di Francesca Fornario

Ah, questi complottisti: anziché Putin, vedono soltanto Israele ovunque.

Caro direttore, i file Epstein hanno alimentato il peggior complottismo. Certi addirittura sostengono che lo scoop non sia il legame tra Epstein e Putin (dalle mail viene fuori che Epstein voleva incontrarlo, prova evidente del fatto che era una spia russa), ma che Epstein fosse legato ai servizi segreti israeliani. Questo farneticante teorema si fonda su elementi trascurabili tra i quali i complottisti vedono un nesso. 1) Epstein viene definito da un informatore dell’Fbi “un agente segreto del Mossad addestrato da Barak”. 2) Nel 2008, indagato per abusi sessuali e traffico di minori, Epstein ottiene un patteggiamento perché l’avvocato informa il procuratore che Epstein “appartiene all’intelligence” (faccio notare ai complottisti: l’Fbi non scrive quale, poteva essere quella russa), e subito dopo avvisa il Mossad. 3) L’avvocato è Alan Dershowitz, autore del volume Processo ai nemici di Israele (secondo i complottisti, questo proverebbe il suo legame con Israele) e viene definito dall’Fbi come “cooptato dal Mossad” e reclutatore per conto di Israele di Jared Kushner che ha “compromesso Trump”. Peccato che Dershowitz provenga da una famiglia ebrea originaria della Polonia, paese che, guarda caso, confina con la Russia di Putin: dice niente ai complottisti? 4) L’amicizia tra Epstein e Ehud Barak, ex direttore dei servizi segreti ed ex premier israliano, che soggiorna decine di volte nella casa di Manhattan di Epstein sapendo delle sue condanne. Le mail provano che discutevano di questo e quello come si fa tra amici: come provocare interventi militari americani in Siria e in Libano, quando attaccare l’Iran.

Barak è ministro della Difesa quando Epstein gli suggerisce di tenere d’occhio Palantir, società che poi sottoscrive un accordo con Israele, e il suo algoritmo viene impiegato per individuare con precisione i bersagli da colpire a Gaza (il 90 per cento degli edifici: soldi buttati). 5) Epstein e Barak investono nella start up di videosorveglianza Carbine, legata ai servizi segreti israeliani (come se questo c’entri qualcosa con i servizi segreti israeliani). 6) Il legame con l’ambasciatrice norvegese Mona Juul, che con il marito Rod-Larsen frequenta l’Isola di Epstein, negozia gli accordi di Oslo e nei giorni scorsi viene sollevata dall’incarico, perché sospettata di aver favorito Israele. Secondo i complottisti, è per questo che Epstein ha lasciato 8,5 milioni di dollari all’ambasciatrice e ai suoi figli. 7) Epstein risulta coinvolto nella negoziazione di accordi tra Mongolia e Israele, Costa d’Avorio e Israele, Somaliland e Israele, che discute con Trump e i suoi inviati Witkoff e Kushner di trasferire i palestinesi in paesi sottosviluppati. 😎 Ari Ben-Menashe, ex agente del Mossad, dichiara che Epstein, Ghislaine Maxwell e suo padre Robert Maxwell erano spie del Mossad. Robert non può smentire, essendo morto in circostanze misteriose, ma il fatto che al funerale il premier israeliano Shamir lo ricordi come “l’uomo che “ha fatto più cose per Israele di quante se ne possano dire” tende a escludere fosse una spia del Mossad.

Ghislaine invece è pronta a parlare in cambio della grazia di Trump (darà la colpa agli immigrati). Secondo Ari Ben-Menashe, l’isola, gli aerei e le proprietà di Epstein teatro degli orrori, erano ambienti controllati per raccogliere materiale compromettente su figure potenti per poi ricattarle: una strampalata teoria del complotto su un’élite di pedofili corrotti che ricalca la trama di Relazioni spaziali, romanzo distopico del 1973 dell’ufficiale dei servizi segreti Usa Donald Barr. 9) Donald Barr è anche quello che ha assunto come insegnante Epstein, privo di qualifiche, alla prestigiosa Dalton High School di New York, nonché il padre di William Barr, procuratore generale a capo delle carceri la notte in cui Epstein si è suicidato (ma i complottisti arrivano perfino a dubitare che sia suicidio, solo perché il compagno di cella era stato trasferito, le telecamere non funzionavano…). Sulla base di queste correlazioni spurie, i complottisti sospettano che il fatto che Trump sia stato amico di Epstein, con il quale condivideva “la passione per le ragazze giovani”, così come Clinton e altri esponenti della politica e della finanza frequentatori delle magioni di Epstein, potrebbe avere a che fare con la complicità e il silenzio della politica e della finanza con il genocidio e gli altri crimini di Israele. Ce ne vuole di fantasia.

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