Per ascoltare l’audio di oggi, 03 novembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/296 (1898)
Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com
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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 € (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza

La tregua a Gaza non c’è e non c’è mai stata. Sono ripresi stamattina i bombardamenti dell’artiglieria su Gaza città, Khan Younis e Deir Balah. Anche i caccia hanno bombardato oggi in diverse località. Mentre continuano senza sosta le operazioni di demolizione, con dinamite e bulldozer, delle case diroccate, ma ancora in piedi, sia al nord, a Beit Lahia, sia nel sud, a Rafah. Deportare la popolazione, per meglio bombardarla nei campi di sfollati sulla costa nel centro della Striscia.
Nelle tre settimane dal 10 ottobre, data virtuale dell’inizio dell’accordo di Sharm Sheikh, Israele lo ha violato 17 volte al giorno.
Il criminale di guerra ricercato internazionalmente, ma impunito, avanza sempre dei più disparati pretesti, pur di mantenere in galla il suo governo.
La più grave violazione è avvenuta il 29 ottobre, con bombardamenti che avevano ucciso 104 palestinesi, “perché – sosteneva l’esercito di occupazione – Hamas ha violato la tregua uccidendo due soldati a Rafah”. L’inchiesta della commissione Usa, analizzando le immagini satellitari, ha rilevato che i 2 soldati israeliani erano stati uccisi da bombardamenti dello stesso esercito di Tel Aviv. La precedente grave violazione era avvenuta 10 giorni prima con 49 palestinesi uccisi. Le vite dei palestinesi contano!
Nella giornata di ieri sono arrivati negli ospedali di Gaza i corpi di 7 persone uccise.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Ahmad Al-Atrash, 35 anni, è stato ucciso da un colono ebreo israeliano a el-Khalil (Hebron). Un colpo di pistola lo ha raggiunto alla testa. I soldati israeliani presenti hanno impedito alle ambulanze palestinesi di soccorrere la vittima, fino al momento della sua morte. Il suo corpo è stato sequestrato dall’esercito di occupazione. L’assassino è stato lasciato libero, mentre la famiglia e gli amici sono stati condotti alla caserma militare per essere interrogati. Apartheid alla luce del sole.
- La quotidianità dell’occupazione militare israeliana in Cisgiordania (incontro online, martedì 4 novembre alle 21:00, con l’on. Luisa Morgantini appena tornata dalla Palestina: clicca!)
- Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca! per leggere la 5° puntata
- Un articolo di “il manifesto”: clicca!
Israele

La polizia israeliana ha annunciato di aver trovato la procuratrice militare Yifat Tomer Yerushalmi, che non era più in contatto dalla mattina, tra timori dei familiari per la sua vita e speranze del governo fascista di Tel Aviv che si fosse suicidata.
La donna si era dimessa venerdì per la vicenda del video con abusi su un detenuto palestinese, consegnato ad un giornalista della televisione Canale 12, che lo aveva trasmesso lo scorso agosto. Nel video delle videocamere di sorveglianza, si vedevano militari dell’esercito mentre abusavano di un detenuto palestinese nel carcere di Sde Teiman, coprendosi con gli scudi (clicca!). Veniva sodomizzato, picchiato e deriso. Secondo la stampa israeliana dell’epoca, il prigioniero aveva riportato la perforazione dell’intestino, gravi lesioni all’ano e ai polmoni e fratture alle costole.
La campagna di criminalizzazione nei confronti della procuratrice dimissionata è stata condotta dallo stesso ricercato internazionale per crimini di guerra, Netanyahu e il suo ministro di guerra, Katz. In un mondo alla rovescia, è accusata di aver ostacolato la giustizia. Da ricordare che i soldati israeliani stupratori sono liberi e recentemente sono apparsi baldanzosi con il volto coperto in una foto ricordo con il loro avvocato mentre si recavano in tribunale.
Sudan
È ormai sotto gli occhi del mondo quali tragedie siano in corso in Sudan: un susseguirsi di esecuzioni sommarie, violenze, aggressioni, saccheggi, rapimenti, rivelati dalle immagini satellitari e dalle testimonianze dei pochi che sono riusciti a raggiungere la salvezza. Gruppi di cadaveri nelle strade, nelle sedi universitarie e nei siti militari: il teatro di questo spettacolo di morte è la città sudanese di El-Fasher, caduta il 26 ottobre scorso, dopo 18 mesi di assedio. A prendere la città, il principale centro urbano del nord Darfur, sono state le Forze di Supporto Rapido (Rsf), l’armata paramilitare che da oltre due anni si contende il controllo del Paese con l’esercito regolare. Una guerra civile in cui entrambe le parti sono state accusate di crimini di guerra e atrocità.
Medici senza frontiere denuncia un’ondata di atrocità di massa e violenze indiscriminate nella città di El Fasher. Secondo l’organizzazione umanitaria, negli ultimi giorni ci sono state uccisioni su larga scala, accompagnate da episodi di tortura, percosse e abusi sistematici.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato le segnalazioni di attacchi contro strutture sanitarie e operatori, condannando il rapimento di sei lavoratori sanitari: quattro medici, un’infermiera e un farmacista. L’ospedale di maternità saudita è stato attaccato cinque volte solo nel mese di ottobre.
Intanto nel Paese la carestia è diffusa e si moltiplicano i focolai di colera e di altre malattie mortali. Ad avere bisogno di assistenza umanitaria urgente sono in 30 milioni.
Libano
Il sud libano come Gaza. Israele sta preparando un attacco su larga scala in Libano. Lo annunciano gli stessi politici e capi militari di Tel Aviv. Il criminale di guerra ricercato, Netanyahu ha dichiarato ieri che “l’esercito israeliano non si ritirerà mai dal sud Libano”.
Ieri si sono svolti a Nabatie i funerali delle vittime dei bombardamenti israeliani di due giorni fa. Una mobilitazione di massa che dimostra l’attaccamento dei libanesi alla loro terra e che sono disposti a difenderla anche con il sacrificio della vita.
BDS
In Olanda e Belgio è stato annunciato il boicottaggio culturale contro Israele promosso da numerose organizzazioni artistiche e istituzioni culturali. Tra queste, figura anche l’Oerol Festival, una delle più note manifestazioni europee dedicate alle arti performative.
L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca
22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”
Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre. Di singoli e di collettivi, comitati, associazioni, comunità, ecc…
Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 5 mesi e 19 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 03 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
Per capire i motivi, clicca!
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani
Medici Senza Frontiere (Msf) ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico che lavora con Msf dal 2018. Obeid è detenuto nelle carceri di Israele da ormai quasi un anno, senza alcun contatto con la sua famiglia o avvocati. È stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane il 26 ottobre 2024, durante un’operazione militare all’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, insieme ad altre 57 persone. “Chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà siano ripristinati senza ulteriori ritardi”, afferma la dottoressa Tejshri Shah, direttrice generale di Msf.
Il direttore dell’ospedale Auda, nel nord della Striscia, dott. Ahmad Mouhanna, è stato liberato nello scambio di prigionieri. “sono stato ostaggio nelle mani dell’esercito israeliano per un anno e 10 mesi. Ho subito torture e maltrattamenti. Eravamo detenuti in gabbie metalliche in pieno deserto, in condizioni climatiche difficili, d’estate e d’inverno, con le mani ammanettate dietro la schiena. Alcune celle di punizione erano di un metro cubo, non si poteva stare dentro in piedi. Molti ostaggi palestinesi sono morti sotto tortura. Contro di noi sanitari non c’erano accuse e non abbiamo subito processi, ma soltanto interrogatori. L’unica nostra colpa era quella di aver curato donne incinte e neonati. Gli ufficiali ci dicevano che a Gaza non nasceranno più bambini. Il loro intento è annientarci come esseri umani, ma la nostra volontà di vita è più forte del loro nazismo”.
L’esercito israeliano ha deciso di rinnovare la detenzione del dott. Abu Safuya di altri 6 mesi, senza accusa e senza processo. L’unica sua colpa è di aver curato i bambini. Meriterebbe il premio Nobel, non essere preso in ostaggio.
I due medici palestinesi, il dott. Hussam Abu Safiya e il dott. Dott. Marwan el-Homs, non sono stati rilasciati nello scambio di prigionieri attuale. I due medici sono ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano da diverso tempo. Il primo è stato rapito il 27 dicembre 2024 e il secondo, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025.
Solidarietà/Al-Najdah
Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 300 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.
Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.
Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.
Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 8 mesi e 9 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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