Per ascoltare l’audio di oggi, 05 novembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/298 (1900)
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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 € (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Per tutta la giornata di ieri bombardamenti dell’artiglieria contro i quartieri orientali di Gaza città. Stamattina è entrata in funzione anche l’aeronautica con raids aerei su Khan Younis.
Anche Rafah, rasa al suolo, è stata bombardata intensamente durante tutta la giornata di ieri. L’esercito di occupazione compie attacchi in violazione del cessate il fuoco per rallentare i lavori di rimozione delle macerie e di ricerca dei dispersi. L’azione criminale è funzionale alla propaganda di Netanyahu, che accusa la resistenza di violare il cessate il fuoco non avendo restituito i corpi dei soldati ostaggi uccisi dallo stesso esercito israeliano e sepolti sotto le macerie.
Un civile è stato ucciso e un altro ferito ad est di Gaza, mentre ispezionavano le loro case distrutte. Non erano armati e non rappresentavano un pericolo, ma i cecchini israeliani hanno mirato e colpito. Altre due vittime sono cadute sotto i colpi dell’artiglieria a Jebalia.
Anche Khan Younis è stata duramente martellata dall’artiglieria israeliana in appoggio alle operazioni di demolizioni sistematiche per radere al suolo tutte le costruzioni già colpite, ma ancora in piedi. I giganteschi mezzi militari stanno spianando tutta la parte est della città.
Prima di tali uccisioni, erano arrivati negli ospedali altri 4 corpi di palestinesi uccisi a sangue freddo dai cecchini. 7 i feriti.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Il presidente della Rete delle associazioni della società civile a Gaza ha messo in guardia dalla diffusione della fame che la maggioranza della popolazione soffre tuttora. “L’ingresso col contagocce delle derrate alimentari e l’esclusione delle agenzie dell’Onu è un uso della fame per fini di guerra”.
La protezione civile palestinese afferma che “ci sono 61 milioni di tonnellate di macerie, che nascondono almeno 10 mila corpi di vittime dell’aggressione israeliana contro la popolazione di Gaza. Israele impedisce l’ingresso di macchinari di movimento terra e siamo costretti ad usare semplici strumenti manuali. Per tale motivo, siamo riusciti nei primi 16 giorni di tregua a estrarre soltanto 472 corpi di vittime palestinesi.
Il 77% della rete stradale è stata distrutta e per spostare tutte le macerie ci vorranno almeno 7 anni. Ci sono ingenti quantità di munizioni non esplose che hanno finora causato la morte di 52 persone”.
Cisgiordania

Invasione ieri dell’esercito israeliano a Qabatia, a sud di Jenin. La stessa sorte è toccata al campo profughi Askar, a Nablus. Truppe speciali hanno fatto irruzione a Tabboun, a sud di Toubas.
I soldati israeliani hanno sparato contro i contadini palestinesi che stavano spegnendo il fuoco appiccato dai coloni ebrei israeliani nella vallata di Baldat Laban, a sud di Nablus.
I coloni hanno attaccato le case dei palestinesi a Turmos Aiya, a nord di Ramallah.
Rastrellamenti a Qalqilia con arresti e demolizioni di case.
- La quotidianità dell’occupazione militare israeliana in Cisgiordania (si è tenuto ieri l’incontro online di Pressenza, con l’on. Luisa Morgantini appena tornata dalla Palestina: clicca! per guardare il video)
- Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca! per leggere la 5° puntata
- Un articolo di “il manifesto”: clicca!
Elezioni NY
Gli Usa stupiscono ancora il mondo eleggendo alla guida della Grande Mela, icona stessa del capitalismo, il 34enne Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano e socialista della città. Nonché il più giovane in oltre un secolo della sua storia e il più ‘multiculturale’ con le sue origini sud-asiatiche: mamma indiana e padre dell’Uganda, dove è nato. Ha fatto breccia partendo come semisconosciuto deputato statale, sostenuto dall’ala progressista di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, appoggiato alla fine da Barack Obama, ma non da tutto l’establishment dem. Ha vinto con un programma per rendere Ny più abbordabile (bus gratis, supermercati comunali, affitti calmierati e più tasse ai ricchi) e con un’energia che non si vedeva da anni, soprattutto tra i giovani. Sua moglie, Rana Duwaji, è illustratrice ed ha avuto un ruolo importante nella campagna elettorale, mettendo a frutto la sua creatività.
Mamdani ha viaggiato poco sopra il 50% mantenendo una distanza di circa 10 punti sull’ex governatore dem Andrew Cuomo, mentre il repubblicano Curtis Sliwa non superava il 10%. Sconfitto alle primarie, Cuomo si era riciclato come indipendente con l’endorsement di Donald Trump ed Elon Musk. Tel Aviv e il suo governo fascista sono tristi. La città con la più grande popolazione di fede ebraica in tutto il mondo ha eletto un sindaco musulmano socialista dichiaratamente sostenitore della causa palestinese, ma impegnato fortemente nella battaglia contro l’antisemitismo e l’islamofobia.
Sudan
Ancora notizie allarmanti da el-Fasher sotto la morsa delle milizie. Testimonianze agghiaccianti nei racconti dei fuggiti che si sono salvati percorrendo decine di km a piedi prima di raggiungere i centri di Medici senza Frontiere. La città è ancora assediata e ci sono focolai di resistenza, che l’artiglieria delle Forze di Supporto Rapido sta bombardando. Ci sono due ospedali che sono stati presi d’assalto e non si conosce la sorte del personale e dei pazienti.
L’offensiva dei ribelli si sta dirigendo verso la provincia di Kordofan. La città di Barah è stata messa a ferro e fuoco. I comitati sanitari locali denunciano che centinaia di uccisi sono sparsi per le strade e i miliziani vietano alla popolazione di seppellire i morti. Migliaia di civili stanno scappando verso il capoluogo Al-Ubayyed.
Libano
Non passa un giorno che Israele non compia crimini contro la popolazione libanese. Ieri un drone ha lanciato un missile contro un’auto a Kafr Dajjal, nel sud Libano, uccidendo una persona e ferendo altri tre.
La tregua firmata un anno fa è soltanto virtuale. Israele la infrange tutti i giorni e non si ritira dai territori che occupa ancora. La condotta espansionista israeliana ha tutto il sostegno degli Stati Uniti. I capi militari e politici israeliani, un giorno sì e l’altro anche, continuano ad annunciare un’imminente aggressione, “per neutralizzare il pericolo Hezbollah”. Propaganda espansionista, perché Hezbollah non ha sparato una sola pallottola dalla firma del cessate il fuoco nel novembre 2024.
È in corso un tentativo di mediazione egiziano per scongiurare una guerra generalizzata.
Siria
È stata annunciata una visita del presidente siriano autonominato, Ahmad Shara’a, alla Casa Bianca. Incontrerà Trump e sarà annunciata la cancellazione di tutte le sanzioni contro la Siria. Anche la Germania ha invitato Shara’a a Berlino, per discutere del rimpatrio dei profughi siriani soggiornanti in Germania.
Migranti
La ong Mediterranea con 92 persone a bordo disobbedisce al Viminale: «Non andremo a Livorno, sbarchiamo a Porto Empedocle». La nave ha soccorso diversi gruppi di migranti. A bordo anche 31 minori di cui la Procura di Palermo ha ordinato lo sbarco immediato. Casarini: «Il regolamento del ministero viola la Costituzione». Il Viminale, sulla base del famigerato e vendicativo regolamento sulle ong introdotto dal governo delle destre guidato dalla Meloni, aveva assegnato come porto di destinazione Livorno. Gli attivisti, considerate le condizioni di salute dei migranti a bordo e quelle meteo-marine avverse, hanno comunicato nella tarda mattinata di ieri che faranno invece ingresso nel porto di Porto Empedocle, il più vicino rispetto alla loro posizione.
BDS
“Da decenni Israele porta avanti, nell’impunità più assoluta, politiche di occupazione e di colonizzazione, appropriandosi di terre e risorse palestinesi, costruendo le colonie e il Muro dell’Apartheid, varando leggi che discriminano i palestinesi cittadini di Israele e costringendo metà della popolazione palestinese a vivere come profughi o in esilio”.
Tra le aziende italiane segnalate da BDS Italia (bdsitalia.org) ci sono Acea SpA, che ha firmato un accordo con la Mekorot, società idrica nazionale di Israele, l’Impresa Pizzarotti SpA che sta costruendo la TAV israeliana che collegherà Tel Aviv e Gerusalemme attraversando la Cisgiordania occupata, e l’Alenia Aermacchi, che ha venduto 30 caccia-addestratori M-346 a Israele.
L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca
22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”
Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre. Di singoli e di collettivi, comitati, associazioni, comunità, ecc…
Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 5 mesi e 20 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, Mercoledì 05 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
Per capire i motivi, clicca!
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani
Medici Senza Frontiere (Msf) ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato del dottor Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico che lavora con Msf dal 2018. Obeid è detenuto nelle carceri di Israele da ormai quasi un anno, senza alcun contatto con la sua famiglia o avvocati. È stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane il 26 ottobre 2024, durante un’operazione militare all’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza, insieme ad altre 57 persone. “Chiediamo che i suoi diritti, la sua dignità e la sua libertà siano ripristinati senza ulteriori ritardi”, afferma la dottoressa Tejshri Shah, direttrice generale di Msf.
Il direttore dell’ospedale Auda, nel nord della Striscia, dott. Ahmad Mouhanna, è stato liberato nello scambio di prigionieri. “sono stato ostaggio nelle mani dell’esercito israeliano per un anno e 10 mesi. Ho subito torture e maltrattamenti. Eravamo detenuti in gabbie metalliche in pieno deserto, in condizioni climatiche difficili, d’estate e d’inverno, con le mani ammanettate dietro la schiena. Alcune celle di punizione erano di un metro cubo, non si poteva stare dentro in piedi. Molti ostaggi palestinesi sono morti sotto tortura. Contro di noi sanitari non c’erano accuse e non abbiamo subito processi, ma soltanto interrogatori. L’unica nostra colpa era quella di aver curato donne incinte e neonati. Gli ufficiali ci dicevano che a Gaza non nasceranno più bambini. Il loro intento è annientarci come esseri umani, ma la nostra volontà di vita è più forte del loro nazismo”.
L’esercito israeliano ha deciso di rinnovare la detenzione del dott. Abu Safuya di altri 6 mesi, senza accusa e senza processo. L’unica sua colpa è di aver curato i bambini. Meriterebbe il premio Nobel, non essere preso in ostaggio.
I due medici palestinesi, il dott. Hussam Abu Safiya e il dott. Dott. Marwan el-Homs, non sono stati rilasciati nello scambio di prigionieri attuale. I due medici sono ostaggi nelle mani dell’esercito israeliano da diverso tempo. Il primo è stato rapito il 27 dicembre 2024 e il secondo, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale il 21 luglio 2025.
Solidarietà/Al-Najdah
Abbiamo trasferito ieri al c/c di al-Najdah la somma di 9.475 euro raccolte a settembre 2025, per adozioni e pasti caldi.
Al-Najdah ha adesso una sede in muratura e organizza lezioni per i bambini/e, corsi per adulti e soprattutto incontri di intrattenimento per curare le ferite piscologiche. Sono state distribuite le rette mensili del sostegno economico che gli affidatari di tutto il mondo hanno elargito e soprattutto dall’Italia tramite Anbamed e Acm. Leggete tutto e guardate le foto nel link fissato cliccando: Al-Najdah.
Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 300 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.
Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.
Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.
Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 8 mesi e 11 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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