di Luigi Daniele, professore di diritto internazionale all’Università del Molise (Articolo ripreso dal suo profilo social)

“Essere ebrei vuol dire stare sempre con gli oppressi, mai con gli oppressori” (Marek Edelman, ultimo leader vivente della rivolta del ghetto di Varsavia).

Tra le decine di organizzazioni di ebrei newyorkesi per Mamdani, il comitato Jews for Zohran ne riunuva molte.

Ebrei antisionisti, ebrei semplicemente non sionisti, ebrei contro l’occupazione israeliana, ebrei contro il genocidio (definito genocidio da loro).

Osservate bene questa cosa, perché i post-fascisti italiani, inseme alle destre interne alla sinistra che sognano di fare presto un governo di destra tutto loro, vogliono codificare in Italia la sbagliata e controproducente definizione di antisemitismo dell’IHRA, tutta schiacciata sulla difesa di Israele (contro cui anche grandi ebrei italiani come Carlo Ginzburg, insieme a molti altri, si mobilitano sin dalla sua approvazione) e sulla conflazione di antisionsimo e antisemitismo.

Ecco, se questa definizione sbagliata e controproducente fosse codificata, tanti degli ebrei che a New York hanno sostenuto Mamdani, che poi erano gli stessi a subire arresti e diffamazioni per le loro mobilitazoni (della prima ora) contro il genocidio, in Italia sarebbero esposti, proprio loro, a censure di antisemitismo.

Queste follie accadono quando si essenzializzano i popoli, le etnie e le fedi, negandone le numerosissime identità politiche, riducendole in questo caso ad una sola: il sionismo, segnatamente quello ora al potere in Israele e nei correlati gruppi di pressione nel mondo, cioè il sionismo eliminazionista della Palestina e dei palestinesi.

Il disegno di legge per codificare la definizione IHRA, insomma, è estremamente pericoloso. Andrebbe avversato da tutte le forze di ispirazione costituzionale.

Il principale sponsor della sua codificazione in Italia, non a caso, è stato proprio quell’ex Ambasciatore, allora Ambasciatore israeliano, che in prima serata ad ottobre 2023 dichiarava con grande onestà intellettuale:

“Non siamo interessati a tutti questi discorsi razionali… I palestinesi… Il nostro obiettivo è un uno: DISTRUGGERE GAZA”.

La strumentalizzazione pro-crimini israeliani delle identità ebraiche e del concetto di antisemitismo (che in ultima istanza svuota la lotta all’antisemitismo come lotta antirazzista, la rapisce come patrimonio comune e ne fa un Iron Dome discorsivo di Netanyahu e soci criminali) diventerebbero esse stesse strumento di autentico antisemitismo, ovvero censura di voci ebraiche per il proprio essere tali, magari con l’accusa nota quanto odiosa di ‘ebrei che odiano se stessi’, che poi fa il paio con quella degli ‘occidentali che odiano l’occidente’ che i cd. ‘liberali’ pro-genocidio muovono a Mamdani e al suo elettorato.

Il proponente della legge è quel fine storico dell’ebraismo di Gasparri.

Fiano, e con lui il centrosinistra che si identifica come sionista e liberale, si faranno portatori della battaglia contro questo illiberale disegno di legge, controproducente e pericoloso?

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