Per ascoltare l’audio di oggi, 10 febbraio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo    

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/039 (1991)

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A gennaio c’è stato un altro balzo nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 1260,00 € (+ 290 €) rispetto al precedente mese di dicembre).

Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.400,00 € per adozioni e pasti caldi + 1.570 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di gennaio.

Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah. Il totale dei bonifici, da marzo al 31 dicembre 2025, è stato di 43.450 euro. Siamo a 110 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

4 persone uccise in un bombardamento israeliano su una casa del quartiere Nasr, ad ovest di Gaza città. Tra le vittime, una bambina di 2 anni.

Altri 6 palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani in diverse località della Striscia. Una delle vittime è un contadino, Khaled Baraka, che è stato freddato dalle pallottole di un cecchino israeliano, mentre stava vangando un pezzo di terra da coltivare. L’assassinio è avvenuto ad est di Deir Balah nel centro della Striscia e fuori dalle zone sotto il controllo dell’esercito di occupazione, delimitata dalla cosiddetta linea gialla.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Anche il governo di Londra ha condannato le misure israeliane in Cisgiordania. Trump ha dichiarato di essere contrario all’annessione del territorio palestinese. Fumo negli occhi. I principali foraggiatori di armi, a favore di Tel Aviv, si dimostrano generosi di dichiarazioni inutili, per ottenere la sudditanza delle élite arabe al potere. Tanto le parole non costano niente.

Il piano del governo israeliano è una vera annessione, non dichiarata giuridicamente ma realizzata di fatto. “Israele si annette la terra senza la popolazione”, ha dichiarato il portavoce del Segretario dell’ONU.

L’esercito di occupazione ha svotato di potere amministrativo l’autorità nazionale palestinese, togliendole la gestione del catasto dei terreni, anche nelle zone sotto la sua giurisdizione secondo gli accordi di Oslo.  

Esercito e coloni hanno continuato la loro opera di aggressione contro gli abitanti dei villaggi palestinesi per distruggere l’economia e costringere la popolazione alla deportazione. Per l’ennesima volta è avvenuto in tutte le province della Cisgiordania. Non sono estremisti in azione incontrollata, ma un piano studiato a tavolino nei piani alti del potere coloniale sionista.

Solo per citare uno degli episodi di ieri: a Mikhmas, ad est di Gerusalemme, i coloni ebrei hanno attaccato una comunità di pastori nativi e hanno tentato di impossessarsi, armi alla mano, delle pecore, unica fonte di reddito. I palestinesi si sono radunati ed hanno respinto gli aggressori con il lancio di pietre. Solo allora l’esercito è intervenuto per proteggere la fuga dei coloni. I nativi hanno lasciato a terra diversi feriti tra di loro e 10 arrestati.

Anche questa è una cronaca quotidiana, che non leggerete su nessun giornale scorta mediatica della supremazia bianca.

L’esercito di occupazione ha dichiarato di aver arrestato ieri 20 militanti in diverse operazioni repressive.

Libano

Israele, con il beneplacito della Casa Bianca, sta rioccupando il sud Libano. Non solo un dominio dal cielo, ma anche aggressione di terra. Un’unità speciale formata da 20 soldati è penetrata in territorio libanese, per circa 5 km, e ha rapito un esponente di un gruppo islamico. L’attacco è avvenuto poche ore dopo la visita del premier libanese nella regione meridionale, promettendo ricostruzione e pacificazione.

Durante gli attacchi militari di ieri sono state uccise tre persone, ad Aita Shaab. Un drone ha sganciato un missile che ha centrato un’auto.

Iran

I preparativi di guerra sono in corso. Sempre più F-35 sono in arrivo nelle basi Usa della regione. Lo ha annunciato il Pentagono. Netanyahu parte oggi per un viaggio di 5 giorni a Washington, nel tentativo di istigare Trump ad attaccare l’Iran.

Il regime iraniano è in subbuglio. Le due anime del potere si fanno sgambetti anche alla vigilia della ricorrenza della rivoluzione (11 febbraio), che aveva abbattuto la dittatura monarchica dei pahlavi. Il presidente riformista Pezeshkian, il suo consulente Larijani e il ministro degli esteri Araqchi attivano contatti con i leader della regione e quest’ultimo incontra gli inviati USA a Muscat, in Oman, ma la guida spirituale, Khaminei, incita la gente a scendere in piazza per “dimostrare ai nemici la compattezza del popolo contro gli aggressori stranieri”. Una parvenza di unità che non c’è neanche all’interno del gruppo dirigente. Ieri, il canale tv Ikhbariya, vicino Khaminei, ha interrotto la trasmissione in diretta del discorso del presidente. Uno sgarbo istituzionale mai avvenuto in passato.

A Teheran è in corso anche una rassegna mediatica della propria industria militare, dai missili a lunga gittata, mostrati in tv durante le prove sperimentali di lancio, ai droni dislocati sulle motovedette nel Golfo.

La campagna guerrafondaia che prende di mira l’Iran assume anche contorni di un nuovo antisemitismo contro i musulmani. In Italia, gruppi di signore della piccola borghesia lanciano campagne sui social per una nuova guerra coloniale in M.O. “Salviamo le donne musulmane dal velo”. Sappiamo come era finita l’aggressione Usa contro l’Afghanistan nel nome dell’antiterrorismo, com’è finita l’invasione dell’Iraq con il pretesto di esportare la democrazia. La nuova campagna guerrafondaia degli amici di Jeffrey Epstein si nasconde dietro uno slogan femminista. Come dire: salviamo le donne iraniane, bombardandole.

Il vero obiettivo, come sempre, è mettere mano sulle risorse energetiche e dominare una regione strategica nello scontro con Russia e Cina.

Libia/Migranti

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha dichiarato che 53 persone sono morte o sono scomparse dopo l’affondamento di un’imbarcazione nel Mediterraneo al largo della costa libica, mentre due donne sono sopravvissute. Lo scorso anno, l’OIM ha registrato 1.873 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo, di cui 1.342 sulla rotta centrale.

Secondo le testimonianze delle due sopravvissute, l’imbarcazione, che trasportava migranti e rifugiati dei paesi subsahariani, era partita da Zawiya, in Libia, intorno alle 23:00 del 5 febbraio. Circa sei ore dopo, si era capovolta a causa di un’infiltrazione d’acqua.

Libertà Barghouti

Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.

L’atto, frutto di un lavoro di sintesi condiviso dalla maggioranza in Commissione, individua nella liberazione del leader palestinese un passaggio indispensabile per la ripresa dei negoziati di pace.

Il documento approvato richiama il ruolo cruciale di Barghouti come “Mandela palestinese”, unico leader in grado di unificare le organizzazioni politiche palestinesi su una piattaforma democratica, come già dimostrato con la stesura del “Documento dei Prigionieri” del 2006 che apriva implicitamente alla soluzione dei Due Stati.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

A Doha è stato proiettato ieri il documentario “L’Ultimo medico”, che documenta l’impegno professionale del dottor Hussam Abu Safiya nella cura dei bambini palestinesi fino al suo rapimento.

Nel suo intervento, nel dibattito che è seguito alla proiezione, il dott. Abu Sitta ha affermato che “l’occupazione israeliana non ha trattato gli ospedali di Gaza come obiettivi collaterali, ma li ha resi una parte fondamentale e centrale della sua definizione del campo di battaglia”. Poi ha aggiunto: “colpire il personale medico, con uccisioni e arresti, non è una semplice vendetta, ma parte di un progetto di genocidio e pulizia etnica, volto a rendere Gaza inabitabile”.

BDS

La società di navigazione MSC, di proprietà dell’imprenditore italiano, Gianluigi Aponte, ma registrata in Svizzera, è implicata nel trasporto di prodotti delle colonie ebraiche illegali in Cisgiordania occupata e nel Golan siriano occupato.

I documenti commerciali e i database sulle importazioni degli Stati Uniti mostrano che la società svizzera ha spedito almeno 957 spedizioni dagli insediamenti illegali, tra l’inizio di gennaio e la fine di novembre 2025. Le fatture rivelano che 529 spedizioni di queste merci sono passate attraverso i porti europei.

Questa attività commerciale avviene in un momento in cui la comunità internazionale concorda sul fatto che gli insediamenti sono illegali ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra. Questa attività contraddice il parere della Corte internazionale di giustizia (2024), che obbliga gli Stati a impedire relazioni commerciali che contribuiscono al perdurare della situazione illegale nei territori occupati.

Si stima che l’economia degli insediamenti inietti annualmente circa 30 miliardi di dollari nell’economia israeliana, mentre l’economia della Cisgiordania ha subito perdite cumulative pari a 170 miliardi di dollari, rendendo il ruolo delle compagnie di navigazione l’infrastruttura che perpetua l’occupazione e le apre le porte dei mercati mondiali.

Palestinesi arrestati in Italia

Si è costituito un Comitato nazionale di giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!   

Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza

Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione ieri al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.

Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 8 mesi e 26 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 10 febbraio, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione: oggi

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Dopodomani, giovedì 12 febbraio 2026, si terrà a Bologna un incontro di attivisti del PD in sostegno di Gaza. Si parlerà di Al-Najdah, delle adozioni a distanza e del libro “Strega!”. Clicca!

Per ordinare il libro illustrato per bambini “Strega!” di Mia Lecomte, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo 

Governo delle destre in Italia è pronto a mettere la fiducia, nel voto di oggi alla Camera, sul decreto per foraggiare Kiev di armi.

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