Per ascoltare l’audio di oggi, 1° dicembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/324 (1926)
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A novembre c’è stato un drastico crollo delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 170,00 € (- 550,00 €) rispetto al precedente mese di ottobre).
Grazie a chi ha donato, ma siamo abbastanza allarmati.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo invece l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.342,00 € per adozioni e pasti caldi, nel mese di ottobre.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Libertà per Marwan Barghouti! sono in corso centinaia di iniziative in tutta Italia per rivendicare la liberazione di Barghouti. La campagna di AssoPacePalestina, per la liberazione del Mandela palestinese ha avuto moltissime adesioni. Anbamed ha aderito. clicca!
Le notizie
Genocidio a Gaza

Nessuna tregua è in corso a Gaza. L’esercito israeliano ha bombardato ieri ed ha continuato a colpire in tutta la Striscia con bombardamenti aerei, navali, artiglieria terrestre, droni e elicotteri. Operazioni che sono ripresi dall’alba di oggi. A tali azioni si aggiungono gli spari dei cecchini che colpiscono tutti coloro che si avvicinano, senza saperlo, alla “linea gialla”, che delimita il territorio occupato dall’esercito, ma senza essere segnata fisicamente sul terreno. Come è accaduto sabato: i cecchini israeliani hanno sparato e ucciso due bambini, due fratelli minori di 8 e 11 anni, Fadi e Jum’ah Abu Asi, vicino alla scuola al-Farabi a Bani Suheila, a est di Khan Yunis, nel sud. Nessun giornale scorta mediatica di Netanyahu ha pubblicato la notizia.
Un’escalation militare ha un obiettivo preciso: rinviare a sine die l’applicazione della seconda fase dell’accordo, che prevede il ritiro dalla zona ancora occupata. Gli israeliani stanno provocando in attesa di una reazione di Hamas, per annunciare l’uscita dall’accordo e mantenere l’occupazione definitiva di oltre la metà del territorio.
La falsità e ipocrisia dei paesi colonialisti, Usa e Ue, si palesa anche nel loro silenzio assordante di fronte a tali violazioni.
Ieri sono giunti negli ospedali i corpi di 13 vittime uccise dal fuoco israeliano. Il numero totale delle vittime uccise dall’inizio dell’aggressione ha superato la soglia del 70 mila persone uccise. Per la precisione 70.103 e i feriti 170.985.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Gli ospedali di Gaza sono di nuovo senza medicine e senza rifornimenti di materiale sanitario di consumo. A causa del blocco israeliano manca anche il carburante. Il direttore degli ospedali da campo ha informato che non è possibile svolgere interventi chirurgici a causa della mancanza di elettricità.
Ostaggi
Il Centro palestinese per la protezione dei giornalisti ha rivelato che un giornalista palestinese è stato sottoposto a stupro e torture sessuali, con l’uso di un cane addestrato, mentre era preso in ostaggio nel campo di concentramento israeliano di Sde Teiman, provocandogli un grave trauma psicologico che gli ha fatto perdere l’equilibrio mentale. Il centro ha riportato dettagli orribili tratti dalla testimonianza del giornalista, durante i suoi 20 mesi di detenzione nelle prigioni israeliane, di cui 3 mesi a Sde Teiman e un mese nella prigione di Ofer. Non viene rivelato il suo vero nome per proteggere la sicurezza dei suoi familiari.
Il giornalista è stato arrestato durante il raid dell’esercito israeliano al complesso medico Al-Shifa a Gaza City il 18 marzo 2024, mentre svolgeva il suo lavoro indossando un giubbotto con la scritta “Press” e portando con sé la sua macchina fotografica.
Il centro ha descritto in dettaglio quello che considera uno dei crimini più gravi documentati contro i giornalisti all’interno delle prigioni israeliane, dove il giornalista e altri 7 prigionieri sono stati sottoposti ad aggressioni sessuali di gruppo, dopo essere stati legati, bendati e trascinati in un’area isolata all’interno del famigerato campo.
Cisgiordania
È una guerra non dichiarata. L’esercito israeliano da giorni sta compiendo attacchi e irruzioni nella maggior parte delle città e villaggi palestinesi. Il più grave è avvenuto oggi nella provincia di Betlemme. All’alba di oggi, truppe israeliane hanno compiuto un rastrellamento a Beit Fajjar, arrestando 40 giovani in piazza con interrogatori pubblici e torture di fronte ai loro familiari, per provocare reazioni che avrebbero dato adito ad una carneficina.
È molto grave la situazione di Toubas, dove le truppe stanno ancora occupando i tetti dei palazzi alti con cecchini. La città è assediata e tutte le arterie stradali sono state ostruite con alti cumuli di terra.
Volontari internazionali in Palestina
Ci sono anche tre attiviste italiane tra i feriti in un attacco condotto ieri da coloni ebrei israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino ad Ariha (Gerico), in Cisgiordania, dopo che gli aggressori hanno fatto irruzione nella casa in cui alloggiavano. Un quarto attivista internazionale ferito è di nazionalità canadese.
Circa 10 coloni israeliani mascherati hanno fatto irruzione nella residenza degli attivisti all’alba di ieri, li hanno picchiati e hanno rubato effetti personali come telefonini e passaporti.
È deprimente la reazione del ministro degli esteri italiano, Tajani, o meglio dire la non reazione: “I coloni non lo devono più fare”, un rimprovero paterno, senza nessuna condanna e protesta nei confronti del governo israeliano, che il suo esercito protegge e incoraggia i coloni ebrei a compiere le aggressioni contro i contadini e pastori palestinesi per strappare loro le terre, essenza del sionismo.
Sudan
L’esercito governativo è all’offensiva nella provincia di Kordofan, per evitare di fare la fine di el-Fasher. Ha strappato due villaggi alle milizie dii Pronto Intervento (RSF), ma l’emorragia di sfollati dai principali centri della provincia sotto attacco dei seguaci di Hamidati non cessa. Nella zona opera anche la milizia del Movimento popolare- settore nord, che lo scorso febbraio si era alleata con le RSF e firmato un accordo a Nairobi, in Kenya, per la formazione di un governo parallelo. L’offensiva delle milizie mira all’occupazione di una vasta area con continuità territoriale, per dichiarare la secessione.
Libano
Visita di papa Leone XIV a Beirut. Una visita che avviene in un momento cruciale e drammatico con un’aggressione israeliana permanente malgrado l’accordo di cessate il fuoco raggiunto un anno fa, con a mediazione di Stati Uniti e Francia. Nei suoi incontri con il vertice politico libanese, il pontefice ha espresso un richiamo all’unità del paese e delle sue confessioni, ma senza spendere una parola per condannare i bombardamenti israeliani. Sulla situazione palestinese, con il genocidio a Gaza e l’Apartheid in Cisgiordania, il papa ha assunto una posizione pilatesca: «Quella dei due Stati è l’unica soluzione possibile. Israele non l’accetta ancora, ma noi siamo anche loro amici e cerchiamo di essere una voce mediatrice».
Algeria
Il ministro degli Esteri algerino Ahmed Attaf ha affermato che il continente africano “ha pieno diritto al risarcimento per i crimini commessi contro i suoi popoli durante l’era coloniale”, sottolineando che il riconoscimento di questi crimini è un passo fondamentale per correggere le ingiustizie storiche. In apertura della Conferenza internazionale sulla criminalizzazione del colonialismo in Africa, tenutasi nella capitale algerina, Attaf ha affermato che il continente africano “ha pagato e continua a pagare un prezzo elevato” a causa dell’emarginazione e dell’arretratezza lasciate dall’era coloniale. “La memoria del continente è ancora gravata dai crimini di schiavitù, deportazioni forzate, discriminazione razziale e genocidio avvenuti in diversi paesi come Congo, Namibia, Algeria e Sudafrica. Attaf ha anche rivendicato il diritto del continente a “un giusto risarcimento e alla restituzione dei beni saccheggiati”, descrivendolo come “un diritto legittimo garantito dalle leggi e dalle convenzioni internazionali”.
Libertà per Marwan Barghouti
È in corso la campagna italiana in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare per mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere. La campagna viene lanciata alla vigilia della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU: Appello: clicca!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 6 mesi e 16 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 1° dicembre, il digiuno a staffetta prosegue.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi: clicca!
Per capire i motivi, clicca!
Per guardare l’incontro online del 22/11: canale You Tube,
Il digiuno a staffetta prosegue fino alla conclusione vera dell’aggressione militare. Potete fare di più. Per non voltare la faccia dall’altra parte. Per far sentire ai bambini palestinesi che siamo al loro fianco. “Oltre il digiuno, Gaza nel cuore”.
Si propone di devolvere il costo di un pasto a favore di una raccolta fondi per la Palestina. Il link: https://gofund.me/4c0d34e2c
BDS
Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani
Rapporto:clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Il 13/12 a Milano, alle ore 18:00, ci sarà la presentazione della fiaba illustrata, “Strega!”, di Mia Lecomte- edizione bilingue italiano-arabo di Mesogea – Messina. Una pubblicazione per finanziare i progetti dell’associazione palestinese Al-Najdah a Gaza.
Le maestre di Al-Najdah dopo averla ricevuta in formato digitale hanno detto: “Così coniugheremo istruzione e intrattenimento”. La presentazione sarà presso la sede dell’associazione ChiAmaMilano (sito), alla presenza di autrice, curatrici e illustratori e illustratrici.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 9 mesi e 6 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!
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