Per ascoltare l’audio di oggi, 02 novembre 2025:  

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo   

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/295 (1897)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).

Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Bombardamenti dell’artiglieria a Rafah, Khan Younis e Deir Balah, durante tutta la giornata di ieri e dall’alba di stamattina. Sono le zone dove la protezione civile palestinese aveva cominciato a rimuovere le macerie, alla ricerca di corpi delle vittime disperse e per permettere il ritorno della popolazione. Il ritiro dell’esercito israeliano da una parte di Gaza è compensato dal dominio di fuoco, che miete vittime e impedisce il ritorno ad una difficile parvenza di normalità in mezzo alle distruzioni.

Israele continua ad uccidere impunemente, con il beneplacito della Casa Bianca e delle diplomazie coloniali europee.

Le vittime ieri sono state 22.

Il totale delle persone uccise dall’inizio dell’aggressione israeliana è di 68.858 e le persone ferite è di 170.664.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

“Nella Striscia ci sono 5000 amputati, tra loro 2000 bambini. Mancano arti artificiali e non è possibile espatriare i malati, per cure all’estero, a causa del divieto israeliano”. Il dott. Abu Selmia ha affermato anche che “a Gaza c’era una struttura medica preposta alla produzione di arti artificiali, ma gli occupanti l’hanno distrutta in modo sistematico”.  Il caso più drammatico presentato nella conferenza stampa è di una bambina di 4 anni con tutti i 4 gli arti amputati. È l’unica superstite nella loro tenda bombardata. Tutta la sua famiglia è stata sterminata.  

Scambio prigionieri

La Croce rossa int. ha consegnato ieri 30 corpi di prigionieri palestinesi rilasciati da Israele. Il dott. Bursh, che li ha esaminati, ha espresso il suo orrore per le sevizie subite. “Sono irriconoscibili, molti con mani e piedi legati e occhi bendati, con segni di torture. Organi vitali espianti. Alcuni corpi hanno le ossa schiacciate, segno di passaggio di cingolati sopra. In alcuni sacchi abbiamo trovato soltanto ossa spezzate”.

I medici palestinesi dell’ospedale Nasser hanno provveduto alla raccolta di campioni per una futura identificazione con il DNA. In alcuni casi, le scarpe o gli stracci di vestiti sono stati utili per i familiari ad identificare le vittime.

Cisgiordania

Invasione delle truppe di occupazione, ieri, nel campo profughi di Askar e nelle città di Selwad e Toubas. Gli arrestati palestinesi, ieri, sono stati 23, tra i quali 4 minorenni di 12 anni.

I coloni hanno incendiato le baracche delle comunità palestinesi nella valle del Giordano. In un altro attacco sono state occupate le sorgenti d’acqua.

In un villaggio ad est di Qalqilia, una banda di coloni ebrei israeliani ha attaccato i mezzi meccanici dei contadini palestinesi, bruciando completamente un camion e un trattore. Secondo un rapporto giornalistico di Maariv, “I soldati stessi sono dei coloni e supportano le aggressioni contro i villaggi palestinesi, non chiudendo un occhio ma tutt’e due”.   

(Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca! per leggere la 5° puntata)

Sudan

Migliaia di civili, in prevalenza donne e bambini, sono fuggiti da el-Fasher verso la città di Tawila, nel Darfur settentrionale. La testimonianza di un operatore dell’UNICEF è drammatica: “Sono fuggiti dalla violenza di El Fasher e hanno dovuto camminare a piedi per 60 km, senza cibo e senza acqua. Molti hanno raccontato di aver subito, durante il percorso, torture, sevizie e rapine compiute da miliziani armati.

I collegamenti sono interrotti e non si conosce la vera situazione all’interno. L’allarme delle agenzie dell’Onu e delle organizzazioni umanitarie presenti in zona è alto e si parla di migliaia di esecuzioni di piazza. Gli stessi comandanti delle forze di Pronto Intervento (RSF) hanno ammesso le atrocità, ma le hanno imputate a elementi fuori controllo. Per ridurre le pressioni internazionali, i capi delle RSF hanno dichiarato che la prossima settimana si ritireranno, ma è solo una tattica per far passare del tempo “utile a far finire il lavoro”.

Le testimonianze dei superstiti che sono riusciti a fuggire e l’analisi delle immagini satellitari, oltre ai video lanciati sui social dagli stessi miliziani, dimostrano che si è trattato di una carneficina.

Quei pochi arrivati ai punti sanitari di Medici senza Frontiere a Tawila presentavano ferite da arma da fuoco, fratture e lesioni dovute a percosse e torture. E poi, i racconti di omicidi di massa, bambini uccisi a colpi d’arma da fuoco davanti ai genitori, violenze sessuali, rapimenti a scopo di riscatto. Nella città invasa dalle milizie, ma anche lungo le vie di fuga.

Libano

Due uccisi e un ferito ieria Kafr Romman.

Bombardamenti, droni e per rendere la minaccia più tangibile anche sorvolo della capitale Beirut. E altri due uccisi ieri nel sud Libano in seguito alle violazioni israeliane della tregua, portando il numero delle vittime assassinate a 4 in un solo giorno.

Le truppe israeliane sono avanzate alcuni km nella zona centrale, per impedire i lavori di riapertura delle strade da parte dell’esercito libanese. Tel Aviv non ammette il ritorno dei libanesi ai loro villaggi abbandonati un anno fa, in seguito all’invasione del settembre 2024.

Dopo la dichiarazione del presidente Aoun, che chiedeva all’esercito di rispondere agli attacchi israeliani, l’inviato USA per Libano e Siria, Barrack, ha sostenuto le posizioni israeliane: “L’esercito di Israele colpisce in Libano, perché Hezbollah non è stato disarmato”.

Egitto

È stato inaugurato il Grand Museo Egizio, alla presenza di molti capi di Stato e di governo. Esposta, per la prima volta, l’intera collezione del re Tutankhamon. Per la sua imponenza, il GME è stato ribattezzato la “Quarta piramide” dopo quelle millenarie di Cheope, Chefren e Micerino, alle quali è collegata: 500mila mq, 7 mila dei quali riservati al faraone bambino. Accesso al pubblico dal 4 novembre. Il Museo apre con un allestimento che unisce archeologia, tecnologia e scenografia museale avanzata, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva senza precedenti.

BDS

La campagna di boicottaggio Bds dei farmaci israeliani Teva arriva a Pescara. Gli attivisti hanno inviato una lettera alle associazioni che rappresentano la categoria e nel fine settimana, tra il 31 ottobre e oggi 2 novembre, hanno girato le farmacie per sensibilizzare professionisti e utenti a non ordinarli e non comprarli: “Sono sostituibili con altri generici, è una questione di coscienza civile”. “Pensiamo – spiega Andrea Di Nicola referente della campagna BDS – che mettere le mani in tasca all’economia israeliana può spingerli a ragionare diversamente”. Un problema di “coscienza individuale e sociale”, rimarca insieme a Cam Lecce e Jörg Grünert, per cui chiedono agli addetti ai lavori e di conseguenza anche a tutti i cittadini, “di non consumare prodotti israeliani e in questo caso i farmaci Teva di medicine generiche. Chiunque – sottolineano – può andare in farmacia e chiedere di avere un altro farmaco generico, per cui questa azione non danneggia nessun malato e nessun utente”. 
L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca

22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”

Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre.

Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 5 mesi e 18 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, domenica 02 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

Medici Senza Frontiere (Msf) ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico che lavora con Msf dal 2018. Obeid è detenuto nelle carceri di Israele da ormai quasi un anno, senza alcun contatto con la sua famiglia o avvocati. È stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane il 26 ottobre 2024, durante un’operazione militare all’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, insieme ad altre 57 persone. “Chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà siano ripristinati senza ulteriori ritardi”, afferma la dottoressa Tejshri Shah, direttrice generale di Msf.

Il direttore dell’ospedale Auda, nel nord della Striscia, dott. Ahmad Mouhanna, è stato liberato nello scambio di prigionieri. “sono stato ostaggio nelle mani dell’esercito israeliano per un anno e 10 mesi. Ho subito torture e maltrattamenti. Eravamo detenuti in gabbie metalliche in pieno deserto, in condizioni climatiche difficili, d’estate e d’inverno, con le mani ammanettate dietro la schiena. Alcune celle di punizione erano di un metro cubo, non si poteva stare dentro in piedi. Molti ostaggi palestinesi sono morti sotto tortura. Contro di noi sanitari non c’erano accuse e non abbiamo subito processi, ma soltanto interrogatori. L’unica nostra colpa era quella di aver curato donne incinte e neonati. Gli ufficiali ci dicevano che a Gaza non nasceranno più bambini. Il loro intento è annientarci come esseri umani, ma la nostra volontà di vita è più forte del loro nazismo”. 

L’esercito israeliano ha deciso di rinnovare la detenzione del dott. Abu Safuya di altri 6 mesi, senza accusa e senza processo. L’unica sua colpa è di aver curato i bambini. Meriterebbe il premio Nobel, non essere preso in ostaggio.

I due medici palestinesi, il dott. Hussam Abu Safiya e il dott. Dott. Marwan el-Homs, non sono stati rilasciati nello scambio di prigionieri attuale. I due medici sono ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano da diverso tempo. Il primo è stato rapito il 27 dicembre 2024 e il secondo, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025.

Solidarietà/Al-Najdah

Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 300 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.

Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.

Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.

Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 8 mesi e 8 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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