Per ascoltare l’audio di oggi, 31 dicembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/350 (1952)
Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com
Domani, 1° gennaio, NL Anbamed non uscirà.
BUON 2026 di Pace per tutti i popoli!
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A novembre c’è stato un drastico crollo delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 170,00 € (- 550,00 €) rispetto al precedente mese di ottobre).
Grazie a chi ha donato, ma siamo abbastanza allarmati.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo invece l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.342,00 € per adozioni e pasti caldi, nel mese di novembre.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Libertà per Marwan Barghouti! sono in corso centinaia di iniziative in tutta Italia per rivendicare la liberazione di Barghouti. La campagna di AssoPacePalestina, per la liberazione del Mandela palestinese ha avuto moltissime adesioni. Anbamed ha aderito. clicca!
Le notizie
Genocidio a Gaza
A est di Khan Younis, stamattina un drone israeliano ha sparato ferendo un ragazzo che stava raccogliendo legna.
Una bambina, Dana Mgatt, è stata uccisa da un bombardamento israeliana a Hayy Tuffah, a Gaza città.
Il pescatore Mohammed Bakar è stato ucciso dalla maina israeliana, mentre stava svolgendo la sua attività a poche centinaia di metri dalla costa.
Artiglieria, cacia, droni e cecchini hanno continuato per tutta la giornata colpire il residuo territorio di Gaza non occupato militarmente.
Un gruppo di soldati su carri armati è penetrato nella zona evacuata il 10 ottobre, nel nord della Striscia, ed ha minato una decina di costruzioni radendole al suolo.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Ieri, martedì, i ministri degli Esteri di dieci Paesi hanno espresso la loro “profonda preoccupazione” per il “nuovo deterioramento della situazione umanitaria” a Gaza, descrivendo la situazione come “catastrofica” a causa delle rigide condizioni invernali e della grave carenza di alloggi e assistenza sanitaria. “Con l’arrivo dell’inverno, i civili di Gaza si trovano ad affrontare condizioni spaventose, con forti piogge e temperature in picchiata”, hanno affermato i ministri degli esteri di Gran Bretagna, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svezia e Svizzera in una dichiarazione congiunta rilasciata dal Ministero degli Esteri britannico.
La dichiarazione aggiunge: “1,3 milioni di persone hanno ancora urgente bisogno di un alloggio. Oltre la metà delle strutture sanitarie funziona solo parzialmente e soffre di carenza di attrezzature e forniture mediche di base. Il completo collasso delle infrastrutture igienico-sanitarie ha esposto 740.000 persone al rischio di inondazioni tossiche”.
Va sottolineata la meticolosa determinazione a non citare chi ha causato tale drammatica situazione, cioè l’aggressione israeliana, ma malgrado ciò il governo italiano non ha firmato la dichiarazione. Conniventi e complici.
Palestinesi in Italia
È durato circa mezz’ora l’incontro tra Mohammad Hannoun e la Gip Silvia Carpanini. L’architetto palestinese “ha rivendicato la sua attività di raccolta fondi per iniziative precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, cioè Gaza, la Cisgiordania e i campi profughi, attività che ha cominciato a svolgere negli anni Novanta“, spiegano gli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo dopo l’interrogatorio di garanzia. Hannoun ha rilasciato solo dichiarazioni spontanee al Gip.
L’architetto “ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente Hamas“. Poi “ha spiegato con un po’ di dettagli, per quanto possibile, come funzionava la raccolta fondi e la loro distribuzione“.
Hannoun è ritenuto dagli inquirenti essere a capo della cellula italiana di Hamas e si trova nel Marassi di Genova, ma sarà trasferito a breve in un carcere (forse a Ferrara o ad Alessandria) dotato di una sezione specifica destinata ai detenuti accusati di terrorismo o eversione che prevedono una sorveglianza rafforzata e un isolamento maggiore. “Si tratta di una decisione amministrativa che non dipende né dalla giudice né dalla Procura – spiegano gli avvocati Fabio Sommovigo ed Emanuele Tambuscio, che hanno saputo della decisione dopo l’interrogatorio di garanzia – ma che certamente renderà più complicata la difesa”.
I suoi legali valuteranno se presentare istanza di attenuazione della misura o se proporre ricorso al tribunale del Riesame.
Un’autorevole risposta alle farneticazioni delle destre è arrivata dal prof. Montanari (clicca!) Anche il Coordinamento di giuristi e avvocati per la Palestina ha preso una posizione contro la criminalizzazione del dissenso: (clicca!)
Cisgiordania
Colonizzazione strisciante. Il governo di occupazione israeliano ha approvato l’istituzione di una base militare sul sito dell’insediamento ebraico “Sanur”, situato sulla collina di Tarsala, evacuato nel 2005. La nuova base militare avrà il compito di garantire l’allargamento della colonizzazione ebraica nel nord della Cisgiordania occupata, per arrivare poi all’annessione non solo di fatto, ma anche giuridica.
A Nablus, le truppe di occupazione hanno sparato contro un’auto palestinese, uccidendo un giovane di 20 anni e ferendo altri 3. L’auto si era fermata all’ordine di stop, ma i soldati invece di provvedere alla perquisizione si sono messi a sparare. Le vittime non erano armate e -secondo testimoni oculari – non hanno opposto resistenza. L’esercito di occupazione ha sostenuto che i soldati si sono sentiti in pericolo. Una palese scusa infondata, per garantire impunità a tutti i crimini degli occupanti.
Nelle operazioni di rastrellamento compiute ieri in Cisgiordania sono stati arrestati 23 attivisti, tra di loro 3 volontari stranieri. A Jaba’, vicino a Jenin, è stato arrestato anche il sindaco, Mohammed Badad.
Anp
Manifestazioni, in diverse città della Cisgiordania, contro la decisione dell’ANP di cancellare le pensioni dei militanti feriti, prrigionierri e per gli eredi dei combattenti assassinati da Israele. La misura è stata imposta da USA e Ue dietro istigazione di Israele, la potenza occupante.
In un comunicato, le famiglie colpite hanno espresso condanna alle misure coercitive decise dall’ente Tamkeen (Riabillitazione) costituito dall’ANP.
“Affermiamo che le misure imposte non sono atti amministrativi ma decisioni politiche vendicative che colpiscono coloro che si sono sacrificati per la liberazione della nostra terra; Rappresentano una pericolosa deriva di decadimento politico e morale”. E poi l’affondo: “Le misure intraprese vanno di pari passo con gli interessi degli occupanti che mirano a ridurre la resilienza del popolo palestinese e spezzare la volontà di resistenza in difesa della Palestina”.
UNRWA

Il Commissario Lazzarini: “Il voto del parlamento israeliano su una nuova legge contro l’UNRWA è scandaloso. Questa legge interrompe l’erogazione di acqua, elettricità, carburante e comunicazioni all’UNRWA.
Concede inoltre al governo israeliano il potere di confiscare i beni delle Nazioni Unite a Gerusalemme, tra cui la sede centrale dell’UNRWA e il suo principale centro di formazione professionale.”
Dopo l’ONU, Israele sospenderà dal 1° gennaio 2026 le attività di diverse ong a Gaza: c’è anche Medici Senza Frontiere. La decisione riguarda circa 25 organizzazioni. Nel contesto di una grave crisi umanitaria nel territorio palestinese, devastato dall’aggressione militare israeliana, ancora privo di acqua corrente ed elettricità, la decisione rischia di rendere l’emergenza irrecuperabile per la già tormentata popolazione civile.
Yemen
È scontro diplomatico aperto tra Riad e Abu Dhabi in Yemen. Ufficialmente il ministero degli esteri saudita intima al governo emiratino il ritiro delle truppe dallo Yemen, “in applicazione delle direttive del presidente yemenita ad interim” (che risiede in esilio a Riad). Il passo arriva dopo che l’aeronautica saudita aveva bombardato il porto di Mukalla e distrutto un carico di auto e armi appena sbarcati da due navi provenienti da porti dell’emirato e destinate al consiglio provvisorio, che si accinge a dichiarare la secessione e la creazione di una repubblica dello Yemen del sud.
Il ministero della difesa emiratino ha dichiarato che Abu Dhabi sta ritirando “unità antiterrorismo” presenti nel sud dello Yemen precisando che la decisione è stata presa “di propria iniziativa”.
Sul terreno, comunque, la situazione resta tesa. Per tutta la giornata ci sono stati scontri a fuoco tra combattenti del Consiglio di transizione meridionale, sostenuto dagli Emirati, e forze tribali filo-saudite nei pressi del distretto di Ghayl ben Yamin, nello Yemen orientale.
Lo scontro tra Riad e Abu Dhabi rischia di aggravare ulteriormente la crisi yemenita, già segnata da oltre dieci anni di conflitto e da una delle peggiori emergenze umanitarie al mondo, nonostante una tregua in vigore dal 2022. A osservare gli ultimi sviluppi restano gli Houthi, che controllano vaste aree del centro-nord del Paese, inclusa la capitale Sanaa.
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Un anno fa, il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
Libertà per Marwan Barghouti
A gennaio, la campagna per la liberazione del Mandela palestinese entrerà nel vivo con l’arrivo in Italia di suo figlio, per partecipare ad un serie di eventi centrali nelle principali città.
Appello: clicca!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 7 mesi e 16 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, mercoledì 31 dicembre, il digiuno a staffetta prosegue.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione
Per capire i motivi, clicca!
BDS
Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
La prossima spedizione del libro “Strega!” avverrà il 2 gennaio. Chi ta gli affidatari non lo ha ancora ricevuto in omaggio ci può contattare.
Per ordinare, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
I commenti dei lettori sono entusiastici. Chi lo ha già ricevuto è rimasto positivamente impressionato dal contenuto nonviolento, “che fa spirare un vento di speranza”, dai meravigliosi disegni (Barducci, Pagnucco, Rivola e Baglieri) e dall’ottima fattura con copertina cartonata (Orecchia, Bussolati e Spagnoli Fritze) e edizioni Mesogea.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 10 mesi e 6 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!
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