
Dopo 9 mesi di detenzione amministrativa (senza accuse e senza processo, le autorità della nuova Gestapo israeliana hanno rilasciato Samer Khuwaira, corrispondente palestinese del quotidiano panarabo Al Araby Al Jadeed, e collaboratore di altre testate.
Khuwaira era stato arrestato a Nablus, in Cisgiordania occupata il 10 aprile 2025. Numerosi video mostravano Khuwaira prelevato dalla sua casa di notte da una dozzina di soldati armati.
La moglie, di Samer, Iman Amer, ha raccontato che i soldati hanno prima fatto irruzione nella casa del loro vicino e lo hanno picchiato, prima di rendersi conto che si trattava della persona sbagliata e che si era recata a casa loro.
“Quando si sono assicurati che Samer fosse un giornalista, lo hanno ammanettato, bendato e arrestato”, ha raccontato la moglie.
Samer è stato rilasciato presso un posto di blocco militare israeliano vicino a Hebron.
Il giornalista appare visibilmente emaciato e in cattive condizioni di salute e quello che racconta dei mesi nel centro di detenzione israeliano rievoca le testimonianze di numerosi prigionieri palestinesi che hanno affrontato il carcere di Israele.
“Chi parla del carcere prima del 7 ottobre non sa come sia ora. La situazione lì dentro è folle.”
Samer parla di percosse, intimidazioni, mancanza indotta di cibo.
Per i palestinesi detenuti nella rete carceraria israeliana, la tortura, gli abusi e il disprezzo della vita non sono solo la norma, sono il sistema.
A rivelarlo anche il rapporto dell’ONG Medici per i diritti umani-Israele (PHRI).
Nel rapporto, PHRI rivela i dettagli di almeno 94 prigionieri palestinesi uccisi durante la detenzione israeliana. Il numero reale è probabilmente molto più alto, ammettono gli autori del rapporto. Tutti coloro che sono stati uccisi sono morti a causa di torture, aggressioni, negligenza medica volontaria o malnutrizione.

[…] Il giornalista Samer Khuwaira è stato rilasciato dopo 9 mesi di arresto amministrativo, senza accuse e senza processo. È il corrispondente della testata Al-Arabi Al-Jadid con sede a Londra. Sua colpa è di aver contestato l’aggressione dei soldati israeliani contro il suo vicino di casa, a Nablus. Un’aggressione gratuita, perché gli stessi soldati avevano constatato l’errore. La vittima non era la persona ricercata. Quando i soldati hanno appreso la professione di Samer, lo hanno ammanettato e portato in commissariato militare. 9 mesi di dura detenzione soltanto perché è giornalista. Leggete la sua testimonianza sulle condizioni delle torture e maltrattamenti subiti. Il caso di Samer Khuwaira, giornalista palestinese incarcerato in Israele per 9 mesi – […]