Per ascoltare l’audio di oggi, 11 novembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo   

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/304 (1906)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).

Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Sabato 22 novembre è indetta, da una coalizione di associazioni della solidarietà e per i diritti umani, una giornata di sciopero nazionale per Gaza. Tutti e tutte, individui e associazioni, comitati, gruppi, enti, ecc…, sono invitati ad aderire: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Sumoud: una bandiera sulle macerie

Il cessate-il-fuoco di Trump è una bugia. È di fatto una licenza di uccidere in silenzio ed a piccole dosi.

È avvenuto stamattina un bombardamento con l’artiglieria sulla zona ad est di Khan Younis, nel sud, e sulla costa nel nord. Droni israeliani hanno lanciato missili contro gruppi di palestinesi in attesa di aiuti umanitari nella zona di Abassan, ad est dii Khan Younis. I cecchini sono in agguato su tutta la “linea gialla” che divide, nelle cartine, la zona ancora occupata da quella dalla quale si erano ritirati i soldati, ma che tutt’ora è sotto il controllo del fuoco israeliano.

Secondo il rapporto del ministero della sanità, ieri sono arrivati negli ospedali di Gaza 3 corpi di persone uccise e 3 persone ferite.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

Oltre al freddo, alla fame ed al pericolo delle bombe inesplose, si aggiunge il grave problema dell’accumulo di rifiuti solidi attorno agli agglomerati di tende per gli sfollati. A Gaza, in mezzo ai campi ci sono 260 mila tonnellate di rifiuti abbandonati, che l’esercito ha impedito alla protezione civile palestinese di trasferirli in zone lontane. Le discariche nella parte orientale della Striscia sono sotto il controllo dei militari israeliani e Israele, dopo aver distrutto deliberatamente la totalità delle ruspe comunali, impedisce l’ingesso di macchinari per il movimento terra. Ci sono serie preoccupazioni per la diffusione di malattie e di inquinamento della falda acquifera.

Cisgiordania

Neanche i cimiteri si salvano dalla furia dei coloni ebrei israeliani. A Gerusalemme nei pressi della moschea di Al-Aqsa, un’orda di coloni armati di spranghe di ferro hanno distrutto tombe del cimitero Al-Rahma. Alcune di queste tombe risalgono a 1400 anni fa. L’atto provocatorio è in linea con la condotta dell’occupazione militare che mira alla cancellazione della storia islamica della città.

Sono incessanti le aggressioni dei coloni contro i contadini palestinesi. Sono state registrate ieri 14 attacchi con enormi danni materiali ai campi agricoli, con sradicamento e incendio degli ulivi. La tecnica è sempre la stessa: i coloni che imbracciano i mitra entrano nei campi, lanciano pietre per far scappare i contadini intenti a lavorare. Se i palestinesi reagiscono, interviene l’esercito con sparatorie e lancio di lacrimogeni, per coprire la ritirata dei coloni. L’azione si conclude non con l’arresto degli aggressori ma conducendo in carcere i contadini aggrediti.

Bisogna avvisare Fiano e company che questo è il volto della sua “unica democrazia del M.O.”.

  • La quotidianità dell’occupazione militare israeliana in Cisgiordania (si è tenuto martedì 4 novembre l’incontro online di Pressenza, con l’on. Luisa Morgantini appena tornata dalla Palestina: clicca! per guardare il video)
  • Le corrispondenze dalla Cisgiordania dell’attivista italiano della missione Faz’a, Luigi Eusebi: clicca per leggere la 6° puntata.

Libano

All’alba di oggi, un’unità dell’esercito di occupazione è penetrata nel villaggio di Aitaroun, in sud Libano. I genieri hanno minato tre costruzioni e le hanno fatto esplodere radendoli al suolo. Nella zona non c’erano né l’esercito libanese, né combattenti di Hezbollah e tanto meno le truppe internazionali di Unifil.

L’avanzata di terra è avvenuta dopo una giornata di bombardamenti su tutto il sud libano e nella valle Beqaa, al confine con la Siria. Sono state bombardate anche zone sulla costa nei pressi di Sour (Tiro). Secondo l’agenzia stampa libanese sono stati uccisi 3 persone e ferite diverse decine.

Egitto

Si svolgono ieri e oggi in Egitto le elezioni parlamentarri. Sono elezioni importanti, perché sono le ultime prima della scadenza del mandato del presidente Al-Sisi, nel 2030. In teoria sarebbe il suo ultimo mandato, ma è sufficiente un semplice cambio di un articolo della Costituzione per garantirgli altri mandati. Le manovre in tal senso sono già in corso. La selezione dei candidati è stata feroce: prima uno screening medico che ha scremato tutti i noti oppositori non in carcere e poi la corsa per ottenere dai servizi di sicurezza il certificato di “idoneità” ed infine il visto della commissione elettorale, con l’approvazione delle firme raccolte. Per modificare la costituzione servono i due terzi dei seggi parlamentari.

I risultati del voto saranno annunciati ufficialmente a metà dicembre e il nuovo parlamento entrerà in funzione a gennaio 2026.

Libertà per Marwan Barghouti

Si è tenuta ieri la prima riunione organizzativa per lanciare la campagna italiana in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere. clica!  maggiori info:

BDS

L’Italia è il terzo paese esportatore di armi in Israele. Rapporto ONU: clicca

22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza”

AssoPacePalestina ha aderito alla giornata nazionale di digiuno per Gaza.

Le associazioni di solidarietà Italia-Palestina di Genova e Palermo aderiscono alla giornata nazionale di digiuno per Gaza.

La Comunità palestinese di Parma partecipa alla Giornata nazionale di Digiuno per Gaza.

L’associazione “4 passi di pace” di Saronno ha aderito alla giornata del 22 novembre.

La Convenzione per i diritti nel Mediterraneo, con sede a Palermo, ha aderito alla giornata di digiuno per Gaza del 22 novembre. Clicca!

Stanno arrivando molte adesioni alla giornata del 22 novembre. Di singoli e di collettivi, comitati, associazioni, comunità, ecc…

Sarà realizzata, infatti, una giornata di digiuno nazionale sabato 22 novembre, all’avvio della settimana per la Giornata Mondiale di solidarietà con la Palestina indetta dall’ONU (29 novembre). In tale appuntamento del 22 novembre sarà organizzato un incontro online, aperto a tutti e tutte, con la partecipazione di esponenti palestinesi di Ramallah, Gaza e Gerusalemme est. Con traduzione consecutiva. Tutte le realtà interessate, potranno aderire scrivendo a anbamedaps@gmail.com

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 5 mesi e 26 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 11 novembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

Rapporto:clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Al-Najdah ha distribuito i contributi alle famiglie per le adozioni a distanza, elargiti dagli affidatari e dalle affidatarie della campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. Guarda le foto: clicca!

La grafica della casa editrice Mesogea ha ultimato la prima versione del libro illustrato per bambini: “Strega!”. Siamo nella fase di correzione delle bozze. Tra pochi giorni la stampa. A metà dicembre la prima presentazione nazionale a Milano.

Abbiamo trasferito al c/c di al-Najdah la somma di 9.475 euro raccolte a settembre 2025, per adozioni e pasti caldi.

Al-Najdah ha adesso una sede in muratura e organizza lezioni per i bambini/e, corsi per adulti e soprattutto incontri di intrattenimento per curare le ferite piscologiche. Sono state distribuite le rette mensili del sostegno economico che gli affidatari di tutto il mondo hanno elargito e soprattutto dall’Italia tramite Anbamed e Acm. Leggete tutto e guardate le foto nel link fissato cliccando: Al-Najdah.

Si annuncia un successo di vendite. Sono arrivate finora oltre 327 prenotazioni di copie del libro illustrato per bambini, con la fiaba di Mia Lecomte, “Strega!”. 60 pagine, a colori, copertina cartonata, 22×22 cm. Le illustratrici Federica Pagnucco e Lenina Barducci insieme agli illustratori Andrea Rivola e Manuel Baglieri sono al lavoro.

Inoltre siamo in contatto con la prestigiosa casa editrice Mesogea, di Messina, per una possibile distribuzione in librerie.

Sarà un’occasione per un regalo di Natale per figli e nipotini. Tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e spedizione, sarà devoluto per il progetto di costruzione di un “Giardino d’infanzia” per i bambini del Najdah: Italia solidale.

Buone notizie dal Najdah. Tutti i bambini presi in custodia dall’associazione sono in buone condizioni. Si stanno riorganizzando gli incontri collettivi educativi, di istruzione e d’intrattenimento. Non più in piccoli gruppi, ma in classi di 20-30 bambini, per riprendere la socializzazione necessaria a superare la crisi e creare un clima di socialità. Si fa colazione insieme e sono stati garantiti altri due pasti caldi al giorno.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 8 mesi e 16 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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