Per ascoltare l’audio di oggi, 11 gennaio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/010 (1962)
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A dicembre c’è stato un ritorno alla normalità nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 970,00 € (+ 800,00 €) rispetto al precedente mese di novembre).
Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.905,40 € per adozioni e pasti caldi + 3.413,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di dicembre.
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Per tutta la notte i caccia di Tel Aviv hanno bombardato la Striscia di Gaza. Il più grave è stato sul campo profughi di Bureij. L’artiglieria ha martellato fino a mezzanotte la zona est di Jebalia.
A Shejaie, un drone ha sparato contro un civile palestinese, mentre stava tentando di rinforzare la base della propria tenda con sacchi di sabbia, uccidendolo.
Le truppe di occupazione hanno raso al suolo con la dinamite un intero quartiere ad est di Beit Lahia, nel nord.
Carri armati e droni hanno colpito i campi di tende a Mawassi, nel sud.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza

Mohammed Harbeed, due mesi d’età, è morto di freddo a Gaza città. La tenda non era riscaldata e, a causa della pioggia, vestiti e coperte erano tutte bagnate. Al clima ed al blocco israeliano sui carburanti, si aggiunge la scarsa nutrizione. Un neonato di 7 giorni è morto a causa del freddo estremo a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Mahmoud Al-Aqra’ è stato portato all’ospedale “Martiri di Al-Aqsa”, dove i medici lo hanno dichiarato morto, dopo essere stato esposto a un freddo intenso, in assenza di metodi di riscaldamento adeguati.
I video che arrivano dalla Striscia descrivono una situazione drammatica. Bambini con vestiti bagnati e a piedi nudi che trattengono gli assi delle loro tende per evitare che il vento li sradichi. E si danno coraggio con frasi di incitamento a resistere.
Dall’inizio delle tempeste, più di 50 case ed edifici precedentemente danneggiati e bombardati sono crollati, provocando la morte e il ferimento di decine di persone a causa delle tempeste e il crollo di edifici residenziali, dove si erano rifugiati dopo aver perso le loro case originali a causa dei bombardamenti israeliani.
Sono stati registrati decessi a causa del freddo estremo all’interno delle tende degli sfollati, in un momento in cui più di 127.000 tende erano fuori uso e non più idonee a fornire la protezione minima a più di 1,5 milioni di sfollati.
Siria
Si intensifica l’assedio delle milizie governative e filo turche contro i quartieri di Aleppo a maggioranza curda. Una pulizia etnica che si consuma con il silenzio assordante, se non il beneplacito, della commissione europea, che è stata in visita a Damasco in questi giorni per discutere del rimpatrio dei rifugiati siriani.
L’esercito siriano ha pubblicato comunicati sulla resa dei combattenti curdi, ma da Aleppo arriva una forte smentita. Malgrado la dichiarazione di prolungamento della tregua, le milizie hanno sparato e cannoneggiato Sheikh Maqsoud. La fuga della popolazione civile è continua. Si valuta che siano già fuggiti circa 165 mila persone.
Le operazioni sono condotte da dietro le quinte da ufficiali turchi in stanza in Siria. Nei giorni scorsi era sceso in campo lo stesso ministro della guerra di Ankara che aveva minacciato le Forze democratiche siriane, FDS, di annientamento se non disarmano. E il presidente barbuto Sharaa ha obbedito, tradendo gli accordi firmati lo scorso marzo per l’integrazione delle FDS nell’esercito nazionale.
Iran
La situazione di piazza si aggrava. A Teheran è stato dato fuoco ad un intero palazzo governativo, che è stato divorato dalle fiamme. Assalti a banche, negozi, uffici. Decine di migliaia di persone sono scese nelle piazze pacificamente per gridare morte al regime, rivendicare libertà e fine della corruzione.
I proclami di Trump e la propaganda israeliana per un attacco militare contro l’Iran hanno indotto qualche imbecille (o agente assoldato) a tentare di dare la spallata agli ayatollah, ma non sembra che ci siano le condizioni mature per la caduta del regime.
La guida Khaminei è sceso in campo per la terza volta, in due settimane, dipingendo i manifestanti come “assoldati dal nemico” da trattare senza pietà, ma allo stesso tempo ha offerto “clemenza e comprensione per chi soffre le condizioni economiche difficili, a causa dell’assedio economico delle potenze nemiche”. Il capo del comitato di “giustizia” ha minacciato di condanna a morte per i manifestanti presi in flagranza di distruzione di beni pubblici o privati.
A causa del blocco delle comunicazioni cellulari, telefonia internazionale e Internet non ci sono fonti sicure sull’andamento della situazione. Unica fonte è la stampa governativa, che fornisce notizie sulle vittime della polizia e sugli atti di vandalismo. Secondo la tv pubblica iraniana sono stati uccisi due alti capi locali della polizia a Mash-had. Secondo l’ong Human Rights Activists News Agency, con sede a Washington, l’ultima notte di proteste avrebbe portato ad almeno 65 il numero delle vittime delle proteste – tra cui 49 civili – mentre gli arresti sarebbero oltre 2.300.
Rivelazioni stampa da oltreoceano parlano di preparativi militari statunitensi per attaccare l’Iran. Una condotta se verrà messa in campo che servirà non a liberare il popolo iraniano dalla repressione, ma soltanto a destabilizzare il M.O. e allargare l’egemonia USA sulle fonti energetiche.
Cisgiordania
Una famiglia palestinese viaggiava nella sua auto a el-Khalil. Il marito, Shaker Jaabarry, 50 anni, alla guida e lo accompagnavano la moglie e i due figli. Ha commesso un incidente stradale vicino ad un posto di blocco dell’esercito israeliano. I soldati hanno cominciato a sparare mitragliate contro l’auto. Hanno ferito l’autista gravemente. È stato impedito l’arrivo delle ambulanze della Mezzaluna rossa, per salvare i feriti. In un comunicato, l’esercito di occupazione – per coprire il crimine – parla di un tentativo di investimento intenzionale. Un palese falso perché l’incidente stradale è avvenuto a 20 metri dai soldati. L’uomo è stato arrestato e la famiglia rilasciata. Il grilletto facile è il risultato dell’impunità di cui godono i soldati israeliani nei territori palestinesi occupati.
Giornalisti nel mirino
Il giornalista Samer Khuwaira ha vissuto 9 mesi di dura detenzione soltanto perché è giornalista. Leggete la sua testimonianza sulle condizioni delle torture e maltrattamenti subiti. clicca!
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
Libertà per Marwan Barghouti
Importante incontro online ieri per organizzare le attività del Comitato italiano per la liberazione di Barghouti e di tutti gli altri prigionieri palestinesi. Dal 20 al 23 gennaio l’avv. Fadwa Barghouti, moglie del Mandela palestinese, sarà a Roma per una serie di iniziative politiche e incontri.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 7 mesi e 27 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, dom. 11 gennaio, il digiuno a staffetta prosegue.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi
Per capire i motivi, clicca!
BDS
Il boicottaggio funziona. Una marca di supermercati sloggia dall’Italia. Ma il BDS è globale: clicca!
Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Partono, oggi, per Milano altre 20 copie del libro “Strega!”, la fiaba scritta da Mia Lecomte per i bambini di Gaza e illustrata da Manuel Baglieri, Lenina Barducci, Federica Pagnucco e Andrea Rivola. Su progetto di Emanuela Bussolati, Giulia Orecchia e Elena spagnoli Fritze. Edizione bilingue italiano e arabo a cura della casa editrice Mesogea.
Il ricavato nel mese di dicembre è stato di 3.413,00 €.
Per ordinare, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Parigi manderà 6000 soldati in Ucraina, “ma solo dopo la guerra”.
Trump: con i proventi del petrolio il Venezuela acquisterà solo prodotti Usa.
Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!
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