Per ascoltare l’audio di oggi, 14 ottobre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/278 (1880)

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A settembre c’è stata una forte crescita delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 1.049,75 (+ 424,75 €) rispetto al precedente mese di agosto).

Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 9.475 € per le adozioni e per i pasti caldi.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Malgrado la firma dell’accordo e lo scambio di prigionieri, la guerra non è cessata. Un carro armato israeliano ha sparato ieri contro il centro di Khan Younis, nei pressi dell’ospedale Nasr, dove si erano radunati i parenti dei 1700 ostaggi palestinesi da rilasciare, dopo anni di prigionia nei campi di concentramento israeliani nel deserto del Negev. 7 persone uccise e decine di altre ferite. Gli attacchi israeliani sull’ospedale Nasser si sono ripetuti anche stamattina. Un drone ha lanciato un missile su un gruppo di sfollati tornati a Shejaie, a Gaza città. 3 sfollati sono stati uccisi.

Nelle diverse città dalle quali l’esercito si è ritirato, i generali israeliani hanno lasciato milizie di collaborazionisti armati da Israele per provocare una guerra civile. Ieri ci sono stati altri scontri sia a Gaza città, sia a Khan Younis e Rafah, tra i collaborazionisti e i combattenti della resistenza. Con perdite da tutt’e due le parti palestinesi. Altri 50 collaborazionisti si sono arresi alla polizia governativa guidata da Hamas. Di alcuni di loro è stata compiuta un’esecuzione extragiudiziale macabra in piazza, tra i ruderi. Una deriva grave che lascerà i suoi segni negativi sul futuro della società palestinese.

Il rapporto del ministero della sanità informa che ieri sono stati recuperati i corpi di 60 vittime da sotto le macerie.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Vertice di Sharm al-Sheikh

Teatro Trumpiano. Il presidente degli Stati uniti ha co-presieduto a Sharm al-Sheikh, in Egitto, un vertice di oltre 20 paesi arabi e europei ex colonialisti, per firmare “la pace” in Medio Oriente. Una farsa propagandistica. Le minacce di Israele ci sono ancora e sono l’origine di ogni insicurezza nella regione.

A Gaza è in corso la pace dei cimiteri.

Con la minaccia dei bombardamenti, che si sono ripetuti anche ieri.

L’arroganza di Netanyahu si è resa palpabile con la spasmodica ricerca di partecipare alla conferenza, ma poi nel momento nel quale al-Sisi ha detto di sì, il ricercato internazionale per crimini di guerra, ha declinato l’invito, assurgendo a impedimenti di tipo religioso. La stampa israeliana per coprire lo smacco alla diplomazia egiziana, ha parlato di opposizione turca e saudita alla sua partecipazione.

La firma Trump-A-Sisi di un documento di pace non ha nessun valore per inchiodare Israele alle sue responsabilità. Nel documento non c’è nessun riferimento alla nascita e riconoscimento dello Stato di Palestina e senza tale prospettiva non ci sarà il clima di guerra permanente.

Trump non è un uomo di pace. È lui il primo fornitore di armi micidiali a Israele e va ricordato il suo bombardamento dell’Iran, lo scorso giugno, in sostegno a Israele. Durante il suo intervento nel parlamento israeliano ha sostenuto l’annessione di Gerusalemme est ad Israele e ha aggiunto anche la Cisgiordania. Nel suo discorso a Sharm al sheikh ha detto che “alcuni parlano di un solo stato, altri parlano di due stati; noi parliamo della ricostruzione di Gaza”. Più chiaro di così.

La conferenza di Sharm al-Sheikh è la premessa per l’avvio dei piani per il business della ricostruzione e dello sfruttamento del gas al largo delle coste di Gaza. Non a caso sono state annunciate ben tre conferenze per la ricostruzione: una al Cairo, una a Londra e la terza a Parigi.

La forza di pace della quale si parla nel documento è un’occupazione neocoloniale e non sarà affidata all’ONU, ma ai governi partecipanti.

Scambio prigionieri

20 ostaggi vivi e 4 corpi sono stati consegnati da Hamas alla Croce rossa che li ha consegnati all’esercito israeliano. Sui media trovate i loro nomi, la descrizione delle loro condizioni, l’ansia delle loro famiglie. Tutto giusto. Ma il doppio standard è nell’ignorare gli ostaggi palestinesi nelle mani dell’esercito israeliano. Dei 1700 ostaggi gazzawi e 238 detenuti politici palestinesi nessun media parla, se non per ripetere le nefandezze degli uffici stampa di Tel Aviv. Le condizioni fisiche, causate dalle torture e maltrattamenti subiti, sono evidenti. Alcuni di loro sono su carrozzine, altri non si tenevano sui propri piedi, altri ancora sono pelle e ossa, a causa della malnutrizione imposta da Bin Gvir nelle carceri e nei campi di concentramento israeliani.

I familiari degli ostaggi hanno chiesto la rottura del cessate il fuoco, col pretesto del ritorno di soli 4 cadaveri di ostaggi, uccisi dai bombardamenti israeliani. C’è chi li presentava come pacifisti.

Freedom Flotilla Coalition

Tutti gli attivistie attiviste italiani/e della Freedom Flotilla Coalition e della Global Sumoud Flotilla sono tornati/e in Italia. clicca!

Aics

300 membri del personale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) hanno espresso al ministro degli Esteri Antonio Tajani in una lettera che si aggiunge a quella di altre centinaia di diplomatici e funzionari della Farnesina. “Misure indispensabili per evitare complicità dirette o indirette in violazioni gravi del diritto internazionale”.

“Il governo non sia complice di Israele”. “Avviare una riflessione profonda sui rapporti bilaterali con Israele e procedere, senza ulteriori esitazioni, al riconoscimento dello Stato di Palestina; sospendere da parte dell’Italia immediatamente le esportazioni e il transito sul territorio italiano di armi, munizioni, componenti e tecnologie a uso militare e a dual use verso Israele; rivedere o sospendere gli accordi di cooperazione economica, commerciale e tecnico-militare con Israele, fino a quando non sarà garantito il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e delle sentenze e ordinanze della Corte Internazionale di Giustizia; promozione del sostegno a corridoi umanitari sicuri e senza ostacoli, nel pieno rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite e condanna pubblica dell’abbordaggio di imbarcazioni civili in acque internazionali da parte di forze armate israeliane, in quanto forma di punizione collettiva vietate dall’art. 33 della IV Convenzione di Ginevra.

Siria

Segnali di distensione in Siria tra il governo e la comunità drusa. Sono stati liberati 36 prigionieri drusi nel carcere di Adra, a Damasco. La questione drusa in Siria è stata sfruttata dal governo israeliano per interferire e dare legittimità all’occupazione del sud della Siria. Il processo negoziale tra i siriani sta ricomponendo l’unità del paese e isolando i secessionisti manovrati dagli israeliani. A Suweidaa, tutti i sabati si tengono manifestazioni pacifiche che chiedono la liberazione dei detenuti politici drusi. Il governo centrale ha tentato di calmare le acque nominando governatori drusi nella provincia e comandanti della polizia tra gli ufficiali drusi, ma la pacificazione della regione non è stata ancora realizzata per gli scontri etno-confessionali fomentati anche da Tel Aviv.

Turchia-Kurdistan

Bulent Arinc, un ex diplomatico turco di alto rango, amico personale e consigliere senior del presidente turco, ha chiesto la liberazione di Abdullah Ocalan, fondatore e leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), con il quale Ankara sta negoziando nella sua prigione sull’isola di Imrali dalla fine di ottobre dell’anno scorso.

In un’intervista televisiva, Arinc ha annunciato la sua disponibilità a incontrare il leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), che ne aveva annunciato lo scioglimento lo scorso luglio. Arinc ha sottolineato che “questo Paese (la Turchia) non progredirà attraverso il silenzio, ma piuttosto parlando apertamente, affrontando i problemi e risolvendoli”.

Il neo sultano ha incassato lo scioglimento del PKK, ma poi non ha dato seguito alle promesse di pacificazione e di riconoscimento dei diritti dei curdi in Turchia. La sua manovra serve ad ottenere la modifica della costituzione per garantirsi un terzo mandato. Tale azione ha bisogno del voto dei parlamentari curdi per raggiungere il quorum di due terzi.

Marocco

Il movimento di protesta giovanile, dopo la pausa di riflessione, ha deciso di riprendere la lotta pacifica, avviata giorni fa con lo slogan: “Più posti di lavoro, ospedali e scuole. Meno stadi”. Il discorso del re Mohammed VI di riconciliazione non è stato seguito da azioni concrete dal governo guidato dall’affarista Akhanouch. È stata annunciata una manifestazione in tutte le città marocchine il prossimo sabato.

Solidarietà in Italia con il popolo palestinese

  • è stato indetto un corteo a Udine per oggi 14 ottobre alle 17:30 in piazza della Repubblica, per contestare la partita Italia-Israele (reazioni politiche clicca);
  • il 26 ottobre, Marcia della Pace, contro tutte le guerre, nella città metropolitana di Venezia. La marcia si terrà da Noale a Mirano, passando da Salzano.
  • A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie;
  • Il 1° novembre a Padova un concerto e interventi, per la raccolta fondi a favore dei bambini mutilati clicca!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono stati 4 mesi e 27 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 14 ottobre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca

Per capire i motivi, clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

I due medici palestinesi, il dott. Hussam Abu Safiya e il dott. Dott. Marwan el-Homs, non sono stati rilasciati nello scambio di prigioniero attuale. I due medici sono ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano da diverso tempo. Il primo è stato rapito il 27 dicembre 2024 e il secondo, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025.

Solidarietà/Al-Najdah

È in avanzata fase di preparazione la pubblicazione del libro illustrato per bambini, con una fiaba scritta dalla poeta Mia Lecomte. Le direttrici artistiche stanno vagliando la scelta degli illustratori. Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.

Le prenotazioni pervenute superano le 200 copie. Ne saranno stampate 1000.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 7 mesi e 19 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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