Per ascoltare l’audio di oggi, 07 febbraio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo    

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/036 (1988)

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A gennaio c’è stato un altro balzo nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 1260,00 € (+ 290 €) rispetto al precedente mese di dicembre).

Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.400,00 € per adozioni e pasti caldi + 1.570 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di gennaio.

Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah. Il totale dei bonifici, da marzo al 31 dicembre 2025, è stato di 43.450 euro. Siamo a 110 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: mailto:anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Nella notte, bombardamento con l’artiglieria a Rafah e Khan Younis. Gli elicotteri hanno sparato raffiche di pallottole contro le tende a Mawassi. Sono continuate anche di notte le operazioni di distruzione delle costruzioni per raderle al suolo e lasciare spazio alla “Nuova Gaza” di Netanyahu e Trump.

Ieri, l’aeronautica militare ha bombardato una costruzione abitata da sfollati a Hay Zeitoun, uccidendo 4 persone e ferendo una decina di persone. Come al solito i cecchini hanno impedito i soccorsi, sparando contro il personale della protezione civile.

Nella stessa giornata di ieri altre 3 persone sono state uccise in diversi attacchi a Jebalia, Hay Tuffah e Khan Younis. Il giorno prima erano stati uccisi 27 civili in diverse stragi, ma i media internazionali hanno voltato la faccia dall’altra parte.

L’esercito israeliano si sta preparando ad un’occupazione militare permanente di Gaza. Il confronto tra immagini satellitari registrata a ottobre 2025 e altre riprese a gennai 2026, dimostra che sono state costruite a Rafah delle basi militari con la presenza di carri armati, a un centinaio di metri dal valico con l’Egitto; le basi sono attorniate da alti cumuli di sabbia per nasconderle all’occhio dei passanti.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

A Gaza, Israele blocca l’ingresso di carburanti. Gli ospedali hanno una riserva molto limitata e si rischia la chiusura totale di ogni attività sanitaria. Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha lanciato un appello per chiedere aiuto, mettendo in guardia dal collasso totale di ciò che resta del sistema sanitario che lotta per sopravvivere, e descrivendo la situazione sul campo come un deliberato “genocidio sanitario” da parte degli occupanti israeliani, che ha trasformato gli ospedali in semplici “posti di attesa forzata” per migliaia di feriti e malati destinati a morte certa.

Oltre alla mancanza di carburanti, per far funzionare i generatori elettrici, si registra l’esaurimento delle medicine e del materiale sanitario di consumo.

Cisgiordania

Un ragazzo palestinese di 15 anni è stato colpito da pallottole di guerra, a Gerusalemme est occupata. Le forze israeliane hanno condotto inoltre attacchi su larga scala e una campagna di rastrellamenti con arresti in diverse città e villaggi della Cisgiordania.

Una forza speciale dell’esercito israeliano, su un veicolo civile, ha sparato con i mitra contro un gruppo di ragazzi che giocavano nel villaggio di Al-Ayzarie, ad est di Gerusalemme. I militari hanno impedito i soccorsi per circa un’ora, con il chiaro intento di attendere la morte del ragazzo, prima di permettere all’ambulanza palestinese di accompagnarlo in ospedale, dove è ricoverato in gravi condizioni.

In seguito all’aggressione dei coloni, ieri mattina, a Massafer Yatta, l’esercito ha fatto irruzione nel villaggio di Ragium A’ala, per fare ulteriori “indagini”. Hanno arrestato due giornalisti palestinesi, due attivisti internazionali e uno locale. La logica perversa dell’occupazione militare: invece di arrestare gli aggressori, i soldati interrogano e arrestano le vittime e tutti coloro che tentano di smascherare la faccia brutale del colonialismo ebraico in Palestina.

Altri due giornalisti palestinesi, Hatem Hamdan e Bushra Taweel, sono stati arrestati a nord di Ramallah, mentre stavano svolgendo un’inchiesta sulle confische delle terre dei contadini palestinesi, con pretesti militari, per consegnarle poi ai coloni ebrei, per allargare gli insediamenti coloniali in Cisgiordania.

Il villaggio di Qasra è assediato da 5 colonie ebraiche illegali. Le aggressioni contro la popolazione autoctona sono quasi quotidiane. Ieri una cinquantina di coloni ebrei hanno invaso con un trattore i terreni agricoli ad est del villaggio e proceduto, protetti dai soldati, a sradicare tutti gli olivi. Un’azione coloniale per deportare i nativi.

Iran

“Con gli occhi aperti e la memoria presente”, così il ministro degli esteri iraniano, Araqchi ha definito l’atteggiamento del suo paese nelle trattative indirette con gli USA, svoltosi ieri a Muscat in Oman. Un primo incontro che sembra proficuo a detta dello stesso Trump, che però nella sua dichiarazione ha sottolineato che nella regione il Pentagono sta ammassando una forza navale non indifferente. Parla di pace ma minaccia la guerra.

Il ministro degli esteri omanita, Badr Abu-Saidi, ha fatto la spola tra i piani dell’albergo dove risiedevano le delegazioni. Secondo fonti di Muscat, gli iraniani hanno limitato la discussione al tema del programma nucleare in cambio di cancellazione delle sanzioni. “Sono disponibili a ridurre la percentuale di arricchimento ed a creare un organismo regionale di controllo per l’uso pacifico civile”.

La Casa Bianca, invece, allarga gli argomenti da discutere anche sui missili a lunga gittata, argomento caro a Netanyahu che vorrebbe un attacco statunitense per distruggere l’arsenale di Teheran e dominare così la scena militare nella regione.

Il primo round si è concluso senza chiarimenti definitivi neanche sull’ordine del giorno, ma le due delegazioni si sono date appuntamento presto, sempre nella capitale dell’Oman, per riportare le valutazioni dei rispettivi governi.

Un aspetto che viene considerato positivo è il fugace incontro tra Araqchi e Witkoff, rivelato dalla stampa USA e confermato da agenzie stampa iraniane. Sarebbe il primo incontro, faccia a faccia, tra diplomatici dei due paesi, dall’aggressione distruttiva dei missili USA contro le centrali nucleari iraniane, lo scorso giugno, in sostegno all’attacco iniziato da Israele.

Global Sumoud Flotilla

Due notizie che non leggerete sulla stampa scorta mediatica: la preparazione della GSF annunciata il 5 febbraio a Johannesburg in Sud Africa, e lo sciopero dei portuali di 21 porti internazionali contro le navi delle armi.

Gli attivisti hanno confermato il loro impegno umanitario in soccorso alla popolazione di Gaza, sottoposta a genocidio permanente da parte di Israele, che continua a uccidere, malgrado siano passati 4 mesi dalla falsa tregua. Partenza di Barcellona il 29 marzo, poi da Tunisia, Italia e Grecia. Ci saranno a bordo delle 100 imbarcazioni, tra gli altri, oltre mille professionisti, dai medici agli ingegneri, per dare un messaggio di speranza alla popolazione di Gaza assediata e bombardata, nel disinteresse delle cancellerie complici che continuano a foraggiare di armi il governo del ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità.

I portuali si mobilitano contro le guerre

Ieri, 6 febbraio, i lavoratori portuali in tutto il Mediterraneo sono scesi contro le guerre. I sindacalisti dell’USB scrivono: “La ZIM Virginia carica di armi è rimasta ferma al largo delle coste di Livorno ma non ha potuto attraccare: c’è lo sciopero in corso dei portuali che la blocca. La stessa costa è successa alla ZIM New Zealand, che era prevista per la mattina al porto di Genova e alla ZIM Australia, che avrebbe dovuto attraccare a Venezia e poi a Ravenna. Ed anche la MSC EAGLE III, diretta in Israele, che doveva arrivare a Ravenna ha rimandato i suoi programmi”. 

Un’azione internazionale che è rimasta rilegata nelle testate locali. I guerrafondai temono il pacifismo nonviolento.

I portuali non lavorano per la guerra! Collegamenti in diretta dallo sciopero internazionale dei porti. In sciopero i lavoratori portuali di circa 21 tra porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina.

Ecco l’elenco delle iniziative in Italia che sono state svolte ieri: clicca!

Palestinesi arrestati in Italia

Si è costituito un Comitato nazionale di giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!   

Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza

Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione ieri al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.

Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 8 mesi e 23 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 07 febbraio, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione: oggi

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Per ordinare il libro illustrato per bambini “Strega!” di Mia Lecomte, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo 

Il blocco di Starlink ai militari russi al fronte ucraino. Ma l’offensiva russa non si ferma. Dopo l’attentato terroristico a Mosca contro un generale capo dei servici di sicurezza, i russi hanno preso di mira il sistema energetico di Kiev. Black-out elettrico nella capitale e in molte altre località.

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