Per ascoltare l’audio di oggi, 04 novembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/297 (1899)
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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 € (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Bombe su bombe. Tutti i media parlano di tregua, che in realtà non c’è, perché Israele la viola sistematicamente in ogni momento del giorno. Truppe israeliane sono penetrate nelle zone dalle quali si sono ritirate tre settimane fa. Netanyahu vuole dimostrare alla sua maggioranza che fa il bello e brutto tempo a suo piacimento, versando il sangue palestinese.
Non solo caccia e artiglieria terrestre, ieri è entrata in funzione l’artiglieria navale, che ha bombardato la costa, perché un gruppo di pescatori palestinesi avevano avuto l’ardire di andare a pescare.
Ieri, sono arrivati negli ospedali i corpi di 10 civili uccisi. Il numero totale degli uccisi dall’inizio dell’inesistente tregua (10 ottobre ) è di 238 assassinati sul colpo, 510 recuperati da sotto le macerie e 600 feriti.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Un rapporto della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) afferma che l’agricoltura a Gaza è stata completamente distrutta deliberatamente, mettendo a rischio la vita della popolazione. “Soltanto il 5% dei terreni agricoli è ancora disponibile alla coltivazione. Tutte le serre agricole sono state distrutte completamente e i pozzi sono stati sigillati con il cemento, rendendo impossibile l’irrigazione; Anche il settore della pesca è stato completamente distrutto e continua a subire restrizioni da parte di Israele. Gaza dipende totalmente dagli aiuti internazionali per garantire l’alimentazione della popolazione e ci sarà la concreta minaccia di carestia se non verranno autorizzati dall’esercito israeliano gli ingressi di cibo, acqua e carburanti”.
Cisgiordania
All’alba di oggi, irruzione delle truppe di occupazione a Betlemme, con sparatorie alla cieca contro tutto ciò che si muove. È l’intervento più violento degli oltre 15 attacchi contro città e villaggi palestinesi della Cisgiordania, nelle ultime 24 ore.
Non si contano le aggressioni sistematiche dei coloni contro i villaggi palestinesi. Ieri, un gruppo di coloni ebrei israeliani hanno attaccato nelle province di Nablus, Ramallah, Betlemme, el-Khalil e nella valle del Giordano. L’episodio più grave è avvenuto a Marah-Rabah, a sud di Betlemme. I coloni hanno appiccato il fuoco a mezzanotte negli uliveti, distruggendo tutta una vallata.
- La quotidianità dell’occupazione militare israeliana in Cisgiordania (incontro online di Pressenza, oggi martedì 4 novembre alle 21:00, con l’on. Luisa Morgantini appena tornata dalla Palestina: clicca!)
- Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca! per leggere la 5° puntata
- Un articolo di “il manifesto”: clicca!
Libano

Altri morti e feriti in seguito agli incessanti attacchi israeliani. Due aggressioni con droni hanno ucciso due persone e ferito altre 7 nella sola giornata di ieri. Israele spadroneggia in sud Libano, con il sostegno politico degli Stati Uniti. Le dichiarazioni dei capi politici e militari di Tel Aviv sono improntate alla sfida contro Hezbollah, che avevano dichiarato di averlo annientato. Il motivo bellico è l’espansionismo territoriale con il pretesto dell’attacco “preventivo”. Lo dimostrano gli attacchi alle squadre della protezione civile, che ripristinavano le strade distrutte per permettere il ritorno dei contadini libanesi ai loro villaggi.
Siria
Netanyahu ha fame di territori da conquistare per la Grande Israele. La condotta dell’esercito israeliano nel sud della Siria dà l’idea completa dell’espansionismo neocoloniale ebraico in terra araba. Le truppe di terra di Tel Aviv sono penetrate in diversi villaggi fino a 40 km dalla capitale e hanno issato posti di blocco sull’autostrada Damasco-Quneitra. Rastrellamenti e perquisizione di case. Colonne di carri armati e veicoli trasporto truppa hanno compiuto distruzioni di zone agricole, con sradicamento di alberi da frutta e demolizione di case. I soldati di occupazione hanno imposto il terrore nei villaggi occupati. Ieri hanno arrestato 5 giovani, che avevano avuto l’ardire di alzare la bandiera siriana per le strade al passaggio delle camionette militari israeliane. È il nuovo nazismo.
Libia-Libano
Una delegazione del governo libico di Tripoli è in visita a Beirut, dove ha consegnato al procuratore generale libanese il dossier giudiziario sul caso della scomparsa di Imam Mussa Sadr.
Il passo libico avviene dopo che la procura libanese ha deciso a metà ottobre la liberazione di Hanibal Gheddafi, dietro una cauzione di 11 milioni di dollari.
La stampa libanese non rivela cosa ci sia nei dossier tripolini, ma se le carte fossero ferme al periodo della dittatura, non ci sarebbe nulla di chiarificatore sull’imbroglio tripolino.
La versione grottesca libica allora era che i tre libanesi, l’imam, il suo segretario e un giornalista, avevano lasciato Tripoli in volo per Roma. A Roma in realtà non sono mai arrivati, ma al loro posto in aereo alcuni sosia, che viaggiavano con i passaporti veri dei tre libanesi.
Il passo del governo tripolino potrebbe ammorbidire la decisione della procura di Beirut, abbassando la cauzione in modo di permettere alla famiglia gheddafi di poter pagare e fa uscire dal carcere Hannibal, che con la vicenda della scomparsa di Sadr non ha nulla a che fare, aveva 5 anni nel 1978.
Migranti
La Corte d’Appello di Catanzaro aveva emesso una sentenza dalla forte valenza giuridica e politica, che ora diventa definitiva dopo che le autorità italiane hanno deciso di non impugnarla. Nero su bianco i giudici hanno di fatto non soltanto dato ragione alle ong attive nella ricerca e nel soccorso in mare, ma hanno anche messo in discussione il Memorandum Italia-Libia appena fresco di rinnovo (il 2 novembre).
È stato confermato che la Sos Humanity ha agito, nel marzo 2024, in conformità del diritto internazionale nello svolgimento delle sue operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, rendendo così il suo fermo come illegale e ingiusto, dall’altro si ribadisce che la Guardia costiera libica non può essere considerata un soggetto legittimo per i salvataggi dei migranti.
Questa volta i ministeri italiani, e nello specifico quello dell’Interno, dei Trasporti e della Finanza, hanno deciso di non impugnare questa sentenza. Il team legale della Sos Humanity ha deciso di chiedere un risarcimento per i danni causati dal sequestro illegale della sua nave. Non pagheranno di certo Salvini e Piantedosi di tasca loro. Loro fanno propaganda politica per raccogliere voti xenofobi e noi paghiamo.
BDS
L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca
22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”
Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre. Di singoli e di collettivi, comitati, associazioni, comunità, ecc…
Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 5 mesi e 19 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 04 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
Per capire i motivi, clicca!
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani
Medici Senza Frontiere (Msf) ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico che lavora con Msf dal 2018. Obeid è detenuto nelle carceri di Israele da ormai quasi un anno, senza alcun contatto con la sua famiglia o avvocati. È stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane il 26 ottobre 2024, durante un’operazione militare all’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, insieme ad altre 57 persone. “Chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà siano ripristinati senza ulteriori ritardi”, afferma la dottoressa Tejshri Shah, direttrice generale di Msf.
Il direttore dell’ospedale Auda, nel nord della Striscia, dott. Ahmad Mouhanna, è stato liberato nello scambio di prigionieri. “sono stato ostaggio nelle mani dell’esercito israeliano per un anno e 10 mesi. Ho subito torture e maltrattamenti. Eravamo detenuti in gabbie metalliche in pieno deserto, in condizioni climatiche difficili, d’estate e d’inverno, con le mani ammanettate dietro la schiena. Alcune celle di punizione erano di un metro cubo, non si poteva stare dentro in piedi. Molti ostaggi palestinesi sono morti sotto tortura. Contro di noi sanitari non c’erano accuse e non abbiamo subito processi, ma soltanto interrogatori. L’unica nostra colpa era quella di aver curato donne incinte e neonati. Gli ufficiali ci dicevano che a Gaza non nasceranno più bambini. Il loro intento è annientarci come esseri umani, ma la nostra volontà di vita è più forte del loro nazismo”.
L’esercito israeliano ha deciso di rinnovare la detenzione del dott. Abu Safuya di altri 6 mesi, senza accusa e senza processo. L’unica sua colpa è di aver curato i bambini. Meriterebbe il premio Nobel, non essere preso in ostaggio.
I due medici palestinesi, il dott. Hussam Abu Safiya e il dott. Dott. Marwan el-Homs, non sono stati rilasciati nello scambio di prigionieri attuale. I due medici sono ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano da diverso tempo. Il primo è stato rapito il 27 dicembre 2024 e il secondo, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025.
Solidarietà/Al-Najdah
Al-Najdah ha una sede in muratura e organizza lezioni per i bambini/e, corsi per adulti e soprattutto incontri di intrattenimento per curare le ferite piscologiche. Ieri l’altro sono state distribuite le rette mensili del sostegno economico che gli affidatari di tutto il mondo hanno elargito e soprattutto dall’Italia tramite Anbamed e Acm. Leggete tutto e guardate le foto nel link fissato cliccando: Al-Najdah.
Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 300 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.
Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.
Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.
Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 8 mesi e 10 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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