Per ascoltare l’audio di oggi, 26 novembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo  

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/319 (1921)

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A ottobre c’è stata una buona affermazione delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 720,00 (- 329,75 €) rispetto al precedente mese di settembre).

Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.692,00 € per adozioni e pasti caldi.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

I cecchini israeliani hanno ucciso stamattina un civile palestinese ad est di Khan Younis. L’artiglieria di stanza lungo tutta la zona est della Striscia ha bombardato per tutta la notte i ruderi dei centri urbani.  

Negli ospedali sono arrivati ieri 17 corpi di persone uccise con arma da fuoco e bombe. 16 i feriti.

Il numero totale delle vittime censite è di 69.775 persone uccise e 170.965 ferite. I dispersi sono oltre 10 mila, secondo le denunce dei parenti. L’esercito israeliano impedisce l’ingresso di macchinari movimento terra, rallentando i lavori di ricerca e rimozione delle macerie.

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Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

La pioggia e il freddo mettono alla prova la resistenza degli sfollati. 300 mila persone hanno passato la seconda notte senza coperte e senza riparo. L’esercito israeliano ha respinto tutte le richieste delle organizzazioni Onu di introdurre tende e coperte.

Gli ospedali hanno registrato l’aumento di malattie gravi delle vie respiratorie, ma non ci sono posti per ricoveri.

Cisgiordania

Un altro giovane palestinese di Barka, a sud dii Jenin, è stato assassinato dai soldati israeliani. Sultan Abdel-Aziz, 22 anni, è stato ucciso a casa sua, dopo un assedio durato diverse ore. Le truppe hanno crivellato la casa di pallottole e poi l’hanno bersagliata con obici anti carro. Il suo corpo è stato preso in ostaggio.

Le incursioni israeliane contro villaggi e città palestinesi della Cisgiordania sono continui e diffusi. Il più cruento è stato, ieri, a Toubas, a sud di Jenin con l’uso di elicotteri, droni e l’ingresso di carri armati nel centro urbano.

A Beit Amer, vicino ad el-Khalil, i soldati hanno preso di mira tutte le scuole, anche le elementari. Sono entrati, hanno devastato banchi, perquisito bambini e ragazzi e minacciato insegnanti e presidi. Punizione collettiva che non ferma e non fermerà la resistenza del popolo palestinese contro l’occupazione.

Le persone arrestate ieri in tutta la Cisgiordania sono state 50.

Continua il piano di colonizzazione della valle del Giordano a nord di Gerusalemme. Un nuovo insediamento illegale è stato avviato a Shallal Aouja, con caravan e strutture provvisorie, impossessandosi dell’unica fonte d’acqua nella zona, con la forza delle armi. È il 4° insediamento ebraico nella zona. L’operazione fa parte del piano di annessione israeliana strisciante.

Libano

Tutti i segnali indicano che Israele sta preparando una nuova offensiva di terra contro il Libano. “e non sarà limitata al sud”, scrive la stampa israeliana. La minaccia non è soltanto mediatica, ma arriva anche per via diplomatica. Dopo le minacce della Casa Bianca e le dichiarazioni di Macron in seguito al bombardamento di Beirut e l’assassinio di Tabtabayi, a Beirut è giunto il ministro degli esteri egiziano. La sua missione, dice una nota ufficiale dal Cairo “è coordinata con una serie di capitali arabe e occidentali”.  Le veline fatte trasparire con dichiarazioni ufficiose sono di questo tenor: “La situazione è grave. Di fronte al governo libanese c’è un’ultima occasione per salvare il paese”.

Siria

A Homs, durante diversi scavi per lavori privati, sono state scoperte 4 fosse comuni, con decine di resti umani. Le macabre scoperte non sono nuove in Siria, appena uscita da una dittatura che durava dal 1970 e una guerra civile costellata dalla presenza di formazioni jihadiste sanguinarie.

I lavori privati sono stati bloccati e gli inquirenti hanno cominciato a prendere i campioni per tentare di identificare le vittime.

Secondo la Rete siriana per i diritti umani, sono circa 177 mila i dispersi coercitivi dal marzo 2011, data di inizio della rivolta contro la dittatura degli Assad repressa nel sangue.

Sudan

Amnesty International ha pubblicato un rapporto che svela v denuncia i crimini delle milizie contro i civili. Il dossier  raccoglie le testimonianze di decine di sopravvissuti, giunti a Taila, a circa 70 km da el-Fasher, capoluogo del Darfur settentrionale caduta ad ottobre nelle mani delle Forze di pronto intervento (RSF). Un uomo di 30 anni ha raccontato che si era finto morto sotto i cadaveri di altri 20 assassinati con raffiche di mitra dai miliziani. Nei racconti delle donne si denunciano stupri e abusi oltre alle richieste di riscatto. Badr, 26 anni, ha raccontato che era stato fermato mentre fuggiva su un pullmino con una ventina di persone: “Hanno ucciso all’istante tutti gli anziani. Poi hanno preso i nostri cellulari. Hanno chiesto un riscatto di 8.000 dollari alla mia famiglia e hanno sparato alla testa di una persona davanti a una telecamera, mentre la sua famiglia assisteva all’esecuzione”.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 6 mesi e 11 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, mercoledì 26 novembre, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Per guardare l’incontro online del 22/11: canale You Tube,  

Il digiuno a staffetta prosegue fino alla conclusione vera dell’aggressione militare. Potete fare di più. Per non voltare la faccia dall’altra parte. Per far sentire ai bambini palestinesi che siamo al loro fianco. “Oltre il digiuno, Gaza nel cuore”.

Si propone di devolvere il costo di un pasto a favore di una raccolta fondi per la Palestina. Il link: https://gofund.me/4c0d34e2c

Libertà per Marwan Barghouti

Si è tenuta ieri la seconda riunione organizzativa online per avviare la campagna italiana in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere.  La campagna sarà lanciata a livello nazionale il 28 novembre alla vigilia della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU: Appello: clicca! video della campagna:

BDS

Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

Rapporto:clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Il 13/12 a Milano ci sarà la presentazione della fiaba illustrata, “Strega!”, di Mia Lecomte- edizioni bilingue italiano-arabo Mesogea – Le maestre di Al-Najdah dopo averla ricevuta in formato digitale hanno detto: “Così coniugheremo istruzione e trattenimento”. La presentazione sarà presso la sede dell’associazione ChiAmaMilano (sito) , alla presenza dell’autrice, curatrici e illustratori e illustratrici.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 9 mesi e un giorno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il consigliere della Casa bianca, Witkoff, sarà a Mosca la prossima settimana.

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