Per ascoltare l’audio di oggi, 29 agosto 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/236 (1838)

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A luglio è continuato il calo delle donazioni a favore di Anbamed. Per 3 mesi consecutivi registriamo il segno negativo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 385,00 (- 65,00 € rispetto al precedente mese di giugno).

Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Operazioni militari incessanti sulla testa della popolazione civile. Bombardamenti con caccia, elicotteri, artiglieria e droni. Nella giornata di ieri sono state prese di mira particolarmente Zeitoun, a Gaza città, e Jebalia. Colpi di artiglieria su Khan Younis e i droni hanno sparato missili contro le tende nei campi di sfollati di Mawassi, la zona definita dai generali neo nazisti israeliani come sicura per ammassare i civili.

Il ministro fascista Smotrich ha incitato all’assassinio dei palestinesi e alla loro deportazione fuori da Gaza: “acqua, elettricità e cibo devono essere tagliati fuori dalla Striscia di Gaza e coloro che non moriranno sotto i proiettili moriranno di fame”.

Nella giornata di ieri, sono giunti negli ospedali i corpi di 71 uccisi e 339 feriti.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

“gli ospedali sono diventati parcheggi e cimiteri”. Così si è espresso il direttore sanitario di Khan Younis. “Manca il sangue per le trasfusioni e l’affollamento dei pazienti è del 300% più alti rispetto alla capacità ricettiva delle strutture. Anche le garze sterilizzate scarseggiano. Ricorriamo a stracci di lenzuola bolliti, per avvolgere le ferite. Niente anestesie per gli interventi”. Malgrado la situazione drammatica, il personale sanitari continua ad operare, dormendo fianco a fianco dei malati. L’attacco dell’esercito israeliano del 25 agosto con 22 vittime uccise è stato il segnale criminale di un invasore che non rispetta nessuna norma internazionale.

Sul fronte sanitario, il direttore del complesso medico Al-Shifa, il dott. Mohammed Abu Salmiya, ha dichiarato che un virus nuovo si è diffuso tra i residenti della Striscia di Gaza e che la comunità medica non dispone delle attrezzature necessarie per effettuare i test necessari a determinarne la causa.

Il video sull’attacco all’ospedale Nasser e la complicità italiana

Un nuovo video diffuso in esclusiva dalla Cnn sull’attacco a giornalisti e soccorritori impegnati nel proprio lavoro all’ospedale Nasser di Khan Yunis, il 25 agosto, mostra una reale esecuzione a distanza. Le parrole di Netanyahu du circostanza sul tragico errore servivano soltato ad assorbire la condanna unanime del mondo intero.

Dopo le prime immagini circolate, il tema dell’uccisione volontaria di 22 persone innocenti era già emerso: l’attacco è stato condotto con la tecnica del double tap, un bombardamento dello stesso obiettivo a distanza di pochi minuti con lo scopo di mietere più vittime possibili tra coloro che accorrono sul luogo del massacro. Il filmato analizzato dalla tv statunitense fornisce altri particolari: non sono stati due, ma ben tre i proiettili sparati contro la struttura, munizioni provenienti da carri armati che sono andate a colpire il punto delle scale dell’ospedale dove giornalisti e sanitari erano impegnati nel proprio lavoro.

Un particolare inquietante per l’opinione pubblica italiana è la partecipazione dell’industria bellica italiana in questo crimine. I cannoni che hanno sparato conto l’ospedale sono di fabbricazione italiana, su licenza statunitense.

Chiese di Gaza contro la deportazione

I Patriarcati di Gerusalemme: lo sfollamento, “una condanna a morte”.

In una nota congiunta la Chiesa greco-ortodossa e quella latina di Gerusalemme esprimono la loro preoccupazione per le conseguenze dell’aggressione militare israeliana, degli “ordini di evacuazione” dalla Striscia: “Non può esserci futuro basato sulla prigionia”, è necessario agire per porre fine a “questi attacchi insensati e distruttivi”.

Uno dei rifugiati cristiani palestinesi nella chiesa San Porfirio, Ramzi el-Souri: “Siamo qui tra familiari, amici e persone care. Insieme abbiamo affrontato tutti gli atti di violenza a cui siamo stati esposti dall’inizio dell’aggressione. Le chiese sono state prese di mira dall’esercito israeliano direttamente, il che ha portato al martirio di tutti questi membri della mia famiglia (12 persone) e dei miei figli (tre). Parlo con voi nonostante la mia malattia, il dolore e la perdita dei miei figli, perché le scene di distruzione senza precedenti nei quartieri di Sabra e Zeitoun non promettono nulla di buono. Certamente, tutti noi, come cristiani e sfollati nella chiesa, temiamo che la chiesa possa essere nuovamente presa di mira. Tuttavia, rispetteremo tutti la decisione presa dal Consiglio Supremo dei Cristiani di Gerusalemme di non essere sfollati da Gaza City”.

La chiesa di San Porfirio è la terza chiesa cristiana più antica nel mondo. Viene subito dopo la chiesa della Natività di Betlemme e il Santo Sepolcro di Gerusalemme est. È stata bombardata il 20 ottobre 2023, colpendo un magazzeno adiacente dove il clero manteneva le scorte di cibo.

Yemen

Un ennesimo attacco aereo israeliano su Sanaa, per il terzo giorno consecutivo. L’esercito israeliano sostiene di aver colpito obiettivi militari “ben studiati” dall’intelligence, ma la realtà è molto lontana. I caccia israeliani hanno colpito obiettivi civili; azioni documentate dalla stampa di Sanaa con immagini eloquenti: un distributore di benzina nel centro della capitale yemenita sicuramente non potrebbe essere classificato come un obiettivo militare. La stampa di Tel Aviv ha citato in anonimato fonti militari israeliane che sostenevano l’uccisione di alti comandanti Houthi, ma da Sanaa arriva la smentita con la pubblicazione di una riunione del gruppo dirigente al potere in Yemen. Subito dopo un drone ha colpito in Israele, causando soltanto danni materiali.

Siria

Israele ha rivendicato l’attacco a sud di Damasco con uno sbarco di paracadutisti. “Abbiamo recuperato materiale di spionaggio molto sofisticato di fabbricazione turca. Non ammetteremo nessuna minaccia alla nostra sicurezza. Vogliamo una zona smilitarizzata a sud di Damasco, compresa Suwedaa, il capoluogo dei drusi”, ha detto il ministro della guerra israeliano. Dagli Stati uniti arrivano flebili inviti a Netanyahu di essere “clemente” con il neo presidente Ahmad Sharaa. Israele di Netanyahu si comporta oggi in Medio Oriente come la Germania di Hitler in Europa prima della seconda guerra mondiale.

Libano

Un soldato libanese è stato ucciso dall’esplosione di un drone israeliano nel Libano meridionale. Israele spadroneggia in Libano, ma il dibattito politico libanese è concentrato sul disarmo di Hezbollah. L’inviato Usa Barrack versa benzina sul fuoco, facendo dichiarazioni che riguardano la politica interna del paese, che non è ancora una colonia statunitense.

Il segretario politico di Hezbollah, Naim, ha dichiarato che il partito respinge il decreto del governo, prima del ritiro israeliano dal territorio libanese occupato. Nel frattempo continua il disarmo delle formazioni palestinesi nei campi profughi, secondo gli accordi del governo di Beirut e l’ANP di Ramallah.

Il Consiglio di Sicurezza ha votato all’unanimità il rinnovo della missione Unifil nel sud Libano per un solo anno, decretando la fine della missione alla fine del 2026. La richiesta è arrivata dagli Stati Uniti e Israele che chiedevano la fine immediata della missione dei caschi blu, come strumento di pressione sul governo libanese e per lasciare mano libera ai guerrafondai di Tel Aviv di agire indisturbati.

Sanitari x Gaza-Italia

Giornata di digiuno e presidio contro il genocidio a Gaza promossa dagli operatori e dalle operatrici del servizio sanitario della rete #digiunogaza, dalla rete “Sanitari per Gaza” presso ospedale Molinette. Torino 28 agosto 2025 ANSA/TINO ROMANO

Successo al di là delle aspettative per la giornata di sciopero della fame per un giorno in solidarietà con la popolazione di Gaza affamata dal criminale Netanyahu, dal suo governo e dal suo esercito assassino. Per la giornata di ieri è stata indetta, da Sanitari per Gaza, una giornata nazionale di sciopero della fame contro il genocidio a Gaza. 9.000 mila gli iscritti nella piattaforma, ma i partecipanti hanno superato – in tutta Italia – i 40 mila. Molti presidi davanti agli ospedali durante la pausa. clicca per leggere tutto e guardare la galleria di immagini.

La stampa cosiddetta nazionale mainstream ha oscurato lo sciopero che parla chiaramente di genocidio, chiede il boicottaggio dei prodotti farmaceutici israeliani e di mettere fine all’esportazione di armi a Israele.

Solidarietà in Italia con la Palestina

Domani 30 agosto si svolgerà la manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”, in programma sabato al Lido di Venezia in occasione del Festival del cinema. La notizia snobbata o peggio storpiata dai media nazionali, è stata pubblicata con foto dal quotidiano britannico The Guardian.

Da Genova, Catania e Siracusa il 4 settembre salperanno le barche e le navi per portare aiuti umanitari a Gaza. Sono programmate una grande manifestazione il 3 pomeriggio e un raduno il 4 per salutare gli equipaggi. Ieri al porto di Genova migliaia di cittadini hanno portato aiuti in cibo e medicine, da caricare sulla nave della Global Somoud Flotilla.

Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Leggi: clicca

Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.

Rivendichiamo 62 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

È stata un successo la giornata nazionale di sciopero della fame indetta da SANITARI X GAZA – ITALIA. Vi hanno partecipato più di 40 mila aderenti in tutta Italia. clicca!  

Abbiamo superato i 100 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, venerdì 29 agosto, prosegue incessantemente per la 104a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: http://Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.

Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.

Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.

Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 6 mesi e 4 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Bombardata Kiev. Trump minaccia sanzioni a Russia e annuncia neanche un soldo all’Ucraina.

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