Per ascoltare l’audio di oggi, 08 novembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo   

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/301 (1903)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).

Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Gaza muore sotto le bombe e per fame. E la chiamano tregua. Netanyahu ha ottenuto la liberazione degli ostaggi vivi e morti (uccisi dai suoi bombardamenti), ma non ha smesso di sparare, di demolire gli edifici diroccati per raderli al suolo e di bloccare gli aiuti umanitari. Ogni pretesto è buono per uccidere i palestinesi. L’ultima trovata propagandistica è la distruzione dei fantomatici tunnel.

Stamattina sono stati compiuti tre raids contro Khan Younis e l’artiglieria ha cannoneggiato Rafah. I cecchini hanno sparato contro i ragazzi palestinesi che, nelle zone orientali di Gaza città, vanno alla ricerca di legno per accendere il fuoco sotto le pentole. Bulldozer operano celermente per rendere Gaza un luogo inabitabile e deportarne la popolazione.

L’atrocità dei generali israeliani nazisti si rivela appieno nella disseminazione, nelle zone da loro abbandonate, di trappole esplosive a forma di giocattoli o di barattoli di cibo. La scorsa settimana, un nonno di nome Tawfiq Sharbassi è accorso dietro i suoi due nipotini gemelli, bambini di 6 anni, Yahia (maschio) e Nabila (femmina), che erano andati a cercare tra le macerie qualcosa con cui giocare. Ha sentito una grande esplosione. È accorso per vedere che cos’era successo e si è trovato di fronte alla scena spaventosa dei due bambini scaraventati, con le mani maciullate e i visi sfigurati. Sono vivi, per fortuna, ma con le mani amputate. A sei anni.

Questa è “l’unica democrazia in Medio Oriente” di Fiano e company.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

Un altro civile libanese ucciso, ieri, in un attacco israeliana con un missile lanciato da un drone. Dopo i duri attacchi di due giorni fa, con bombe anti bunker, sembra che la situazione torni alla fase precedente, di violazioni continue della tregua da parte di Israele, ma senza escalation. Le truppe di terra israeliane sono avanzate con i carri armati in diversi punti della linea di demarcazione, nota come ‘linea blu’.

La stampa libanese parla di una “mediazione” di un paese arabo che ha consegnato al governo di Beirut un messaggio di Tel Aviv. “Dopo il massiccio attacco, si offre una fase di de-escalation, mantenendo lo ‘status quo’ e l’apertura di una nuova fase di negoziato”. Il paese che non viene citato nella rivelazione è l’Egitto, che ha mandato un suo emissario a Beirut, per sostituire la missione dell’inviato speciale USA, Barrack, che era fallita per i toni fortemente minacciosi e completamente schierati a favore della linea guerrafondaia di Netanyahu. Il boccone avvelenato e amaro offerto al presidente Aoun e al premier Salam è di rottura del fronte interno libanese, una scelta che rischia di riaccendere la guerra civile libanese. Hezbollah ha respinto la falsa mediazione, confermando l’impegno per la tregua. “Non abbiamo sparato una sola pallottola dalla firma del cessate-il-fuoco un anno fa. Siamo politicamente con il governo se va alle trattative, dopo il ritiro delle truppe di occupazione”.

Israele intende applicare in Libano il metodo dell’aggressione su Gaza. Parla di pace, ma continua a occupare territori e sparare. Una politica di dominio.

Cisgiordania

Due ragazzi minorenni palestinesi sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane nella città di Al-Judeira, a nord-ovest di Gerusalemme occupata. Le forze di occupazione hanno sparato contro di loro una raffica di munizioni di guerra nei pressi del muro dell’apartheid.

I coloni ebrei israeliani continuano ad attaccare i contadini palestinesi e le loro proprietà, in particolare nella città meridionale di Hebron. Sono sempre spalleggiati dai soldati.

Altri coloni hanno attaccato il villaggio di Susya a Masafer Yatta, a sud di el Khalil (Hebron). Giornalisti presenti sul posto hanno riferito che i coloni hanno aggredito i contadini e sradicato gli ulivi prima di tentare di attaccare con sassi e bombe incendiarie le case dei nativi.

Le forze militari di occupazione sono entrate nel quartiere Umm al-Sharayet di al-Bireh, sparando granate stordenti e gas lacrimogeni e aggredendo i giovani prima di ritirarsi.

  • La quotidianità dell’occupazione militare israeliana in Cisgiordania (si è tenuto martedì 4 novembre l’incontro online di Pressenza, con l’on. Luisa Morgantini appena tornata dalla Palestina: clicca! per guardare il video)
  • Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca per leggere la 6° puntata.
  • Un articolo di “il manifesto”: clicca!

Sudan

Nonostante avessero annunciato il loro assenso ad una tregua umanitaria temporanea, le milizie “Forze di supporto rapido” hanno bombardato il Kordofan, poche ore dopo gli attacchi dei droni su Atbara e Omdurman. Una commissione di esperti delle Nazioni Unite hanno accusato le milizie di aver commesso atrocità contro i civili a El Fasher, nel Darfur settentrionale. Le Forze di Supporto Rapido e il Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese del Nord (SPLM-N) hanno bombardato la città di Dilling, importante centro del Kordofan Meridionale. Un drone delle Forze di Supporto Rapido ha bombardato diverse località a El Obeid, nel Kordofan Settentrionale.

L’Emergency Lawyers Group, un gruppo per i diritti umani che monitora le violazioni in Sudan, ha riferito che 6 persone sono state uccise e 12 ferite quando un proiettile ha colpito all’interno dell’ospedale di Dilling.

Tunisia

La famiglia del prigioniero politico tunisino Jawhar Ben Mbarek e i suoi avvocati hanno lanciato un grido d’allarme, avvertendo di un pericolo imminente che potrebbe costargli la vita dopo che 10 giorni fa aveva intrapreso uno sciopero della fame totale e a tempo indeterminato, all’interno del carcere “Belli” nel governatorato di Nabeul (nord). Un gesto di protesta contro l’”ingiustizia politica” e un “processo iniquo”, subiti nel procedimento noto come “cospirazione contro la sicurezza dello Stato 1”. Ben Mbarek, professore di diritto costituzionale, è una delle figure di maggior spicco dell’opposizione al presidente Kais Saied da quando quest’ultimo ha dichiarato lo stato di emergenza il 25 luglio 2021. È una figura di spicco del Fronte di Salvezza Nazionale, una coalizione di personalità politiche e partiti di opposizione, in particolare il partito islamista Ennahda. Inizialmente è stato condannato in un processo farsa a 18 anni di carcere.

Turchia /Israele

La giustizia turca ha emesso mandati di arresto per genocidio contro il primo ministro israeliano Netanyahu e diversi politici e militari israeliani, tra cui il ministro della guerra Katz e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. I mandati di arresto riguardano un totale di 37 sospetti. Tra questi, figura anche il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, secondo quanto riferito dalla procura di Istanbul, che denuncia il “genocidio e i crimini contro l’umanità perpetrati in modo sistematico da Israele a Gaza”. La giustizia turca cita anche il caso dell’Ospedale dell’amicizia turco-palestinese nella Striscia di Gaza – costruito dalla Turchia – colpito e completamente distrutto a marzo dall’esercito israeliano.

Turchia/Kurdistan

Ankara studia di far rientrare i combattenti e i civili curdi rifugiati in Iraq. Una legge è allo studio ed è oggetto di discussioni in una commissione parlamentare che coinvolge anche deputati curdi. Secondo una fonte di Ankara, la proposta prevede il ritorno prima dei civili e poi l’amnistia per i combattenti che consegnano all’esercito iracheno le loro armi. Alcuni capi del movimento di guerriglia non saranno ammessi al rientro ma otterranno asilo politico in altri paesi. La proposta di legge dovrebbe essere discussa in parlamento entro novembre.

Un’intervista all’avvocato di Ocalan, sul processo di pacificazione: clicca!

Pakistan/Afghanistan

Il secondo round di trattative a Istanbul è fallito. Lo ha ammesso il ministro della di guerra di Islamabad, Assif, che ha però assicurato che gli scontri di frontiera non riprenderanno se non ci saranno attacchi da parte dei Talibani pakistani rifugiati in territorio afgano. La crisi tra i due paesi è arrivata al culmine in seguito ad una serie di attacchi di guerriglieri a postazioni di confine in Pakistan, con decine di vittime: l’aeronautica di Islamabad ha bombardato la stessa capitale afghana Kabul. Le mediazioni di Doha prima e adesso di Ankara non sono riuscite ad avvicinare le posizioni dei due paesi.  

BDS

L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca

22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”

La Comunità palestinese di Parma partecipa alla Giornata nazionale di Digiuno per Gaza.

L’associazione “4 passi di pace” di Saronno ha aderito alla giornata del 22 novembre.

La Convenzione per i diritti nel Mediterraneo, con sede a Palermo, ha aderito alla giornata di digiuno per Gaza del 22 novembre. Clicca!

Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre. Di singoli e di collettivi, comitati, associazioni, comunità, ecc…

Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 5 mesi e 23 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 08 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

Rapporto: clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

La grafica di Mesogea ha ultimato la prima versione del libro per bambini illustrato, “Strega!”. Siamo nella fase di correzione della bozza. Tra poco la stampa. A metà dicembre la prima presentazione nazionale a Milano.

Abbiamo trasferito al c/c di al-Najdah la somma di 9.475 euro raccolte a settembre 2025, per adozioni e pasti caldi.

Al-Najdah ha adesso una sede in muratura e organizza lezioni per i bambini/e, corsi per adulti e soprattutto incontri di intrattenimento per curare le ferite piscologiche. Sono state distribuite le rette mensili del sostegno economico che gli affidatari di tutto il mondo hanno elargito e soprattutto dall’Italia tramite Anbamed e Acm. Leggete tutto e guardate le foto nel link fissato cliccando: Al-Najdah.

Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 327 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.

Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.

Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.

Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 8 mesi e 13 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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Dal 2 febbraio 2023, infatti, l’associazio.ne “Anbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed saranno deducibili dalle tasse dei donatori nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione dei redditi).

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