Per ascoltare l’audio di oggi, 20 gennaio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo    

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/018 (1970)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A dicembre c’è stato un ritorno alla normalità nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 970,00 € (+ 800,00 €) rispetto al precedente mese di novembre).

Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.905,40 € per adozioni e pasti caldi + 3.413,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di dicembre.

Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah. Il totale dei bonifici, da marzo al 31 dicembre, è stato di 43.450 euro. Siamo a 101 adozioni.

Per aderire allo sciopero della fame a staffetta, scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: mailto:anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Ieri sono stati uccisi tre civili palestinesi e feriti altri 7, secondo affermazioni dei medici ospedalieri. Una delle vittime è stata colpita da un drone e l’altra da un cecchino, nella zona occidentale di Khan Younis. La terza vittima è un bambino, colpito, a Mawassi, da un drone alla testa ed è rimasto ucciso prima di arrivare in ospedale.

Sono in corso anche le operazioni di spianamento delle costruzioni, rimaste ancora in piedi dopo i bombardamenti. Le zone sotto l’occupazione dell’esercito israeliano (il 53% del territorio di Gaza) sono destinate, secondo i piani di Netanyahu, alla colonizzazione ebraica. Ne ha accennato in una riunione di governo, affermando – secondo le rivelazioni della stampa israeliana – “che i frutti della guerra sono il 53 % di Gaza adesso è nostro”.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

Il freddo incombe sui campi di sfollati con le tende allagate. Sono decine i casi di morte per il freddo soprattutto di bambini e anziani. Migliaia i visitati negli ospedali per malattie respiratorie. È il genocidio lento con altri metodi. L’esercito israeliano rifiuta l’ingresso di case prefabbricate, carburanti, cibo a sufficienza e medicine adeguate.

Il direttore del Complesso Medico Al-Shifa, Muhammad Abu Salmiya ha informato: “Sono stati registrati diversi decessi a causa di un’epidemia diffusa di un virus respiratorio pericoloso che causa sintomi gravi.

La situazione sanitaria nella Striscia di Gaza è la peggiore dall’inizio dell’aggressione israeliana e il sistema sanitario è sull’orlo del collasso totale. Stiamo affrontando una grave carenza di medicinali e forniture mediche, con una totale mancanza di farmaci antitumorali, farmaci per la dialisi e trattamenti per le malattie croniche”.  

Siria/Emergenza Rojava

Le trattative tra Sharaa e Abdi sono fallite. Dopo 5 ore di incontro, non è stato raggiunto un accordo a causa del rifiuto del governo di riconoscere l’autonomia amministrativa alla regione nord orientale a prevalenza curda (Rojava) e per i continui attacchi alle FSD a Raqqa e in tutta la regione.

L’offerta dell’ex jihadista Joulany è la presa di controllo della regione sotto l’esercito di Damasco, assegnando ai curdi un vice ministro della difesa, ma nessun accenno all’auto amministrazione. È il ritorno alla situazione precedente al 2011, con il controllo totale di Damasco.

Gli attacchi delle milizie governative contro le prigioni dove sono incarcerati i comandanti dell’Isis hanno portato il caos e la fuga di migliaia di jihadisti.

I sostenitori della causa curda e le organizzazioni curde nel mondo di sono mobilitate per una campagna in difesa del confederalismo democratico. “Dopo l’occupazione di Raqqa, Deir ez-Zor e Tabqa, gli attacchi proseguono su più fronti, in aperta violazione delle dichiarazioni di cessate il fuoco”, si legge nel messaggio. (clicca! per leggere tutto il comunicato).

Cisgiordania

La democrazia israeliana si esplicita nella deportazione dei nativi.

Attacco violento delle forze israeliane contro le sedi dell’UNRWA a Gerusalemme est occupata. Le truppe sono arrivate con i bulldozer e hanno distrutto tutti gli edifici e tolto le forniture di acqua, elettricità e comunicazioni. È un attacco alla legalità e una dichiarazione di guerra all’ONU.

Gli attacchi militari contro le città e villaggi palestinesi sono generalizzati in tutto il territorio di Cisgiordania e Gerusalemme est. Continua per il secondo giorno l’invasione nelle province di el-Khalil (Hebron), Ramallah, Betlemme, Nablus e Qalqilia. 23 attacchi in un giorno, con oltre 50 arresti, distruzioni di case e devastazioni delle infrastrutture urbane, come misura violenta di punizione collettiva.

A Beit Foreik, ad est di Nablus, un ragazzo di 14 anni è stato colpito dalle pallottole dell’esercito durante una delle invasioni ricorrenti del centro.

A nord di Ariha (Gerico), le truppe di occupazione hanno deportato un intero villaggio, Shallal Aouja, cacciando le 20 famiglie che vi abitavano e radendo al suolo case e edifici.   

Iran

Tre giorni di tempo per consegnarsi alle autorità: è l’ultimatum lanciato ieri dal capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ai partecipanti alle proteste di piazza, scoppiate dopo la repressione di un vasto movimento contro il caro vita. Chi si consegna “entro al massimo tre giorni sarà trattato con maggiore clemenza, ha detto alla TV in diretta.

E’ stata sospesa la pubblicazione del giornale riformista Ham-Mihan, edito a Teheran, per due articoli critici sulla gestione delle proteste da parte delle autorità. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando un provvedimento dell’Autorità per la regolamentazione della stampa della Repubblica islamica. Uno degli articoli in questione era un editoriale del direttore del giornale intitolato ‘Da dicembre 1978 a gennaio 2026’ e l’altro un articolo intitolato ‘La storia degli ospedali da Ilam a Sina’ della giornalista Elaheh Mohammadi, che denunciava la violenza della repressione contro i manifestanti. Mohammadi e la collega Niloofar Hamedi avevano portato alla luce il caso di Mahsa Amini, arrestate e condannate ed erano entrambe state graziate lo scorso febbraio dalla Guida Suprema, Ali Khamenei.

Libano

Continuano incessantemente i bombardamenti israeliani in Libano. Caccia, droni, artiglieria e carri armati non risparmiano nessuno, neanche i caschi blu dell’Onu. Diverse località sono state bombardate indiscriminatamente. A Zirkin le bombe hanno raso al suolo una casa sulla testa degli abitanti. Secondo la protezione civile ci sono sue persone uccise e 4 ferite. Anche una colonna di auto dell’Unifil è stata presa di mira con lanci di artiglieria. Un atto intimidatorio, perché l’esercito di Tel Aviv non vuole testimoni che smentiscano la sua falsa narrazione.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

Libertà per Marwan Barghouti

Dal 15 al 25 gennaio è in corso una campagna internazionale per la liberazione di Ahmad Saadat, segretario generale del FPLP.

Oggi a Roma ci sarà il primo incontro pubblico di Fadwa Barghouti, moglie del Mandela palestinese, in visita in Italia per una serie di iniziative politiche e incontri.

È uscita la NL di Assopace Palestina n°2/2026 con tutte le info sulla campagna per la liberazione di Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi nei lager di Israele.

Justice for Palestine (da Pressenza)

Dopo pochi giorni dall’inizio della raccolta firme dell’Iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere la sospensione delle relazioni dell’Unione Europea con Israele sono già state raccolte 150˙000 firme del milione necessario per presentare l’iniziativa al Parlamento Europeo secondo il meccanismo di consultazione popolare già consolidato.

La campagna di raccolta firme durerà un anno.

Ogni cittadino europeo può firmare online a questo indirizzo:

L’iniziativa è promossa dalla coalizione della società civile Justice for Palestine sul cui sito sono disponibili approfondimenti e notizie sull’andamento della campagna:

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 8 mesi e 5 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 20 gennaio, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione: oggi

Per capire i motivi, clicca!

BDS

VicenzaOro 2026: il lusso non può lavare la guerra. Il documento che spiega i motivi del boicottaggio: clicca!

Il boicottaggio funziona. Una marca di supermercati sloggia dall’Italia. Ma il BDS è globale: clicca!

Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Si stanno organizzando in diverse città italiane gruppi di sostegno ad Al-Najdah. Saranno organizzati incontri a Bologna il 24 gennaio e il 12 febbraio, con interventi da Gaza. giovedì 22, il libro “Strega!” sarà presentato a Manziana in provincia di Roma, con la partecipazione online dell’autrice, Mia Lecomte, e di illustratori e illustratrici: Manuel Baglieri, Lenina Barducci, Federica Pagnucco e Andrea Rivola.

Ricordiamo che il ricavato della distribuzione della fiaba, nel mese di dicembre, è stato di 3.413,00 €.

Per ordinare il libro, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!

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