Per ascoltare l’audio di oggi, 30 agosto 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/237 (1839)

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A luglio è continuato il calo delle donazioni a favore di Anbamed. Per 3 mesi consecutivi registriamo il segno negativo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 385,00 (- 65,00 € rispetto al precedente mese di giugno).

Adozioni a distanza: In compenso è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.295 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Un fiume di fuoco su Gaza città. Bombe incendiarie sulle case e ruderi abitati, robot esplosivi operano per cancellare ogni forma di vita. “Un inferno, ci ha raccontato ieri notte una volontaria di Al-Najdah, Israele vuol imporre la deportazione della popolazione con la forza militare”.

L’esercito israeliano ha dichiarato Gaza città “zona militare pericolosa” ed ha annunciato l’interruzione delle cosiddette “pause umanitarie”, che in realtà non erano mai state rispettate. Ma servivano alla propaganda del criminale di guerra ricercato.

Una buona parte del milione di abitanti di Gaza ha sfollato verso ovest, alla spiaggia, ma l’affollamento è tale che non ci sono posti per stendere un lenzuolo e dormire. “Una situazione drammatica e anche qui ci raggiungono le bombe”, ha detto una donna scapata da Zaitoun con i suoi 5 figli.

L’esercito occupante ha dichiarato di aver ritirato le truppe da Zeitoun e Sabra. La stampa israeliana scrive che un attacco della resistenza palestinese si è concluso con la cattura di 4 soldati. Il governo ha imposto la censura sull’accaduto. Si parla di 4 soldati dispersi. Non vengono forniti i nomi. Nessuna dichiarazione da parte di Hamas. L’opposizione politica in Israele sfrutta l’accaduto per accusare Netanyahu di aver fallito nel riportare gli ostaggi e ha aggiunto altri prigionieri di guerra. Il criminale di guerra si è nascosto dietro il segreto miliare.

Il rapporto del ministero della sanità parla di 59 corpi di uccisi sono arrivti negli ospedali nella giornata di ieri. 324 i feriti. Il totale degli uccisi a Gaza sotto i bombardamenti israeliani indiscriminati ha superato i 63 mila. I feriti arrivati negli ospedali sono poco meno di 160 mila. A loro vanno aggiunti i dispersi sotto le macerie.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

L’Onu ha dichiarato che resterà a Gaza City nonostante le operazioni militari israeliane. “Noi e i nostri partner – ha detto il portavoce, Stephane Dujarric – restiamo a Gaza City per fornire supporto salvavita, con l’impegno di servire le persone ovunque esse si trovino”. “Ci aspettiamo che il nostro lavoro – ha aggiunto – sia pienamente facilitato dalla forza occupante e ricordiamo che i civili, compresi gli operatori umanitari, devono essere protetti in ogni momento. Le strutture umanitarie e le altre infrastrutture civili devono essere ugualmente salvaguardate”. 

Dujarric afferma che la decisione di Israele di interrompere le pause tattiche giornaliere a Gaza City, ora dichiarata “zona di combattimento pericolosa”, minaccia sia la vita delle persone che la capacità degli operatori umanitari di operare. I team delle Nazioni Unite hanno riferito che, sebbene le pause avessero lasciato spazio all’azione umanitaria, “sono stati comunque registrati bombardamenti nelle aree e nei momenti in cui tali pause erano state dichiarate”. L’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha sottolineato che “le operazioni di soccorso salvavita devono essere rese possibili, non annullate”. Dujarric ha avvertito che costringere le persone a spostarsi più a sud rischia di essere “la ricetta per il disastro” ed equivale ad una deportazione forzata.

Una casa vicina alla Guest House di Emergency è stata bombardata da Israele a Deir Balah. Sono stati uccisi 6 persone, un’intera famiglia, con 4 bambini. Gli operatori internazionali sono salvi, ma la struttura ha subito danni. “Lo staff dell’ong sta provvedendo a rimuovere le macerie cadute durante il bombardamento nell’ingresso esterno della guest house e che stanno bloccando l’uscita di veicoli e persone. Non abbiamo ricevuto dalle autorità israeliane nessun avviso dell’imminente attacco” – ha detto Francesco Sacchi, capo progetto di Emergency a Gaza, aggiungendo che “Nessuno è al sicuro all’interno della Striscia di Gaza. Come Ong continuiamo a chiediamo il rispetto dei civili e un cessate il fuoco definitivo”.

Cisgiordania

Un gruppo di coloni ebrei israeliani hanno attaccato una famiglia palestinese mentre stava tornando in macchina al villaggio di Zawia, ad ovest di Salfit. Hanno sparato colpi di mitra ed inseguito l’auto fino all’entrata del villaggio. Il gruppo di terroristi aveva installato una colonia improvvisata su un territorio agricolo proprietà di palestinesi e mira ad allargare l’occupazione illegale. I soldati dell’esercito in zona hanno osservato senza intervenire per arrestare gli aggressori. A ruoli inversi sarebbero arrivati truppe ingenti a occupare la zona. Apartheid armato.

Truppe israeliane hanno invaso diverse città palestinesi della Cisgiordania che ricadono sotto l’amministrazione dell’ANP.  A el-Bira, el-Khalil, Jenin e Tulkarem i soldati israeliani hanno proceduto ad attività di devastazione delle infrastrutture urbane con bulldozer e dinamite, per poi passare a rastrellamenti per l’arresto di militanti e attivisti.  

Olp-Usa-Onu

Il ministro degli esteri Usa, Rubio, ha annunciato che non saranno rilasciati visti per la delegazione palestinese in vista dell’Assemblea generale dell’Onu di settembre che ha all’ordine del giorno la discussione sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Il diniego riguarderà anche il presidente Abbas. Una misura di prepotenza che viola gli accordi internazionali che regolano l’accesso ai lavori delle Nazioni Unite.

Giornalisti nel mirino

L’Unione dei giornalisti africani x Gaza (AJAG) chiede il rilascio del giornalista palestinese Mo’adhAmarneh arrestato a Betlemme in detenzione amministrativa (senza accuse e senza processo). L’African Journalists’ Alliance for Gaza è stata fondata dalla giornalista nigeriana Ireti Bakari-Yusuf e comprende giornalisti e professionisti dei media provenienti da oltre 20 paesi africani. L’organizzazione ha condannato la detenzione amministrativa di Amarneh e l’ha descritta come prova di una delle misure più dirette adottate da Israele per mettere a tacere la stampa. Ha invitato i governi africani, i giornalisti e la comunità internazionale a far pressioni su Israele per il rilascio di Amarneh e di tutti i giornalisti palestinesi detenuti illegalmente. Il giornalista palestinese era stato arrestato nella sua auto il 20 agosto mentre stava tornando a casa da un sevizio giornalistico sulle aggressioni armate dei coloni nella zona di Betlemme. Sono 55 i giornalisti palestinesi nelle carceri israeliane in detenzione amministrativa.

Siria

Le truppe di occupazione israeliane nel sud siriano hanno proceduto all’occupazione di altri villaggi nella provincia di Quneitra. L’esercito israeliano opera da padrone incontrastato del territorio a sud di Damasco, dove non ci sono truppe dell’esercito siriano. Il nuovo governo di Damasco continua a emettere proclami alla comunità internazionale, che guarda dall’altra parte. Il ministro della guerra di Tel Aviv insiste sulla necessità di una normalizzazione dei rapporti diplomatici con il riconoscimento da parte siriana dell’annessione del Golan occupato nel 1967 e la costituzione di una fascia smilitarizzata di sicurezza per Israele su tutta la zona a sud di Damasco. Un protettorato di fatto sulla Siria che garantirà ad Israele il dominio totale sulla regione, nella prospettiva del Grande Israele.

Sudan

Carestia ad el Fasher, il capoluogo della provincia settentrionale del Darfur. La città è assediata dalle milizie Pronto Intervento da oltre un anno e mezzo, ma negli ultimi mesi ha stretto l’assedio con bombardamenti intensi. Le milizie locali filo governative e le truppe dell’esercito non sono riuscite a rimuovere l’assedio e neanche l’intervento dell’aeronautica governativa ha liberato la città. Un milione di abitanti è a rischio fame. Le milizie di Pronto intervento hanno l’appoggio degli emirati arabi che hanno ingaggiato mercenari africani e sudamericani e garantito i rifornimenti militari dalla vicina Libia. Anzi, lo scorso aprile le milizie hanno preso il controllo del mega campo profughi di Zamzam, con oltre 300 mila persone, provocando altro esodo e sofferenze.

Turchia

Sanzioni contro Israele. Il governo di Ankara ha deciso di interrompere le relazioni commerciali con Israele, vietare alle navi turche di attraccare nei porti israeliani e chiudere lo spazio aereo turco agli aerei di Tel Aviv. La decisione comunicata dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. Tra i due paesi gli scambi commerciali avevano fruttato nel 2023 un valore di 7 miliardi di dollari.

Migranti

69 migranti sono morti in mare, al largo delle coste della Mauritania. Decine di dispersi. Sono stati salvati soltanto in 17. È avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì. La barca era partita dal Gabon e trasportava oltre 160 persone, secondo il racconto dei superstiti. All’arrivo nelle vicinanze delle città della Mauritania, tutti i passeggeri si sono spostati verso un lato dell’imbarcazione, causandone il naufragio. “La marina di Nouakchot ha lavorato per 48 ore nelle operazioni di salvataggio, poi hanno abbandonato la zona, per l’impossibilità di trovare altri superstiti”, ha detto il portavoce.

Solidarietà in Italia con la Palestina

Pro Palestine demonstrators hold a press conference in front of the red carpet to announce a demonstration on Saturday, Aug. 30 during the 82nd edition of the Venice Film Festival in Venice, Italy, on Wednesday, Aug. 27, 2025. (Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP) Associated Press/LaPresse

Oggi, 30 agosto si svolge la manifestazione “Stop al genocidio – Palestina libera”, in programma al Lido di Venezia in occasione del Festival del cinema. Il corteo dalle 17 di oggi si snoderà dall’approdo di Santa Maria Elisabetta verso il Palazzo del Cinema; previsto anche un corteo acqueo da Marghera

La notizia snobbata o peggio storpiata dai media nazionali, è stata pubblicata con foto dal quotidiano britannico The Guardian.

Da Genova, Catania e Siracusa il 4 settembre salperanno le barche e le navi per portare aiuti umanitari a Gaza. Sono programmate una grande manifestazione il 3 pomeriggio e un raduno il 4 per salutare gli equipaggi. Ieri al porto di Genova migliaia di cittadini hanno portato aiuti in cibo e medicine, da caricare sulla nave della Global Somoud Flotilla. Sono state raccolte 250 tonnellate di cibo per Gaza.

Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Leggi: clicca

Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.

Rivendichiamo 63 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Abbiamo superato i 100 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato30 agosto, prosegue incessantemente per la 105a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.

Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.

Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.

Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 6 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Sfuma l’incontro al vertice tra Putin e Zelensky annunciato da Trump. Macron dà un ultimatum non richiesto: “Putin deve rispondere entro lunedì, altrimenti è un fallimento per Trump”.

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