Giorno dopo giorno, vengono svelati nuovi capitoli dei crimini dell'esercito di occupazione israeliano nella Striscia di Gaza, presentando al mondo ulteriori prove delle orribili violazioni commesse contro i civili palestinesi dall'inizio della aggressione genocidaria.
L'esempio più recente è un video pubblicato da un soldato israeliano soprannominato "Missouri" sul suo account social personale, che documenta il sequestro di un'intera famiglia palestinese di Jebalia, avvenuto diversi mesi fa mentre combatteva nel campo profughi. come si vede nelle immaggini, si tratta di bambini e donne, non armate e non stanno opponendo resistenza fisica. Di loro non si sa più nulla. Che fine abbiano fatto lo sa soltanto chi lii ha presi in ostaggio.
Il video stesso diventa la prova audio e visiva di un crimine di guerra commesso senza che nessuno venga punito, nel silenzio totale e nel camuffamento seriale e deliberati dell'esercito di occupazione.
Secondo la descrizione del video, il soldato Missouri presta servizio nel Battaglione 7007 del Monte Sion, un'unità d'élite composta da comandanti e soldati che hanno prestato servizio in precedenza in vari battaglioni di fanteria dell'esercito di occupazione.
Molti attivisti hanno chiesto che il video venga inviato alle organizzazioni per i diritti umani e ai tribunali internazionali, in quanto costituisce la prova schiacciante di un vero e proprio crimine di guerra. Hanno sottolineato che questo episodio non è il primo del suo genere e che le organizzazioni per i diritti umani e i testimoni oculari hanno documentato decine di violazioni simili durante la guerra a Gaza.
Questo è il vero terorismo, compiuto e rivendicato da uno stato che sta seguendo le orme della Gerrmania nazista.
I negazionisti in diretta continueranno a raccontare le loro bufale. "funerali con bambole", "Set pallywood", "Gaza è solo cinema", non ci sono fonti indipendenti sui soldati israeliani che sparano suii civili", "non ho visto palestinesii dimagriti" e via via con le teorie complottiste.
Da Giuliano Ferrara, a Bocci, a Mieli, a Sechi finiranno tutti nella pattumiera della storia nello stesso momentoo in cui i primii giornalisti internazionali entreranno nella Striscia di Gaza liberata dall'occupazione nazi-sionista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *