di Deir Balah. I medici che li hanno visitati hanno definito il loro stato: “Sono dei derelitti umani, con gravi menomazioni corporali e disturbi mentali. Hanno rivelato di essere stati sottoposti a terribili torture”.
Giornalisti mirino
Oltre 100 giornalisti, fotografi e corrispondenti di guerra da tutto il mondo hanno firmato una petizione che chiede l’accesso “immediato e senza censure” per i giornalisti stranieri alla Striscia di Gaza, affinché possano documentare in modo indipendente la guerra
La petizione è stata lanciata nell’ambito di “Right to Cover”, un’iniziativa fondata dal pluripremiato fotografo di guerra Andre Leohn e cofirmata da numerosi giornalisti di spicco, tra cui Alex Crawford di Sky News, Mehdi Hasan, Christiane Amanpour della CNN, Clarissa Ward e il famoso fotografo di guerra Don McCullin.
I firmatari hanno chiesto ad Israele di aprire Gaza all’accesso della stampa internazionale, sottolineando che bloccare la copertura mediatica costituisce una chiara violazione del diritto del pubblico ad accedere alle informazioni.
Cisgiordania
Le truppe di occupazione hanno arrestato a casa sua la giornalista Farah Ayyash, 24 anni. È avvenuto a Beit Amer, a nord di el-Khalil (Hebron). “Le truppe sono entrate violentemente in casa durante la notte, hanno messo tutto sotto sopra, sequestrato telefonini e computer e poi hanno portato via mia figlia”, ha raccontato il padre. Dall’ottobre 2023, Israele ha catturato in Cisgiordania 194 giornalisti, 49 dei quali sono ancora in stato di detenzione amministrativa, senza accuse e senza processo.
Libano
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha annunciato che l’esercito è stato incaricato di elaborare un piano attuativo per limitare il possesso di armi entro la fine dell’anno, senza affrontare esplicitamente la questione delle armi di Hezbollah. L’annuncio è arrivato dopo una riunione di gabinetto di cinque ore presieduta dal presidente Joseph Aoun presso il palazzo presidenziale di Baabda. Il rapporto dovrebbe essere pronto entro la fine del mese e il ritiro delle armi entro la fine dell’anno. Sono le condizioni imposte dai “mediatori” statunitensi per la fine delle quotidiane incursioni israeliane nei cieli libanesi e per completare il ritiro dalla fascia di confine tuttora occupata dai soldati di Tel Aviv.
Tutti i giorni, Israele compie attacchi nel sud Libano con uccisi e feriti. Ieri i voli di minaccia ed avvertimento al governo di Beirut sono penetrati fino al centro del paese, nella valle di Beqaa.
FFC e Somoud
Le tre organizzazioni internazionali di solidarietà militante con Gaza, FFC, Global March fr Gaza e Somoud stanno organizzando una nuova missione marina verso Gaza. Non sarà una nave soltanto ma centinaia di imbarcazioni che partiranno dalla Spagna e 4 giorni dopo da Tunisi. Appelli in Israele, da parte di movimenti pacifisti, per svolgere un’azione simile, partendo da un porto israeliano verso le coste di Gaza, portando aiuti e chiedendo il cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri.
Gli Ebrei per la pace: “Ora stato palestinese”
“Chiediamo l’immediato riconoscimento di uno Stato palestinese da parte della comunità internazionale, in condizioni di sicurezza e di rispetto del diritto internazionale sia per i palestinesi che per gli israeliani. Dopo le violenze a Gaza dell’ultimo anno e mezzo, seguite alla strage del 7 ottobre da parte di Hamas, che hanno visto sistematici crimini di guerra e contro l’umanità, pulizia etnica, e affamamento della popolazione palestinese da parte di Israele – violenze da più parti e legittimamente definite un genocidio –, condanniamo le azioni e l’oltranzismo cieco del governo israeliano. Chiediamo una tregua urgente a Gaza, il rilascio degli ostaggi e l’avvio di negoziati di pace. La richiesta del riconoscimento di uno Stato palestinese è rivolta in particolare al governo italiano, a cui pure chiediamo di cessare la fornitura di armi a Israele”. L’appello è firmato, tra gli altri, dagli storici Carlo Ginzburg e Anna Foa, lo scrittore Roberto Saviano, la scrittrice Helena Janeczek, il giornalista Gad Lerner e il saggista Stefano Levi Della Torre.
Solidarietà in Italia
A Venezia si tiene oggi, 6 agosto, anniversario della bomba su Hiroshima, una manifestazione contro il gencidio a Gaza. clicca
Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.
Rivendichiamo 60 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Siamo entrati nella dodicesima settimana di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, mercoledì 06 agosto, prosegue per la 82a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
18 mila nomi di bambini uccisi
A Bath, Inghilterra, la performance “In memoriam”: lettura dei nomi dei 18 mila bambini uccisi a Gaza dall’esercito e governo israeliani. clicca! , per ascoltare la lettura, vedere le immagini e leggere sul The Washington Post tutti i nomi dei bambini vittime del nuovo nazismo israeliano.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 45 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo un minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 42, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 5 mesi e 12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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